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lavoro pubblicato mercoledì 28 dicembre 2016
ultima lettura domenica 25 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Nascosto nelle tenebre

di deguro. Letto 371 volte. Dallo scaffale Generico

Lettera al Sindaco di Landlon.Caro Sindaco, spero che questa lettera le sia arrivata velocemente. Il ragazzo a cui l'ho affidata, capitato qui per puro caso, mi sembrava l'unica possibilità che avessi per richiedere soccorso.Il mio nome è.....

Speciale Halloween
Lettera al Sindaco di Landlon.

Caro Sindaco, spero che questa lettera le sia arrivata velocemente. Il ragazzo a cui l'ho affidata, capitato qui per puro caso, mi sembrava l'unica possibilità che avessi per richiedere soccorso.
Il mio nome è Bright e non ho alcuna idea del perché i miei genitori abbiano pensato a questo nome quando hanno visto la mia faccia per la prima volta. Beh, io non trasmetto alcuna impressione di essere intelligente.
Dovete sapere che Bright in lingua inglese significa "Sveglio, perspicace".
In ogni caso le devo raccontare urgentemente una storia. Ho bisogno del suo aiuto!
Non sarò perspicace ma so cosa ho visto ieri sera. Tutto ciò non mi è piaciuto affatto ed è per questo che le scrivo con tanta urgenza.
Questa storia è corta, signor Sindaco, ma è successa veramente quindi le consiglio di stare all'erta quando arrivate e le consiglio di non girovagare troppo per il cimitero Landlon durante queste notti. Almeno finché la nebbia non si è abbassata.
Chiunque non sia armato potrebbe lasciarci la pelle. L'avviso: non mandi qui i suoi uomini senza adeguate precauzioni!
Io sono un agricoltore e come tale lavoro nei campi.
Negli ultimi anni in questa città si sono verificate strane morti improvvise, come lei ben sa. Non chiedetemi come mai si siano registrate 38 morti in 2 mesi, ma dopo quello che ho visto ieri sera comincio a farmene un'idea.
Dopo tutte queste morti in un lasso di tempo assai ridotto, qualcuno ha ben pensato di seppellire i cadaveri di quegli sfortunati nei miei campi, dove le condizioni atmosferiche e lo stato della terra non permettevano una buona crescita di frumento. Ho acconsentito per simpatia, ma ora che non posso nemmeno uscire di casa senza prendermi uno spavento, sono piuttosto tentato di recedere al contratto riguardo l'affittare le mie terre per il loro utilizzo come cimitero.
Se uscissi di qui non so se ritroverei la mia proprietà intatta. Oltre a ciò qualche fantasma potrebbe inseguirmi e stendermi prima che io raggiunga la città passando per il bosco!
La prego, mandate qualcuno a togliere quei corpi da sotto terra! Sono abitati da spiriti maligni e credo che anche questa notte non riuscirò a chiudere occhio.
Se potete mandate anche un esorcista.
Quello che è successo ieri è stato davvero agghiacciante.
Molto spesso vado alla centralina per riparare l'interruttore dell'acqua calda, perché a causa della ruggine, degli sbalzi di temperatura e tutto quello che vuole, ogni tanto smette di funzionare. Mi capita che se sono pigro, non ci vado e mi lavo con l'acqua fredda, ma se mi sento piuttosto in forma, considerando i 65 anni che ho sulle spalle, ci vado.
Ho rischiato di avere un'infarto per questa mia stupida scelta. Tanto meglio la doccia fredda per mille anni! Decisamente.
Le cose andarono più o meno in questa sequenza. Scusi la mia memoria da vecchio, ma le racconterò tutto ciò che ricordo.
Con le idee piuttosto chiare uscii di casa tenendo in mano una torcia. Puntandola al suolo illuminavo i passi da fare, così mi avviai verso la centralina.
La centralina era una scatola grigia con una griglia elettrica piena di cavi e interruttori arrugginiti. Roba che se non hai fatto l'antitetanica ti conviene stare attento.
Ma non è certo questo il momento opportuno per chiederle di mandare qualcuno a sostituirla!
Arrivai a questa scatola, agitai qualche cavo e rimisi in posizione il giusto pulsante, che si era abbassato. Chissà perché.
Appena schiacciato il pulsante mi girai, credendo che tutto fosse andato per il meglio. Ma...
Nella mai testa sapevo che presto avrei fatto una bella doccia calda e mi sarei messo sotto le coperte a riposare. Invece vidi un uomo che entrò dentro casa mia di sfuggita. Capii immediatamente che quella notte avrei avuto qualche seria complicazione.
Avevo lasciato la porta di casa aperta perché c'erano solo pochi metri di distanza tra la porta e la centralina. Contavo di tornare indietro subito, ma evidentemente quella non era stata una buona idea.
Seriamente, chi mai si sarebbe aspettato che un malintenzionato si aggirasse in quella zona a quell'ora della notte?
Cosa avrei dovuto fare a quel punto? Sarei dovuto tornare indietro?
Ero congelato, e non perché ci fosse freddo. Le mie gambe sembravano due stecche di legno.
Con tanto coraggio tornai alla porta d'entrata e ne superai la soglia. Lì mi guardai intorno e realizzai che tutto sembrava essere al suo posto. Non mi ci volle troppo tempo per accorgermi che in realtà le cose non stavano così.
In quel momento ero così teso che tenevo in mano la torcia come se fosse un'arma.
Di certo non mi sarei fatto alcuno scrupolo ad usarla per colpire in testa un intruso, ma le mie mani sono vecchie e le mie gambe tremano già per le loro ragioni, senza che la paura faccia la sua parte. Questo rende l'idea di quanto fossi debole e impaurito in quel momento?
Senza chiudere la porta dietro di me, mi inoltrai nel salotto. Successivamente esplorai anche tutte le altre stanze della mia piccola abitazione.
Dentro non trovai nessuno. Fuori invece sì.
Fuori dalla finestra, nella fitta nebbia che nel frattempo si era abbassata, scorsi delle ombre dalle sembianze umane. Sembrava che danzassero avvicinandosi a me.
A me importava gran poco, a quel punto. Avevo sistemato l'interruttore e presto avrei avuto l'acqua calda! Quindi chiusi la porta d'entrata e dopo essermi diretto verso il bagno cominciai a spogliarmi.
Brutta idea signor Bright, brutta idea! Per questo dico che non sono un tipo tanto sveglio. Qualsiasi beota avrebbe pensato di chiamare la Polizia e di scappare a gambe levate! Tuttavia io sono tanto beota da non aver mai fatto istallare un telefono.
Ormai ero nudo ed ero pronto ad entrare nella vasca da bagno, così proseguii nel mio intento di infilarmi a letto con il corpo bello caldo.
Misi il primo piede all'interno della vasca, poi il secondo. All'improvviso le luci si spensero.
Rimasi rannicchiato nella vasca per un'ora, aspettando che la luce tornasse. Ero terrorizzato.
Negli ultimi quindici minuti avevo anche sentito strani rumori di cose che si muovevano da sole, nel salotto. Appena dietro la sottilissima porta che divideva il bagno dal resto della casa sembrava che si fosse scatenato l'inferno. Grazie a Dio quelle forze maligne non si erano avvicinate a me!
La luce tornò all'improvviso. Sobbalzai quando la stanza venne illuminata, ma persino a quel punto non ebbi il coraggio di alzarmi.
Un vecchio come me non dovrebbe avere a che fare con forze paranormali di quel genere. Un vecchio come me dovrebbe starsene a riposo, vivere in serenità e pensare solo a cose belle. Altrimenti la vita si accorcia, dico sul serio.
A questo punto signor Sindaco, tenga le orecchie ben aperte.
Mi rialzai dalla vasca senza aver toccato una sola goccia d'acqua. Tremavo, quindi per riscaldarmi mi rivestii immediatamente.
Avrà capito che non mi sentivo proprio in un posto tanto calmo, anzi!
Poiché l'interruttore della centralina era disattivato, durante il pomeriggio l'acqua calda non aveva fatto in tempo a riscaldare i muri e la casa. Nonostante ciò mi diressi lo stesso verso il salotto gelido, aprendo la porta cigolante del bagno. Tremavo come una foglia in balìa del vento.
Tutto ciò che prima era sui mobili, appoggiato ordinatamente, in quel momento adornava il pavimento. Le mie porcellane, i miei quadri, e tutti i miei cari amici libri.
Mi diressi verso la cucina e notai che anche lì ogni cosa era in disordine.
Ma qualcosa non tornava! Ero insospettito.
Ricordo benissimo quella sensazione orribile di cui era inondata la mia proprietà, dopo che fosse stata violata da una figura sconosciuta.
Con la paura di voltarmi tornai indietro e raggiunsi le scale che portavano alla cantina.
Signor Sindaco, ancora non ho il coraggio di dare un'occhiata là sotto. Aspetto che venga lei con qualcuno che abbia un'arma.
E pensare che là sotto tengo un fucile a canne mozze, che potrei usare per difendermi!
Dopo aver spedito questa lettera mi nasconderò nella stanza adibita alla caldaia. Mi troverà là.

PS. Le posso giurare che nulla mi ha mai spaventato così tanto nella mia vita. Nemmeno i cortometraggi dell'orrore che ogni tanto guardavo al cinema quando ero più giovane.
Ora sono scapolo, quindi vivo estremamente solitario. Qualsiasi rumore ha la capacità di impressionarmi. La prego, organizzi una pattuglia e venga a prendermi adesso.

Nel frattempo che Bright era nascosto e non aveva occhi e orecchie per l'ambiente, una figura estranea uscì dal suo nascondiglio. Si diresse alla cassapanca in cucina e tirò fuori un'ascia.
Sapeva già che ne avrebbe trovata una lì dentro, ma la domanda giusta da porsi era: cosa ci faceva un agricoltore con un'ascia?
La figura cercava di muoversi facendo il minimo rumore, mentre stringeva forte l'arma e ci giocherellava. In poco tempo arrivò davanti alla stanza che conteneva la caldaia. Quello era il nascondiglio ridicolo che aveva scelto la sua vittima.
Il signor Bright doveva essere proprio dentro a quello stanzino, seduto su una cassetta di legno.
Quanto era ingenuo! Dopo un evento del genere chiudersi dentro ad uno stanzino era un gesto da vero sprovveduto!
Sollevò l'ascia, senza che quel povero stolto se ne accorgesse e colpì la porta. Voleva spaventarlo a morte!
Quanto lo odiava. Avrebbe dovuto torturarlo, per goderci per davvero.
Quella figura era una bestia assetata di sangue e affamata di morte senza preavviso. La morte senza preavviso è più saporita e i demoni ne vanno matti.
Ma non tutto andò come aveva sperato lui. Quello dentro la caldaia era solo un fantoccio e il vero Signor Bright spuntò in quel momento da dietro una porta, brandendo un fucile a canne mozze. Il suo fucile.
Tornando al vigore e all'età in cui era un cacciatore, l'uomo sparò due colpi alla figura nemica, la quale venne scaraventata dentro lo stanzino in cui c'era la caldaia.
Poche ore dopo la Polizia arrivò sul posto e nonostante Bright cercasse di spiegare l'avvenimento, nessuno credeva a quello che diceva. Non c'era alcun segno di una porta sfasciata a colpi d'ascia, tantomeno non c'era traccia dell'ascia e della figura che l'aveva aggredito. In aggiunta a ciò non c'erano libri e ceramiche sul pavimento del salotto.
Eppure Bright vedeva ancora tutto ciò.
La morale della storia è che l'Uomo deve ancora imparare che l'invisibile non si può catturare. L'invisibile non è misurabile o tangibile, ma esiste.
Il signor Bright venne scambiato per pazzo e trasportato in un manicomio. La Polizia e il Sindaco però rimasero nella casa del vecchio per vedere se c'era comunque qualche anomalia.
Forse l'uomo faceva uso di stupefacenti? Non si sapeva. Probabilmente era stato per così tanto tempo in solitudine che gli era dato di volta il cervello.
Nel frattempo la figura si rialzò da terra. Tossì dopodiché tornò nel suo nascondiglio.
Era ancora in cerca di ossa da collezionare, e ora davanti a sé aveva molte prede e una casa tutta sua in cui rinchiuderli.



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