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lavoro pubblicato giovedì 24 novembre 2016
ultima lettura lunedì 15 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il monaco e il re

di smelzo. Letto 861 volte. Dallo scaffale Fantasia

Un’antica storia del Siam narra di un monaco noto per la sua saggezza e per la sua capacità di compiere prodigi. Un giorno il Re di quel paese, in fin di vita fece chiamare il monaco al suo capezzale...

Un’antica storia del Siam narra di un monaco noto per la sua saggezza e per la sua capacità di compiere prodigi.

Un giorno il Re di quel paese, in fin di vita fece chiamare il monaco al suo capezzale.

– Monaco – disse – ho sentito della tua capacità di far prodigi, io mi trovo adesso alla fine della vita, puoi tu regalarmi ancora qualche anno di vita?

– Raccontami quello che ti ricordi della tua vita – rispose il monaco.

Il Re allora ripercorse con il monaco i suoi ricordi che, poiché aveva sessant’anni, risalivano fino a cinquantotto anni prima.

Cominciando dagli ultimi anni di regno parlò delle sue battaglie in testa all’esercito quando era più giovane, delle sue mogli, della sua educazione, fino a ricordare la sua balia che da piccolo gli cantava una canzone per farlo addormentare.

Terminato il racconto del Re, il monaco si alzò dal capezzale, compì un rito sacro e si assorse a lungo in preghiera.

Alla fine si rivolse al Re chiedendogli: Maestà dimmi cosa ti ricordi adesso.

Il Re, che nel frattempo si era assopito, svegliandosi si accorse che i suoi ricordi erano cambiati. Si ricordava ora sì di battaglie, ma combattute cento anni prima, di persone che aveva conosciuto solo negli annali della storia del regno.

– Ma cosa hai fatto monaco? – gli chiese.

– Quello che mi hai chiesto o Re, ti ho donato altri quarant’anni di vita.

– Ma io mi trovo ancora qui, nel letto di morte! – rispose il Re

– Sì, è vero, ma adesso non hai sessant’anni, ma cento. Esattamente quaranta in più di prima.

– Ma a cosa mi serve aver vissuto quarant’anni in più se adesso devo comunque morire?

– A capire o mio Re.

– Capire cosa? – urlò il Re esasperato

– Vedi, se ti avessi fatto vivere altri quarant’anni cosa sarebbe successo? – rispose il monaco – che tra quarant’anni saresti morto lo stesso, soltanto avresti avuto più ricordi.

Pensa a quanto è vecchia la montagna, pensa a quanto è vecchio il mare, cosa è a loro confronto la vita dell’Uomo? Un battito delle tue ciglia. E cosa cambia per loro se questa vita dura un battito o due battiti di ciglia? E cosa cambia per te, in punto di morte, aver vissuto quarant’anni in più visto che a quel punto saranno ormai solo ricordi e, dopo, nemmeno quelli?

Il Re allora capì quello che il monaco gli aveva insegnato, lo ringraziò e dispose affinché venisse rispettato e venerato in tutto il regno e infine, serenamente, morì.

Tratto dal libro:

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Commenti

pubblicato il giovedì 24 novembre 2016
Emanuelle, ha scritto: Sono incantata: semplice e bellissimo. Il fatto di averlo "estratto" da un altro libro non cambia il mio "grazie".
pubblicato il giovedì 24 novembre 2016
smelzo, ha scritto: Una precisazione: l'ho tratto da un libro, ma il libro è mio :-)
pubblicato il giovedì 24 novembre 2016
dalia, ha scritto: affascinante, un racconto affascinante. Adoro questo tipo di leggende molto belle ed educative vorrei che fossero in molti a scriverle Grazie Smelzo
pubblicato il giovedì 24 novembre 2016
smelzo, ha scritto: Grazie Dalia, è una piccola storia che si inserisce in un libro, era l'unico pezzo "estrapolabile" per un racconto online. La pagina FB (lo dico per tutti tanto non è niente di "commerciale") è https://www.facebook.com/francescosmelzoracconti/
pubblicato il giovedì 24 novembre 2016
dariop, ha scritto: Bel racconto,complimenti.Personalmente non condivido L'insegnamento;in fondo sono proprio i ricordi a renderci quello che siamo.
pubblicato il venerdì 25 novembre 2016
smelzo, ha scritto: Grazie Dario. In fondo al racconto non c'è insegnamento, ma solo una riflessione. I ricordi sono quello che siamo noi stessi, ma anch'essi spariscono perché noi stessi spariamo. Può vivere il ricordo di noi in altri, ma poi sparirà anche quello. Non è un punto di vista "pessimistico", ma soltanto cercare di vedere le cose in una giusta prospettiva.

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