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lavoro pubblicato mercoledì 4 gennaio 2017
ultima lettura domenica 12 febbraio 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dialogo sul confine della Palude Scura

di Enrimanci. Letto 149 volte. Dallo scaffale Generico

"Fermo, dove stai andando? Oltre questo confine si entra nella Palude Scura""Come?""Si proprio così, tu che vivi qua alla luce del sole, perché dovresti recarti in un luogo tanto buio e confuso?""Ho pers.....

"Fermo, dove stai andando? Oltre questo confine si entra nella Palude Scura"

"Come?"

"Si proprio così, tu che vivi qua alla luce del sole, perché dovresti recarti in un luogo tanto buio e confuso?"


"Ho perso una ragazza là in mezzo, ho paura possa esserle successo qualcosa."


"Qualcosa le è sicuramente successo, giovane ragazzo. Non si rimane illesi entro quei sentieri freddi e ostili."


"Devo riprenderla e riportarla alla luce; ci siamo conosciuti in un pomeriggio pieno di colori. Lei amava molto i colori, ed era molto bella. Era bella e piena di colori. Non so come è potuta finire laggiù. Forse non è neanche là, ma qua proprio non la riesco a trovare. Ho girovagato tutte le colline e credo di essere partito da molto."


" Rischierai la tua vita in questo modo, ne sei consapevole?
Rischi di scordarti la luce del sole. Quando è buio ci si assuefa in fretta. Tra i rampicanti e la melma che rallenta i piedi potresti dimenticarti di aver guardato il cielo limpido."


" Lo so, io amo questa parte di confine. Amo il calore quando la mattina mi sveglio. Ho paura. Però non la riesco a trovare e forse solo io posso ricordarle di quando anche lei viveva nella luce."


" Ammiro il tuo coraggio. E' diverso dall' incoscienza di altri viandanti. Io sono a guardia di questo confine da secoli e conosco i perché degli uomini. Troppo spesso qualcuno entra per recuperare amici, amori e parenti. E non ne esce più.
La scomparsa di qualcuno, trascina con sé la scomparsa di tanti altri.
Però forse tu, ecco. Hai la pelle piena di riflessi. Forse tu riuscirai ad avere memoria del sole più a lungo degli altri."


" Lo spero. Spero di non dimenticarmi della vita che ho condotto finora. Di quando riempivo lo zaino di frutti succosi e mi tuffavo nel vicino lago argentato, proprio dove sono nato.
Torna mai qualcuno dalla palude?"


"Oh si, certo. Ma soltanto coloro che rimangono nei pressi dei confini. Chi si addentra troppo verso la melma più putrida non ha più fatto ritorno."


"D'accordo signor guardiano, allora vado dentro. Sento che è giusto così. I colori non condivisi con lei diventano sempre più opachi, anche qua dove la luce è abbagliante.
Ho perso nella palude la mia famiglia tanto tempo fa. Ma forse lei è ancora vicino ai confini."

Il ragazzo tirò un sospiro preoccupato e inizió ad arrancare nel fango. Le esili gambe furono presto immerse nella melma fino al bacino.
La vegetazione nel giro di una cinquantina di metri si infittì, fino a ricoprire l'azzurro sopra la sua testa come una ragnatela verde.


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