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lavoro pubblicato lunedì 14 novembre 2016
ultima lettura mercoledì 10 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 29: La Luce che fu -

di Batckas. Letto 490 volte. Dallo scaffale Fantasia

-L'angelo vendicatore lo ha liberato!- gridò Alvin mentre insieme agli altri indietreggiava. Dovevano scappare.Dagli inferi un'orda demoniaca s...

-L'angelo vendicatore lo ha liberato!- gridò Alvin mentre insieme agli altri indietreggiava. Dovevano scappare.
Dagli inferi un'orda demoniaca si stava avventando su di loro, non avrebbero mai potuto farcela.

Angeli e demoni smisero di combattere. Entrambi gli schieramenti attirati dal ritorno di colui che aveva osato opporsi a Dio. Lucifero, a piccoli passi, godendosi ogni momento della libertà finalmente riacquisita, varcò le porte dell'Inferno per la terza volta dalla caduta.

La prima volta fu quando giunse Gesù sulla Terra.
La seconda quando i Berserker sacrificarono la loro vita per il creato.
La terza quando angeli e umani si unirono in un'alleanza suprema.

-Fratello!- tuonò Lucifero. -Arrivo! Padre! Eccomi!-

Pietro si alzò, terrorizzato. Scott, Maddison e Clara seguirono il suo sguardo. Si strinsero gli uni agli altri cercando di farsi coraggio.

Le porte della città di Dio si aprirono.
Michele, nella sua armatura splendente, ne uscì.
Lucifero lo vide.
Furono, faccia a faccia, davanti le porte dell'Eden, la città di Dio.
Scott, Maddison e Clara ebbero paura e rimasero impietriti. Pietro li trascinò via da lì, facendoli nascondere in una grotta.
Jeudiel condusse lontani gli angeli feriti, tenendo gli occhi fissi sul fratello caduto.
-Ferma questa follia.- disse Michele. -Sarai sconfitto di nuovo.- continuò.
-Io non credo, fratellino.- Lucifero si guardò attorno soddisfatto.
Demoni e angeli non avevano ripreso le ostilità. I loro destini dipendevano da quello scontro.
-Il creato ha scelto.- continuò Lucifero. -Ha scelto me...- sorrise.
-Non tutti. E fino a quando esisterà un solo giusto per cui combattere... puoi star certo che troverà in me il suo difensore.- l'arcangelo Michele sguainò la sua spada.
-Oooh... come siamo melodrammatici.- incalzò il diavolo. -Ti brucia vedere che hanno voltato le spalle a paparino, vero?- Satana cominciò a camminargli attorno.
-Cadrai, è inevitabile.- rispose, secco, Michele, spada in pugno fissando un punto davanti a sé.
-Se ne sei così certo, perché stiamo ancora parlando?-

Michele fu chiamato da Dio ma tenne nascosto il segreto del fratello perché aveva paura di ciò che sarebbe potuto succedere. Sperava di trovare una soluzione, di poter guarire l'anima che si stava malando di Lucifero, pregava di poterlo vedere nuovamente come il portatore di Luce del Padre.
Lo incoraggiava, gli diceva di essere forte, di non avere paura. La cosa che più lo terrorizzava, però, era il fatto che Lucifero, suo fratello, non sembrava contrastare il potere oscuro che diventava sempre più forte in lui. Michele percepì anch'egli il richiamo dell'Oscurità. Le anime dei due arcangeli erano in guerra, l'Oscurità era stata sigillata in entrambi, entrambi avevano deciso di sacrificare loro stessi per il creato.
Michele soffriva. Lucifero ne godeva.

L'armatura di Michele si ricoprì di inscrizioni.
-La vedi, fratello? Quella è l'Oscurità... quella che dentro di me è tanto cara e dolce. Tu l'hai respinta e guarda adesso come vuole venire fuori per combattere se stessa.-
-Come dici tu: guarda come vuole combattere se stessa. La tenebra è divenuta Luce, Lucifero.-
Il diavolo si bloccò, indispettito.
-Non oserai provare a fare la predica a me...-
-Le mie parole non basteranno.-

-Fratello, vieni con me, opponiamoci a Dio, prendiamo il suo posto, governiamo noi il creato, non c'è alcuna spiegazione logica al perché noi, creature superiori, dovremmo piegarci a tutto ciò che potremmo schiacciare sotto la pianta del piede!-
-No... non lo farò mai.-
-Ti prego! Non posso farlo senza di te!-
-Sarai costretto. Anzi, sarai costretto a uccidermi perché quando arriverà il momento: io ti fermerò.-

Michele e Lucifero si scontrarono, di nuovo.
L'Inferno, il Paradiso, il Purgatorio e la Terra tremarono a ogni colpo.
I due fratelli si conoscevano fin troppo bene per poter prevalere sull'altro.

-Chi è come Dio?-

Gli inquisitori e gli angeli videro le pareti tremare, i demoni alle loro spalle ringhiarono furiosi e aumentarono la velocità. Alvin e Liam lasciarono sul loro cammino delle granate e facevano fuoco alle loro spalle ma il muro di carne che avanzava non rallentava.
-Raggiungete la città di Dio!- gridò poi una voce.
Gli arcangeli Barachiel e Sealtiel piantarono i loro enormi scudi dinanzi ai demoni che indietreggiarono di qualche passo, prima di caricare.
I due arcangeli, successivamente, impugnarono i loro spadoni pesanti e fecero strage di demoni permettendo la fuga agli angeli e agli inquisitori, i portatori della lama di Cristo, l'unica speranza di porre fine a tutta quella storia.
Attraversarono il campo di battaglia senza che i demoni li ostacolassero, loro e gli angeli erano confusi e guardavano lo scontro che si stava consumando tra i due fratelli portatori dell'Oscurità. Uriel si aggregò a loro sulla via del ritorno.
Raffaele comparve sulle montagne, assumendo il ruolo di condottiero delle armate celesti.
-Dove sono Sealtiel e Barachiel?- domandò, preoccupato, Uriel, dopo aver annuito al fratello che aveva preso il suo posto.
-Ci hanno permesso di fuggire!- lo informò Mitzrael.
L'arcangelo abbassò lo sguardo, dispiaciuto, quando lo sollevò aveva una nuova luce negli occhi: determinazione.
-I demoni preparano qualcosa, non aspetteranno che uno dei due vinca.- Uriel indicò Michele e Lucifero che duellavano.

Lossern sollevò la sua lama orripilante. I demoni alle sue spalle ulularono di gioia. Lui, il conquistatore infernale, avrebbe aggiunto un'ulteriore, eterna vittoria alla sua lunga esistenza: il Paradiso.

Tra angeli e demoni ripresero le ostilità con maggiore ferocia.
Michele vide alle sue spalle i muri della Città di Dio venire scavalcati da orde infernali. Guardò Lucifero negli occhi che, con un ghigno, fece spallucce. Lo colpì con una ginocchiata allo stomaco, volteggiò alle sue spalle e gli conficcò la spada all'altezza della spalla, l'arcangelo reagì colpendolo con un pugno e un fendente, fece un balzo all'indietro e sollevò la guardia.
-Come vedi... la tua cara città cadrà.-
-Gli angeli non lo permetteranno...-
-Tu dici?-

Scott, Maddison e Clara, tenendosi per mano, chiusero gli occhi, i fidanzati si lasciarono guidare dalla ragazza, molto più abituata a quel genere di cose e, insieme a Pietro, cominciarono a pregare.

Gli inquisitori raggiunsero la porta insieme agli angeli. Videro i ragazzi in una caverna, li raggiunsero.
-Dobbiamo andare!- disse Elio prendendoli per mano, quelli si lasciarono trasportare, la preghiera che avevano intenzione di pronunciare si perse nei loro cuori.
Superarono Michele e Lucifero, entrarono nella città di Dio.
I demoni erano ovunque.
Le anime dei beati erano le loro vittime.

Sulle montagne gli angeli furono sopraffatti, il loro fianco sinistro rimase completamente sgualcito, i demoni penetrarono tra loro linee e si misero sulla strada per le porte del Paradiso. Raffaele si oppose a loro sulle montagne; Uriel sopraggiunse uccidendoli all'ingresso della Città con la sua spada fiammeggiante, riprendendo il suo ruolo di difensore della porta. Mentre Lucifero e Michele si contendevano il futuro del creato, lui avrebbe mantenuto la posizione.
-Nessun demone entrerà...- si disse, piantandosi sui piedi, pronto a una nuova ondata.

Gli inquisitori seguivano, nel caos generale, gli angeli.
Jeudiel abbandonò i feriti, si ricongiunse con Gabriele che, dopo aver messo Maria al sicuro nel palazzo di Dio, si spostò nella città per coordinare la resistenza delle poche truppe angeliche che rimanevano. I due arcangeli seminarono morte e distruzione tra le fila nemiche, mentre Lossern guidava l'assalto e, alle sue spalle, sopraggiungevano anche gli angeli caduti ancora seguaci del demonio.
Altri caduti, però, sopraggiunsero: i convertiti di Maria.
Gabriele e Jeudiel li riconobbero come vecchi fratelli che avevano perso la via. Vedendoli tornare, però, annuirono come segno di rispetto. I caduti di un tempo si lasciarono guidare nuovamente dai loro condottieri celesti.

Gli inquisitori incapparono in un uomo che, spada ricurva in pugno, guidava le anime beate in luoghi sicuri supportato da una piccola schiera di angeli che obbedivano alla sua volontà.
-Voi dovete essere gli umani di cui ho sentito parlare.- disse con autorità.
-Sissignore.- rispose Liam, non sapendo nemmeno perché avesse usato quelle parole.
-Io sono Giosué. Dobbiamo fermare i demoni prima che raggiungano il palazzo di Dio, altrimenti del Paradiso non rimarrà nulla e la Terra sarà la prossima a cadere.- spiegò parlando veloce e guardando altrove, ora agli angeli, ora ai demoni, ora a loro che ascoltavano. Spostò la sua attenzione sull'angioletto intagliato che Clara stringeva tra le mani. -Quello.- lo indicò. -Portatelo a Cristo. Ponete fine a questa follia. Noi vi copriamo. Gli altri vostri amici sono già in posizione.-
Gli inquisitori si guardarono. Stavano parlando con il condottiero di Dio in persona.
E, poi, quali amici?

Michele evitò un colpo di Lucifero, con un gioco di gambe si ritrovò alle spalle dell'avversario, lo trafisse alla spalla, estrasse la spada dal suo corpo, con un fendente lo ferì alla schiena, lo fece poi cadere con uno sgambetto. Lucifero alzò una mano per fermarlo.
-Aspetta!- gridò Lucifero.
-Non mi inganni.-
Michele si affrettò per il colpo di grazia.
-Non ne ho bisogno.-
Lucifero scomparve da davanti ai suoi occhi. La spada del condottiero celeste si conficcò nel terreno senza colpire nulla. Il fratello gli fu alle spalle. Fu in grado di vederlo mentre lo infilzava, alla schiena, deciso a ferirlo gravemente ma a non ucciderlo.
Michele cadde.
Lucifero si inginocchiò al suo fianco, gli prese la testa, portò le sue labbra all'orecchio sinistro del fratello.
-Guarda mentre tutto ciò che ami brucia... sii testimone del tuo fallimento.-
Le lacrime dell'arcangelo bagnarono il suolo.
Uriel accorse in aiuto del suo comandante, brandì la spada fiammeggiante contro Lucifero che, però, lo bloccò per il collo e lo scagliò lontano. I demoni ebbero libero accesso alla città, così il Maligno.

Il Diavolo chiuse gli occhi quando mise piede nuovamente in quella che un tempo era casa sua. Ricordava ogni strada, ogni anfratto, ogni edificio che aveva visto nascere e che aveva desiderato poter dominare dal trono celeste. Puntò il suo sguardo sul palazzo di Dio.
-Sto arrivando, papà.-

-Michele è stato sconfitto.- le parole di Caliel furono come pugnali al petto.
-E ora?-
-Adesso il Figlio dell'Uomo è l'unica speranza.- disse Mitzrael, bloccandosi in mezzo alla strada dorata che conduceva al palazzo.
-Che fai?- domandò Caliel.
-Se Lucifero arriva qui è la fine. Andate avanti: guadagnerò un po' di tempo.- disse l'angelo.
-Non hai speranze! Michele non ce l'ha fatta! Michele non ha vinto!- Caliel si portò vicino al fratello e gli prese il polso che impugnava il gladio per fermarlo.
-Io non devo vincere.- sorrise Mitzrael prima di rivolgere un ultimo familiare sguardo agli inquisitori e ai ragazzi.

Gabriele e Jeudiel presero posizione davanti al palazzo difendendolo dalle orde demoniache.
Al loro fianco le anime degli inquisitori che erano stati uccisi durante l'assalto di Maken.
Noah tra loro.

Lucifero stava gustando ogni passo in quella città. La adorava ancora, nonostante tutto.
Vide davanti a lui una figura.
-Ho sempre saputo che gli angeli fossero stupidi... ma fino a questo punto.- sollevò i suoi occhi su Mitzrael che lasciò andare lo scudo per avere una maggiore libertà di movimento. -Davvero speri di sconfiggermi? Sei un misero angelo, dovresti inginocchiarti a me sperando che abbia pietà di te e decida di darti un ruolo nella nuova creazione. Invece, vediti: orgoglioso, impettito, pronto a morire per ciò in cui credi. Proprio come lo ero io. Sai, Michele pensava che l'Oscurità fosse una maledizione, io la considerai un'opportunità.- Lucifero parlava tranquillo. -E adesso, vedimi, pronto a prendere il posto di Dio dopo avergli dimostrato quanto sia volubile il suo creato, ciò che ama che lo rinnega senza pensarci due volte. Non capisci? Persino tu, che sei un angelo infame, potresti avere il dominio sugli umani, sui demoni. Posso risparmiare i tuoi fratelli, posso risparmiare anche quel gruppetto di umani a cui tieni tanto. Ma...- il tono si fece duro. -Ma se proverai a fermarmi, se il tuo gladio si alzerà contro di me, allora sarò ben contento di farti vedere, per tutta l'eternità, tutto ciò che ami venire fatto a pezzi davanti ai tuoi occhi.-
Mitzrael lo fissava. Aveva paura, le gambe gli tremavano, la volontà gli vacillò per un lungo, infinito istante.
-Allora? Quali sono le tue parole?-
Mitzrael si piegò leggermente sulle ginocchia, fece sbattere il gladio contro la sua armatura un paio di volte, abbassò lo sguardo terrorizzato.
-Chi...- faceva fatica a pronunciare quelle parole. -Chi... è...- alzò gli occhi e li puntò sul Maligno.
-Chi è come Dio?-

Mitzrael. L'angelo compassionevole, amante del creato, colui destinato a guidare la schiera angelica che avrebbe colpito al cuore l'impero satanico. L'angelo amorevole fratello degli umani. Il temibile gladiatore del Paradiso.

Lossern poteva vedere il Palazzo di Dio diventare sempre più vicino, una strana euforia si impossessò di lui, voleva la gloria, voleva l'onore di essere il primo demone a poter vedere il Padre. I suoi sogni, però, si infransero contro la spada di Gabriele che lo tagliò a metà. Il suo busto andò oltre i due arcangeli e la schiera di anime, sulle scale che conducevano alle porte del palazzo. Prima di morire, Lossern sollevò gli occhi e guardò i cancelli. Non sarebbe andato più vicino di così. Maledisse gli angeli, gli arcangeli, il creato, Lucifero.

Gli inquisitori e gli angeli si mossero rapidi per la città. I demoni li assalivano da ogni direzione. Gli umani avevano disposto un perimetro difensivo attorno ai ragazzi, portatori del giocattolo di Cristo. Quando le munizioni finirono, sguainarono le spade dei Berserker che, però, impazzirono come se animate di vita propria, scapparono dalle loro mani e volarono per la città.

Non avevano mai pensato di dover compiere nuovamente il loro destino, di elevarsi dal rango di semplici umani. Videro le spade che secoli prima avevano impugnato per impedire a Lucifero di annichilire il creato. Tanti secoli dopo la storia si ripeteva uguale. Sapevano di tutto ciò che era nato dalla loro ceneri e sulle loro tombe.
I Berserker strinsero le else delle loro spade.

Elio, Alvin, Niamh, Laura e Liam passarono alle pistole, colpi precisi per risparmiare proiettili, strinsero i loro pugnali. La mancanza delle spade dei Berserker, però, li aveva resi nuovamente dei semplici umani. I demoni furono in grado di avvicinarsi e fu soltanto grazie all'intervento di Caliel e Aniel che camminarono al loro fianco che furono in grado di sopravvivere.
Alvin si avvicinò a Laura.
-Ti amo!- le urlò.
Lei lo fissò a lungo senza dire una parola.
-Quando torniamo a casa!- rispose lei in un amaro sorriso.

Caliel, l'angelo dalla grazia distruttrice. Ogni suo colpo un passo di una danza per cui era stata addestrata da sempre. L'angelo che amava i suoi fratelli e sorelle più di se stessa. Empatica, speranzosa, letale. L'angelo che detestava i demoni con tutta se stessa.

-Mi divertirò a torturarti, ti terrò proprio di fianco al trono...- Lucifero, infuriato per le parole che Mitzrael gli aveva rivolto, aggredì l'angelo a mani nude che evitò l'attacco.
Il diavolo, però, insistette con maggiore velocità, Mitzrael dovette fare ricorso a tutta la sua esperienza per tenersi lontano dalle grinfie del Demonio che lo minacciava mostrando i denti.
L'angelo volteggiò su se stesso, colpì il mento del nemico con un calcio, volò dritto contro di lui scostandosi all'ultimo momento ferendolo al fianco con il suo gladio.
Lucifero rimase immobile per qualche istante.
Mitzrael si voltò verso di lui, pronto a subire un nuovo attacco.
Satana si portò la mano alla ferità, la bagnò del sangue che gli scorreva, lo leccò, chiuse gli occhi. Quando li riaprì erano di bragia.
Mitzrael ebbe paura.
Lucifero attaccò.

I demoni scorsero i loro vecchi nemici, non angeli, non umani, ma anime del paradiso che quando erano ancora in vita avevano riversato contro di loro la potenza di angelo e uomo uniti. I Berserker si destreggiarono in una danza che non avevano mai dimenticato.

Scott e Maddison videro in lontananza il palazzo, ancora lontano ma indubbiamente più vicino. I demoni li attorniavano. Yeratel li allontanò da loro.

Il toro del paradiso, Yeratel, l'angelo impetuoso. Amante delle arti del creato, forgiato dalla lotta e desideroso di essa. Schietto, sincero, orgoglioso, passionevole, testardo. Un soldato eccellente, un distruttore celeste.

Gabriele e Jeudiel tenevano la posizione. Ai loro piedi un mare di cadaveri demoniaci. Le loro spade cominciarono ad ammaccarsi, le loro armature erano ricoperte dal sangue dei loro nemici.
I bossoli degli inquisitori ricoprivano i piedi.

-Un ultimo sforzo!- gridò Elio ai suoi che, ormai, avevano a disposizione soltanto il loro coltello per difendersi dagli attacchi. L'inquisitore vide Laura in difficoltà venire aiutata da Alvin e poi i due, insieme, andare a soccorrere Niamh, l'attimo dopo sopraggiungeva al loro fianco anche Liam. Erano un'unica cosa. Elio si sentì fiero di loro.
-Fratelli!- gridò una voce.
Gli inquisitori si voltarono.
Riconobbero le spade che avevano impugnato indegnamente fino a quel momento.
-Siamo salvi, cazzo se siamo salvi.- Liam espirò.
I Berserker si affiancarono agli inquisitori e protessero Clara fino a quando furono a qualche chilometro da Gabriele e Jeudiel. Un muro di demoni, però, era fra loro e gli arcangeli.

Aniel guardò Haziel, abbattuta.
L'angelo anziano si rivolse ai Berserker.
-Potete farcela?- domandò a quello che sembrava il capo dei guerrieri nordici.
-E me lo chiedi, Haziel? Ti ricordo che abbiamo già fatto il culo ai demoni...- il Berserker rise di gusto.
-Andiamo ad aiutare Mitzrael.- disse Caliel, guardando una donna.
Il Berserker posseduto da Mitzrael abbassò lo sguardo.
-Quando lo vedete salutatelo da parte mia...- disse, mesto.
-Lo faremo.- rispose Yeratel.
-Voi.- Caliel si rivolse ai ragazzi e agli inquisitori. -Finite quello che abbiamo iniziato.- disse.
-Non fate sciocchezze.- li ammonì Yeratel.
-Abbiate fede.- aggiunse Haziel.
-Spaccate tutto...- Aniel scomparve per prima, dopo di lei gli altri.

Aniel, la lanciatrice del Paradiso. Precisa, stratega, attenta, coscienziosa. L'angelo che si fidava ciecamente del creato e dei suoi fratelli e sorelle. L'angelo che aveva assaggiato la compassione degli umani e incontrato il tatto del Figlio di Dio.

Lucifero agguantò la gola di Mitzrael.

Michele si trascinò all'interno della città di Dio. Vedeva la morte e la distruzione che la guerra aveva causato. Sul suo passaggio tracciava una scia di sangue.

Mitzrael lottò per liberarsi ma la presa del Diavolo era fin troppo forte. Una lancia, però, si conficcò nell'occhio del Maligno che, ferito, lasciò andare l'angelo e indietreggiò. Estrasse la lancia dall'occhio e la spezzò.
Caliel, Aniel, Yeratel e Haziel furono al fianco di Mitzrael.
Haziel passò una spada ad Aniel.
-La famiglia al completo...- commentò Lucifero sogghignando. -Come siete carini.-
I cinque volarono.

I Berserker maciullavano i demoni sul loro cammino come se non avessero fatto altro per tutta la vita, un sorriso sadico si allargava sui loro volti mentre i loro piedi guazzavano nel sangue dei loro nemici. Gli inquisitori erano dietro di loro e si assicuravano che i ragazzi, impauriti ma decisi, tenessero il passo.

I demoni furono stretti: da una parte i due arcangeli e l'inquisizione, alle loro spalle i Berserker.

Barachiel e Sealtiel tornarono dai cancelli dell'Inferno prendendo le redini dell'esercito celeste che, guidato da Raffaele, ancora lottava contro i demoni sulle montagne. Animati dalla presenza dei sette arcangeli al completo, gli angeli si sentirono rinvigoriti di nuova forza.
I demoni furono accecati dalla luce delle schiere angeliche.

Uriel vide una mano tendersi verso di lui. Era Pietro che lo invitava a rialzarsi. L'arcangelo accettò l'aiuto, raccolse da terra la spada fiammeggiante. Scorse i suoi fratelli, vide Michele sanguinante al suolo, lo raggiunse, lo prese sulle spalle, era troppo debole per volare. Insieme a lui entrò nella città di Dio diretto al Palazzo.

Gli angeli che combattono insieme sono come un unico essere che intende tutelare tutte le sue parti. Ogni colpo subito è un dolore comune, ogni attacco inferto è impreziosito dalle speranze di ogni singolo angelo. Per questo la loro volontà non vacilla, perché non cede l'amore che li lega.

Lucifero fu colpito da un pugno in faccia. Rovinò al suolo, si rialzò subito, furioso.
-Basta!- gridò.
Colpì Caliel con una pedata, le rubò la spada e squarciò un'ala di Haziel sopra di lui, l'attimo dopo lanciò la stessa spada contro Aniel, Yeratel si mise sulla traiettoria, il suo braccio fu tranciato di netto; Aniel si scagliò contro il demonio che, bloccandole il calcio che voleva colpirlo, le strappò la gamba e la lasciò. Mitzrael brandì il gladio contro di lui, il Maligno si portò alle sue spalle, gli ruppe il polso, poggiò le mani sulle ali dell'angelo.

Michele e Uriel sopraggiunsero sul luogo in cui gli angeli stavano affrontando Lucifero. Videro lo scempio.

Scott stava correndo. Nel furore generale, nell'adrenalina che sentiva scorrergli dentro, ebbe un pensiero lucido, lontano da tutto quello che gli stava accadendo intorno. Ricordò la casa della veggente Tabitha, quella seduta spiritica gli sembrava essere accaduta secoli prima. Fissa nei suoi pensieri divenne quell'unghia che, incorniciata, Tabitha aveva detto essere appartenuta a Cristo in persona.

Elio, Alvin, Laura, Niamh e Liam si bloccarono alla vista dei loro compagni che combattevano al fianco degli angeli. Scorsero anche Noah. Anche lui li aveva visti. Sorrise e annuì con il capo.
Elio aveva le lacrime agli occhi.
La fine dell'inquisizione sulla Terra e la morte assunsero un senso in quel preciso momento.

-Adesso tocca a voi!- i Berserker si fermarono al fianco degli arcangeli per proteggere l'ingresso. Gli inquisitori cominciarono a salire spingendo i ragazzi e salutandosi con i compagni che ritrovavano.
-Andate!- gridò Elio prima di voltarsi e aiutare gli altri inquisitori a difendere il palazzo.
-Fate i bravi!- li ammonì Laura. -E salvateci tutti.- aggiunse. Alvin era al suo fianco, i compagni inquisitori stavano porgendo loro delle armi cariche.

Mitzrael urlò mentre Lucifero gli strappava le ali.
L'angelo privato delle ali cadde in ginocchio.
-Ecco... la vostra posizione naturale...- commentò il Diavolo.
-Lucifero!- chiamò Michele.
-Fratello? Che piacere! Unisciti a noi...-
-Hai perso...- Michele indicò il palazzo.
Lucifero vide i ragazzi... a due passi dal cancello che si stava aprendo lentamente.

Caliel strinse la spada.
Haziel sentì l'elsa contro il palmo della mano.
Yeratel impugnò l'ascia.
Aniel, strisciando, recuperò la lancia spezzata.
Mitzrael raccolse da terra il gladio che giaceva nel suo sangue.

-Ti ho sempre e comunque voluto bene, fratello.- le parole di Michele giunsero alle orecchie di Lucifero che era intenzionato a raggiungere il Castello.
Una spada bastarda, una lama gemella, un'ascia, una lancia spezzata e un gladio gli penetrarono la pelle impedendogli di muoversi.
Vide gli occhi degli angeli che lo stavano attaccando.
Cos'era quella luce nei loro occhi?
-E sappi che anche nostro Padre te ne ha sempre voluto...-

Clara vide Maria, al suo fianco un uomo con i capelli e la barba lunga, capelli marroni, che appariva stanco, era sostenuto da altri due uomini, uno anziano e uno vestito di pelli di cammello che, con affetto, si assicuravano che fosse in grado di mantenersi sulle sue gambe. Non potevano scorgergli il volto.
-Grazie.- disse Maria con tono gentile.
Clara porse l'angioletto intagliato all'uomo.

-Io lo so chi sei! Tu sei il Santo di Dio!-
-Calala...-
-Come sai il mio nome!-
-Va' via, spirito immondo!-
-Potrai esorcizzare me, umano... ma non sono l'unico, non sono solo...-
-Nemmeno io...-
Il Santo di Dio accarezzò il piccolo angelo in legno che il suo padre terreno aveva fatto per lui per ricordargli sempre la sua natura umana e divina e, soprattutto, ciò per cui avrebbe dovuto sempre lottare: l'amore.

L'uomo sollevò il capo, strinse il giocattolo tra le mani, li guardò pieno di gratitudine.
Scott, Maddison e Clara percepirono un brivido lungo la schiena.
Gesù sorrise.

-Tutto è compiuto.-
Il buio della morte.
-Così... sei venuto fin qui...- Lucifero guardava sprezzante il figlio del Padre.
Gesù lo fissava negli occhi.
I demoni lo accerchiavano, così fecero gli angeli caduti, non osavano avvicinarsi, però: lo temevano.
-Pensi di potermi sconfiggere? Sei solo un uomo.- incalzò il demonio.
-Tu hai già perso, Satana, all'alba dei tempi, ora e quando sarà la fine di ogni cosa.-
-Così pensi?-
-Così dico, io, figlio, fratello, umano e Dio.-
Tre giorni.
Resurrezione.

Il suo tempo era concluso. Andò dove era venuto al mondo. Tenne l'angelo di legno tra le mani per qualche minuto, lo nascose sotto la mangiatoia, dove doveva restare.
La sua missione era finita.

Gesù riacquisì le sue forze, gentilmente declinò l'aiuto dei due uomini.
Umano, lui, con il libero arbitrio, fautore del mondo.
-Grazie, Giovanni.- guardò il più anziano e con le lacrime agli occhi aggiunse. -Grazie, papà.-
Si voltò verso Maria.
-Grazie, mamma.-
Si avvicinò ai ragazzi.
Guardò la città di Dio e il Paradiso in rovina.
Ebbe compassione.
Si voltò e contemplò l'interno del palazzo.
-La Tua volontà.- disse in un sussurro che si perse nel nulla.

Lucifero scosse il capo scoraggiato.
Mitzrael, Caliel, Aniel, Yeratel e Haziel furono pieni di gioia.

Gli inquisitori guardarono i cancelli, scorsero la figura di un uomo.
I Berserker li raggiunsero sulle scale.

Gli arcangeli si inginocchiarono.
I demoni non furono in grado di muoversi.
Gli angeli tutti si genuflessero.

-Ehm... Gesù... posso farti una domanda?-
Maddison scrutò il suo fidanzato come se stesse guardando un pazzo.
-Dimmi.- rispose il Cristo candidamente, guardandolo bonariamente.
-Davvero quell'unghia a casa di Tabitha è tua?- domandò Scott.
Gesù lo fissò a lungo, guardò poi Maddison e Clara.
Tornò sul ragazzo.
Rise.
Gesù Cristo rise di gusto.

Chi è come Dio?



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