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lavoro pubblicato martedì 13 dicembre 2016
ultima lettura sabato 19 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CONTATTO VISIVO a cura di Saverio Carinci

di SaverioCarinci. Letto 510 volte. Dallo scaffale Teatro

Il contatto visivo è il più grande mezzo che possediamo per avere un forte ascendente sulle persone....

Il contatto visivo è il più grande mezzo che possediamo per avere un forte ascendente sulle persone. Che sia uno spettacolo teatrale o un caffè con un amico non ha importanza, guardare negli occhi è sinonimo di sicurezza e personalità mentre si parla, rispetto e attenzione mentre si ascolta. Bisogna, però, non esagerare con gli sguardi, perché potrebbero essere recepiti come un messaggio di sfida, soprattutto tra persone di sesso maschile(l'uomo è pur sempre in parte un animale). Il contatto visivo limita anche il nervosismo corporeo che spesso molti attori evidenziano muovendosi troppo. Questo accade perché la tensione ci porta un eccesso di energia che scarichiamo con movimenti inutili. I professionisti sanno che l'energia in tensione si può scaricare anche attraverso gli occhi, e sfruttano questa consapevolezza a loro vantaggio...ma bisogna avere una buona padronanza di se stessi per attuare questo processo di "riequilibrio energetico", altrimenti si rischia di avere l'effetto contrario. Tenere occupati gli occhi su un palco, facendo zapping lenti da uno spettatore all'altro, significa concentrarsi sugli altri, e far sentire la propria autorità. Parliamo adesso degli errori grossolani che si possono fare con gli occhi, lo "sguardo vagabondo" è uno di questi. Per farvi capire con un esempio : sono quei tipi che guardano tutto tranne le persone con cui stanno parlando, è un chiaro segno di insicurezza. Oppure abbiamo lo "Scanning" : si tratta di uno sguardo fugace e timido, solitamente è di circostanza. La filosofia di questo sguardo nell'inconscio si manifesta in questi termini: "sto parlando con queste persone, dovrei degnarle almeno di uno sguardo", Il problema è che poi non si ha la sicurezza per sostenerlo, quindi il risultato è una spalmata oculare su tutti e via, decisamente da evitare. Un altro problema è lo sguardo che insiste troppo su una persona o un particolare, tutto questo mentre si parla ad un gruppo di persone. Questo tipo di sguardo potrebbe creare disagi, imbarazzi e disattenzioni, è un approccio visivo da bocciare assolutamente. Quindi come si stabilisce un contatto visivo efficace? nei piccoli e medi ambienti con meno di cento persone è sufficiente, mentre si parla, portare lo sguardo un po' su tutti. Normalmente lo sguardo non dovrebbe durare più di tre secondi, se dura di più diventa invadente e potrebbe creare imbarazzo come abbiamo detto prima , e se risulta inferiore ai tre secondi è "Scanning". Certo non possiamo schematizzare tutto, i tre secondi sono approssimativi, si tratta di avere un minimo di empatia con il pubblico per capire quando si esagera o quando non è sufficiente ciò che stiamo facendo. In questo caso l'abilità dell'oratore consiste nel ruotare, con calma, il suo sguardo da una persona all'altra, cercando ad intervalli brevi e regolari il contatto visivo con tutti mentre quando parliamo ad un pubblico numeroso diventa improponibile un contatto visivo individuale. Per nostra fortuna la distanza che ci separa da un gruppo folto di persone è tale che il contatto visivo proiettato su una persona sarà percepito dall'intera fila che si trova in quella direzione. L'abilità in questo caso sta nel posare sguardi su vaste aree di partecipanti. In conclusione vi ricordo i benefici di un contatto visivo corretto (da tenere sempre a mente) : Sicurezza, Interesse, Padronanza e Controllo della Tensione.Alla Prossima !



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