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lavoro pubblicato martedì 3 gennaio 2017
ultima lettura martedì 12 dicembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Io contro Jeff

di VinceRobertson. Letto 154 volte. Dallo scaffale Generico

Jeff gli sparò senza provare nulla. Il corpo scivolò lungo la parete e finì disteso sul pavimento. Il sangue era dappertutto. Jeff rimise la colt nel taschino e uscì dall’edificio. Una volta in strada prese con indiffer.............

Jeff gli sparò senza provare nulla. Il corpo scivolò lungo la parete e finì disteso sul pavimento. Il sangue era dappertutto. Jeff rimise la colt nel taschino e uscì dall’edificio. Una volta in strada prese con indifferenza il primo bus per tornare dal capo. Guardava severamente il paesaggio, come se farlo potesse cambiare qualcosa. Il problema però riguarda solo il lettore e me, perché a Jeff tutto questo non importa. È un circolo vizioso: voi non capite un personaggio che io ho creato ma che mi sfugge. Eppure è nato dalla mia penna poche righe fa, ma qualcosa è andato storto e il suo carattere ha prevalso sul mio. Se ci incontrassimo nella vita reale non credo che mi offrirebbe un cornetto.
Jeff trascina le mie dita lungo la tastiera e si fa accompagnare verso l’abitazione del capo. Scende dall’autobus e raggiunge velocemente l’edificio. Entra con discrezione in casa del capo e lo trova seduto sulla sua larga poltrona di pelle. È una persona rozza, pacchiana ed estremamente stupida, ma ha i soldi. Ora forse posso inquadrare Jeff con più precisione: è un assassino su commissione, probabilmente ben pagato. Jeff chiede subito la sua somma, senza nemmeno dire di aver compiuto il lavoro. Intasca il denaro dopo averlo accuratamente contato, poi lo crivella di colpi. Ora forse riesco a percepire un sentimento umano in Jeff: il disgusto. Non per la situazione, ma per il capo. Il sangue, naturalmente, non gli fa nessun effetto. Per concludere il lavoro colpisce anche gli altri uomini del capo e, con arcaica lentezza, esce.
Jeff ora disegna un luogo intorno a sé: è Carson City. È lui che vuole essere lì, io non so nemmeno dove diavolo sia quel posto. Il killer mi aiuta a disegnarlo con accuratezza; insieme creiamo una lunghissima avenue piena di gente triste e infreddolita. I palazzi sono di mattone scuro, l’aria è offuscata, Il mese è febbraio. Jeff ora vuole camminare per conto suo e, giuro su Dio, non so dove sta andando. Jeff? Jeff? Cristo, ora è scomparso nel nulla. Ho ancora davanti a me una strada e un abbozzo di città, ma Jeff è scomparso. Ha deviato per una strada che non esiste, lasciandomi solo con voi e un’idea che mi è sfuggita di mano.
Ho finito.



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