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lavoro pubblicato venerdì 16 dicembre 2016
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

TERZINE SQUINTERNATE

di jenagamuna. Letto 231 volte. Dallo scaffale Poesia

266 Cantava Louiselle: “La colpa è del tordo ma pur della cartuccia che non va.” Perché queste parole non mi scordo?   267 Amava le donne in grande umiltà, non si faceva vanto con gli amici. Discreto, rifug...

266

Cantava Louiselle: “La colpa è del tordo

ma pur della cartuccia che non va.”

Perché queste parole non mi scordo?

267

Amava le donne in grande umiltà,

non si faceva vanto con gli amici.

Discreto, rifuggiva il blablsblà.

268

Il pane con il burro e con le alici,

magari del Cantabrico spagnolo,

perfin gli Dei farebbero felici.

269

Beveva a tutto pasto del vetriolo,

per digestivo acido muriatico.

È morto soffocato da un raviolo.

270

Aveva fama d’essere antipatico

ma in fondo era soltanto un antropofago

a cui piaceva l’uomo carismatico-.

271

Da grande lui voleva far l’esofago

a il babbo era contrario per principio

voleva un bel diploma da coprofago.

272

Riuscì a insediarsi infine in Municipio,

in tanga con la fascia tricolore,

la testa cinta con l’elmo di Scipio.

273

Riconobbe l’anima dall’odore,

un forte concentrato di tabacco,

di whisky, d’Aristotele e sudore.

274

Non arrivava, seppure col tacco,

al metro e mezzo manco i dì di festa.

Capite adesso l’eterno colbacco?

275

L’uovo depone fuori della cesta

nulla sapendo del proverbial detto.

Passa un uomo; distratto, lo calpesta.



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