ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 23 novembre 2016
ultima lettura domenica 31 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Malinconia di Settembre

di Claire93. Letto 459 volte. Dallo scaffale Generico

Era una notte di Settembre come tante altre e, come al solito, Julia non riusciva a prendere sonno. Andò a sedersi vicino alla finestra per asp...

Era una notte di Settembre come tante altre e, come al solito, Julia non riusciva a prendere sonno. Andò a sedersi vicino alla finestra per aspettare l’alba e cominciò a pensare. Pensava sempre alla stessa persona, ormai da anni. Non era contenta della sua nuova vita: anche se a tutti voleva far credere di aver voltato pagina, dentro di se sentiva che le mancava qualcosa, o qualcuno.
In quella normale notte di settembre, Julia decise di uscire a fare una passeggiata. Mise la giacca e fece le scale di corsa, quasi come se volesse scappare da casa sua. Appena uscita dal cancello, mise le cuffie del suo inseparabile mp3; ascoltava solo canzoni dei Coldplay, il suo gruppo preferito.
Ad un tratto, la riproduzione casuale dell’mp3 fece partire Fix you, la sua canzone preferita, la canzone che aveva conosciuto grazie a quella persona. Diventò ancora più triste. Era così persa nei suoi pensieri che,senza volerlo, camminando distrattamente, era arrivata a casa di quella persona; casa di Fred. Dai suoi occhi allora, iniziarono a scendere lacrime amare.
Julia rimase immobile a fissare la porta di casa di Fred; la voglia di suonare quel campanello era davvero tanta, ma lei non riusciva a fare nemmeno un passo. Fece un respiro profondo, e si allontanò da quella porta. Poi però, si fermò e guardò indietro; sentì dentro una strana sensazione, corse verso la porta e suonò il campanello con estrema delicatezza, mentre iniziava a piovere.
Fred andò ad aprire e, trovandosi faccia a faccia con Julia, si pietrificò, senza capire se lei stesse piangendo o se quelle sul suo viso erano delle semplici gocce di pioggia.
I due restarono per qualche minuto immobili, uno di fronte all’altra, senza dire nulla; poi Fred accennè un sorriso e timidamente la abbracciò, senza però essere ricambiato.
La invitò ad entrare in casa per non prendere freddo e le disse: “Mi dispiace che ti sia bagnata come un pulcino”. “Non importa”, rispose lei sedendosi.
Fred continuò: “Sono anni che non parliamo noi due.. Jane è andata via, non stiamo più insieme.. Lo sapevi?”. Julia fece un altro respiro profondo e disse: “Come avrei dovuto saperlo? Tu hai voluto chiudere con me senza che io ne sapessi il motivo. Meritavo davvero tanta cattiveria da parte tua?”. Fred abbassò lo sguardo e con la voce tremante disse: “Sono stato uno stupido, mi dispiace”.
Julia non ce la fece più, ebbe come uno scatto d’ira, balzò dalla sedia ed iniziò ad urlare: “Ah certo, ora dici che ti dispiace. E’ facile dirlo dopo così tanto tempo, a cose ormai fatte vero? Intanto, mentre tu eri felice con Jane, io ho passato le pene dell’inferno per causa tua! Sapevi che oltre ad essere il mio migliore amico eri anche il ragazzo di cui ero perdutamente innamorata, ma questo non ti ha certo fermato. No, non hai avuto nessuno scrupolo, non ti sei fatto nessun problema a farmi del male. Sei stato terribilmente meschino e dannatamente crudele con me, e ora, solo ora mi dici che ti dispiace? Solo ora che io sono venuta a cercarti? Meritavo davvero tutto questo?”.
Fred ammutolì e abbassò di nuovo lo sguardo per nascondere le lacrime. Vedendolo in quello stato, Julia cercò di calmarsi e, mentre si sedeva, notò che lui portava ancora al collo la collanina che lei gli aveva regalato anni prima.
Allora si rese conto di aver reagito troppo duramente, si avvicinò a Fred con la sua tipica dolcezza, prese le sue mani e gli disse: “Scusami Fred, so di aver esagerato.. Non volevo essere così dura con te.. Sai che mi sei mancato? Vorrei tanto provare a ricucire lo strappo che si è creato nel nostro rapporto, che ne dici?”. Fred alzò lo sguardo e la guardò fissa negli occhi: sorrideva; non si era mai reso conto di quanto fosse bella.
L’abbracciò forte, come non aveva mai abbracciato nessun’altra e le sussurrò all’orecchio un semplice ma sincero "Ti amo", due semplici parole che Julia desiderava sentire da tanto tempo. Lei non disse nulla, si lasciò solo stringere forte, e permise alle labbra delicate di Fred di sfiorare le sue.
Poi, però, quel momento così dolce fu interrotto da uno squillo fastidioso. Julia si spaventò e si ritrovò ripiegata sul davanzale della finestra della sua stanza. Capì allora che si era addormentata aspettando l’alba e che tutto quello che aveva creduto di vivere quella notte, era stato in realtà solo un bellissimo ma triste sogno.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: