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lavoro pubblicato giovedì 8 dicembre 2016
ultima lettura sabato 13 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lacrime di Sangue-Premonizione

di Vyvian91. Letto 254 volte. Dallo scaffale Fantasia

1° Capitolo: Premonizione Sophia cacciò la testa fuori dalla porta del supermarket e guardò in su. Starnutì. La pioggia era cessata e l’odore dello zolfo delle Terme impregnava l’aria. Chiu..

1° Capitolo: Premonizione


Sophia cacciò la testa fuori dalla porta del supermarket e guardò in su. Starnutì.

La pioggia era cessata e l'odore dello zolfo delle Terme impregnava l'aria. Chiuse l'ombrello e

attraversò la strada. Si fermò di fronte al "Garden Rose", gettando uno sguardo intorno. Le

ombre della sera si allungavano dai piedi dei primi lampioni accesi verso i viali. -Entriamo a

magiare? Tanto non abbiamo più soldi per altro shopping- disse, scoccando un' ultima

occhiata verso il vestitino con la gonna a ruota esibito nella vetrina di Modà.

-Fai tu- rispose Angelica. L'aveva appena raggiunta e i suoi occhi erano puntati sulle rose

rampicanti intrecciate alla porta finestra della pizzeria. Sophia scosse la testa e sospirò.

-A volte t'invidio, sai?- ammise -ti meravigli per così poco-

-Hanno delle sfumature meravigliose- mormorò Angelica -non sono stupende? Immagina che

colori di giorno, sotto il sole!-

-Sfioriscono subito. Sono belle solo per un mese-

-A me piacciono proprio per questo. Forse sono un po' troppo impressionabile?-

-Il problema è che ti impressioni per troppo poco. Avessi visto Orlando Bloom, ti avrei anche

capita!-. Liquidò la questione con un sorriso e aprì la porta.

La cameriera infondo alla sala si avvicinò ad ampie falcate.

-Prendete un tavolo?- chiese col fiatone. Sophia notò che i suoi occhi spalancati fissavano il

pentacolo in argento che aveva al collo e fece una risatina.

-Quello nell'angolo- disse. Avanzò verso un tavolo riparato da due colonne e si lasciò cadere

sulla sedia.

-Bel locale, ma troppo piccolo- commentò Angelica, prendendo posto di fronte a lei -diamo

subito nell'occhio-. Sophia rivolse un sorrisetto a un ragazzino che si era sporto dal tavolo di

fronte per guardarle e si ravvivò i ricci ribelli.

-Sai che è così dappertutto ormai- rispose -ci conoscono anche a Benevento, le voci corrono.

Ma è solo curiosità. Basta ignorarli e si stancano presto-

-O forse sarebbe meglio che una certa ragazza pel di carota cominciasse a non spifferare in giro

che pratica la magia-

-Non sei tu quella che insiste sulla necessità di usare la magia per aiutare il prossimo?- ribatté

Sophia -mi fai la predica quando sei sempre stata la prima ad infrangere la Regola-

-Io uso la magia per gli altri, non gliene parlo- borbottò Angelica -tu passi le giornate a leggere

mani, a parlare di astrologia e a spiegare la tua filosofia di vita. Io ho sempre mantenuto il

silenzio su tutto!-

-Angelica, calmati. Non siamo nel Medioevo. Nessuno ci brucerà per aver parlato di magia. E

in ogni caso per gli altri sono una mezza pazza che ha bisogno di sostegno psicologico-

-Ah si, mi ricordo quando i professori dissero a Mikael di mandarti dallo strizzacervelli!-

-Direi che il mio cervello è già abbastanza strizzato, specialmente con tutto il lavoro che ho da

sbrigare in questo periodo!-.

Un colpetto di tosse risuonò alle spalle di Sophia. Si girò di scatto. La cameriera tamburellava

con le dita sull'agenda delle ordinazioni.

-Per me una pizza margherita e della coca cola, grazie- la precedette Sophia con un sorriso

-Ehm.per me pizza senza mozzarella, crocchette di patate, antipasto della casa, grissini e

pizzette con fiori di zucca per favore- biascicò Angelica. Sophia arricciò le labbra in un

sorrisetto guardando le chiazze rosse sulle guance dell'amica.

-Di nuovo i morsi della fame, eh?- la punzecchiò -qual è il problema sta volta? Tua zia ti ha

fatto di nuovo il lavaggio del cervello con un'altra moda alimentare?-

-No, è solo stress scolastico- rispose Angelica -tra l'altro, mia zia ora si è data alla New Age. Ha

la casa sempre piena di santoni hippy e fricchettoni dalle capelli chilometrici. Per non parlare

di quella merda di incenso che sparge in tutte le stanze per scacciare le energie negative .

dovresti vederla, è davvero uno spasso! Anche se da una parte mi fa pena, poverina. Si è

bruciata anche l'ultimo neurone sano sta' volta-

- Beh, la prerogativa della moda è essere divertente. Finché si diverte, lasciala fare-. Le pizze

arrivarono dopo un quarto d'ora dall'ordinazione. Sophia chinò la testa sul suo piatto,

ignorando il tintinnio continuo e frenetico che proveniva dai piatti di Angelica. Addentò il

primo trancio di pizza e un pezzo di mozzarella le rimase attaccato alla gola. -Troppo pastosa-

rantolò -mi versi un po' di cola Angie?-

La mano di Angelica le passò davanti agli occhi. Era bianca e traslucida come il cristallo. Un

rivolo di sangue scuro correva dai palmi sui polsi gocciolando fino ai gomiti. Sophia trasalì e

gettò il bicchiere a terra.

-Sophia! Che hai?!-gridò Angelica. Sophia sbatté le palpebre due volte. Metà sala la stava

guardando e Angelica si sporgeva dal suo posto verso di lei, nessuna traccia di sangue sul

braccio.

-Vado in bagno, non mi sento bene- disse piano Sophia -tu puoi aspettarmi fuori-. Si alzò

barcollando e usò la parete come appiglio. Angelica scattò al suo fianco e l'afferrò per un

braccio.

-Che hai?- le chiese -problemi con la pressione? Vuoi che chiami Mikael?-

-È solo un po'di stanchezza, tranquilla- rispose Sophia -non c'è bisogno di disturbare Mikael-

- Meglio che ritorniamo ad Amorosi. Domani devi stare bene o sai che palle il campeggio con te

malata!-

-Sto bene. Vedrai che ora mi passa-

-Sei sicura? Hai il colorito di un morto-

-E quando mai non ce l'ho? Ci sarà un motivo se a scuola mi chiamavano Morticia-.

Sophia calciò la porta del bagno e si fermò davanti al lavandino. Aprì il rubinetto con uno

scatto, raccolse l'acqua nelle mani e se la buttò sul viso. Angelica le scostò i capelli dalla fronte.

-Vedi di non morire- sussurrò -sennò come faccio senza di te? Devi ancora insegnarmi a

divinare-

-Scordatelo- rispose Sophia. Si liberò dalla stretta di Angelica con uno strattone e arrancò fino

all'uscita del locale.

-Mi dici che ti prende questa sera?!- esclamò Angelica. L'aveva afferrata per il vestito e stava

quasi strappando la cucitura.

-Molla la presa o va a finire che mi lasci in mutande- sbottò Sophia -mi sono dimenticata di pagare, vedi che figure mi fai fare?-

-Se sei stufa di darmi lezioni di magia posso anche chiedere a Mikael, non ci sono problemi-.

Sophia tornò al tavolo, l'andatura ancora tremolante.

-Non è quello il problema, lo sai- borbottò -andiamocene di qui, sto soffocando-. Schiaffò venti

euro sul tovagliolo ancora pulito e fece un cenno con la mano alla cameriera.

-Grazie e tenga pure il resto- disse senza nemmeno guardarla in faccia. Agguantò la borsa e si

precipitò all'uscita.

Il frastuono del bar Kestè le diede il benvenuto. Con un gesto ormai diventato automatico si

tappò le orecchie. Il ritornello assordante di " La Campagnola" di Giggione le fece compagnia

fino al semaforo.

-Attraversiamo- disse Sophia davanti al quadrivio - voglio andare in libreria- -Ma ci siamo già

andate prima, non hai comprato nulla- obiettò Angelica - Non è meglio se ci sediamo e ti

riposi?-

-C'è troppa gente. Potrebbero sentirci-.

Angelica la seguì senza fiatare davanti all'insegna verde di Theoria. Sophia si fiondò nella

sezione libri fantasy e prese a un libro a caso. Sbirciò alcune pagine nel mezzo che mostravano

un coniglietto con la sigaretta tra le zampe anteriori. Quando vide con la coda dell'occhio la

commessa che riprendeva a leggere, ruppe il silenzio.

-Hai fatto qualche magia ultimamente?- chiese, la voce attutita dal libro che le copriva metà

viso.

-Ho solo meditato un po'- rispose Angelica -sai che non so fare granché, al massimo qualche

invocazione con le candele e i profumi-

-Angi, tu non faresti mai un rito di magia nera, vero?-. Angelica spalancò la bocca. -Tu sai che

non farei mai del male a qualcuno!- esclamò.

Sophia le fece segno di abbassare la voce e la portò verso degli scaffali più riparati.

-Come puoi pensare una cosa simile di me?- riprese Angelica -Sei la mia migliore amica, ci

conosciamo da

anni! Non faccio del male nemmeno agli insetti!-

Sophia la strinse per gli avambracci.

-Tu sei come una sorella per me- disse -tu sei la persona più cara dopo Mikael. Tu sei la mia

famiglia. Se hai fatto qualcosa di forte, con il sangue per esempio, devi.-

-Hai avuto una

visione!- la interruppe Angelica.

Sophia si morse il labbro. Con Angelica non era proprio capace di fingere.

-Andiamo, la commessa ci guarda- tagliò corto.

Portò al bancone il libro new weird che aveva preso e lo sventolò davanti alla commessa, persa

tra le pagine di un romanzo Harmony.

-La commessa ci guarda, eh?- borbottò Angelica.

Sophia ficcò il libro nella busta e spalancò la porta, schizzando fuori per la strada affollata di

ragazzi appena usciti dal Kestè.

-Dimmi cosa hai visto- ansimava dietro di lei Angelica -era su di me?-.

Sophia la ignorò e affrettò il passo. Superò il ciglio della strada e attraversò come un fulmine.

Raggiunse il marciapiede opposto proprio mentre un camion da trasporto passava a un metro

dai suoi piedi.

-Ma hai deciso di farti ammazzare questa sera?!- tuonò Angelica. Sophia si voltò. -Non

parliamone più, chiaro?- la supplicò -è stato lo stress evidentemente-

-Ti pare giusto fare così?- piagnucolò Angelica -Lo so che hai visto me, è inutile che me lo

nascondi. Non sono scema! Voglio sapere! Ti perseguito per tutta l'estate se non me lo dici!-.

Sophia alzò gli occhi e allargò le braccia. Non aveva altra scelta che arrendersi all'evidenza.

-Eri pallida come un cadavere e avevi le mani sporche di sangue, non ho visto altro- disse.

Socchiuse gli occhi per non guardarla tremare. Invece sentì una risata.

-Dovresti vedere meno film horror, soprattutto prima di uscire con me!- esclamò Angelica -non

è che hai associato la mia faccia a quella di qualche vampira, eh?!-

-Non male come

associazione- rispose Sophia, rilassandosi - molto probabilmente farai una delle tue solite

cadute dalla moto-

-Ehi non portare sfiga! Comunque non è niente che riguardi la magia nera o sacrifici di sangue,

giuro -

-Ok ok, ti credo. Davvero sono troppo stressata. Questa vacanza ci farà bene. Magari anche un

bel gelato!- concluse Sophia.

Si avviò verso il bar accanto al negozio di Intimissimi, fiduciosa nell'azione miracolosa e

salvifica del gelato. Appena arrivata sulla soglia sentì un familiare trillo di sveglia e si girò. La

tasca del jeans di Angelica lampeggiava di luce arancione ad intermittenza. -Hai chiamato

Mikael?- domandò -ti avevo detto di non disturbarlo!-

-No no, sarà la Vodafone- la rassicurò Angelica -sempre a rompere le palle con le promozioni!-.

Sophia le infilò la mano nella tasca e tirò fuori il cellulare.

-Non vedi che è un avviso di chiamata?- disse -Il numero è di Yasmina-

-E ti pareva!- rispose Angelica -mi ha cercato un sacco di volte in questi giorni. Da una parte

mi dispiace dirle che non la voglio come amica, ma dall'altra . è una rompiscatole! Non mi

vuole mai ascoltare, parla sempre delle sue conquiste amorose e poi non fa che ripetermi

quanto sono poco alla moda!-

-I miei vecchi compagni di liceo me lo dicevano tutte le mattine almeno ogni ora, ma non li

evitavo per questo-

-Ultimamente non fa altro che parlare di magia d'amore. Dice che sua madre ha un libro di

tradizioni gitane per fare malefici e magie rosse. Mi ha confidato che uno dei suoi nuovi

ragazzi, Luca, le ha insegnato a fare i legamenti. Bel tipo!-

-Andiamo, Angelica! Te le bevi proprio tutte le cazzate che ti rifilano! Ma ti pare possibile che

una ragazzina di diciassette anni che conosce la magia da appena un anno possa fare un

legamento da sola? Lo avrà detto per vantarsi-

-Non mi piace. Se la tira sempre. Ed è una schifosa troietta. Dall'anno scorso fino ad ora si è

fatta tutti i maschi della sua classe-

-Forse dovremmo cercare di starle vicino, invece di lasciarla sempre sola come un cane. Ha

bisogno di affetto-

-E va bene va bene, se vuole può raggiungerci! Tanto abbiamo la scusa del campeggio per

andare via prima-

-Ci sta raggiungendo, ha appena inviato un messaggio. Dice che deve farci vedere una cosa

importante-

-Sarà uno dei suoi amichetti. Basta che non cerchi di appiccicarlo a me! L'altra volta mi ha

presentato un idiota che mi voleva infilare la lingua pure nei buchi delle orecchie!-

-Tranquilla, se qualcuno dei suoi amici ti molesta, basta dirgli che sei una strega e che glielo fai

ammosciare con uno schiocco di dita. Si dilegua in cinque minuti, scommetti?-

-Non c'è bisogno di scommettere. Ti devo ricordare che è per colpa della magia se i ragazzi

scappano via a gambe levate quando mi vedono? - .

Sophia si diresse verso il frigo dei gelati e prese due affogati al cioccolato, ammiccando a

Angelica sotto gli sguardi delle coppiette.

-Ogni Sabato la stessa storia!- esclamò Angelica, afferrando il suo gelato -ci scambiano sempre

per lesbiche! Giuro che tra poco lo divento veramente così ho diritto anche io allo sconto del

Sabato per coppie!-.

Sophia si portò le mani alla bocca per soffocare la risata. Schizzi di cioccolato le macchiarono le

dita mentre cercava di non sputare tutto in aria. Si alzò per andare a prendere altri fazzoletti e

vide gli inconfondibili riccioli ebano di Yasmina spuntare dal finestrino della Mercedes fermata

davanti al locale. La chiamò sollevando il braccio. Ritornò al tavolo e Angelica le diede un

calcio al polpaccio.

-Smettila!- sbuffò Sophia sottovoce -sei solo invidiosa perché è tanto bella-

-Tsè! Non lo vedi che tutti la guardano solo per le tette di fuori?-

-Si si, certo-.

Sophia fissò la collana di corallo con pendente in ossidiana nera che Yasmina indossava.

-Bello, è un amuleto?- chiese appena la ragazza raggiunse il tavolo

-Oh no, è solo una collana- trillò in risposta Yasmina.

Sophia le avvicinò la sedia ma un ragazzo ci si piazzò sopra senza dire nulla.

-Scusa ma questa è per la mia amica- osservò Sophia, sollevando lo sguardo sul viso del ragazzo.

Aveva i capelli bruni che gli ricadevano flosci sul viso scavato alle guance. La bocca era stretta,

un taglio di coltello.

-Ragazze, questo è Luca- esordì Yasmina -il mio nuovo amore. Si è trasferito da poco ad

Amorosi-

-Non l' ho mai visto in giro- disse Sophia.

Notò subito che una spirale tatuata spiccava sul suo collo, di un rosso così vivido da sembrare

tinta col sangue. Gli tese la mano sorridendo. Il ragazzo le rivolse un'occhiata di traverso, gli

angoli della bocca contratti. Sophia sentì una scossa elettrica dietro la schiena e ritrasse le dita

di scatto.

-Vengo da Benevento e ci torno quasi ogni

giorno, non ho molto tempo per uscire- rispose Luca con voce rauca

-Vedo che conosci la magia- osservò Sophia, indicando il tatuaggio.

Lui non rispose ma emise un sibilo ringhioso.

-Luca è timido, non vuole che si parli del suo privato in pubblico- disse Yasmina, riservandogli

un sorriso a trentadue denti.

-Facciamo un ultimo giro?- propose Sophia -si sta facendo tardi e tra poco io e Angi dobbiamo

rientrare. Domani partiamo presto per il campeggio-

-Sicuro!- squittì Yasmina, scattando in piedi -Devo farvi vedere quella cosa, vi piacerà

tantissimo!-

-Ma è buio- protestò Angelica -forse è meglio un'altra volta-

-Un'altra volta non si può! Almeno non subito. Dai, non ci vorrà tanto!-

-Mmm. non so. Sophia, tu sei d'accordo?-

-Si, ma solo qualche minuto- disse Sophia, senza scollare gli occhi da Luca.

Mandò avanti Yasmina e Luca e tirò Angelica verso di lei.

-Quel tatuaggio ha tutta l'aria di essere un sigillo. Mi piacerebbe sapere di più su quel Luca,

non sapevo vi fossero altre persone ad Amorosi oltre me interessate alla magia- mormorò.

Il pollice destro volava sulla tastiera del cellulare, gli occhi che dal display sbirciavano verso il

ragazzo.

-Un sigillo tatuato?- chiese Angelica, aggrottando la fronte

-Si usano in alcune magie rituali- bisbigliò Sophia -per bloccare determinate energie all'interno

del corpo-

-Credi sia opera di magia nera?- balbettò Angelica

-Mi sono fatta male prima, quando lo guardavo. Però le cause possono essere tante. Forse la

sua aura si è scontrata con la mia. Magari il suo elemento dominante è opposto al mio-

-Ne sei sicura? Secondo me è meglio se torniamo a casa. Di quella zoccola non c'è mai da fidarsi-

-Non andare già in modalità panico ossessivo, calmati. Tatuaggi come quelli sono usati anche

per moda. L'occulto fa tendenza, trovi un sacco di simboli magici e religiosi tatuati addosso a

persone che nemmeno ci credono nel divino. E comunque per prudenza ho già inviato un

messaggio a Mikael, verrà a prenderci fra poco-

- Meno male- sospirò Angelica -io Yasmina proprio non la reggo!-

-Non possiamo sempre escluderla, per una volta dobbiamo accontentarla! Ha bisogno di

attenzioni-

-Sarà, ma io provo una repulsione naturale per lei-

-E io per quel Luca, ma tanto non può succederci niente. Le vie sono illuminate, ci sono altre

persone e so difendermi molto bene grazie alle lezioni di Mikael. Quindi godiamoci la

passeggiata senza troppe seghe mentali. Tra circa una ventina di minuti ce ne andiamo-

-Sai una cosa? Quando si tratta di aiutare lei perdi il buon senso e non capisco perchè, siete

state amiche solo da piccole! Di solito sei tu quella che rompe su queste situazioni. Comincio a

preoccuparmi veramente-

-Ho detto niente seghe mentali. E niente gelosia!- concluse Sophia,

picchiando la mano sulla testa di Angelica



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