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lavoro pubblicato domenica 4 dicembre 2016
ultima lettura martedì 24 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Creatura

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 401 volte. Dallo scaffale Fiabe

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LA CREATURA

Vecchi racconti abbandonati su una panchina stanno nel vago dire per la dolce eletta morte , che mi sovviene nell 'attimo che corre tra mesti pensieri ed incivili orrori , in ore poche sicure, dove regna incredulo il pensiero che si soave ,volge il suo mesto essere per altri lidi , per altre genti che si lasso, insicuro effige già declama il bel viaggio , verso mondi sconosciuti , aldilà di questo universo , forma che non si rattrista, diviene alieno che frigge le patate , terre senza mare , dimensioni parallele ove noi diveniamo noi stessi. Correre in balia di tanto male , di tanto ingrato vivere. Genti incivili et ignoranti che si mangiano la città , che non dorme beata nei suoi pochi averi , in imprese eccelsi in altre sfere, si fugge incomprensibile ed ignaro di cosa voglia dire , di questo lungo vivere in pena per mondi sovrumani, in altre conclusioni , perduti, perdiamo quel ben dell'intelletto , sicuro, sincero dire travestiti d’ amene veste, bel dire che immane bandisce gli spettri , scemando , fugge verso altre congiunture , che non sanno cosa, voglia dire essere muto.

Perduto , turbato ora non rinnego il falso dire , ne la falsa gioia, ne di questa nostra riverenza , s’aspetta chissà quale ricompensa , allegre glorie, accidenti intrisi di nostalgia, scema nel passare del tempo come il buio, ingoia ogni dilemma, così s'avanza ignari per intendimenti , maledizioni, che non sò che dire, non sò rinnegare l’ingrata sorte che c’allaccia a questa sciagura , sconvolto oltre ogni logica , giaccio in fondo ad un fosso.

Vicino ò fuoco che brucia le passione lentamente , la fiamma racconta nù cunto antico , divertente, scapricciatelo quasi incomprensibile , niro come lo gravone , janca come la neve. Tanto tiempo fa c’è steve una bona figliola assai bellela di nome caterinella , grazziusella assai , aspettava una bona sciorta , arrivasse e chissà quanto tiempo passò , che la voce soia se facette rauca, fioca come ò viento , la potevi sentire chiano, chiano dentro all’ossa ti sussurra una parola bona, portare nzino fatiche e tenebre . Caterinella teneva una rosa dentro a un vaso fore allo balcunciello ogni giorno lo coltivava , annaffia oggi annaffia domani la rosa cresce rossa , come il sangue de morto accise , pelosa, spinosa senza paté e senza madre, rosa cianciosa tosta come lo ferro ,loguace come una vajassa , ingrassava dentro lo vaso e quando la luna chiena appare, arape le braccia , tutte le stelle se mettene a cantare alleluia , alleluia . Una bella notte scura e sulitaria quando non se sente una voce amica nè nù violino sunare , all’interno della soia corolla , nascette una creature piccirella , piccirella che a vederla ignuda accusi rosea ti metteva dentro lo core tanta tenerezza.

Quanto era bellino, piccirillo come una capocchia di spillo, la figliola quando lo vide se mettete le mani tra i capelli dicette : aiuto aiuto, alluccai ma nisciuno la sentì . Ma che vedene chist’uocchio chisto è un miracolo non c'è posso credere mai visto una cosa del genere oh meraviglia ò luce dell'intelletto sono forse asciuta pazza , ò sono troppo affaticata , sono forse imbambolata , sono forse mezza briaca alle cinque della mattina. Ho travecole , male panza, nun me faccia capace. Questa è stregoneria ò mi sono forse ricoglionita povera creature fragile ed indifesa malatella , tiene mente ,forse tene la febbre, forse è morta, io son viva chiamate lo dottore, lo miedeche de pazze presto ,aiutatemi ad uscire da questo strazio . Caterinella , accuminciai ad accarezzarla , la pigliai dalla rosa e se la mise miezzo allo palmo della mano. Incominciò a cantare una canzone accusi doce , accussi chine de passioni , accussi belle che pure l'orco che alberga in ogni animo umano si commosse a ch'ella doce canzona che te faceva scevolì . Chiagne lacrime , amare , lacrime morte, lacrime vive, come si bello piccirillo mio. Mò ti canto questa nonna, nonna ,ninna bella creaturella che tutte gli angeli dello paraviso scennettere sopra la terra a sentire quel laido canto accussi doce che mille lacrime solcarono lo volto di tutti i presenti lo core si strignette dentro ad una morsa , una gran voglia di alluccare dire basta a chesta infamia , l’afferrai e tutti quanti si guardano dentro , accussi la terra per rendere merito a tanta bellezza , si facette fredda, fredda e un manto di neve dagli angeli fu posato sopra ad ella.

Piccirillo come si bellino, quanta strada abbiamo fatto insieme dentro a chisto dolore, dentro a chisto vico, funno lungo e scuro, che ci porta in mezzo a gli altri , ci fa conoscere il domani un'altra lingua , un'altra fede e se giri l’angolo vedi quello che hanno visto tanti prima di te , cosa hanno provato , amando, lottando, cosa si prova a perdere un figlio , cosa si prova ad essere ciuccio, cane, topo, ti balla tutto intorno, ti portano paradiso, ti fanno bello, santo, chiu doce e nu ciccolattino, credimi la vita è cattiva quando lo vuole essere come si bello pulcinella, come si doce caramella , come si bello core mio piccirillo mio , spina della corona di Gesù Cristo luce delle stelle, cielo infinito, meraviglia delle meraviglie, quanta ne ho passato , quante ne ho raccontate , a piede sopra le nuvole , nei vicoli lugubri dentro questa memoria collettiva ,ignaro di cosa potrà succedere domani , forse tra tanti anni, che colpa hanno i padri , che colpa hanno le madri, che colpa ha questa nostra storia se storia e storia dello munno intero , storia dello cielo e dello mare. Signore , che colpa abbiamo noi , figli di questa terra maltratta , arrabbiata, maligna, peggio della gramigna, dolce come le barbabietole, come la canna da zucchero, ognuno si scava la propria fossa, ognuno si costruisce la propria croce, ognuno persegue il proprio destino, il proprio nome . Cammina, cammina sotto la pioggia , sotto le bombe, dentro questa storia, che nisciuno conosce, mentre esce la schiuma della bocca, uno vorrebbe vomitare tutto il male che ha ingoiato, ma tu accusi piccirillo fa chicchirichì , pulcino , svolazzi, lontano dagli artigli del gatto. Pazienza non se può avere tutto dalla vita, non se può avere rose e spose sopra a chesta tomba, sopra a chisto fosso , dove sono sepolte tutte le nostre aspirazioni , tutte le nostre speranza , ed uno vorrebbe ridere aspettare che lo jorno appresso tutto sia finito che finalmente verresti preso in considerazione , per ciò che sei , per ciò che non hai mai fatto.

Trase, trase chiudi chesta porta , ascolta cheste parole senza denti , senza rispetto, curre , curre guagliò ,curre contro ò male contro i fetenti, contro chi tene tanto, chi nun tene niente e scemo se magna a pizza , miezzo a piazza che la visto crescere. Curre , curre fino in fondo allo cielo, tra pensieri cattivi , schiere d’angeli , viene core mio, anima pecorella, bella tra tutte le belle.

Storia ,storiella ,nuvella luna pucurella , storia nera come l’africa , nera come la notte che porta nzine tutte li sciagure , come l'acqua che lava la terra , lava la faccia dello diavolo, come lo canto dello pavone che venne magnato dallo Falcone , diavolo chini di corna russo come ò fuoco dell'inferno , odio, invidia, tarlo che ti rosica lo cervello , prigioniero d'una maledizione, mezzo a questa via in lacrime , circondato da un branco di canaglie che ti fanno martire , ti trascinano dentro ad una grotta, là tra sevizie e vessazioni d'ogni genere , te tagliamo a fettine , te squartano come lo porco appeso ad una corda, fanno scorrere lo sangue per farne sanguinaccio .

Povera Caterinella sola con questo Piccirillo che ride come Gesù bambino tutto nudo, mezzo la paglia , tra lo sciato della vacca e dello asino. Mondo infame che non tiene rispetto , che crede non crede , si magna le creature in un sol boccone , si bea , si ubriaca, dice d'essere giusto , onesto, intanto la vita passa , si diventa vecchi , scartellati , sotto lo peso degli anni , degli errori commessi.

Caterinella si stregava allo pietto ò piccirillo , ciciriniello , che ignaro del male che incombeva , perché chi conosce cosa c'aspetta domani , cosa saremo andando avanti, cosa potrà succedere , vivendo. Siamo parte d’un popolo orbo, incredulo che s'alza quando il padrone s'alza. Caterinella vistasi circondata da mille diavoli e mille arpie , spaventata ,provò a fuggire , sotto lo sciato dello viento , tra mille domande e mille perché chesta vita ci conduce verso giorni crudeli , verso soluzioni impensabili . Un diavolaccio con due ali di pipistrello , corna lunghe come nù bufalo , pigliai a tentarla le diceva: dammi la creature dalla a me che ti sono padre. State accorta Caterinella , solo io ti posso salvare , ti regalo palazzi, oro, diamanti, ti regalo una bellezza , senza pari sù questa Terra . Dammi la creature, che ne faccio cosa bella , che ne faccio chelle che me pare , che la porta poi a lucifero al gran maestro e lui decide cosa farne, a te ti facciamo regina, signora bella , bona con due zizze toste, culo grosso, Che tutti gli uomini , che ti vedranno , diranno quante è bona . Io ti voglio poi sposare. Io ti voglio vita mia.

Povera Caterinella scappa, fugge , non sape dove andare né con chi parlare ,né con un prete , né con un vescovo, né con lo papa che tene sempre da fare a portate la varca della chiesa verso altri lidi sicuri. Caterinella incomincia a cantare l'unica cosa , che sapeva fare , si lasciò andare alla dolce melodia , come una sirena sopra la terra ferma , la voce soia , s'alzai sincera , sopra alle tante disgrazie , alle tante malaparole, mentre arpie , streghe, e diavolacci s'avventarono sopra a lei. Dacci , dacci la creature , peccerella, , né facimme sasicelle , la friggiamo dentro alla padella, lo metteremo in mezzo ad un panuozzo , ne faremo un lauto pranzetto per lo signore degli inferi. Dacci , che ti facciamo bella, regina de partenopea, signora, marchesa, contessa. Chelle cattive voce Caterinella nù voleva poi sentire, le scacciava dalla mente soia , appilandosi le orecchie continuai a cantare, scinne , scinne angelo benedetto , dammi la forza per scacciare questo male, scinne, scinne dalle stelle, voce, bella dello cielo , chiara , fresca, accussi gentile, che incanti tutti quanti, viene, viene dolce libertà , voce de napoli, popolo che và , accidendosi, maledicendosi, svestito, bello, brutto, figlio dello portiere, dello nobile, dello zotico, figli d’operai, di chi nun sape cosa dire, figli di mamma e di padre , figli di chistu munno infame, ridente, passione meia che tutto squaglia, brucia, mette alla berlina. Scinne , scinne dalle stelle mio dolce salvatore . Dammi forza , dammi pace dentro a chisto core appucundruto , viene , viene , scinne, angiulillo , benedetto, pigliatela chesta vita , pigliatela chesta sciorta, chiu nera della notte, chiu scuro della sciorta d'un puviriello. Portaci lontano mano nella mano, insieme nel giusto, nella pace , aiutaci , fai sparire diavoli, aprici le porte di chisto nuovo anno.

Ciciriniello è cresciuto sè fatto guagliunciello, Caterinella mamma soia l’accompagna a scuola, c’accatta lo mantesino, la cartella per la scola , c’accatta le caramella e dentro ò sole tutto si sape, tutto passa, tutto scorre come lo tiempo ogni cosa s’aggiusta e mentre s’invecchia noi ritorniamo indietro a quando lo munno era alberi et animali , acqua che scorre , cielo azzuro , quando , tutto incominciò quando, il nostro viaggio ebbe inizio. A quel giorno in cui caterinella strignette in seno ciciriniello e rise accossì forte che tutti risero appressa ad ella. Noi ora cosa siamo ? coloro che hanno assistiti a questo miracolo, abbiamo imparato qualcosa? abbiamo riso con lei , siamo, non siamo, questa vita , questa morte , noi siamo Caterinella , siamo Ciciriniello, noi fuggiamo dal male che ci perseguita che a volte noi creiamo con le nostre azioni , con i nostri ideali con il nostro credo e che il signore ci perdoni per quanto noi facciamo, per quanto noi crediamo d’essere, d’avere .



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