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lavoro pubblicato venerdì 30 dicembre 2016
ultima lettura mercoledì 21 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La mela del peccato

di GabrieleSannino. Letto 512 volte. Dallo scaffale Attualita

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Molti sanno ormai che la Bibbia di oggi è semplicemente un falso storico: la versione originale, infatti, non parla di un Dio ma dei cosiddetti Elohim – gli “dei” – probabilmente, anzi sicuramente, una razza aliena giunta sul Pianeta per spartirselo e dominarlo.

Giunti sulla Terra, questi Elohim sono intervenuti geneticamente sull’Adam - l’ominide presente già sul Pianeta – trasmettendo successivamente il loro sapere a Re/sacerdoti per tenere a bada e nell’ignoranza questa nuova umanità per conto loro.

Questi Elohim – secondo gli interpreti della Bibbia originale - hanno compiuto le operazioni tipiche dei colonizzatori: hanno creato opere idrauliche per trattenere riserve d’acqua, bonificato i territori adibendoli a coltivazioni sperimentali per nutrirsi, allevato animali per cibarsene allo stesso modo.

La Genesi biblica, nel modificare la deità, ha commesso però errori grossolani: nei versetti 14-17, per esempio, si dice che al quarto giorno “Dio” ha diviso la notte dal giorno, mentre nel versetto 11 – siamo al terzo giorno, ovvero quello prima – “Dio” abbia ordinato alla terra di far germogliare i vegetali.

Qui la logica insorge: com’è possibile che i vegetali germoglino prima e in assenza di luce solare? Non c’è dato sapere.

La Bibbia – storica ma anche attuale - ci informa di un altro fatto molto importante: in principio venne creato solo il maschio, l’Adam, che (Genesi 2,15) venne “collocato” nel gan-eden, cosa che ci fa pensare che era stato fabbricato da un’altra parte e posto lì.

La scelta di creare solo il maschio era dettata dal fatto che questi Elohim auspicavano a uno schiavo che lavorasse per loro, qualcuno cui assegnare i lavori pesanti.

In questo gan-eden vi era ogni forma di vegetale: sappiamo che era un luogo recintato e protetto.

Come non pensare, a questo punto, a un vero e proprio laboratorio di sperimentazione degli Elohim?

Insomma, e se il Paradiso fosse proprio un'altra cosa rispetto all’eden di Adamo ed Eva?

Questi Elohim decisero di costruire l’Adam con il loro Tzelem, vale a dire – tradotto letteralmente – “un quid di materiale che era a loro immagine e somiglianza”.

Quando gli Elohim optarono per la femmina – forse per farlo riprodurre in modo autonomo – usarono la tzela, un elemento anatomico dell’Adam tradizionalmente identificato con la costola. In realtà è logico pensare che si trattasse dello stesso materiale genetico del primo, giacché si voleva creare un essere umano identico ma di sesso opposto.

Molti contattisti e sciamani oggi affermano che un tempo l’essere che abitava il pianeta Terra era androgino, e che questa separazione è stata solo la prima di una lunga, lunghissima serie.

Queste separazioni, infatti, non hanno riguardato solo la sessualità, ma anche l’etnia, i tratti somatici e - per finire - le ideologie.

Da tutto questo si evince un’osservazione di fondamentale importanza: e se la cosiddetta “caduta” di Adamo ed Eva non fosse altro che quest’ unione sessuale un tempo assente?

E’ da qui che parte la – comunque non giustificabile - demonizzazione del sesso nonche’ l’idea del cosiddetto “peccato originale”?

Naturalmente Adamo ed Eva non erano gli unici esseri sessuali: ce n’erano già tantissimi, loro erano solo il simbolo di questa “caduta”.

Una bufala infatti, basta proprio sull’ignoranza dei religiosi che non leggono la Bibbia, è che Adamo ed Eva fossero i progenitori dell’umanità: ebbene quando Caino - il loro primogenito – uccide suo fratello Abele, esclama una frase chiarissima, ovvero “chiunque mi troverà, mi ucciderà”.

La domanda sorge spontanea: chi poteva essere questo “chiunque” se al mondo esistevano solo loro? E poi Caino, come avrebbe fatto a perpetuare la razza umana… se era da solo?

Suvvia, basterebbe fermarsi a riflettere.

Il racconto biblico prosegue dicendoci che Caino, durante la sua fuga, trovò moglie, ebbe un figlio e costruì addirittura una città. Ecco un’altra contraddizione.

A questo punto pare evidente che non solo sulla Terra ci fossero altri esseri sessuati, ma che la sua famiglia fosse solo un simbolo per questi Elohim.

Un simbolo… della loro creazione.

I religiosi, davanti a queste affermazioni, ribattono asserendo che Caino aveva trovato, in realtà, altri figli e figlie della coppia primordiale: ci rendiamo conto dell’assurdità di queste teorie?

Caino e la sua progenie furono portatori di conoscenze multidisciplinari: Yabal per esempio – suo figlio - diede l’avvio a un sistema organizzato di allevamento, mentre Yubal, fratello di Yabal, a elementari forme di attività artistica suonando lira e flauto.

Tra le altre cose, nei due nomi Yabal e Yubal ricorre l’elemento YBL, che contiene proprio l’idea del “guidare le masse”: ebbene, anche questo è altamente simbolico.

Pian piano comunque, seguendo i racconti biblici, si arriva ai mitici Sumeri, sbucati praticamente dal nulla, almeno secondo la versione storiografica ufficiale: essi erano il primo popolo organizzato, con conoscenze in tutti i campi, tanto da coordinarsi collettivamente in molti modi.

E’ così irrealistico, a questo punto, pensare ai Sumeri come al primo popolo… di una razza speciale fabbricata appositamente dagli Elohim?

Lascio a voi ogni risposta.

Fonti: “La Bibbia non è un libro sacro” di Mauro Biglino.

“Il segreto più nascosto” di David Icke



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