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lavoro pubblicato martedì 20 dicembre 2016
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lo specchio magico

di Miyuki. Letto 451 volte. Dallo scaffale Fiabe

Una ragazza chiusa in quattro mura e desiderosa di amicizia. Il suo desiderio viene realizzato da un ragazzo, con il suo stesso viso, che appare da uno specchio......

Apro gli occhi e mi trovo come sempre nel letto della camera da letto.

Girandomi verso destra noto un qualcosa coperto da un lenzuolo, ha una forma rettangolare ed è un po’ più alta rispetto alla mia statura.

Scendo dal letto e mi avvicino all’oggetto per poi togliere il lenzuolo. Vedo la mia immagine riflessa in uno specchio da terra con la cornice bianca e nera.

Pensando che fosse un’altro regalo da parte di papà, mi giro e ritorno nel letto.

Mi raggomitolo e mi immergo nei miei pensieri.

Sento bussare e entrano dalla porta una ragazza dai capelli castani legati in una coda di cavallo e una ragazza dai capelli scuri raccolti in uno chignon.Una di loro tiene in mano un vassoio con sopra una tazza di latte, un piatto con due pancake e sciroppo sopra, delle bustine di zucchero, posate e dei tovaglioli.

“Le abbiamo portato la colazione” mi riferiscono.

“Va bene, poggiate pure sul tavolo grazie” dico e allora la ragazza con il vassoio entra in camera e poggia tutto sul tavolino che si trova alla mia sinistra.

Escono dalla camera con un’inchino e chiudono la porta.

Rimango di nuovo da sola…

Mi alzo dal letto, vado a sedermi sulla sedia davanti al tavolino e inizio a mangiare.

Arrivata a metà, non avendo più fame, mi fermo, mi pulisco la bocca con il tovagliolo e torno sul letto.

Mi giro verso lo specchio e guardo la ragazza, dai capelli corti e biondi, degli occhi color zaffiro, una carnagione molto chiara e un viso dall’espressione triste, che si riflette.

“Quanto vorrei avere qualcuno con cui parlare” penso e improvvisamente l’immagine nello specchio inizia a sfocarsi.

Rimango immobile a guardare la mia immagine riflessa che si trasforma mano a mano in quella di un ragazzo con il mio stesso viso, stessi occhi e capelli biondi un po’ spettinati.

Il ragazzo mi sorride dolcemente. Io scendo dal letto e mi avvicino allo specchio incuriosita.

“Chi sei?” chiedo io.

“Mi chiamo Len” mi dice

“Len? Perché ti trovi nello specchio?” gli domando ancora.

“Sono qui per esaudire il tuo desiderio” mi risponde.

“Il mio…desiderio?” dico un po’ stupita.

“Esatto! Qual’è il tuo desiderio?” mi chiede.

Rimango in silenzio per qualche istante e poi dico con tono un po’ malinconico.

“Vorrei avere un’amico con cui parlare…” e abbasso lo sguardo.

Regna il silenzio per qualche secondo.

Quando alzo lo sguardo per guardarlo, lo vedo sorridere e mi dice

“Sono qui a tua disposizione”

Penso a quello che mi ha detto e chiedo un po’ inibita.

“Davvero?”

“Certamente! Che ne dici di iniziare raccontandomi un po’ di te?” mi dice sorridendo.

Io annuisco entusiasta e mi siedo sul tappeto davanti allo specchio e anche lui fa lo stesso.

“Io mi chiamo Rin e ho 13 anni…ehm…” mi blocco accorgendomi di non sapere cosa dire.

“Perché desideri così tanto avere un’amico?” mi chiede

Abbasso lo sguardo un po’ indecisa se parlare o no ma alla fine decido di parlare.

“Io…soffro da quando sono nata di una malattia al cuore e il dottore ha detto che non si può curare… quindi non devo fare troppi sforzi fisici. Quando avevo 5 anni, mio padre mi portava ogni tanto a fare delle passeggiate per farmi prendere una boccata d’aria ma da quando la mamma è morta in un incidente stradale per paura di perdere anche me mi impedisce di uscire dalla camera. Sono quasi sempre da sola…le serve hanno sempre molto da fare e non si fermano mai per chiacchierare un po’ con me e papà gran parte del tempo è al lavoro…”

“Capisco…” dice Len comprensivo “Ma adesso hai me e non ti farò sentire più sola” mi dice con un sorriso che mi rassicura.

“E tu invece cosa mi racconti?” gli chiedo incuriosita.

“Beh…anche io avevo una malattia…però qualcuno mi ha dato la possibilità di avere una nuova vita e io ho accettato. Adesso sto bene e voglio ripagare al meglio la persona che mi ha dato questa possibilità” mi dice guardandomi e con un sorriso.

“Davvero? Come ha fatto? Centra qualcosa il fatto che sei dentro uno specchio” gli domando”

“Io…” inizia a dire lui ma si ferma sentendo bussare alla porta.

“Ascolta Rin” mi dice subito “Non devi dire a nessuno della mia esistenza ok?”

“Aspetta! Ci rincontreremo?”

“Certamente. Ogni volta che vorrai” mi rassicura lui con il suo sorriso.

Io annuisco e l’attimo successivo la sua immagine inizia a sfocarsi, come era successo quando è apparso, fino a ritornare a vedere la mia immagine riflessa.

Dalla porta entrano le ragazze che mi avevano portato la colazione e vedendomi seduta a terra si affrettano a venirmi incontro.

“Come mai sta seduta a terra? Si sente male per caso?” mi dice preoccupata la ragazza dai capelli castani.

“Non ti preoccupare, sto bene. Stavo solo…” mi fermo cercando di trovare una scusa e vedendo il peluche a forma di orsetto a terra dico “Stavo solo prendendo l’orsetto da terra”

Le ragazze si guardano a vicenda con aria perplessa.

“Davvero, sto bene. Non vi preoccupate.” dico sorridendo cercando si rassicurarle.

“Se lo dite voi…” dicono ancora un po’ insicure.

La ragazza dai capelli scuri vedendo lo specchio da terra sembra rimanere un po’ sorpresa ma non sembra preoccuparsi più di tanto.

“Venga la aiuto ad alzarsi” mi dice e mi fa alzare.

Dopo che mi sono sistemata sul letto, si dirigono verso il tavolino con la colazione mangiata a metà, sistemano tutto ed escono.

Una volta accertato che sono scese al piano di sotto, scendo dal letto e mi metto di nuovo davanti allo specchio.

“Ci sei Len? Sono andate via, puoi uscire ora.” dico ma non c’è risposta…

“Len?” ancora niente…

Nella stanza regna solo il silenzio nella quale ho vissuto fino ad adesso.

“Era tutto…un’ illusione?” mi domando “In fondo…non è possibile che…” inizio a dire ma vengo interrotta dalla voce che pensavo di non risentire più.

“Scusa il ritardo” alzo lo sguardo e incrocio quello di lui.

Rimango immobile per lo stupore.

“Ti avevo detto che ci saremo rivisti ogni volta che vuoi” mi dice con il suo solito sorriso

“Pensavo che non saresti più venuto…” dico con voce un po’ tremante.

“Però adesso sono qui. Quindi non piangere” mi dice e solo allora mi accorgo delle lacrime che mi stanno bagnando le guance.

Prendo dei tovaglioli e mi asciugo le lacrime.

“Tutto bene?” mi chiede.

“Si…tutto bene. Perché ci hai messo tanto?” gli chiedo.

“Ci vuole un po’ di tempo…però sappi che io arriverò sempre” mi rassicura.

Sentendo queste sue parole, mi calmo

“Grazie” dico con un sorriso.




Commenti

pubblicato il venerdì 23 dicembre 2016
abisciott1, ha scritto: Povera piccola. Questo racconto è più una fiaba, secondo me.

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