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lavoro pubblicato lunedì 5 dicembre 2016
ultima lettura lunedì 8 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Alla scoperta di se stessi - La pace di prima mattina (Parte 8)

di edo17bosio. Letto 268 volte. Dallo scaffale Pensieri

Stavo facendo colazione quando smisi di pensare alla mia vita passata. Era una colazione frugale, composta da una semplice tazza di tè verde e accompagnata da un paio di biscotti confezionati. Il mondo era ancora avvolto dalle tenebre quando pre.........

Stavo facendo colazione quando smisi di pensare alla mia vita passata. Era una colazione frugale, composta da una semplice tazza di tè verde e accompagnata da un paio di biscotti confezionati. Il mondo era ancora avvolto dalle tenebre quando presi un biscotto, lo inzuppai nel tè e attesi che si riempisse d’acqua, ma credo che attesi troppo, perchè il biscotto si ruppe e cadde sul fondo della tazza.
Lo guardai sorpreso, ma poi pensai che è proprio vero che più si trattengono le emozioni e più è facile che la mente si spezzi e cada sul fondo del bicchiere. Quando si arriva a quei momenti bisogna aver la fortuna di trovare qualcuno, che con un cucchiaino ci risollevi in superficie o trovare la forza per non finire annegati dentro noi stessi.
Mi accorsi che c’era un incredibile silenzio a quell’ora di prima mattina. Di solito il mondo è un posto rumoroso e caotico, ma al mattino presto sembra che sia tutto immobile e in pace e questa sensazione mi ricordò qualcosa che avevo dimenticato…

Di solito si lavorava su due turni che potevano essere spartiti tra colazione, pranzo e cena, quindi tutto sommato avevo abbastanza tempo libero da dedicare a me stesso. Ciò che preferivo era il turno delle 6 per preparare la colazione. Era un momento quasi magico e surreale, in cui mi svegliavo nell’oscurità della notte, mi vestivo e scendevo giù per le scale mentre tutti gli ospiti dell’hotel erano ancora immersi nei loro sogni. Il mondo stesso stava ancora dormendo beatamente immerso nelle sue calde e soffici coperte, mentre io; io ero l’unico ad essere sveglio e su di me ricadeva la responsabilità di preparare la colazione a tutte quelle anime che si sarebbero risvegliate affamate quando ormai il sole, coi suoi caldi raggi, avrebbe baciato la natura circostante. Dunque avevo ancora tempo per assaporare quel momento così oscuro e misterioso fatto di un silenzio tale che quasi riuscivo a percepire il battito del mio cuore, un rumore quello, che mi fece ricordare di essere in vita e ciò era straordinario, perchè di solito lo si tende dare per scontato e si ignora il fatto di esistere.
Così immerso in quella magica atmosfera, preparavo il buffet delle colazioni e attendevo che gli ospiti si svegliassero e prendessero anche loro consapevolezza di esistere, entrassero in sala e ritrovandosi la colazione già pronta con il sole che si innalzava oltre le montagne, fosse la continuazione di un qualche sogno, ma che invece fu l’opera di un semplice ragazzo che si svegliava nella quiete mattutina.
Invece durante il mio tempo libero, andavo in esplorazione nel bel mezzo della natura, fotografando fiori, animali, ruscelli. Era un paradiso per l’anima e ogni volta che uscivo, portavo con me la raccolta di riflessioni di Marco Aurelio, mi sedevo sull’erba vicino al ruscello e col suono dell’acqua che scorreva, mi immergevo in queste riflessioni, nella quale, dopo la lettura, vuoi per l’aria buona, la natura o per la saggezza degli scritti filosofici, mi sentivo più leggero, spensierato e in pace.
Ogni settimana che passava ero sempre più in pace con me stesso e più i clienti si congratulavano con me per la mia professionalità e il mio sorriso sempre presente e più il mio impegno e soddisfazione personale aumentavano. Insomma, andava tutto per il meglio, fino a quando mia madre non mi desse una cattiva notizia tramite Skype…


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