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lavoro pubblicato venerdì 23 dicembre 2016
ultima lettura mercoledì 15 febbraio 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

BABA JAGA

di Matthew91. Letto 105 volte. Dallo scaffale Horror

Cosa spinge una madre ad abbandonare suo figlio, a compromettere la vita di costui? La sindrome di Münchhausen per procura, forse? Perché un uomo uccide un altro uomo? I miei racconti, seppur scabrosi, intendono illustrare e spiegare tali dinamiche.

"Halyna! Halyna! Svegliati!"

<<Cos... Cosa c'è? Cosa vuoi? Cristo! Stavo dormendo!>>

"Vuole entrare, Halyna. Vuole farci male. Ti prego, cacciala via!"

<<Sai che non posso... Non ce la faccio.>>

"Si che puoi, Halyna! Devi solo... concentrarti. E lei non entrerà. Puoi tenerla a bada. Sei tu la più forte, Halyna! Non lei!"

<<Ti prego, lasciami in pace. Non ora... non adesso!>>

"Anch'io vorrei che lei andasse via per sempre. Che la smettesse di tormentarci. Che la smettesse di... raschiare."

<<Smettila. Vattene.>>

"Halyna, ti prego! Non permettere che mi faccia del male..."

<<Non voglio più SENTIRTI! TI HO DETTO DI ANDARTENE!>>

"Halyna, io ti amo. Non puoi mandarmi via, cerca di resist..."

- Buonasera anche a voi, stupide troie.

"È lei! Halyna! È lei! È riuscita a entrare! Cacciala via!"

- Vuoi stare un po' zitta, cazzo? Chiudi quella merda di bocca.

<<Dovete sparire. Dovete sparire immediatamente.>>

- Oh! Ma come siamo scortesi stasera! Halyna, cos'è? Hai paura? Hai paura che tuo marito possa scoprire tutto? Cazzo! Ti immagini la sua faccia se venisse a sapere quanti cazzo di uomini ti sei scopata? Per non parlare degli omicidi. Eh? Piccola Halyna... Povera, Halyna!

<<Non ti azzardare a toccare la mia famiglia. Ti ammazzo. Hai capito? HAI CAPITO?>>

"Costringila ad abbandonare questo posto, Halyna! Ce la puoi fare! Devi solo concentrarti!"

- Hai dimenticato quella povera vecchietta che hai smembrato in Ucraina, piccola Halyna? Hai dimenticato il posto da cui provieni? La tua casa tra i Carpazi?

<<Sta zitta. STA ZITTA!>>

- Il manicomio. La paura. Il sesso, Halyna. Il sangue!

"Non ascoltarla, Halyna! Cacciala via! Non ascoltarla!"

<<Io non vi sopporto più! Uscite! USCITE!>>

"Halyna ma... io sono tua amica! Non ti ho fatto nulla! È lei la strega! È lei che..."

- Baba Jaga la Strega. È così che ti hanno soprannominato nel tuo paese slavo. La Strega che di notte si aggira nelle Foresta per sbranare dei poveri infanti che hanno perso il sentiero. Baba Jaga! BABA JAGA!

"Non ascoltarla, Halyna! Sta cercando di farti impazzire!"

- BABA JAGA! BABA JAGA!

"Combattila! Combattila, Halyna!"

- Si chiama Nadia la vecchia puttana che ti sei mangiata! Cannibale! MOSTRO! BABA JAGA, BABA JAGA, BABA JAGA!

La porta della camera da letto si aprì di colpo. Apparve un uomo in pigiama. Il suo volto era spaventato nel vedere sua moglie seduta sul letto, con le mani premute sulle orecchie. Borbottava parole che lui non riusciva a comprendere. Frasi in una lingua che non conosceva.
Sembrava lingua slava.
Russa, forse. O polacca.

L'uomo si avvicinò con cautela alla donna che continuava a blaterare discorsi incomprensibili. Allungò il braccio, cercando di toccare con un dito la spalla di sua moglie. Lei aveva gli occhi chiusi, serrati. Le palpebre strette, pesanti. Le sue labbra si muovevano frenetiche. Svelte. Ripetendo la stessa parole. Forse erano due. L'uomo non riusciva a capire.

Sfiorò la pelle di sua moglie.
Morbida. E fredda.

<<Halyna? Halyna che sta succeden...>>

La donna spalancò gli occhi. Si voltò di scatto verso suo marito. Spalancò la bocca, formando una O. Il suo viso si incattivì. Le sopracciglia si abbassarono. Corrucciò la fronte. Digrignò i denti. Come una bestia. Un animale selvaggio.

E poi, sotto lo sguardo esterrefatto e smarrito del marito, urlò, con voce gracchiante: <<BABA JAGA! BABA JAGA! BABA JAGA!>>



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