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lavoro pubblicato mercoledì 28 dicembre 2016
ultima lettura lunedì 19 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

A volto insù

di shadesofsunset. Letto 475 volte. Dallo scaffale Amore

La strada è piena come ogni venerdì sera, alcuni gruppi di amici stanno cantando qualche stornello, altri barcollano e fischiano alle sottane di qualche ragazza, qualche metro più in là alcuni discutono di questioni filos.....

La strada è piena come ogni venerdì sera, alcuni gruppi di amici stanno cantando qualche stornello, altri barcollano e fischiano alle sottane di qualche ragazza, qualche metro più in là alcuni discutono di questioni filosofiche e conflitti sociali. Sono voci, voci che si confondono con il brusio generale che anima la strada. Un giovane universitario di nome Luigi è seduto sul marciapiede di fronte al solito pub. Ha un bicchiere di birra in mano e lo sguardo perso nel vuoto, un mix di colpe da dare all'alcool e alla stanchezza. Come immerso in una bolla non si accorge che accanto a lui arriva una ragazza, anche lei abbastanza alticcia, che in modo goffo, dopo aver toccato più volte con la mano per terra, trova il marciapiede e siede. Nemmeno tempo due minuti che la ragazza prende in mano il suo telefono e viene avvolta da una forta luce bianca, o forse a Luigi sembrava così forte per colpa dell'alcool. Nessuno dei due sembra calcolare la presenza dell'altro, troppo immersi nella loro solitudine. Intanto nella testa di Luigi inizia una guerra contro il crollo fisico, sempre più vicino. Mano a mano la testa comincia a scendere e la sua mano perde il controllo del bicchiere di birra che si rovescia a terra, sporcando le scarpe della ragazza, che non si arrabbia, ma al contrario scoppia a ridere e fa una foto alle sue scarpe.
- Questa la devo mandare a Giorgia!
Con il telefono in mano continua ad ignorare la presenza di Luigi, che d'altro canto sembra essersi svegliato, accorgendosi che un altro esemplare di essere umano di sesso opposto è accanto a lui. Il suo sguardo inizia ad analizzare la ragazza, che è ancora immersa in quel piccolo schermo del telefono e non gli rivolge lo sguardo. Luigi resta fermo qualche secondo e poi cambia prospettiva, alzando la testa e inziando ad osservare le stelle. Tira un respiro profondo e con il viso verso l'alto decide di farsi notare.
- Sarebbe bello diventare tutti delle stelle, non pensi?
La ragazza interrompe le sue "mansioni" e gira il volto verso Luigi.
- Come scusa?
- Diventare stelle! Come ci dicevano da piccoli.. come quando qualcuno moriva... come quando mamma diceva che nonno era diventato una stella e che mi avrebbe sempre protetto da lassù.
Lei scuote la testa e si stropiccia gli occhi.
- Sei ubriaco.
- Si lo sono - dice che con fare ironico - ma visto come ti sei seduta qui vicino direi che anche tu non stai messa così bene.
La ragazza infastidita sbuffa e continua ad osservare il ragazzo.
- Potrei star meglio, questo è sicuro.
Luigi sorride e quel sorriso sembra infondere fiducia alla ragazza, che alzando le spalle in senso di rassegnazione alza lo sguardo anche lei, rimanendo per un po' in silenzio, fino al desiderio di lasciarsi andare, dopotutto è meglio un estraneo che con altri, pensò.
- A me papà diceva che mi avrebbe comprato una stella per il mio diciottesimo compleanno... ovviamente non è mai successo.
- Meglio, avresti potuto rubare mio nonno.
Una lieve risata si alza da i due, per poi dar spazio di nuovo al silenzio.
- Ha fatto male?
- Cosa?
- Averlo perso... tuo nonno dico.
- Ah... si, ma avevo undici anni allora e non sapevo bene cosa fosse la morte. Pensavo che fosse andato in un posto migliore, o almeno così mi dicevano.
- Anche a me ripetevano così quando mia nonna è morta lo scorso anno.
Luigi interrompe il respiro e torna a guardare la strada, girandosi in modo imbarazzato verso la ragazza.
- Cazzo, mi spiace.
- No tranquillo, ho metabolizzato ormai. Qualche lacrima mi scappa solo quando penso che non ci sarà alla mia laurea, era così fiera di me... ma son convinta che sia giusto così. È successo e basta...
Luigi mostra un sorriso stirato sul volto e rialza il viso verso il cielo stellato.
- Hai ragione. Tutto ha un inizio ed una fine...Tutto tranne la mia carriera universitaria.
La ragazza sorride.
- Ti facevo un gran intellettuale. Non tutti da ubriachi si mettono a guardare le stelle.
- Se devo dirla tutta è la prima volta che alzo la testa quando sono in queste condizioni, di solito il mio sguardo è perso a terra... e sul mio è sul telefono. Cercando di capire se io stia mandando messaggi alla persona giusta o meno.
I due ridono di nuovo, un riso velato da una tenera amarezza. La mano di Luigi lentamente si avvicina a quella della ragazza, che con qualche tentannamento la tira via un poco, arrivando giusto a toccarsi le dita.
- Forse davvero loro sono lassù...forse ci stanno guardando e si stanno mangiando le mani per non poter agire come vorrebbero. Lo immagino già mio nonno.. con fare gentile mi alzerebbe da terra e poi forse mi darebbe qualche sberla.
- Mia nonna mi toglierebbe il telefono e comincerebbe a dirmi che alla mia età a lei non servivano questi aggeggi... qualche anno fa mi regalò la sua macchina da scrivere, diceva che se mai avessi trovato il mio qualcuno avrei dovuto scrivergli una lettera, non un sms.
- Wow, era forte tua nonna!
- Si lo era. - dice a denti stretti cercando di sorridere.
- Ti manca?
- Sempre.
Dopo qualche attimo di silenzio Luigi allunga ancora la mano e cerca di stringere quella della ragazza, che accetta il gesto per qualche secondo ma poi tira indietro il braccio e poggia la mano sul petto.
- Forse dovrei andare.
- Scusa non volevo darti fastidio.
- No no, è che.. devo proprio andare.
Si alza dal marciapiede e Luigi scatta in piedi dopo di lei.
- In tutto ciò non ti ho chiesto come ti chiami.
La ragazza cerca di biascicare qualche parola, dovremmo presentarci? Scambiarci i numeri di telefono? Resta a capire cosa fare per poi dire
- Mi chiamo Ma..
La ragazza si ferma e sorride.
- Forse è meglio così.
Luigi si mostra stupito, cerca di parlare ma la ragazza lo blocca.
- Ti prego no. Lasciamo questo momento così, perfetto. Lasciamo che rimanga nella nostra mente... Quando torneremo ad essere tristi per le nostre perdite ci ricordemo di questo marciapiede e delle stelle...e forse staremo meglio.
Luigi le sorride e fa un passo indietro, verso la strada.
- Sì, lasciamolo così, senza conseguenze, senza colpi di scena e cuori spezzati. - dIce ironizzando, ma dentro un fiamma brucia forte, forte per gridare voglio baciarti, ma solo un lieve sorriso mostra sul viso.
Marianna sorride a sua volta e anche lei fa un passo indietro, verso il locale. Luigi tocca la tasca della giacca, il telefono vibra. Guardando lo schermo gli esce fuori una triste risata.
- Sono dei miei amici, dicono di essere arrivati in piazza ed essersi accorti di avermi perso... Ah, devo proprio andare.
- Le stelle hanno deciso per noi - conclude la ragazza.
Luigi guarda verso il basso e sorride amaramente. Quando lo rialza nota la ragazza varcare la porta del bar. Luigi si volta e con un leggero barcollare cammina via, sotto il cielo stellato.



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