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lavoro pubblicato mercoledì 4 gennaio 2017
ultima lettura sabato 23 febbraio 2019

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Vorrei incontrarti fra vent'anni.

di daydreamer. Letto 392 volte. Dallo scaffale Viaggi

Quando una canzone avvertita distrattamente diventa la tua musa ispiratrice, quando la tua musa di un tempo è ormai un ricordo: http://qualcunoscrivecoseacaso.altervista.org/vorrei-incontrarti-fra-ventanni/

Questa mattina, alla radio, ho sentito distrattamente una musica nota, una canzone forse un po' datata, una canzone che fa "vorrei incontrarti fra cent'anni" e c'ho pensato.
Ho pensato a te, ho pensato che vorrei incontrare te fra cent'anni, ma forse cento son troppi, quindi vorrei incontrarti tra dieci anni, anzi, meglio venti.
Vorrei incontrarti fra vent'anni, quando avrò finito l'università e l'avrai finita anche tu, magari sarai tornata dalla Scozia o forse no e aspetterò qui che tu prenda un aereo, che tu possa varcare le nuvole per ritornare in patria, aspetterò e guarderò ogni giorno il cielo sperando che tu sia lì, da qualche parte, ma il cielo è così grande, così in alto, così azzurro da sembrare infinito.
E forse, forse fra vent'anni vorrei incontrarti in questo immenso cielo, vorrei incontrarti in volo, su una candida nuvola bianca, anzi, incontriamoci su una nuvola rosa, che il rosa non mi è mai piaciuto, ma a te piaceva tanto lo zucchero filato e sì, lo ricorderò ancora tra vent'anni o forse no.
Vorrei incontrarti fra vent'anni su una nuvola rosa, alle quattro e cinque di pomeriggio, in attesa di un tramonto da guardare dall'alto e ci getteremo nel mare ad affogare come il sole alle sei di sera e ci perderemo nel crepuscolo di un giorno ormai finito, di una vita che non finisce mica là. Forse tra vent'anni avrai già dimenticato che io non so nuotare, non ho mai imparato e non imparerò in questi anni ed è un peccato, perché sarebbe davvero bello nuotare dal tramonto al crepuscolo, arrivare fino alla colonne d'Ercole e poi risalire l'oceano.
E sai bene che non ci riusciremmo neanche se sapessi nuotare, quindi sto parlando a vanvera, come sempre.
Ricominciamo: vorrei incontrarti tra vent'anni, alle quattro e cinque di pomeriggio, che non saranno mai le quattro e cinque di pomeriggio perché la puntualità non sai dove sta di casa e ci scommetto, ci scommetto tutto che tra vent'anni farai tardi come oggi, come ieri, come ogni giorno dello scorso anno quando ti attendevo alla finestra, fingendo di guardar oltre, fingendo di incontrare il tuo sguardo casualmente e distrattamente come un casellante incompetente alla dogana, ma trovarti per scelta, per poi lasciarti con un cenno della mano e volgere gli occhi altrove tanto ti vedevo ancora, ti vedevo ancora nella mia testa, che la tua immagine mi si stampava sulla retina ogni giorno e ogni notte svaniva e doveva rifarlo, aspettarti ancora e ancora e ancora per mesi.
E vorrei farlo ancora, ma dovrò aspettare vent'anni.
Perché tra vent'anni e non ora? Ma d'altronde, cos'avrei da dirti ora? Cosa potrei dirti con un piede nell'inesperienza e l'altro in vani tentativi di sperimentazione, cosa potrei dirti ora che io l'amore neanche so cosa sia, cosa potrei dirti adesso che sei ancora la più bella?
Io, sì, io vorrei incontrarti tra vent'anni, ora che ne ho quasi venti, così quel giorno, alle quattro e cinque di pomeriggio del ventidue giugno, saranno quaranta, cifra tonda, il numero di chi è ormai giunto e tu, ne avrei appena trentotto, il trentotto di chi è ancora in viaggio.
E voglio capire se tra vent'anni saprò cos'è l'amore e saprò dirti finalmente cos'ho provato e magari cosa proverò allora, nel vederti ancora, dopo due decenni; voglio capire se tra vent'anni saprò ancora vederti così bella, ma bella dentro, bella forte e vorrò ancora urlarti che sei così bella ogni volta che sorriderai; voglio capire se crederò ancora che la bellezza possa salvare il mondo o se, magari, il mio mondo la bellezza l'avrà già salvato, se crederò ancora nella verità, nell'autenticità dei sentimenti e se non avrò dimenticato cosa voglia dire emozionarsi dinanzi ad un tramonto e ho bisogno di te, perché in te vedevo il tramonto più bello.
E spero che tra vent'anni di tramonti ne avrò visti altri, tanti altri, ma voglio capire se tu sarai ancora il migliore, il più intenso, il più terribile da smettere di guardare.
E no, probabilmente tra vent'anni in te non vedrò alcun tramonto, tra vent'anni per me sarai solo sera, sera calma, calma piatta, ma eri rivolta e lo ricorderò e te lo dirò, te lo racconterò come fosse una storia della buonanotte, perché sarà un addio.
E voglio capire cosa sarò, cosa sarai, quante cose saranno cambiate e magari, magari quel giorno scoprirò di non averti mai amata e sarò disperata o sarò felice perché tu, dopo tutto, non hai mai amato me, sempre qualcun altro.
Ecco, forse avrai qualcuno ad aspettarti, qualcuno che aspetti anche tu. Forse qualcuno aspetterà anche me, perché io, non ti aspetterò per tutta la vita, non ti sarò devota così a lungo, non lo meriti, ho già smesso.
Eppure verrà un giorno, tra vent'anni, in cui io aprirò gli occhi all'alba e ricomincerò ad attenderti come a diciott'anni, mi sentirò giovane, mi sentirò ridicola, forse immatura e ricomincerà tutto da capo, con quel gioco del casellante, con un sorriso da nascondere perché sono certa che sorriderò ancora, avrò meno paura, meno paura di quanta ne avevo quando il mio cuore batteva per te, quando sentivo il tuo nome ad ogni battito, quando mi toglievi ancora il fiato, per poi restituirmelo con un sorriso, come quando perdi qualcosa e non te ne accorgi, ma un passante ignoto te lo fa notare e te lo restituisce con gentilezza e tu eri proprio una passante che raccoglieva ogni mio respiro.
Ma ora tu hai perso qualcosa, hai perso il mio ultimo battito per te, ma no, io non sarò quel passante e il mio ultimo battito lo terrò per me.
E accadrà, accadrà fra vent'anni, non ora, prima che tu possa perdere di me ogni ricordo, prima che la vita vada avanti, scorra veloce ed irreversibile, prima che tu fugga lontano, troppo lontano, ma fra vent'anni quando tutto sarà diverso, quando saprò tutto o forse ancora niente e allora, in tal caso, sarai tu a dirmi cosa sapere.



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