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lavoro pubblicato lunedì 26 dicembre 2016
ultima lettura domenica 26 febbraio 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

reVampire (sesta parte:I vampiri non hanno nome)

di dariop. Letto 118 volte. Dallo scaffale Fantasia

De Boschi e Crespi hanno un rapporto che va oltre l'essere semplici colleghi.Alessio fa il bambino cattivo.Un vampiro e una bambina creano un legame apparentemente impossibile nel mondo esterno...

Elisa Crespi aveva lasciato la stanza di Anthony Dulac da poco più di un'ora,ma la sensazione di sporcizia non accennava a sparire.Si sentiva sporca nel profondo,non fisicamente,il che era molto peggio.
Angelo De Boschi sentì un bussare nervoso alla porta e non si stupì di vedere la signorina Crespi entrare nel suo ufficio.Aveva i capelli spettinati ed un'espressione stravolta.
<Hai visto tutto!>,lo accusò.<Attraverso quelle stramaledette telecamere>.
De Boschi si alzò dalla sedia.Era un omone di quasi un quintale e sovrastava Elisa di tutta la testa.
<Sai benissimo che le telecamere sono necessarie>,si schermì lui.<E se proprio vuoi saperlo ho preferito non assistere a quella scena animalesca>.
<Scena animalesca?!>,ribattè lei stizzita.<Tu non hai idea di quanto mi sia costato fare quello che ho fatto>.
Angelo De Boschi,che fino a quel momento aveva sostenuto lo sguardo di Elisa,improvvisamente abbassò gli occhi.<Quello che hai fatto è scoparlo,puoi dirlo chiaramente>.
<Certo,hai ragione>.Il bel viso della ragazza pareva sfregiato in un sorrisetto sbilenco.<Cerchiamo di non raccontarci frottole.L'ho scopato proprio come feci con te molto tempo fa,l'hai forse dimenticato?>.
Il volto dell'uomo,già rosso di natura,si accese d'un fuoco vivo.<Attenta a come parli!I muri potranno non avere occhi,ma hanno un udito molto sviluppato>.
Elisa gli rivolse uno sguardo sprezzante.<Fai attenzione ad Alessio>.
Angelo accennò di sì col capo e si avvicinò alla donna.<Ci stiamo spingendo troppo oltre,amore mio>.
Elisa avrebbe voluto urlare,ma il timore che altre persone potessero udirla la dissuase.
<I giorni in cui potevi chiamarmi in quel modo fanno parte del passato>.
<Hai ragione Elisa>,concordò Angelo amaramente.<I giorni del nostro peccato>.
<Lei non è stata un peccato!>.Elisa Crespi aveva urlato,fanculo se qualcuno la sentiva.
<No,certo che no>,le disse lui cercando di mostrare una calma che non gli apparteneva.
Elisa fece per uscire dall'ufficio.
<Te ne vai già?>,le domandò Angelo senza nascondere una certa delusione.
<Credo che me ne andrò in bagno a darmi una sistemata>.
La donna stava aprendo la porta per uscire,ma decise di dire ancora qualcosa:<Hai ragione Angelo,mi sono spinta troppo oltre e ormai non vedo più la strada del ritorno.Posso andare solo avanti ed è quello che ho intenzione di fare>.
<Io sarò con te>.Il grosso omone tentò di sfiorarle i capelli mentre si ritraeva.<Per la mia redenzione>.
<Fuori da questo ufficio cerchiamo di non dare troppo nell'occhio>,lo avvisò Elisa.
<Stava dicendo signorina Crespi?>.
<Bene>,concluse la donna chiudendo la porta alle sue spalle.

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La città C non differenziava molto da quella B.Erano entrambi due edifici enormi ed austeri,ma la cosa non interessava a David Alessio.Camminava tronfio col petto in fuori,pervaso da una piacevole sensazione d'onnipotenza.Gli sembrava di percepire come una sorta d'elettricità che gli scorreva su tutta la pelle.L'uomo nell'ombra aveva ragione,stava giocando col fuoco,ma che gusto ci sarebbe stato in un gioco troppo facile?
La città dormiva sicura,sicura che l'orrore del mondo esterno non potesse toccarla.Una piccola parte però non cedeva alle lusinghe di Morfeo ed era proprio questa piccola parte ad interessare Alessio.
In quel luogo sinistro l'odore del whisky ti entrava nelle narici per restarci anche una volta che te n'eri andato.Un uomo con una vistosa maschera vide Alessio e gli si avvicinò per sussurrargli alcune parole.
<Non mi interessa chi tu sia,ma devi firmare qui>.Gli porse un foglio sgualcito.<Tu sai che venire in questo posto per un uomo sposato equivale ad andare contro la legge>,lo avvertì.<Con questa firma dichiari di non avere moglie e se per caso stessi mentendo essa servirà a togliere questo locale dagli impicci>.
Alessio firmò distrattamente,non era la prima volta che lo faceva anche se non sapeva se l'uomo mascherato fosse ogni volta la stessa persona.
Muovendosi sicuro tra la nebbia fumosa delle sigarette,Alessio passava lo sguardo sulle puttane sedute ai tavoli.Se avesse esitato a sceglierne una sicuramente una di loro avrebbe scelto lui e non poteva permetterlo.Puntò una biondina graziosa,le rivolse un cenno d'intesa e si mosse nella sua direzione.Quella notte avrebbe fatto il bambino cattivo.
Prima che il buio avesse lasciato il posto all'alba,si sarebbe presentato al passaggio che dalla città C portava alla B,avrebbe trovato un altro uomo nell'ombra e la sua vita sarebbe continuata normalmente.
David Alessio non era un vampiro,ma si sentiva immortale come uno di essi.

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Il Sole ha lasciato il posto alla Luna e il vampiro può aprire gli occhi.
La bambina si è seduta per terra.Non sembra troppo spaesata,pur trovandosi in una situazione disperata.
Avresti dovuto andartene finchè la luce era alta nel cielo,piccola.
Sono debole.
Urli e grugniti giungono da ogni dove impregnando l'oscurità.Parecchi villaggi subiranno ferite terribili.
Il richiamo primordiale della fame attanaglia le viscere del vampiro.Potrebbe cibarsi della piccola e non riesce a spiegarsi il perchè non lo faccia.
Si accinge a cacciare.
Resta qui immobile e forse nessuno si accorgerà di te.
Lo dubita;la bambina ha un odore troppo invitante.
Non ho paura.Sono abituata.
Poi solo con il pensiero.Anche se prima non ero sola.
Neppure adesso è sola.
Il vampiro riesce a sentire lo scorrere del sangue nelle giovanissime vene ed è difficile distogliere l'attenzione.
La voce della piccola:Mi dici il tuo nome?
Non ho nome.Non ricordo nulla della mia vita precedente come umano,tantomeno se abbia avuto un nome.
Tutti abbiamo un nome.
I vampiri non hanno nome,credimi.
Forse la bambina sta ancora parlando,ma lui non la sente più.
I morsi della fame sono più insistenti di qualsiasi voce.


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