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lavoro pubblicato lunedì 5 dicembre 2016
ultima lettura martedì 23 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Pleasant Port (n° 1 - Notte all'Hotel)

di Paolainthewood. Letto 319 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Ribellati all'eternità e ne pagherai il prezzo". Il primo breve racconto della storia di Morden. Spero vi piaccia!

<<Anima? Stronzate. Sbrilluccichii cosa? Stronzate. Servi del demonio? Stronzate e altre stronzate! Non posso credere che abbia scritto tutte queste cose! Il suo clan non dice niente a proposito?>>
<<Dio quanto te la prendi!>>
<<Potremmo uccidelo! Potremmo entrare nella sua villa e piantargli un bel paletto in mezzo al cuore! Ah-Ah!>>
<<Non mischiare quelle quantità sangue e droga. Ti rende più pallida... e violenta.>>

Sangue, droghe, alcool. C'era tutto in quella suite 5 stelle dell'hotel. Anche la raccomandazione numero uno dei loro superiori "Non fate casini".
<<Me la farò tatuare nelle chiappe l'anno prossimo>>
Quando faceva uso di droghe, Morden diventava un'altra persona o quasi, come tutti i vampiri.
I vampiri sono una specie riconosciuta ma tenuta al segreto. Solo poche persone sanno della loro esistenza e il loro numero è notevolmente ridotto rispetto alla specie umana. Dato che alcuni di loro sono immischiati in politica ad alti livelli, l'intera specie usufruisce di alcuni importanti privilegi. Il numero di omicidi legati al vampirismo dev'essere inferiore al 7% nei dati annuali. Questa è una delle cose che garantisce loro di passare inosservati, cibarsi regolarmente e non..
<<.. iniziare nessuna caccia ai vampiri. Lo so papà>>
Non era il suo padre biologico, ma era il capo del suo clan. Christopher aveva avuto per lei un ruolo spirituale, protettivo, un modello da seguire. Ma i vampiri, si sa, sono creature piuttosto originali, non si adattano totalmente a qualcosa e ciascuno splende di luce propria. Chi più chi meno. Lei aveva la fortuna di essere rinata e cresciuta in un'illustre famiglia. Protetta dal mondo circostante. Col passare dei decenni sentiva questa protezione come una sorta di doppia pelle, troppo aderente, da cui voleva liberarsi. L'uscita da un clan è visto come un qualcosa di spregevole dal resto dei membri, di qualsiasi ragione si tratti. Lei era sofferente anche per questo motivo. Così tanto da decidere di congelare quel senso di soffocamento distaccandosi man mano dalla sua famiglia. Preferiva la solitudine o la compagnia di qualche amica, e anche del suo compagno.
Il legame che aveva con Luke era cominciato da poco, si fa per dire, più di 20 anni. Riuscivano a stare l'uno con l'altra stando l'uno senza l'altra. Qualcosa di inossidabile che garantiva fedeltà e sicurezza. Una coppia consolidata.
<<Te ne puoi prendere 5, anche 9, lasciami i due con gli occhi azzurri però>>
<<Prenditeli pure tutti, lasciamene giusto 4 come cena e uno come antipasto>>
<<La monogamia non ti dona tesoro>>
<<Neanche a te il biondo cenere>>
<<F*******!>> Risero entrambe. Erano grandi amiche.
Era una festa privata. Una cena a domicilio. Le cene costose per gli umani, consistono nell'andare nei migliori ristoranti, e scegliere tra le pietanze migliori del menù. Le cene costose per i vampiri consistono nel scegliere gli individui più attraenti, e mangiarseli senza fare troppi complimenti.
Grace era quasi come una sorella per lei. Avevano le stesse opinioni e si capivano, l'unica differenza è che la vampira dai capelli biondi tollerava molto di più l'ambiente del clan.
<<Ricordiamoci di non strafare. Ne possiamo fare fuori solo un paio. Hey! Mi senti?>>
<<Forte e chiaro! Limitiamoci a non ucciderne nessuno però, devo andare ad una festa con Luke sabato>>
<<D'accordo. Vado in stanza a farmela con i due biondi>>
<<Ok, io vado al bar a farmela con il gin lemon>>
<<Per tutte le vergini dissanguate. Il secchio dello champagne è sessualmente più attivo di te>>
<<F****** Grace!>>
Non avevano chiuso le tende in maniera adeguata la notte prima. Morden fu svegliata da un bruciore al braccio. Il piccolo spazio tra le due grandi tende viola faceva entrare uno spiraglio di luce mattutina. Così delicata, così penetrante nelle carni dei non morti. Il calore la fece svegliare e spostò il braccio di scatto, mettendolo a riparo. Avvicinò la mano al viso e tentò di sfregarsi un occhio. Parte dei suoi liscissimi capelli castani le coprivano metà fronte e lo zigomo. Iniziò a sfregarsi parte della faccia, e finì col tentare di mandare via il sangue che aveva sopra. Aprì gli occhi. La sua vestaglia non era solo sporca di rosso, era fradicia di sangue, così come il divano in cui probabilmente aveva passato metà della notte.
Condivideva il divano con uno dei ragazzi, seduto sull'altro estremo del divano. Sembrava dormiente, dalla postura rilassata e il viso rivolto dalla parte opposta a quello di Morden. Anche lui era sporco di sangue. Tutto normale. Quando inizi a nutrirti qualcuno che non vuoi uccidere, a parte un po' di sangue, quello che rimane è solo un essere umano molto stanco che ha bisogno di mangiare qualcosa per rimettersi in sesto e riposarsi da qualche parte. Ma non questa volta. Morden alzò il busto e si mise seduta, ancora stordita dalla nottata, avvicinò la mano al volto del ragazzo, e, non fece in tempo a realizzare quanto fredda fosse la sua pelle che quando spostò il suo viso, vide che i suoi occhi grandi erano aperti e senza vita. Nè vita, nè anima.
Si guardò intorno, lo scenario poteva essere raccapricciante e terrificante per un umano, un'enorme tragedia. Per un vampiro come lei era solo dannatamente preoccupante. Non per tutti quei ragazzi morti sparsi per tutta la stanza come vestiti usati, ma per il fatto che prendeva coscienza col passare dei secondi, di essere nel bel mezzo di un enorme pasticcio.
<<Grace!! Grace!!>> si alzò di scatto e andò a cercare l'amica. Accellerò il passo verso una delle stanze da letto. Grace giaceva nel letto. Sembrava morta, probabilmente perchè lo era. Ma a giudicare dalle apparenze, i tre ragazzi nudi, con la gola tagliata, affianco a lei, lo erano molto di più. Morden corse a scuoterla. La prese per un braccio.
<<Grace!!! Svegliati Grace! Cos'abbiamo fatto?>>
Grace era più stordita di Morden stessa. Probabilmente aveva esagerato col miscuglio di alcool e droghe...e sangue.
<<Li abbiamo uccisi tutti, eravamo d'accordo>> L'amica non era per niente lucida, non ragionava. La sua mente era ancora annebbiata dalla nottata di vizi appena trascorsa. <<No Grace eravamo d'accordo di non ucciderne neanche uno!>>. Morden fece uno scatto verso il divano per recuparere la borsa e alcuni effetti personali. <<Aiutami a preparare le borse! Ce ne andiamo alla svelta!>>
Qualcuno interruppe i preparativi bussando la porta principale della suite.
Morden guardò con un'espressione di puro terrore la cara amica. Compagna di avventura e compagna di sventure. Avvicinò il dito alla bocca e fece cenno all'amica di non emettere un solo fiato...


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