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lavoro pubblicato martedì 6 dicembre 2016
ultima lettura domenica 23 luglio 2017

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Anime Perse - Caduta 11

di FedericoGiacon. Letto 124 volte. Dallo scaffale Fantascienza

-Signore, mi ha mandato a chiamare?- chiese Green entrando nell'ufficio del Colonnello.-Si, ti stavo aspettando. Ho un incarico per te.- rispose Conrad da dietro la scrivania.-Signore, non ero catalogata come "inutilizzabile"?--Si, ma la situ...

-Signore, mi ha mandato a chiamare?- chiese Green entrando nell'ufficio del Colonnello.
-Si, ti stavo aspettando. Ho un incarico per te.- rispose Conrad da dietro la scrivania.
-Signore, non ero catalogata come "inutilizzabile"?-
-Si, ma la situazione è critica. Per avere le tre squadre anti-anime ho dovuto rinunciare a degli istruttori dell'Accademia. Mi servi come sostituto. Una lezione povera ritengo sia meglio di nessuna lezione.-
-Si, signore.- rispose Green avvilita.
-Insegnerà "strategie di difesa". Inizia domani. Domande?-
-Nossignore.-
-Bene, allora può andare.- la congedò il Colonnello.
Green uscì con la rabbia che le bruciava dentro, mentre portava i suoi nuovi orari poggiati sulle ginocchia.
Come aveva potuto pensare anche lontanamente di poter essere utile? Era l'ultima scelta per riempire delle ore a dei bambini di merda. Doveva solo essere una baby sitter, niente di più.
Spinse la carrozzella fino all'ascensore che la portò al poligono di tiro.

Erano veramente dei bambini. Avevano in media undici anni; ma già da sette si allenavano nell'Accademia.
Appena entrò nell'aula si girarono a guardarla, ridendo a sottecchi della sua carrozzella.
Già li odiava.
-Bene, quindi devo insegnare a voi. O davvero Dio non esiste, o si diverte a torturarmi.- esordì Green -Non ho il minimo desiderio di insegnare a voi qualcosa che vi riduca come me, e, per i pochi di voi che vedranno la fine dell'Accademia, vi auguro che le anime si siano estinte da un pezzo; perché posso già capire che non riuscirete a sopravvivere neanche ad una di esse!- non volava una mosca -Domande?- chiese Green.
Nessuno disse niente.
-Bene, qual è la tecnica più efficace contro un anima?-
Un bambino alzò la mano.
-La si affronta separatamente per paralizzare e dissipare.-
-Tornatene sui tuoi libri, nano!- lo sbeffeggiò Green -Affrontala come dicono i testi e finisci come me. Non c'è un modo per attaccare un anima. Non saprete mai come affrontarla! Ognuna è diversa dall'altra! Una mi ha fatto crollare addosso un palazzo, una ha scavato un tunnel per spuntare sotto i miei piedi di tanto in tanto, l'ultima mi ha pugnalato con un paletto resistivo. Nel momento in cui pensate di conoscere il vostro nemico siete morti. Questa è l'unica lezione che posso darvi.-.
-Allora come facciamo a...- tentò di chiedere il bambino.
-Pregate che abbia meno fortuna di voi! Ti soddisfa questa tattica?-
-Ma...-
-Niente "ma"! Io vi insegnerò a sopravvivere, nulla di più; e più di voi sopravvivono più possibilità avrete di vincere contro un anima.- lo zittì Green, quanto odiava i bambini -Ora alzate il culo e seguitemi.-.
Li portò nella sala di simulazione della Base, tutti vennero legati a delle sedie, le quali si collegavano al loro sistema nervoso per creare illusioni sensoriali.
-Io credo fortemente nell'esperienza sul campo; quindi ora vedete di imparare.- disse Green -Caricatemi l'attacco di Oakland.- ordinò ai tecnici -Difficoltà: reale.- poi si rivolse agli studenti -Ora il vostro compito è sopravvivere, non di dissipare l'anima, ma di sfuggirle. Vi sconsiglio vivamente di farvi colpire.-.
-Perché? Che succede se ci prende?- chiese un alunno.
-Inizia la simulazione.- ordinò Green ignorando la domanda.
Nello schermo della sala controllo poteva vedere esattamente cosa succedeva ai bambini. Nei primi tre secondi uno di loro venne trafitto dal braccio dell'anima simulata e si contorse urlando sulla sedia, mentre una forte scarica elettrica gli passava attraverso il corpo.
-Ora hai capito che succede se l'anima ti prende?- chiese Green all'alunno di prima.
In un minuto e mezzo tutti e trentadue i bambini erano morti.
-Riproviamo.- disse Green. Andarono avanti così per due ore; una volta finita la lezione Green disse -Voglio da ciascuno di voi un riassunto di dieci pagine su tutto ciò che avete sbagliato per domani. Ora andate al diavolo!-.
Il giorno seguente trecentoventi pagine di rapporto furono messe sulla scrivania di Green; lei guardò i fogli, poi li buttò nel trita carte.
-Spero abbiate imparato bene dai vostri errori, andiamo nella sala simulazioni.-
Per altre due ore morirono come mosche.

Dopo due settimane Green riuscì a stare in piedi sulle stampelle, anche se la gamba destra non rispondeva a quasi nessuno stimolo; era un peso morto che si trascinava dietro ad ogni passo.
Riusciva a passare poco tempo con i Berry e gli Apple, erano quasi sempre fuori in missione e i bambini erano una continua sofferenza da vedere. Ogni loro errore nella simulazione le faceva rivivere l'anima che le scioglieva la gamba, come se avesse commesso lei lo sbaglio dello studente. Quindi Green passava la maggior parte del tempo nel poligono di tiro.
-Non hai nient'altro da fare oltre a sparare?- le chiese Rasp alle sue spalle.
-No. Non proprio.- rispose Green, rotolando sulla schiena e mettendosi a sedere davanti all'amico.
Rasp si mise di fianco a lei -Dopo due giorni che non ti vedevo al nostro ritorno ho iniziato a preoccuparmi.-.
-Dovete andare a fare rapporto di corsa ogni volta, ho pensato di farvi risparmiare tempo.- gli rispose Green.
-Come stai? Come va la gamba?-
-Non la sento, e usare le stampelle è di un noioso micidiale; con la carrozzella almeno andavo a passo d'uomo.- rispose Green.
-Ti serve solo un po' di pratica, le usi da neppure una sett...- iniziò Rasp.
-Non osare dirlo! Non ripetere le stronzate che tutti quei medici del cazzo non fanno altro che sputarmi in faccia! Non riuscirò mai più a camminare come una persona normale! Ne sarò mai più in grado di andare alla stessa velocità di una persona normale! Smettetela di dirmi stronzate! Sono stanca. Non ha senso continuare a vendermi speranza, perché non serve a un cazzo! Non c'è più niente per me!- urlò Green.
Le lacrime stavano rincominciando a salirle agli occhi.
-Come va coi marmocchi?- chiese Rasp dopo un attimo di silenzio.
-Sono arrivati a sopravvivere un quarto d'ora a Oakland. Inetti.-
-Per te c'è ancora qualcosa da fare, puoi insegnare. Migliorano sul campo, hanno raggiunto il livello di un quindicenne in due settimane grazie a te.- disse Rasp.
-Hanno raggiunto il livello base di un decenne, e io non ho fatto nulla. Li ho solo buttati in uno scenario di combattimento e ho chiesto un rapporto per il giorno dopo.- rispose Green con le lacrime che iniziavano a scendere.
-Come va con le anime?- chiese ad un certo punto Green.
-Non penso ce ne siano mai state così tante... ne spuntano fuori almeno un paio al giorno... sono sfinito.- rispose tristemente Rasp.
-Mi spiace.- Green gli cinse il braccio, poggiando la testa sulla sua spalla come faceva una volta.
-Ho chiesto il congedo capitale.- disse la ragazza dopo un po'.
Rasp si girò a guardarla sbalordito.
-All'inizio il Colonnello non voleva concedermelo, ma non ha potuto rifiutarlo, alla fine.- continuò Green.
-Perché? Perché Green?!- esclamò Rasp.
-Perché non ho più una ragione per andare avanti, e quei bambini sono solo un'altra cosa che mi ricorda che sono inutile!- rispose -Il plotone sarà pronto tra tre giorni.-.
Rasp si chinò per baciarla -Mi mancherai.- le disse con un nodo che gli stringeva la gola.



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