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lavoro pubblicato mercoledì 30 novembre 2016
ultima lettura giovedì 15 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Disma & Lauro

di carmenmayaposta. Letto 408 volte. Dallo scaffale Amore

La storia d'amore di Disma e Lauro. Anzi, direi la storia d'amore di Disma e basta, perché Lauro è altrove con il suo cuore. Si ri incontrano dopo tanto tempo. Lei pensando di essere già immune a quello sguardo è trasportata da emozioni e pensieri.....


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https://carmenmayaposta.wordpress.com/2016/07/20/disma-lauro/

DISMA & LAURO

Lo aveva evitato a lungo, senza volere, senza rendersene conto, il suo cuore si inaspriva.

Disma si chiuse sempre più in se stessa costruendo muri che ormai avevano assunto la sembianza di muraglie cinesi. Neanche lei sapeva più come aprire una porta in quella spessa parete ed era prigioniera della sua stessa costruzione, sola dentro ad una fortezza vuota.

Quel sabato estivo vederlo non le fece alcun effetto, si rallegrò da un lato perché così non le avrebbe fatto più male. Andarono sulle verdi colline che circondavano la città, a bere vino e a ballare spensierati, così come fanno i giovani a quell’età.

Lui scivolò lentamente fra le fessure che si aprivano lungo le fratture ed i vuoti lasciati dai grandi e rettangolari mattoni di gesso che costituivano la base strutturale di quell’interiorità.

Lo sguardo intimo, dolce, profondo e colmo di comprensione passò attraverso le barriere sgretolando ogni difesa. Il canale delle emozioni si riempì come un fiume in piena e Disma ricominciò a sentire. Lauro era in grado di farla tornare ad amare il mondo.

Erano mesi che viveva rinchiusa, i recinti che la circondavano erano coperti di specchi.

Vedeva suo padre in quei riflessi, scortese, impaziente e arrogante.

Nei gesti e nelle parole si rendeva conto di emularlo ma vi era una sottile soddisfazione nel comportarsi così, le dava una sensazione di piacere e di dolore, non riusciva a farne a meno.

Era come se stesse punendo gli altri, così come suo padre puniva lei in ogni momento in cui sbagliava qualcosa.

L’insoddisfazione la faceva diventare in questo modo, si sentiva non amata e non riusciva ad amare, così, invidiava coloro che amavano con semplicità.

Un processo inconscio sepolto lontano dalla sua percezione, ma si faceva strada fra le sue emozioni come un serpente mordeva ogni pensiero e ricordo riempiendolo di veleno fino a svuotarlo della sua linfa vitale.

Doveva perdonarsi, perdonare suo padre, perdonare sua madre : amare loro prima di poter amare ciò che la circondava.

Viveva il rifiuto di quell’amore primario negatogli, e ora in quello sguardo comprensivo che le trafiggeva l’anima ricercava quell’affetto di un remoto passato.

Ci avrebbe trascorso la vita con Lauro, se solo lui avesse voluto.

Nessuno era mai stato in grado di entrare e farle compagnia nella stanza degli specchi, nessuno tranne Lauro.



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