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lavoro pubblicato venerdì 9 dicembre 2016
ultima lettura sabato 16 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ritratto #1

di Calamaro. Letto 398 volte. Dallo scaffale Viaggi

Ritratti estemporanei di gente un po' bella un po' brutta che incontro per caso ora qua ora là e ora in treno. è, per così dire un esercizio. Mi piacerebbe davvero se nei commenti mi proponeste delle restrizioni sul tipo della letteratura potenziale.

Ritratto #1

Farmacia. La croce verde e iridescente brilla sul volto pallido di una signora. Dling-dlong, "buonasera" e buonanotte.
Sembra sulla cinquantina, si muove come un bufalo; respira, nei rari tratti in cui è possibile riconoscere un comune umano respirare nel suo sputacchiare l'aria a destra e a manca, sulla faccia della dottoressa: una donna, anche lei un po' attempata.
Faccio, io, le mie cose. Lei, la prima signora, si guarda, nell'attesa, grottescamente intorno e sulle sue scarpe (stivaletti scadenti) traballa: sicché provando quasi, per un esperimento infantile, a, restando appoggiata con i palmi al bancone, rimanere sulle punte, le deforma tutte, le scarpe, in maniere indicibili, sempre multiformi e in nessun caso confacenti a una signora rispettabile (vd. la dottoressa, par exemple).
Mi, dopo aver scambiato alcune parole soffuse dell'alone impiastricciato delle vecchie che portano il rossetto e parlano quasi sottovoce, si volta contro: sul naso-baionetta è spalmata una cremina lucida e bianca - ella si distingue appena. Qualcosa di infantile è nel modo in cui accumula scatolette (preventivamente esplicate nel contenuto e scontate nel prezzo dalla farmacista) di acido jaluronico e affini: capisco che, nel suo viso bronzeo di fard, brilla la vocina di una bambina che cede a tentazioni peccaminose, pericolose e colpevoli: si lava via le rughe; brutta per com'è verrebbe voglia di chiedersi quale mai giovinezza si voglia recuperare e se mai ne valga la pena; o quale incantesimo abbia operato il tempo per trasfigurarla, con tanto impegno, dalla bella ragazza che era in una bambolotta russa enfiata e truccosa.
Uscita: alla croce serpentuta, iridescente e verde, è la faccia - deformata dal sorriso gigantesco - di una strega-befana che si mette in tiro e che vuole assomigliare, più di quanto il fato di per sé non le conceda, alle bambine nei ritratti di famiglia, accanto alle calze penzolanti che gonfia meccanica con le sue mani piedesche; o anche, è la faccia di una bambolina, o una bambina bennata, la cui bellezza è ammalata dai trucchi di una strega.



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