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lavoro pubblicato martedì 3 gennaio 2017
ultima lettura mercoledì 20 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

I Ladri dell'Immaginazione Capitolo 1

di Amrani996. Letto 260 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Era strano, quell’uomo davanti a me non dava l’impressione di essere il capo di una societá multimiliardaria. Era mingherlino e nessun abito pesante poteva nasonderlo. Nonostante esibiva un‘eleganza fuori dal comune non si poteva non soffermasi sul suo vi

Ero uno come tanti, un semplice uomo ma pian piano divenni come loro. La brama di potere mi divoró facendomi arrivare ad un bivio, una scelta impossibile.

Mi ritrovo davanti a questo immenso grattacielo che sembra tocchi le nuvole. Senza volerlo sono vestito in modo elegante come la maggior parte delle persone che entrano ed escono di lí, troppo impegnate per accorgersi della bellezza di questo sontuoso edificio. Lo ammiro finché non entro, dandomi un’ultima occhiata sul riflesso dei vetri.Tengo in mano una lettera, forse la piú importante della mia vita. Finalmente, dopo tanti anni di duro lavoro sono stato accettato per un incarico di altissimo profitto.

Decido subito di entrare in ascensore cercando di confondermi tra la massa di persone giá presente. L’ascensore é grande quanto la mia camera il che non mi sorprese molto data la grandezza di questo posto. Dopo pochi minuti di attesa ebbi il coraggio di premere il bottone indicato nella lettera e solo ora realizzai che si trattava dell’ ultimo piano, il vertice, il top del top. Mi sfugge un sorriso quando il panico mi assale. E se falissi? Se non fossi adatto per questo lavoro dovrei ricominciare tutto da capo e io non posso permettermelo. Non dopo tutto quello che mi é costato.

L’ascensore si fermó e le porte di vetro si aprirono per l’ultima volta. Ormai mi ero abituato a quel suono metallico. In una sola salita si erano aperte piú di una trentina di volte. Pieno di ottimismo barcollai fuori da quella trappola di metallo ancora perfettamente pulita dopo quella lunga salita tranne che per l’odore, un misto di dopobarba e profumo con qualche accenno di sigaretta. Ormai fuori rimasi imbambolato per circa mezzo minuto prima di capire dov’ero finito perchè era tutto spettacolare, qualcosa che solo una persona poteva fare, il mio futuro capo; Il pavimento era di costoso marmo bianco, splendente e chiaro come le perle che si usano per le collane, ti ci potevi specchiare per quanto fosse lucido e ben pulito. Le pareti e il soffitto, stracolme di antichi quadri dalle varie dimensioni erano fatte di vetro cristallino quasi trasparente. Davanti a me invece vidi un sacco di antiche reliquie e statue alte due metri che si ergevano trionfanti immezzo a tutto quel scintillio. Continuando a camminare con lo sguardo nuovamente concentrato sui quadri e il soffitto non notai la fontana al centro della stanza finché non senti il suono dell’acqua quando, dando un’occhiata migliore intravidi una porta alla fine di questo bizzarro percorso. Decisi di raggiungerla ma non prima di aver curiosato .

Ero cosí assolto nell’ammirare quelle meraviglie che non mi accorsi che ero osservato da qualcuno.

Era strano, quell’uomo davanti a me non dava l’impressione di essere il capo di una societá multimiliardaria. Era mingherlino e nessun abito pesante poteva nasonderlo. Nonostante esibiva un‘eleganza fuori dal comune non si poteva non soffermasi sul suo viso. Aveva una delle faccie piu amichevoli che io abbia mai visto. Il suo sorriso poi era qualcosa da fotografare e conservare per sempre. Non riuscii a stimare la sua etá né tantomeno la sua provenienza, volevo solo sentire la sua voce, chissá come sará.

Mi avvicinai, asciugando la mano sudata sui pantaloni prima di improvvisare un saluto decente ma lui non si scompose, rimase fermo lí ad osservarmi. Cosa dovevo fare? Rimasi anch’io ad osservarlo per qualche secondo cercando di capire esattamente cosa pretendeva da me in quel momento quando mi ricordai della lettera. Che stupido, era ovvio che voleva la lettera.

Mi scusi.” riesco a dire nascondendo l’imbarazzo “Credo che lei voglia questa.” aggiungo tirando fuori la lettera piegata dalla tasca.

Lui la prese tra le mani senza aprire bocca il ché mi fece innervosire non poco. Certo ero appena stato chiamato per questo lavoro ma questo non significa che dovevo essere trattato in quel modo.

Mi sorride, mostrando una dentatura perfettamente bianca, indicandomi la poltrona come per dirmi di aspettarlo dopodiché scomparve dietro alla porta di prima lasciandomi solo.Ormai comodo alzo lo sguardo verso il soffitto quando, stupidamente notai qualcosa di davvero strano. Tutti quei quadri non potevano essere veri, la maggior parte di loro era esibita nei musei ma allora com’era possibile? Eppure prima sembravano cosí reali. Forse sono solo molto nervoso mi dico, cosa che non mi era mai capitata quando si trattava di usare il cervello. Non ci faccio caso anche perché sento le porte dell’ascensore aprirsi. Mi metto subito composto quando vedo l’uomo che ne é uscito fuori. Inizialmente si guarda attorno finché non mi localizza io invece mi alzo dandomi una sitemata alla cravatta e lo raggiungo.

Mike, vecchio mio da quanto tempo! ” urla, senza trattenersi nella mia direzione finche non siamo faccia a faccia.

Mi scusi ma ci conosciamo? ” ribadisco a bassa voce.

Ma come? Sono io, Robert Callaghan. Dai, eravamo nella stessa classe di letteratura all’universitá.” esordisce allegro

Sei davvero tu Rob!? Sei cambiato un sacco in un solo anno, non ti avrei mai riconosciuto in quell’abito da pinguino...ma cosa piú importante, non dirmi che sei uno dei dirigenti di questá societa?! Perché..ehm...questo significa che dovrei iniziare a darti del lei o chiamari signore o che ne dici di sua altezza...” inizio ironico quando m’interuppe “Invece tu non sei cambiato per niente amico, continui ancora a fingere di essere ironico e divertente quando tutti sanno che non sopporti farlo...sua altezza però mi piace

Scoppiamo a ridere contemporaneamente in ricordo dei vecchi tempi quando aggiunse “Scherzavo ovviamente, da oggi in poi forse saremo soci e mi pare strano che un mio coetaneo mi dia del lei, io sono e resterò Rob per te ok?

Certo” rispondo quando mi diede una pacca sulla spalla

É bello avere dalla nostra parte un genietto come te! ” mi sussurra poco dopo in un orecchio il ché mi lasció un pó perplesso, che cosa intendeva con quel ‘dalla nostra parte’?

Ti piace questo posto? ” mi chiede dopo avermi lasciato libero

É eccezionale, non ho mai visto nulla del genere! Scusa se te lo chiedo ma quei quadri sono autentici perché é impossibile che lo siano...” chiedo alzando il dito per indicarli

Ah quelli! ” inizia alzando lo sguardo come me “Sai anch’io mi sono chiesto la stessa cosa il primo giorno che sono venuto qui ma stai pur certo che sono veri, sono dei doppioni temporali...

Cosa?! Rob ora non scherzo piú...” riesco a dire cercando di capire se mi stava prendendo in giro o meno

Ti spieghermo tutto piú tardi ora dobbiamo andare” rispose facendomi cenno di seguirlo

Inseguo Robert superando la fontana e le statue finché non ci troviamo davanti alla porta dove prima l’uomo elagante era entrato. Mi fermo mentre lo guardo sistemarsi l’abito prima di bussare e dopo un “Entrate” in coro aprí la porta facendomi cenno di entrare prima di lui. Dentro non era come lo immaginavo. Se fuori da quella stanza si poteva rimanere abbagliati per ore ad ammirare quelle raritá dentro non si poteva dire lo stesso. La stanza era adibita come sala riunuioni, al centro c’era un gigantesco tavolo di forma ovale accerchiato da poltrone dove sedevano i dirigenti. Il resto era semplice, qualche quadro sparso per i muri tranne uno che era ricoperto di fogli su cui era scritto qualcosa di inleggibile e una finestra nel muro opposto. Mi chiedo solo come sia possibile che non sia riuscito a vederla da fuori con tutto quel vetro. Faccio qualche passo verso quel possente tavolo e mi presento

Sono Mike Ri...Smith piacere di far parte di questa gloriosa organizzazione, prometto che mi impegneró al massimo per finire al meglio ogni compito da voi assegnato” dico con troppo entusiasmo finché non mi accorgo di quello che ho appena detto. Vorrei premere il tasto reset solo per ripetere gli ultimi cinque minuti ma ormai quel che é fatto é fatto. Tiro un sospiro quando uno dei dirigenti mi incalza divertito

Mike giusto” inizia trattenedo a stento una risata “Sai perché ti abbiamo chiamato per lavorare in questa gloriosa organizzazione?” mi dice soppesando quel ‘gloriosa organizzazione’

“Non saprei signore, nella lettera c’era scritto solo di presentarmi in questo posto e che avrei avuto la possibilitá di lavorare per la migliore societá del mondo tutto qui...” ribadisco incerto se quella fosse la risposta giusta da dare ed é allora che mi accorgo che la poltrona situata dalla parte opposta alla mia era rivolta verso il muro e che quella nascondeva l’uomo elegante di prima. Non avrebbe alcun senso arrabiarsi in un momento del genere anche perché capii solo ora che mi stavano testando e che il mio inizio non era stato uno dei migliori.

“Che cosa pensi che facciamo in questa societá?” mi chiede un’altro dei presenti

Stavo per rispondere con un altro ‘Non saprei’ ma mi fermai prima di scavarmi la fossa. Era ovvio che dovevo capire che cosa facevano per permettersi un posto del genere. Avevo fatto delle ricerche su internet ma con mia grande sorpresa non avevo trovato nessuna informazione. Mi guardai attorno in cerca di qualche indizio finché non notai qualcosa di davvero strano. Tutti i presenti avevano lo stesso orologio al polso destro ma a differenza dei normali orologi questi avevano sei diverse lancette per sei diverse serie di numeri. All’inizio pensai che indicavano l’orario in sei diversi paesi a causa del fuso orario ma cambiai subito idea perché dopo una seconda occhiata notai che non cerano numeri nei loro orologi ma dei strani simboli

Decisi di tentare una domanda.

“Permettete una domanda?” chiesi mostrandomi sicuro di me

“Certo siamo qui per ascoltarti...Mike vero?” disse il dirigente scortese di prima, chissá perché mi aveva preso di mira

Gli orologi che avete al polso sono veri? Non dubito di voi ma non ho mai visto modelli del genere, sembrano di un’altra epoca e i quadri la fuori, siamo sicuri che siano veri? Ripeto non dubito assolutamente di voi ma non credo che al mondo esistano due esemplari di Monalisa perfettamente identici...só che non ho risposto alla vostra domanda ma...” dico finché non vengo interotto

“Sono veri e...”

“Doppioni temporali giusto?” lo interrompo a sua volta finendo la frase spavaldo quando l’uomo elegante si degna di farsi vedere.

“Callaghan che ti é saltato in mente, non lo abbiamo nemmeno testato per l’inarico!!!” urla il signore scortese

“Tranquillo, lo conosco, eravamo allo stesso corso avanzato di letteratura e vi assicuro che sarebbe un grosso sbaglio non prenderlo con noi...questo” dice appoggiando le mani sulle mie spalle “É il ragazzo piú intelligente che io abbia mai conosciuto e sarebbe uno spreco farlo lavorare nel mondo reale e non dimentichiamoci che é stato l’unico a riconoscere i quadri...lo avete notato vero? Sono sicuro che per quanto vi impegnate non riuscite a soggiogarlo per piú di qualche secondo”

Forse non hai capito Callaghan, anche se é l’unico non significa che sia del tutto pronto, non ha ricevuto la tua stessa educazione.” e finalmente sento la sua voce “ Scusami Mike ma per quelli come noi il tuo dottorato non é altro che una goccia in un oceano rispetto alla conoscenza che abbiamo...a me serve che tu abbia una mentalita molto aperta

Non riesco a dire niente anche perché non saprei cosa dire, come potrei ribattere? Pensavo che avere un dottorato fosse sufficiente e invece mi sbagliavo. Ormai sono spacciato. Non resta altro che andarsene con classe senza peggiorare la situazione quando, a mia insaputa il capo si alza, fa qualche passo verso la finestra e inizia a fissare il vuoto.

“Se ti dicessi che tutti noi siamo dei ladri mi crederesti Mark?” dice senza staccare il viso dalla finestra

Tutti i presenti si scomposero per la domanda tranne me

“Che tipo di ladri?” chiedo senza pensarci, ormai sono giá spacciato quindi tanto vale tentare mi dico

“Noi rubiamo l’immaginazione alle persone...” rispose quasi sussurandolo

“Mi prende in giro?” chiedo alzando il tono e agitando la mano nella sua direzione come se volessi staccarlo dalla finestra ed affrontarlo faccia a faccia.

Lui giró abbastanza il volto per incrociare il mio sguardo. Nonostante ero stato cosí avventato e poco cortese il sorriso non aveva abbandonato il suo viso. Bastó quello per convincermi a dargli un’ultima possibilitá prima che me né vada da quel posto senza voltarmi mai piú.

“Callaghan perché non porti il nostro amico a bere qualcosa?” chiese ritornando a fissare il vuoto

“Chi io?” rispose Robert incerto

“Hai capito che cosa intendo...”

Gli occhi di Robert brillarono per la gioia ma solo per pochi secondi. Si sistemó la cravatta e mi sussuró qualcosa nell’orecchio senza farsi vedere dai presenti. Lo seguí senza indugio, forse lui sapeva come farmi entrare in questa societá

Percorriamo a ritroso il grattacielo finché non ci troviamo soli fuori da quell’immenso edificio. Prendiamo una limousine ed é lí che iniziano i miei dubbi, sono stato assunto per l’incarico oppure no? Anche se avevo chiesto al mio compagno mi rispose con un silenzio di tomba e un sorrisetto malizioso.

Per tutto il tragitto non feci altro che guardare fuori dal finestrino mentre le domande riempivano la mia testa. Immaginazione? Ladri? Non scherziamo, certe cose esistono solo nella fantasia mi ripeto piú e piú volte. Forse volevano davvero solo vedere se ero davvero pronto a credere a qualsiasi cosa eppure il suo viso non mentiva, forse non aveva mai mentito con me.

Ci fermiamo in pieno centro davanti ad uno dei piú lussuosi ristornati della cittá. Callaghan esibisce un sorrisetto che solo pochi potrebbero avere perché solo gente come lui potrebbe prendere una limousine per andare a bere qualcosa. Io sinceramente avrei optato per un taxi. Lascio stare anche se nel profondo non mi dispiace la sensazione di sentirmi importante, di gustarmi le faccie curiose e sbalordite dei passanti mentre mi fissano come se venissi da un altro pianeta.

Salve signor Callaghan, le ho giá preparato il suo tavolo come da lei chiesto...prego da questa parte” dice una delle cameriere che sembra un attrice di Hollywood. Robert, che non aveva ancora aperto bocca mi fa cenno di seguirlo al piano di sopra e io sinceramente mi stufai di tutto quel silenzio.

“Mi dici che stá succedeno? Non serve portarmi in un bel posto per dirmi che non sono stato assunto, potevi dirmelo anche in ascensore per quel che mi rigurda” esplodo senza curarmi della gente attorno

Lui mi squadró quasi divertito “Al contrario” mi dice quando riprese a salire le scale.



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