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lavoro pubblicato domenica 11 dicembre 2016
ultima lettura domenica 15 dicembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Ampia zona Grigia - Ultima parte

di Argail. Letto 320 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Improvvisamente dei passi, tanti passi che mi risvegliarono dalla nullità di pensieri in cui mi trovavo. Tante guardie dalle corazze d'oro mi c...

Improvvisamente dei passi, tanti passi che mi risvegliarono dalla nullità di pensieri in cui mi trovavo. Tante guardie dalle corazze d'oro mi circondarono. Puntandomi contro le lance. Non che mi potesse essere difficile sbaragliarli, ma… Non avevo più la mente lucida ormai.
-Lurido bastardo!- Urlò uno di loro.
-Hai ucciso tanti nostri compagni!- Un altro.
Parlarono in tantissimi, erano almeno un ventina.
Poi…
-Lì sul muro. Accanto al trono-
Due di loro andarono a vedere, potei immaginarmi le loro sensazioni.
-La principessa Darkoda!-
-Divisa in due!-
-C'è anche…-
Uno di loro mi fece alzare la testa. Mi guardava con durezza e odio profondo.
-Hai profanato il nostro mondo e la nostra città. E hai ucciso la nostra gente. Ora la pagherai!-
Io non dissi nulla, attesi che mi desse il colpo di grazia. Non vedevo l'ora. Finalmente sarei stato libero di vagare nell'abisso…
-Un momento!-
La voce… Mi bastò sentire quella voce perché tutto cambiasse. Sentii un rumore, come se il pavimento venisse toccato regolarmente da qualcosa di appuntito e pesante.
Mi voltai: tra le guardie vidi avanzare una figura… Sembrava coperta di ferro… No. Era una ragazza vestita di bianco, con una gamba più lunga dell'altra, visibilmente storpiata da quella corazza di ferro scuro che le faceva da pelle. In parte le deturpava anche la faccia: come se tante piccole vene metalliche le avessero mangiato metà del viso, l'occhio sinistro non c'era più.
Eppure… Io la riconoscevo. Quei capelli biondi con bellissimi boccoli, quel che rimaneva del volto era limpido. Occhio verde come uno smeraldo.
-Aurora…- mormorai.
Lei, povera cosa martoriata, arrestò il pesante passo di fronte a me, il suo unico occhio mi scrutò.
-Tu. Perché mi chiami come se mi conoscessi?-
-Io…- Non sapevo cosa dire. Non avrei potuto spiegare nulla perché non avevo idea nemmeno io di quanto era successo. Di quanto stava ancora succedendo.
Se quella era Aurora? Allora quella che avevo conosciuto sulla Terra, chi era?
-Ti ho fatto una domanda-
Un tono imperativo. Questa Aurora dimostrava un carattere più deciso.
La guardai in quell'occhio.
-Ti ho conosciuto, sì. Ma… Non eri tu realmente. Eri un'altra persona senza… Immagino sia Oro Siderale Sporco quello. Sei una Nachrichter?!-
Mi venne spontaneo chiederglielo.
Aurora distolse lo sguardo, e fisso il muro oltre me, dov'erano distese Darkoda e l'altra lei.
-Che significa?!- Domandò con un filo di voce ad una delle guardie.
-E' morta, mia Regina. E temo che quella sia una copia artificiale di vostra grazia-
Una copia artificiale?
-Perdonami- le dissi, il suo occhio verde smeraldo tornò a guardarmi. -Quella non è un essere vivente?-
-In parte lo è. E in parte no. Si tratta di una copia creata con elementi biologici, derivanti da me in questo caso, e parti meccaniche. La sua mente ha un comportamento di base, e può essere programmato mescolando determinate emozioni e sentimenti. Normalmente li uso per i miei discorsi giornalieri al popolo-
Non ero sicuro di aver capito bene. Ma se quella era solo una specie di clone di Aurora… Allora l'amore che mi aveva dato… Il mio amore per lei… Era tutto finto. Lei non è mai stata innamorata di me, ed io…
Mi sono perso per un'illusione. Sono divenuto un mostro per niente.
Sentii quel piede più lungo, sbattere a terra.
-Perché hai ucciso mia sorella?-
Stavolta il tono era accusatorio.
-Posso garantirti che se l'è cercata lei. Ma ormai non importa più. Uccidetemi e basta-
-No. Io voglio sapere chi sei. Per quale ragione sei venuto qui? Perché hai invaso e devastato il palazzo?! Ucciso tante guardie. E massacrato mia sorella Darkoda!-
Attesi qualche secondo, poi mi resi conto che tanto non avevo più nulla da perdere.
Così incominciai a raccontare: di me, dell'incontro con la copia di Aurora, Darkoda che la rapisce, io che finisco in questo mondo e che con l'aiuto di Baldur imparo controllare l'Oro Siderale. L'infiltrazione nel palazzo, e tutto quello che ne è conseguito.
Lei aveva ascoltato ogni singola parola.
-Sua Maestà crede davvero a quello che ha raccontato?- Domandò una delle guardie.
-Nella situazione in cui si trova non avrebbe interesse a mentire. Evidentemente non conoscevo mia sorella come pensavo-, disse Aurora tristemente.
La guardai senza capire.
-Solo perché tu lo sappia straniero venuto da un altro mondo. Io e Darkoda siamo sempre state unite, da quando siamo venute al mondo. Io ero Regina, e lei la mia miglior consigliera. Ogni crisi che abbiamo affrontato, l'abbiamo sempre risolta insieme. Come facevamo sempre tutto. E tu l'hai uccisa! Se ancora non l'ho pianta è solo perché non posso permettermi le lacrime nella posizione in cui sono-
Non scherzava, riuscivo a leggere il suo volto. Era stravolta, ma non lo dava a vedere. Non poteva farsi vedere debole dalle guardie.
-Non so perché lei abbia architettato tutto questo. Ma il suo delitto non potrà rimanere impunito. Capisci quello che significa, vero? Straniero venuto da un altro mondo-
-Io-, dissi. -Non attendo altro-
-La tua storia mi ha coinvolto. Molto più di quello che credi. Capisco che non vi è stata colpa da parte tua. Anche se…-
-Se ha agito così è stato anche per colpa mia, Altezza-
Dal nulla comparve lui. Il Lupo dagli occhi blu: Baldur.
-Ma tu non eri morto?!-
-Quello non ero io. Ma un vecchio lupo del mio branco, ero sicuro che non avresti notato la differenza-
Aurora lo richiamò. -Tu puoi finalmente spiegarci cosa avete architettato, tu e mia sorella. Tu e Godar siete sempre stati i suoi bracci destri. Assieme al guerriero Diloch-
Bracci destri? Mi tornò in mente Darkoda che mi mandava contro un guerriero, chiamandolo “Braccio destro numero due”.
-Ho mentito a questo ragazzo-, ammise il Lupo. -Raccontandogli che Darkoda vi odiava e vi teneva in ostaggio per regnare su Sciva, rimanendo nell'ombra. Il tutto per fare in modo che prendesse coscienza delle sue facoltà, e ci aiutasse a raggiungere lo scopo prefisso-
Aurora girandosi, non senza difficoltà, il rumore del piede sbatté diverse volte.
-Ma perché tutto questo? Qual'era lo scopo per cui mia sorella ha perso la vita?! Ti consiglio di evitare altri giri di parole, Baldur!-
Il Lupo annuì. -E' tutto per colpa dell'Oro Siderale-
Tutti rimanemmo ammutoliti. Solo per quello…
-Anni fa. Voi rimaneste ferita, esponendovi all'Oro Siderale con cui vostra sorella stava facendo esperimenti, quell'incidente è stato il principio del vostro attuale stato. Di questo la mia signora non è mai riuscita a perdonarsi. E vedere il vostro lento e progressivo cambiamento in Nachrichter non faceva che aumentarle il senso di colpa. Se a questo si aggiunge: il vedervi usare un'immagine olografica per non far vedere ai vostri sudditi com'eravate ridotta, la consapevolezza che se si fosse scoperto la vostra trasformazione, avrebbe potuto compromettere il diritto di supremazia su Sciva, in quanto i Nachrichter non sono assolutamente ben visti, dopo l'invasione di alcuni anni fa, dopo il sangue che si lasciarono dietro… La storia della vostra famiglia rischiava di essere gravemente compromessa. Comprendendo tutti questi rischi decise fare l'unica cosa giusta: rimediare al suo errore, cercando una possibile cura per l'Oro Siderale, e il suo effetto Necron. Dopo mesi di studi comprese che l'unico modo per stabilizzare l'Oro Siderale, e bloccare l'effetto Necron è quello di far progredire la sua struttura, legandolo ad un altro corpo infetto agli stessi livelli, ma il cui organismo fosse contrario. Il principio sarebbe quello di fare in modo che i due corpi si assorbano a vicenda rilasciando la nuova lega. Dando la possibilità ai due di bloccare l'effetto di Nachrichter e non farvi divenire un ammasso di ferro che non potrà mai più muoversi tra qualche anno. In più Darkoda voleva cogliere anche l'occasione per cercare qualcuno che sarebbe stato pronto a morire per voi, Maestà. Perché una volta assorbiti, i due corpi dipenderanno sempre l'uno dall'altro. Non riusciranno più a stare lontani. Per questo ha cominciato a cercare la persona giusta, andando su altri pianeti. E poi un giorno ha adocchiato questo ragazzo-
Fece cenno verso di me.
Quindi era così. Quella ragazza cercava solo di aiutare sua sorella. Ed io l'avevo uccisa per questo…
-Perché si è accanita così tanto con questo ragazzo?-
-Doveva metterlo alla prova. Sottoporlo a situazioni sempre più pesanti per essere sicura che avesse la stoffa, e soprattutto per far reagire il più presto possibile l'Oro Siderale. Perciò ha ordinato a Godar e tutti i suoi uomini di cercare di ucciderlo. Alla fine pare sia andata meglio di quello che sperava-
L'unico occhio di Aurora cominciò a lacrimare, rimanendo socchiuso. -Oh, sorella mia… Non avresti dovuto farlo…-
-Invece l'ha fatto, vostra Altezza. Dovete sentirvi orgogliosa di lei, ha sacrificato tutto per voi- Aurora guardò il Lupo. -Persino il suo animo, affinché poteste curarvi. E soprattutto essere felice!
Il doppione che Darkoda ha usato, era sì tarato sulla dolcezza di carattere. Ma era comunque parte di voi, buona parte di voi prima che l'Oro Siderale vi cambiasse. E questo ragazzo vi ama per davvero, come vi ha amato l'intero popolo di Sciva. Ha combattuto contro tutto e tutti, per riuscire a salvarvi. Non si è fermato di fronte a nulla! Mai!-
Aurora si voltò verso di me. Il suo volto per metà metallico si abbassò all'altezza del mio.
Ed io, l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era quell'occhio. Quando al quel supermercato lo vidi per la prima volta: c'era l'universo, limpido e bellissimo, pieno di luce. La luce che da quel momento mi avrebbe strappato dal tunnel oscuro in cui vagavo senza meta.
Tutto in quell'occhio.
Alzai una mano carezzandole la parte liscia del suo viso. In quel momento piansi anch'io.
-Sei qui- le passai l'altro braccio sulle spalle, abbracciandola.
Sentivo il calore, nonostante tutto quel ferro. Sentivo il suo cuore che batteva.
-Sei qui. Credevo di averti perduta… Splendida creatura-
Dissi piangendo. Non seppi quale fosse il suo stato d'animo in quel momento, poi lei fece lo stesso cingendomi le spalle.
Siamo una cosa sola.
E accadde: iniziò con dei rumori, come scricchiolii, che divennero sempre più frequenti. Il braccio, non riuscivo più a staccarlo dalla schiena, lei lo stesso. Anche il petto, il mio volto rimase attaccato al suo. L'oro Siderale… Stava facendo effetto, i nostri corpi stavano divenendo un tutt'uno.
Le guardie cercarono d'intervenire, ma Baldur li fermò.
-Non cercate di resistere. Lasciatevi andare!- Urlò infine.
Non potevo guardare Aurora negli occhi, i nostri volti erano attaccati. Ma se volevamo uscirne, non dovevano respingerci. Lei sembrò pensarla allo stesso modo, forzò l'abbraccio.
Gli scricchiolii divennero veri e propri scoppi, rumori di qualcosa che si espandeva. Come se i nostri corpi si stessero fondendo, e l'Oro Siderale sporco si stesse espandendo in una specie di gigantesca roccia piena di punte.
Nel buio giravo… Una sensazione già provata, non sapevo più dov'ero. Ma qualcosa era cambiato. Non ero solo. Sentivo il calore: il suo calore, il suo odore, la morbidezza della sua pelle. Non ero solo a girare in quel buio, avevo qualcuno che come me non voleva lasciarmi, contenta di essere abbracciata a me. Di avere quella parte che gli manca, quel qualcosa che si cerca per tutta la vita, e che quando non si trova si cerca di alleviarne la mancanza soddisfacendo altri bisogni, che non bastano mai.
Io non giro più nel nulla da solo. E quindi non sono più un nulla.
Mi sentivo come in un bozzolo. Ma c'era qualcosa di più.
I nostri corpi iniziarono a brillare, una luce bianca bellissima. La strinsi forte a me, mentre quella luce ci scaldava.
Poi qualcosa crollò: mi resi conto che, come un bozzolo, quello che ci avvolgeva si fosse rotto.
La mia mano. Sentivo ancora la sua pelle. Poi mi guardai:
il mio corpo gigantesco era scomparso. Al posto avevo un fisico coperto da un sottile strato di pelle di metallo argentato, come una specie armatura che mi copriva.
Il mio viso era tornato quello di prima, e… Guardai Aurora. Il suo volto, ovale, solare. I suoi occhi verdi bellissimi. I capelli d'oro, anche lei come me, aveva parte della pelle ricoperta dello materiale argentato. Ma il suo corpo era perfetto stavolta.
Sorrise quando mi guardò negli occhi. Mi diede quella sensazione di calore che ben conoscevo.
Era lei, più di quanto non lo sia mai stata.
-Ho visto i tuoi sentimenti per me-, disse senza distaccare lo sguardo. -Avvertiti nel tuo cuore i cui impulsi comunicavano coi miei-
Arrossì leggermente. -E' Meraviglioso-
-La regina è guarita!- dissero le guardie.
-L'esperimento di Darkoda ha avuto successo!- Intervenne Baldur. -Alla fine si sono trovati. In una Zona Grigia si sono trovati. Un regno dipenderà dalla loro unione, e non potranno fare l'uno meno dell'altra. Per sempre!-
Quando Baldur parlò, sia io che Aurora lo sentimmo.
-Sembra che dovrai rimanere qui-, disse lei sorridente.
-Non ho motivo di andarmene, direi-
-Darò una degna sepoltura a Darkoda, anche se nessuno dovrà mai sapere cosa ha fatto-
-Lo sapremo noi. Basterà a mantenerla viva-
Con la mano mi carezzò la guancia, passandomi un dito sulle labbra. Ci avvicinammo guardandoci negli occhi. Era bellissima, ed io sapevo di essere bello per lei. Le nostre labbra si sfiorarono, carezzandosi appena. Poi si unirono in un bacio spontaneamente lungo. La mia vecchia vita non esisteva più: ora c'era solo la nuova.
Quando finimmo ci sorridemmo a vicenda.
Sussurrammo appena, una parola che mancava a entrambi da molto tempo.
-Ti amo-
Fine.
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