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lavoro pubblicato mercoledì 9 novembre 2016
ultima lettura martedì 4 febbraio 2020

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Cappotto rosso

di FabrizioSani. Letto 410 volte. Dallo scaffale Amore

Cappotto rossoLa commessa mi ha offerto aiuto, ma ho rifiutato. Voglio che sia una scelta totalmente autonoma. Prendo in mano un cappotto rosso che av...

Cappotto rosso

La commessa mi ha offerto aiuto, ma ho rifiutato. Voglio che sia una scelta totalmente autonoma. Prendo in mano un cappotto rosso che avevo notato su di un manichino – le comprerò questo, pensai. Glielo prenderò perché le manca un cappotto pesante, uno di quelli che ti avvolgono fino alle caviglie e non riesci quasi a muoverti e ti piace così. Sarebbe stato rosso perché ogni qualvolta ci volessimo riferire ad esso avremmo detto - il cappotto rosso - e si sarebbe capito, e perché a Praga il nero gotico dell'architettura avrebbe ingrigito le piazze. Lo avrei messo in valigia senza farglielo vedere così una volta aperta l’avrebbe trovato lì, e mi avrebbe detto "ce lo hai messo tu?"; le avrei spiegato che era un regalo e lei mi avrebbe baciato. Se lo sarebbe messo subito e ci saremmo incamminati verso piazza Venceslao dove il silenzio, e il tempo un po’ cupo, in una piazza così grande, ci avrebbe fatto sentire come prima di un colpo di stato. Allora le avrei detto qualcosa di romantico, che avrebbe avuto a che fare con la luce e certamente col suo cappotto. Dopo aver camminato per ore e aver visto il gotico ponte Carlo, il castello con la cattedrale di San Vito ed aver atteso lo scoccare dell’ora davanti all’orologio astronomico, sarebbe bruscamente scesa la sera sulla piazza della città vecchia, avremmo perciò preso del vino speziato per riscaldarci ad un mercatino sulla strada, e io le avrei preso un dolcetto di marzapane anche se lei inizialmente avrebbe finto di non volerlo. Poi altro vino e altro vino, cosicché esausti di vino e passi saremmo andati in cerca di un posto in cui dormire, domandando alla gente per un albergo vicino senza dire apertamente che lo cercavo economico (ma facendolo capire). Un vecchio signore cortese ce ne avrebbe indicato uno accompagnandoci, avremmo parlato di viaggi e del mondo durante il tragitto e una volta arrivati avrebbe detto a proprietario di farci un buon prezzo perché siamo amici. Gli avrei offerto un bicchiere di vino speziato e ci saremmo salutati con un sorriso. Avrei preso una bottiglia di vino bianco al bar dell'albergo, non troppo costoso ma comunque buono, e l'avrei portata in camera lasciando la mancia al barista e facendo cura che lei se ne rendesse conto. Eravamo nel piano più alto e forse in ascensore avrei trovato il coraggio di baciarla, un bacio certamente lungo. Le avrei naturalmente aperto la porta per farla entrare per prima, poi, chiudendo, avrei lasciato uno di quei segnali che ci sono negli alberghi decenti in cui si chiede di non disturbare. Ci saremo seduti sul letto e le avrei versato il vino in dei calici comparsi dal nulla - perché in queste situazioni è così che succede - e nel porgerglielo le nostre mani si sarebbero sfiorate facendola arrossire. Mentre finivamo il vino avremmo parlato di me, io avrei certo cercato di parlare anche di lei ma lei avrebbe voluto sapere di più su di me, e le avrei raccontato dei miei viaggi e della scrittura, dei lavori che sono stato costretto a fare da giovane, o di qualcosa che mi avrebbe fatto apparire un romantico sognatore ma non per questo poco virile, quindi avrei trovato il modo di parlare dei rischi che ho corso in tenda nelle foreste dell’Europa centrale.

A quel punto avrei preso l'iniziativa e cingendole la vita l'avrei distesa sul letto, ci saremmo spogliati a vicenda e lentamente, un capo alla volta. E poi avremmo fatto l'amore, non posso immaginare per tutta la notte, quello si sarebbe visto dopo, e poi sudati ci saremmo abbracciati e addormentati sul respiro dell'altro.

Svegliati nello stesso momento, guardandoci gli occhi sonnolenti e sorridendo, lei mi avrebbe chiesto se l'amavo e lei avrei subito risposto di sì, come se aspettassi la domanda da tanto tempo. Proprio in quel momento mi sono accorto che sarebbe stata una bugia. Poso il cappotto ed esco. Non era neppure il rosso che mi ero immaginato.



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