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lavoro pubblicato martedì 22 novembre 2016
ultima lettura domenica 31 maggio 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'EDUCANDA

di NoiSiamo. Letto 1618 volte. Dallo scaffale Eros

… mentre mi baciava anche sulle labbra, palpava i miei seni baciando e succhiando i capezzoli, ha preso le mie mani e le ha posate sui suoi seni, mi ha detto di fare su di lei quello che aveva fatto su di me, ho fatto come mi chiedeva.........

Mia nonna, donna molto religiosa, ha avuto tre figli un maschio e due femmine, il maschio è
diventato frate, una delle due femmine è diventata suora di clausura mentre l’altra ha avuto
modo di sposarsi ed è diventata mia madre. Si può quindi capire come la mia formazione sia
stata molto severa e circoscritta “casa-chiesa”, e vivevamo costantemente con il timore di
peccare, tanto più che mia madre, pur avendo una sua famiglia, era ed è comunque molto attiva
nella parrocchia del paese anche come catechista, per cui, io sono sempre andata a scuola dalle
suore fino alla terza media, e dato che in quell’istituto non avevano il liceo, per proseguire gli
studi sono mi hanno mandata in un collegio gestito da suore con insegnanti esclusivamente
femminili, dove, insieme allo studio venivamo educate con una certa severità che impediva a noi
tutte di poter divagare e conoscere il mondo esterno.
Il tempo passava lentamente, in quell’ambiente anonimo noi ragazze non avevamo e non
conoscevamo altro che non fosse inerente allo scopo del collegio, studio e rigore, e nei pochi
giorni di vacanza tornavo a casa felice e curiosa di novità, ma trovavo sempre lo stesso ambiente
e lo stesso grigiore che quasi ero contenta di ritornare in collegio e stare insieme alle mie amiche.
Eravamo ormai al quinto anno, avevo già 18 anni, stavo dormendo e sono stata svegliata da un
rumore piuttosto forte, come fosse caduto qualcosa in terra, ho acceso la luce ma era tutto in
ordine, forse, pensai, è caduto qualcosa nella stanza a fianco che era occupata dall’insegnante di
matematica, mi sono di nuovo coricata e addormentata.
Due sere dopo mentre ero a letto a leggere un libro, sono stata distratta da alcuni rumorini che
provenivano sempre dalla stanza a fianco, la cosa che mi insospettiva era che oltre ai rumorini si
udivano anche dei leggerissimi mugolii, come se la prof. si stesse lamentando, mi sono
preoccupata, ho accostato l'orecchio alla parete per poter capire meglio e visto che non mi ero
sbagliata ho creduto opportuno andare a chiederle se aveva bisogno di qualcosa.
Sono uscita dalla mia stanza ed ho bussato pian piano alla sua porta, subito i rumorini sono
cessati, e trascorso qualche secondo…
< chi è..?
< sono Gianna prof.
… ho sentito girare la chiave e si è aperto un piccolissimo spiraglio della porta, vedevo soltanto il
viso.
< mi scusi prof. mi è parso di sentire dei lamenti, si sente bene?
< si, si, sto bene, solo un leggero mal di testa, stai tranquilla, torna a dormire, mi sta passando.
… sono tornata a letto rassicurata e ho proseguito nella mia lettura fino ad addormentarmi.
L'indomani, terminata l’ora di matematica, mentre stavo uscendo dall’aula, la prof. si è avvicinata
e a bassa voce mi ha detto che non dovevo preoccuparmi se avessi sentito altri rumori perché
quei malesseri le capitavano spesso e con le cure che stava facendo tutto andava per il meglio.
Visto come stavano le cose, io quei rumorini e quei mugolii, anche se frequenti, ormai non li
ascoltavo più.
Una notte mi sono svegliata perché dovevo andare in bagno, mentre il personale docente aveva
il bagno in camera, noi ragazze ne avevamo uno comune in corridoio, ho aperto pian piano la
porta della mia stanza, e nella penombra mi sono urtata con qualcuno che usciva dalla stanza
della prof. un attimo di spavento, ci siamo guardati per un momento e… era un uomo. L’ho
guardato sbalordita, in collegio non avevo mai visto un uomo, non erano ammessi, sono fuggita
e mi sono chiusa in bagno restandoci per lungo tempo, mi chiedevo come poteva essere? forse
per lo spavento e per la poca luce ho visto male? ho aperto la porta del bagno per sbirciare e
non c’era nessuno, quindi di corsa sono tornata in camera mia.
Quando sono entrata ho acceso la luce e di nuovo un grande spavento, vicino alla porta c’era un
uomo, lo stesso di prima, ho fatto un salto e mi sono rifugiata all’angolo opposto della stanza, ero
lì immobile e ci guardavamo in silenzio, dopo un tempo interminabile Lui con un'espressione
quasi benevola mi dice..
< sei spaventata? Stai tranquilla, non voglio farti del male.
… non dicevo niente.
< mi hai visto uscire dalla stanza della tua prof. , certo, lo sappiamo che è vietato, ma tu devi
capire… sai perché sono andato da lei?
… a testa bassa ho fatto cenno di no.
< ma davvero non lo immagini? non posso crederci, non sai il perché un uomo va di nascosto, a
notte tarda da una donna…
Vieni qui, avvicinati,....no? ok vengo io, voglio farti vedere una cosa.
… lentamente si è avvicinato e ha teso la mano per prendere la mia, io mi sono ritirata ancora di
più addosso alla parete, avrei voluto entrarci dentro, Lui si è fermato.
< te l’ho detto, voglio soltanto mostrarti una cosa, tranquillizzati e guardami.
… ha messo una mano sulla zip dei suoi pantaloni e l’ha tirata giù, poi ha calato i pantaloni,
aveva gli slip bianchi con un grosso bosso, io guardavo e non capivo.
< vuoi vedere cosa c'è qui sotto?
... Lentamente ha calato anche gli slip e con mia grande meraviglia è uscito fuori un coso che
sembrava una piccola proboscide, non avevo mai visto né immaginato che un uomo fosse fatto
così. Ero pietrificata e impaurita, i miei occhi erano fissi lì e non riuscivo a reagire neanche
quando Lui si è di nuovo avvicinato, ha preso la mia mano e l'ha appoggiata su quel coso, non
reagivo, accompagnava la mia mano ad accarezzare quella proboscide, dopo alcuni tentativi,
visto che ero paralizzata e non rispondevo a nessuno stimolo, si è ricomposto e andando via, mi
ha raccomandato con voce meno benevola, di non dire niente a nessuno, e che sarebbe tornato
per la prossima lezione.
Quando è uscito sono rimasta ancora dove ero, tremavo come una foglia.
L'indomani la prof. sorridendomi mi ha chiesto… tutto bene? stai tranquilla io ti voglio bene, fai
come ti dico e vedrai, non te ne pentirai.
Dopo una settimana mentre ero a letto, bussarono alla porta, ho aperto uno spiraglio, era la prof.,
è entrata e dietro di lei c'era anche Lui, indietreggiando mi sono rifugiata al solito angolino in
fondo alla parete, la prof., indossava una sottilissima sottoveste di seta nera molto trasparente
che le arrivava a malapena al pube mettendo in mostra le sue nudità, per tranquillizzarmi si è
avvicinata, carezzandomi il viso mi ha preso fra le sue braccia baciandomi prima sulla fronte, poi
sulle guance sulle labbra e sul collo, mi sentivo frastornata e confusa, mi sussurrava frasi dolci e
mi baciava, mi ha fatto sedere sul letto e ripeteva in continuazione di stare calma e tranquilla, di
non pensare a niente e di rilassarmi, seguitava a baciarmi e ad accarezzarmi mentre io ero lì
passiva, poi con la mano è scivolata sulle mie cosce e si è intrufolata fino a toccare il pube, mi
sono alzata di scatto e mi sono rifugiata nel mio angolino, lei, parlando con dolcezza, mi ha presa
per mano e convinta a sedermi di nuovo sul letto, mi ha sbottonato il pigiama, ha ripreso a
baciarmi ed accarezzarmi, ora mi baciava anche il seno, volevo fuggire ma sentivo strane
sensazioni, mi girava la testa, la prof. mi ripeteva di stare calma, e di chiudere gli occhi, ero come
in trance, la sua mano è scivolata di nuovo tra mie cosce ed è arrivata sul pube, tenevo le
gambe serrate e volevo fuggire, ma lei senza troppo sforzo è riuscita a trattenermi, seguitava a
baciarmi mentre con la mano si intrufolava nelle mie mutandine, pian piano mi ha fatta sdraiare,
pian piano è riuscita ad arrivare alla mia micina, pian piano le mie gambe cedevano e si aprivano,
non capivo cosa stava succedendo, non riuscivo ad oppormi, mi ha tolto le mutandine, ero
impotente, ero con gli occhi chiusi così come mi aveva chiesto, mi baciava e mi accarezzava
senza sosta, mi ha chiesto di allargare le gambe, ho detto di no ma l’ho fatto, poi ho avuto la
percezione di sentire su di me altre mani, Lui si era unito a lei, ho avuto un leggero scatto di
ribellione e di vergogna, la prof. mi ripeteva di stare calma e con gli occhi chiusi, vedrai ti piacerà,
ero tesa ed inerte, e credo Lui, si è posato con il suo viso fra le cosce leccandomi tutta lì in
mezzo, sentivo la sua lingua che entrava ed usciva tra le labbra della mia micina, la prof. mi
baciava viso collo seno, Lui mi baciava lì sotto, anche con gli occhi chiusi vedevo il soffitto sopra
di me che girava vorticosamente, sentivo il mio corpo vibrare, e il fuoco che bruciava dentro di
me mi stava provocando delle contrazioni violente, senza saperlo avevo avuto il mio primo
orgasmo. Sono rimasta ad occhi chiusi supina, ero sudata ed ero affannata, quando sono
riuscita finalmente a riprendermi, la prof. mi ha dato un bacio e insieme a Lui mi ha dato la
buonanotte. Sono usciti e mi sono addormentata.
===========
Al mattino mi sono svegliata presto, ero assonnata ma di buon umore, cercavo di focalizzare
quello che era accaduto la sera prima, ma ero incerta se quei ricordi nebulosi fossero frutto di un
sogno, poi, quando pian piano ho riacquistato la giusta lucidità, ho ricordato tutto, avevo
realmente vissuto quei momenti, era stato tutto vero, ho sentito una enorme vampata di
vergogna, avevo peccato, mi avevano fatto cose per me inimmaginabili, però..., in cuor mio ero
contenta.
Ho avuto modo di incontrare la prof., mi sono sentita in imbarazzo, lei mi ha avvicinato e mi ha
chiesto..
< come stai? sei stata molto brava.
… ero a testa bassa, non la guardavo, e lei proseguì..
< in questa scatola c’è un regalino per te, vedrai che ti piacerà, aprilo quando sarai in camera tua
da sola e provalo.
… alzai la testa fissandola muta, e lei proseguì..
< dopo cena posso tornare da te? vorrei vedere come ti sta il mio regalino.
… non so dire se mi sentivo più imbarazzata o più intimorita, però sapevo che non mi aveva fatto
del male nè lei nè Lui, ero stata baciata in tutto il corpo, e, anche se non mi rendevo conto del
perché lo avevano fatto, mi era comunque piaciuto.
< sempre fissandola in silenzio risposi con un timido sì.
Terminata la cena, ho salutato le mie amiche e di corsa sono tornata in camera, ero curiosa di
sapere cosa c’era nella scatola, l’ho aperta strappando il nastrino e con mio grande stupore ho
estratto una sottanina nera del tutto uguale a quella che aveva la prof.. l’ho indossata e non
credevo ai miei occhi, mi guardavo davanti allo specchio, mi giravo e rigiravo, no, non potevo
essere io.
… bussarono alla porta, ho aperto uno spiraglio, era lei, è entrata veloce ed ha subito richiuso.
Mi guardava nel nuovo abbigliamento che mi aveva regalato, mi ha fatta spostare di fronte alla
luce per potermi vedere meglio da tutti i lati, ha sciolto i miei capelli sulle spalle, diceva che ero
bellissima ma ancora non ci siamo, con questo indumento non devi mettere altro, devi togliere il
reggiseno e le mutandine, io sono diventata rossa di vergogna ma lei per mettermi a mio agio si è
tolta la vestaglia mettendo in mostra il suo corpo bellissimo, indossava soltanto un Babydoll di
pizzo nero che metteva in risalto i suoi grandi seni e il pube rasato, facendo un grande sforzo,
anche io mi sono tolta il di troppo, ci siamo messe entrambe davanti allo specchio, mi vedevo del
tutto trasformata, i miei seni non li avevo mai visti così prosperosi, così come ora stavo
guardando con altri occhi il mio pube appena coperto da quella sottile peluria dorata. Eravamo
molto belle, si rideva e si scherzava sul confronto, come ero prima e come sono ora, mi
guardavo, e vicino a lei mi sentivo più donna, quasi mi veniva da piangere, lei ha capito e mi ha
stretta forte a se baciandomi la fronte.
In quel mentre bussarono alla porta.. mi sono impaurita, mentre lei, tranquilla, ha aperto ed è
entrato Lui. Non pensavo che fosse venuto, mi sono subito voltata di spalle per coprirmi, ma di
nuovo è intervenuta la prof. per calmarmi, ero agitata e le dicevo che non volevo mostrarmi così,
nuda davanti ad un uomo, ma lei con i suoi modi gentili ha ripreso a baciarmi ed incitarmi a stare
tranquilla.
< non ti preoccupare di Lui, è mio amico ed ora anche tuo amico, rilassati come ieri e fai finta che
non ci sia, vieni, siediti sul letto vicino a me e fai sempre come ti dico… ok?
< ….. non lo so, debbo coprirmi, ho paura, è peccato.
< no cara mia, non è peccato, ma è un gran peccato se non lo fai, dammi retta e fai come ti dico,
ti piacerà.
< …….. ok…. riuscii a sussurrare.
… mentre mi baciava anche sulle labbra, palpava i miei seni baciando e succhiando i capezzoli,
ha preso le mie mani e le ha posate sui suoi seni, mi ha detto di fare su di lei quello che aveva
fatto su di me, ho fatto come mi chiedeva anche se in modo incerto e stentato, mano mano che io
la baciavo notavo che le faceva piacere, e faceva piacere anche a me, poi la sua voce… scendi
sulla pancia, facevo come mi diceva, la baciavo e sentivo che il piacere aumentava…. scendi
ancora, vai fra le cosce, sentii un blocco dentro di me, non volevo farlo, subito mi sono ricordata
che la sera precedente lo avevano fatto su di me, mi sono fatta coraggio e sono andata giù con il
viso, lei ha aperto le gambe e non ho avuto problemi ad infilarmi lì in mezzo, con la lingua
leccavo appena sotto il pube, poi lei, con le mani, ha aperto quelle sue labbra ed io ho potuto
inserire la lingua lì dentro, mentre leccavo sentivo sempre di più un nuovo sapore, un sapore ed
un odore a me sconosciuti, sentivo la prof. che si dimenava sempre di più emettendo quei
mugolii che udivo la sera mentre leggevo, più si dimenava più sembrava che si lamentasse,
sempre di più, sempre di più, per finire con un urlo soffocato stringendomi il viso fra le sue
cosce…. mi sono tolta da lì e dopo alcuni secondi si è sollevata per abbracciarmi e dirmi...,
grazie, sei stata bravissima.
Siamo rimaste abbracciate per qualche minuto.
Mentre eravamo lì sedute, si scherzava e ci si prendeva in giro scimmiottando come e cosa
migliorare nei nostri giochi, finchè ai nostri commenti si inserirono anche vari suggerimenti
comici che ci provenivano dal nostro spettatore silenzioso…, Lui.
===========
Trascorse quasi mezz'ora così in allegria ed avevo quasi dimenticato di essere praticamente
nuda davanti un uomo, ad un certo punto approfittando di una battuta fatta su di lei, la prof.
rivolgendosi a me disse….., vieni, ora ci divertiamo con Lui, io sono rimasta dov'ero, lei è andata
da Lui, lo baciava mentre lo spogliava, quando ha tolto anche gli slip, è spuntata fuori la
proboscide.
Ero lì seduta sul letto, ero impietrita e scioccata come la volta precedente, avevo lo sguardo fisso
su quel coso strano, vederlo mi incuteva una sorta di ansia, la prof. lo teneva fra le mani e ci
giocava, mi invitò a partecipare ma guardandomi capì che qualcosa non andava, si era accorta
del mio stato confusionale, ha lasciato il coso ed è venuta a sedersi accanto a me.
< Gianna, cosa ti succede?
.. seguitavo a fissare il coso, immobile.
< ehi svegliati, perché fai così?
< …….. non lo sò, quello non mi piace, mi mette paura.
< paura? non sai cos’è quello? si chiama pene, e il pene è fatto per far giocare e dare piacere
alle donne, tutte le donne lo usano e ne sono contente.
< io non lo sò, ma è peccato.
< ancora con quel peccato? non dare retta alle fesserie che si raccontano, altrimenti perchè
esiste? dai retta a me, il peccato è non usarlo.
.. in silenzio seguitavo a fissare il coso,
< va bene, non pensiamo più a Lui, ti va di giocare con me?
< annuii un sì con la testa.
< allora Gianna, facciamo come ieri. Ora tu ti rilassi, e farai come ti dico. Tieni gli occhi chiusi,
tieni le braccia dietro la schiena, tieni le labbra socchiuse pronte a leccare e succhiare, ciò che ti
offriró ma soprattutto lasciati andare..., mi raccomando, non toccare e non guardare.
… ho accettato, ero in attesa di chissà cosa, poi ho sentito il suo alito sul collo seguito da sottili
baci che percorrevano su e giù la mia schiena, poi avanti sui seni e sulle labbra fino giù
sfiorando il pube per poi spostarsi di nuovo su altre parti del mio corpo, mi sfiorava sulle labbra i
suoi capezzoli che leccavo e succhiavo, oppure introduceva uno o due dita che mi piaceva
mordicchiare, mi riempiva di baci e mi leccava dappertutto permettendo di farlo anche a me
sempre mantenendo gli occhi chiusi e le mani dietro la schiena, cominciavo a sentire del calore
sulla mia micina e percepivo che anche lei, la prof., ansimava di piacere, poi ritornò con il dito
sul viso e sulle labbra, mi diceva dai, lecca e succhia, non ti fermare, così facendo, ho aperto di
più la bocca per prendere meglio il suo dito, ho avuto l’impressione che fosse più grosso di prima,
forse era il pollice, seguitavo a succhiare e percepivo lo stesso sapore e odore che avevo sentito
quando leccavo fra le cosce della prof., ad un tratto il dito della prof. ebbe delle contrazioni e mi
sono sentita inondare la gola da spruzzi caldi che mi hanno fatto tossire, di conseguenza ho
aperto gli occhi…. Orrore... ero paralizzata, avevo succhiato il coso di Lui, ero allibita, non
sapevo se urlare o fuggire, ero nel panico, stavo per sbottare a piangere, ma.. la cosa peggiore
ed inaspettata, era che mi è piaciuto.
La prof. preoccupata di una mia reazione troppo negativa si è subito affrettata a sedersi accanto
a me abbracciandomi forte a se.
< Gianna stai calma, è andato tutto bene.
< … si … ora mi calmo... lentamente ho smesso di piangere.
< lo sai? Tu non potevi saperlo, ma hai fatto un passo da gigante, perdonami se ti ho fatto
questo scherzo, ma era necessario per scuoterti, ora stai per diventare donna, una bellissima
donna.
… io ho annuito con la testa, e sono scoppiata a ridere, vedendo come stavo reagendo, anche
loro si sono uniti a me, ridevano e ridevamo, lei mi ha abbracciato forte e baciato, così anche Lui
si è chinato per darmi un bacio, ma quando si è risollevato, mi sono trovata a faccia a faccia con
il coso, avevo gli occhi sgranati, il coso era lì a pochi centimetri da me, è stato un attimo, l’ho
agguantato con la mano e l’ho fatto sparire nella mia bocca ormai affamata, succhiavo come una
forsennata, quando ho sentito di nuovo arrivare quel liquido caldo, ho rallentato il ritmo ed ho
chiuso gli occhi per gustare appieno quel nuovo sapore.
===========
Nei mesi seguenti, fino alla fine dell’anno scolastico, abbiamo ripetuto numerosissime serate
come quella, inutile dire che ho felicemente perduto tutte le mie verginità, ed ho cancellato tutti i
miei pregiudizi, così, come è inutile dire, che ormai i miei rapporti con il famoso coso, sono del
tutto idilliaci e soddisfacenti, ma anche molto frequenti e irrinunciabili.
La scuola è finita e mi sono diplomata a pieni voti, andrò a vivere in una città lontana dal mio
paese così grigio, pieno di paure, di pregiudizi e di peccati.
VIVA la mia micina, VIVA la mia nuova vita con il mio amato coso.
( rettifico…. Perché ..da oggi saranno… i miei amati cosi ).
================ FINE ================


Commenti

pubblicato il mercoledì 23 novembre 2016
Byron, ha scritto: splendido...intrigante...peccaminoso
pubblicato il mercoledì 23 novembre 2016
NoiSiamo, ha scritto: grazie Byron, sono contento ti sia piaciuto..... al mio prossimo... e ne aspetto uno tuo...
pubblicato il giovedì 22 dicembre 2016
crystal, ha scritto: Interessante. Intrigante e molto eccitante. Complimenti.

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