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lavoro pubblicato mercoledì 4 gennaio 2017
ultima lettura giovedì 27 aprile 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una tranquilla serata

di LoSpettrale. Letto 163 volte. Dallo scaffale Horror

Il DVD si bloccò proprio nel momento “clou” del film. Michael si alzò dal divano, ma inciampò nelle numerose lattine di birra, scatole di cibo cinese e cartoni della pizza sparsi per il pavimento e cadde a terra imprecando. Si alzò a fatica e si diresse

Il DVD si bloccò proprio nel momento “clou” del film.
Michael si alzò dal divano, ma inciampò nelle numerose lattine di birra, scatole di cibo cinese e cartoni della pizza sparsi per il pavimento e cadde a terra.
Imprecando, si alzò a fatica e si diresse verso il lettore per togliere il disco.
“Se quell'indiano del cazzo mi ha fregato di nuovo, gli distruggo il negozio, lo giuro” pensò furibondo, ricordandosi le svariate volte in cui aveva dovuto riportare DVD rovinati al noleggio sotto casa sua, non ottenendo mai uno straccio di rimborso in quanto il commesso (e proprietario) del negozio sosteneva che era colpa di Michael se erano rovinati, lui li aveva acquistati in ottime condizioni.
Sorprendentemente, quando esaminò il disco, notò che era perfetto, senza nessun graffio.

Non si sconvolse più di tanto. In fondo, il film era un horror da quattro soldi, persino il titolo era ridicolo:”Una tranquilla serata”.
“Chi cazzo avrebbe dato un titolo del genere ad horror?” pensò “ e poi, la trama fa schifo, si sapeva subito che sarebbe arrivato...”
I suoi pensieri furono interrotti da un rumore proveniente dalla cucina.
Un tonfo, come se qualcosa fosse caduto a terra. Andò a controllare, ma nulla era stato spostato.
Perplesso, se ne tornò in salotto, deciso a guardarsi un altro po' di TV prima di andare a dormire.
Ma un nuovo rumore catturò la sua attenzione: questa volta proveniva dal piano di sopra e sembravano dei passi.
Passi furtivi, come quelli di un animale che cerca di nascondersi.
Cominciò ad agitarsi: forse, era solo un gatto o un procione che erano entrati in casa.
“Si, ma da dove? Tutte le finestre sono chiuse” pensò con una crescente ansia.
Salì molto lentamente le scale, attento a cogliere qualsiasi suono sospetto.
Ad un cero punto, avvertì chiaramente qualcosa infrangersi in camera sua.

Restò bloccato sulle scale; sudava freddo e gli tremavano le gambe.
Si, non era mai stato un tipo coraggioso e per di più era anche disarmato.
Si avvicinò lentamente alla porta e vi appoggiò l'orecchio, ma non sent
ì alcun suono provenire dalla sua stanza.
Aprì la porta di scatto, ma vide solamente il vaso di fiori rotto e i pezzi sparsi sul pavimento.

Non c'era nessuno.
Ad un tratto, avvertì una specie di ringhio alle sue spalle e, prima che potesse reagire, provò un dolore lancinante alla schiena.
Il dolore fu talmente repentino e intenso che non riuscì neanche a gridare: cadde a terra e svenne.

Rinvenne dopo poco tempo, ma a lui erano sembrate ore.

Provò a rialzarsi, ma un bruciore intenso alla schiena lo costrinse a ributtarsi bocconi a terra.

Si impose di non urlare per non attivare la cosa che lo aveva attaccato.
“Ma che cos'era?” pensò Michael “Non ci sono orsi o animali simili in queste zone”. Ripensò al ringhio che aveva avvertito prima di essere colpito: non era qualcosa di naturale, qualcosa di questo mondo...
Doveva reagire: per prima cosa, controllò lo stato della ferita.

Scorrendo con le dita, scoprì di avere tre ampie ferite slabbrate sulla schiena.
Notò che sulle dita, oltre al suo sangue, c'era una strana sostanza gelatinosa bianca...
Nonostante il dolore, Michael si alzò.
Non sapeva dove aveva lasciato il cellulare, quindi doveva raggiungere il telefono fisso, che si trovava nel suo studio.
Appoggiandosi al muro, si alzò, combattendo le fitte di dolore.
Stringendo i denti, Michael andava avanti, con il sangue che gli colava lungo la schiena, mischiato al sudore e alla sostanza gelatinosa.
Era ormai vicino alla porta dello studio quando gli arrivò di nuovo alle orecchie quel ringhio ma questa volta fu più feroce.
Più famelico.
Michael stavolta decise di reagire e di affrontare l'essere, ma non ne ebbe il tempo: sentì un violento dolore alla coscia e, urlando per il dolore, cadde rovinosamente sul pavimento.
Poi avvertì delle fitte a entrambe le caviglie e si sentì trascinare lungo il pavimento, poi venne scagliato con forza contro il muro.
Urlò di dolore, rabbia e paura con tutto il fiato che aveva in corpo.
Perché nessuno veniva ad aiutarlo? Possibile che nessuno sentisse le sue urla disperate?
Non riusciva a reagire: sapeva ormai di dover morire lì, in casa sua, senza potersi difendere, senza neanche sapere cosa lo stesse torturando e uccidendo.
Senti l'essere dietro di lui. Questa volta però, non ringhiava, anzi, sembrava che stesse sussurrando qualcosa...
Michael si alzò e questa volta riuscì a girarsi e a guardare quella maledetta creatura.
E la vide; e l'orrore si dipinse sul suo volto quando vide che...



Il DVD si bloccò proprio nel momento “clou” del film.
Jack, spostando la testa di Rachel, che si era addormentata sulle sue gambe, si alzò per togliere il disco.
Neanche gli stava piacendo quel film, era un bene che si fosse bloccato.
Nel farlo, non si accorse della figura alle sue spalle che lo osservava, ringhiando.







Commenti

pubblicato il mercoledì 4 gennaio 2017
abisciott1, ha scritto: Finale a tranello, eh? Originale ma potevi descrivere la creatura.
pubblicato il giovedì 5 gennaio 2017
LoSpettrale, ha scritto: abisciott1 grazie per la lettura e per il complimento. Si, avevo pensato alla possibilità di descrivere la creatura, ma mi piace stimolare la fantasia del lettore e allora...perchè non dare la possibilità di immaginarsi, ognuno a suo modo, la creatura?
pubblicato il martedì 10 gennaio 2017
Hermes, ha scritto: Molto bello, soprattutto il finale. Complimenti!
pubblicato il mercoledì 11 gennaio 2017
LoSpettrale, ha scritto: Grazie Hermes!

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