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lavoro pubblicato martedì 8 novembre 2016
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 28: Alito di vita -

di Batckas. Letto 474 volte. Dallo scaffale Fantasia

Elio fischiò alla vista dell'Inferno e del Paradiso che si scontravano. Gabriele li aveva portati sul fronte dove gli angeli stavano combattend...

Elio fischiò alla vista dell'Inferno e del Paradiso che si scontravano. Gabriele li aveva portati sul fronte dove gli angeli stavano combattendo mantenendo i demoni lontani dalla prima linea. Alle loro spalle schiere di feriti e morenti si facevano coraggio a vicenda. L'arcangelo Jeudiel li guariva o donava loro morte rapida per non farli soffrire. Gli inquisitori si sentirono impotenti, dinanzi a ciò che nemmeno gli angeli erano in grado di fare. Sul campo di battaglia potevano scorgere Uriel e la sua spada fiammeggiante che, fin dall'inizio dello scontro, non avevano ancora ceduto.
-Dobbiamo annientare la fede degli umani in Lucifero.- spiegò Gabriele a Mitzrael, disperato nel vedere casa sua ridotta a un tale scempio. -I demoni hanno imprigionato l'Angelo Vendicatore: dovete liberarlo.-
-E chi è?- domandò Liam.
Scott, Maddison e Clara erano rimasti a bocca aperta. Vedevano le distese infinite, le montagne sulle quali si combatteva, c'era una porta alle loro spalle, inaccessibile.
-L'Angelo che agisce quando noi non possiamo. Durante la rivolta di Lucifero sembrò cadere per riprendersi all'ultimo istante, si è privato volontariamente delle sue ali, è diventato una creatura mediana tra angelo e demone...- spiegava l'arcangelo mentre Maria si affiancò ai giovani.
-I primogeniti d'Egitto...- sussurrò Niamh. Gabriele annuì.
-Ucciderà i seguaci della Luce Perduta?- chiese Laura.
-Sì. Solo loro, non tutti coloro che sono stati soggiogati e non hanno idea di ciò che stanno facendo. L'angelo vendicatore colpirà soltanto coloro che in cuor loro sanno di adorare il demonio.- continuò Gabriele.
-Il sacrificio di alcuni per salvare tutti.- si intromise Mitzrael.
-Allora liberiamo questo angelo... e allora potremo ridare la lama a Gesù. Perché se la diamo adesso non succederebbe nulla, giusto?- chiese Alvin.
-Non può agire contro la volontà del creato.- spiegò ancora l'arcangelo.
-Dio poteva fare un creato giusto un po' più intelligente.- si lamentò, sarcastico, Liam.
-Immagino che l'angelo vendicatore stia nella zona dei demoni, lì, in fondo all'Inferno.- suppose Niamh.
-Esatto. Dovrete avvicinarvi via terra, farvi strada tra i due schieramenti.- Gabriele parlava con calma e con gli occhi fissi all'orizzonte.
-La fai facile.- scherzò Liam, l'arcangelo lo guardò e l'inquisitore si ammutolì, distolse lo sguardo e si allontanò.
-Non abbiamo armi.- disse Alvin.
-Questo non è vero.- intervenne Haziel, poggiando davanti agli inquisitori delle borse, le stesse che adoperavano loro sulla Terra per contenere armi e munizioni, le aprì.
Liam chinò lateralmente il capo.
-Chiamarti "vecchio bastardo" sarebbe una bestemmia, giusto?- sorrise all'angelo che contraccambiò.
-Dove è tenuto precisamente l'angelo vendicatore?- chiese Laura.
-Le anime sono in pericolo.- disse, però, l'arcangelo. -Consegnare la lama a Cristo e sconfiggere Satana sarà un modo per ristabilire l'ordine in attesa del giorno del Giudizio.- continuò.
-Vuol dire che questa non è la fine?- Alvin impugnò un fucile e si caricò di quante più munizioni possibili.
-No, non ancora.- rispose l'arcangelo, poi, guardando Laura. -L'angelo vendicatore è nella valle di Kalar, vicino le porte degli inferi.-
-Valle di Kalar... immagino non ci siano dei segnali stradali.- parlò Liam.
-Quando sarete abbastanza vicini udirete la voce dell'angelo che vi chiama. Fate attenzione: è in parte demone. Comandategli ciò che deve compiere.- la voce di Gabriele era grave.
-Noi saremo con voi durante il tragitto.- parlò Caliel.
-E i ragazzi?- Alvin indicò Scott, Maddison e Clara che commentavano, meravigliati, ciò che vedevano.
Sopra di loro migliaia di colori, sotto di loro la terra sembrava come quella terreste, guardando l'orizzonte potevano scorgere i tre regni come tre regioni distinte e minuscole.
-Non fatevi ingannare da quello che vedete.- disse loro un uomo appena sopraggiunto, si voltarono insieme ma non lo riconobbero.
-Chi sei?- domandò Scott.
-Piacere.- l'uomo gli porse la mano. -Pietro.-
-Pietro Pietro? L'apostolo di Gesù?- domandò Clara, euforica.
-Io.- sorrise quello con fare innocente.
-Le dimensioni di questo mondo non sono come quelle della Terra. I tre regni vi sembreranno minuscoli ma sono distese infinite che, se si vogliono percorrere a piedi, bisognerebbe avere tre vite di scorta.- spiegò. Teneva le mani dietro la schiena, unite, un saio lungo, la barba bianca, numerosi capelli, al collo una chiave in pietra.
Scott lo guardava senza dire una parola.
-I ragazzi rimangono qui.- disse Gabriele. -Sarà più sicuro. Hanno visto abbastanza. È giusto che vedano anche la fine di questa storia ma non che prendano parte a una battaglia per la quale non sono preparati.-
-Sono d'accordo.- disse Mitzrael.
-Quindi prossima fermata: valle di Kalar.- Elio infilò la spada dei Berserker nella cintura. Guardò la sua squadra.
Quando si era unito all'inquisizione mai avrebbe potuto soltanto pensare di condurre i suoi uomini attraverso l'inferno per porre fine all'apocalisse. Poteva scorgere negli occhi di ciascuno di loro la consapevolezza dell'importanza della loro missione. Spostò poi lo sguardo sugli angeli, Mitzrael anche guardava nella sua direzione: non erano soli. Elio annuì, l'angelo fece lo stesso.
Nelle mani degli angeli comparvero le spade, i loro vestiti umani si squarciarono rivelando la luce e le loro corazze splendenti. I ragazzi si voltarono per guardarli e rimasero attoniti. Gli inquisitori erano senza parole. I tratti umani degli angeli che li avevano accompagnati rimanevano ma risplendevano di luce e le ali, prima invisibili, erano pienamente visibili, possenti e terribili. Anche le loro armi, così terrene, risplendevano di bagliori dorati e argentei.
-Dove vanno?- domandò Scott quasi seguendoli.
-Dove vanno i soldati, ragazzo: in guerra.-
Gli inquisitori e gli angeli scesero dalla rupe su cui Gabriele li aveva portati; sotto gli occhi attenti di Maria i dieci si ritrovarono sul campo di battaglia tra angeli e demoni.
-Quanto manca al diluvio?- domandò Maddison, memore delle parole di Haziel.
Pietro la guardò con occhi tristi.
-Mia cara... speriamo di non doverci più porre questa domanda.-

Gli inquisitori sapevano bene di non essere degni di calpestare quel suolo. Gli angeli, davanti a loro, aprivano un varco agli umani liberando loro la strada per l'inferno. Superare le montagne su cui stavano lottando sembrò durare un'eternità. Passarono di fianco ad Uriel che, notandoli, li guardò a lungo prima di tornare a combattere i demoni. Superarono le schiere angeliche e quelle demoniache, si precipitarono all'inferno dove furono accolti, momentaneamente, dal silenzio totale.

Scott, Maddison e Clara furono invitati da Pietro a sedersi di fianco a lui, sotto una tenda, nel campo degli angeli. Gabriele e Maria scomparvero oltre le porte della città di Dio.
-Ho un dubbio.- esordì Scott.
-Parla, ragazzo, dobbiamo aspettare che gli angeli compiano il loro dovere.-
-Noi diamo a Gesù il mezzo per sconfiggere i demoni... sono io o sembra un modo per sbattersene del libero arbitrio degli uomini e fare comunque ciò che vogliono gli angeli?-
-Ma che dici? Soltanto perché quegli stronzi che adoravano il Diavolo hanno il libero arbitrio non vuol dire che li lasceremo condannare la Terra all'Inferno!- intervenne Maddison.
-Si ma Gesù perché può violare la regola del libero arbitrio?- obiettò il ragazzo.
-Perché è Dio e uomo.- Clara parlò a bassa voce, aveva paura.
-E come uomo può decidere.- continuò Maddison.
Scott guardò Pietro che, però, rimase impassibile.
-Comunque violiamo il libero arbitrio di una parte dell'umanità.- Scott si guardava i piedi.
-Sì ma se scelgono di ucciderci tutti: che si fotta il loro libero arbitrio!- Maddison si alterò, guardò poi il santo, arrossendo. -Perdona le mie parole.-
Pietro fece spallucce. Non era di certo nuovo all'irascibilità.
-Non è che uno, solo perché è libero, può fare quello che gli pare e danneggiare gli altri, ti sembra? Tu sei liberissimo di darmi uno schiaffo ora, no? Bene, fallo: stai certo che Clara proverà a fermarti, impedendoti di compiere la tua scelta, questo perché la tua scelta è cattiva, malvagia.-
-E il male va fermato, sempre.- Scott si stava convincendo.
-Ovvio. È lo scopo di tutto. Hai visto gli angeli: potrebbero rivelarsi e far credere a tutti nella loro esistenza ma non lo fanno perché l'umanità deve raggiungere da sola il bene.- Clara guardava un punto indefinito davanti a lei. -Bisogna credere nel bene che c'è in tutti gli uomini e la possibilità che ognuno ha di cavare da quello stesso bene la pace per tutti. Se solo tutti quanti pensassimo che il nostro prossimo è nostro amico nonostante tutte le differenze... penso che non ci sarebbe bisogno nemmeno più dell'Inferno.-
-Ma c'è sempre chi sceglierà il male.- rifletté Scott. -E va fermato. Ho capito. Con il libero arbitrio scelgo il bene e con lo stesso libero arbitrio scelgo di fermare il male. Ma... cazzo, tutte queste seghe mentali proprio ora... con quale diritto sostengo che il mio sia il bene e quello dell'altro il male?-
Maddison sbuffò.
-Non ti è mai piaciuta la filosofia, vorresti cominciare a studiarla adesso?-
-Sono davanti a San Pietro!- Scott lo indicò con entrambe le mani.
-Il male è tutto ciò che provoca dolore all'altro: fisico, mentale, spirituale, interiore, chiamalo come vuoi!- continuò Maddison. -E bene tutto ciò che crea armonia, unione, serenità.-
-E se un malvagio pensa che il suo bene sia il male del prossimo.- si intromise Clara. -Allora va fermato e bisogna fargli capire l'errore. E se non lo capisce, bisogna far sì che non sia in grado di fare del male a nessuno ma vedere, comunque, il mondo che prospera senza di lui, sperando sempre, proprio come fanno gli angeli con i loro fratelli caduti, che in futuro si possa redimere.-
Calò il silenzio.
Pietro guardò i ragazzi con un sorriso stampato sulle labbra.
-Quindi è la fine.- commentò Scott.
-Dipende a quale fine ti riferisci.- gli rispose Pietro.
-In un modo o nell'altro i demoni saranno sconfitti. Bisogna soltanto star a vedere se l'umanità sopravvivrà o meno.- aggiunse Maddison.
Clara rimaneva in silenzio.
-Non accadrà.- disse Pietro.
-E come lo sai?- Scott lo guardò.
-Io non lo so. Lo spero.- il santo sorrise.

Demoni dell'Inferno e anime dannate attaccarono gli intrusi non appena furono nei pressi della valle di Kalar. Fin da lì potevano udire i lamenti delle anime condannate alle pene eterne. Furono costretti a lottare e muoversi allo stesso tempo. Gli inquisitori si disposero a diamante per coprire la loro avanzata e proteggersi dai nemici che giungevano da ogni direzione. Elio era la punta, Alvin e Niamh ai fianchi, Laura e Liam coprivano le spalle del resto della squadra. Gli angeli si dispersero per la valle combattendo i demoni.

La fine della guerra si presenterà soltanto quando l'intero creato si unirà per sconfiggere il Maligno. Uomo e angelo, uniti e forgiati nella battaglia, saranno fianco a fianco, così come tutto il creato lo era prima della ribellione dell'angelo più splendente.

Mitzrael si fiondò su un gruppo di nemici, muoveva il gladio con una sola mano, nell'altra comparve uno scudo rettangolare che usò per proteggesi dagli attacchi.
Caliel lo raggiunse, la sua spada bastarda, la cui lama era intrisa dal sangue dei demoni, vibrava potente a ogni fendente inferto.

Elio si spostò di lato, esplose una lunga raffica contro i demoni al suolo cha caddero rovinosamente, guardò verso il cielo. Le anime dannate avevano l'aspetto di umani privi di orbite. Si erano liberate durante la battaglia e avevano cercato di attaccare gli angeli per vendicarsi. Erano persone, un tempo.
-Sulla sinistra! Bestione!- gridò Liam. Gli inquisitori si volsero contemporaneamente per aprire, insieme, il fuoco contro il nemico gigante che cadde dopo essere stato decapitato da Yeratel giunto sul posto.

Aniel lanciò la sua lancia che trafisse una decina di demoni insieme, rimase priva di armi, Haziel le porse una delle sue spade. I due angeli, come una cosa sola, brandivano le spade che sembravano essere mosse ancora da un unico corpo così come quando erano nelle mani di Haziel unicamente.

Laura non ebbe bersagli, si guardò alle spalle, che era la direzione che stavano seguendo, e vide una schiera demoniaca che si preparava a caricarli.
Elio rallentò il passo.
-Mitzrael... tocca a voi.- disse tra i denti.

I cinque angeli sorvolarono la schiera demoniaca prima di annientarla volandoci nel mezzo. I demoni si ritraevano dalle loro ali, se le toccavano, infatti, bruciavano all'istante. Mitzrael colpì il suolo con il suo scudo e dell'energia violentissima scaturì dal punto di contatto. Gli inquisitori caddero all'indietro, sospinti da un vento venuto dal nulla.
Dei demoni non c'era più nessuna traccia.
Gli inquisitori e gli angeli avanzarono.

Udirono la voce di cui aveva parlato Gabriele. Era la voce di un ragazzino. La seguirono fino a una piccola caverna, coperta da una lastra su cui erano stati disegnati sigilli di ogni tipo, come se i demoni avessero voluto tenere quella porta ben chiusa. Mitzrael gli si accostò, poggiò una mano sulla pietra.
-Eccolo.- disse solo.
Yeratel si avvicinò alla roccia e la fece rotolare via.
Dalle tenebre della grotta uscì un ragazzino di forse undici anni, emaciato, debole, senza capelli, sporco di sangue e fango. Si intravedevano le costole e il cranio, i denti erano neri. Il fetore era nauseabondo.
-Non avvicinatevi.- ordinò Haziel agli inquisitori, che già erano pronti per fornirgli le cure necessarie.
Niamh si sentiva a disagio. Avrebbe volentieri piantato una pallottola nella testa del ragazzino.
-Ordinategli quello che deve fare.- disse Mitzrael.
Elio si avvicinò guardingo e con gambe tremanti, ripose il fucile dietro alle sue spalle.
Porse una mano ma Caliel lo bloccò.
-Metà demone, metà angelo, ricordalo. Dà l'ordine.- lo rimproverò l'angelo.
Elio ingoiò un boccone amaro.
L'angelo vendicatore, il bambino, percepiva nel cuore dell'uomo la titubanza, si nutrì di questa.
-Poni fine alla Luce Perduta.- disse Elio scandendo bene le parole. -Uccidi i suoi membri, proteggi l'umanità dall'estinzione.- continuò guardando in quei due occhi neri e smorti.
Il bambino, poi, sorrise sadico. Guardò gli angeli che lo sovrastavano, li indicò, muto.
Alvin e Liam si fissarono preoccupati.
Il bambino si tramutò in polvere davanti ai loro occhi.
-Ha iniziato.- intervenne Haziel. -Ha iniziato a mietere.-

Migliaia di persone morirono in un istante. Otto milioni che avevano influenzato miliardi.
Padri, madri, figli, amanti, fratelli, sorelle, nonni.
L'angelo vendicatore solcò la terra con la sua falce, obbedendo agli ordini, raccogliendo le anime di tutti coloro che avevano venerato e fatto venerare Satana.
Un pianto si alzò dalla Terra. Il pianto di chi vedeva morire una persona amata senza comprenderne il motivo.

Il bambino tornò davanti ai loro occhi dopo qualche minuto come se niente fosse successo.
-Allora?- Elio guardò Mitzrael che chinò il capo.
-È compiuto.- disse l'angelo con tono grave.
-E ora?- chiese ancora l'inquisitore.
-Adesso dobbiamo andare da...-
Un urlo disperato.
Un bagliore dal centro dell'Inferno.
Mitzrael fissò l'angelo vendicatore.
-Che hai fatto?- gli domandò portandogli il gladio alla gola.
-Mi avete rinchiuso per eoni soltanto perché avevo adempito al mio dovere. Avete fatto ricadere su di me le colpe per il vostro fallimento. Mi avete abbandonato perché avevo rifiutato le mie ali. Io sono l'essere più evoluto del creato. Io sono la Morte... e voi vi siete piegati a chi è stato in grado di vincermi. Io non lo accetto.- il bambino diventò un uomo adulto sotto i loro occhi. -Adesso voglio la mia vendetta. Voi mi avete usato, rinchiuso poi nei pressi dell'Inferno quando non ho mai smesso di essere un angelo. Adesso intendete ributtarmi nella mia gabbia. Io dico "no" e decido di creare un nuovo ordine!-
L'angelo vendicatore attaccò Mitzrael.
Uno sparo.
Niamh vide la sua pallottola schiantarsi nel cranio dell'uomo che fino a pochi secondi prima era un bambino. Il foro che si aprì nella sua carne durò qualche secondo prima di rigenerarsi. L'essere, ormai demone, ringhiò nella sua direzione e quello fu il suo ultimo atto.
Caliel lo aveva trafitto al cuore, Mitzrael al collo, Haziel con entrambe le spade allo stomaco, Aniel gli aveva trapassato le gambe, Yeratel lo aveva privato delle braccia.
L'angelo vendicatore scomparve.
-Cos'era quella storia?- chiese Elio mentre il corpo diventava polvere.
-Era anche nostro prigioniero...- tagliò corto Mitzrael. -Lo abbiamo rinchiuso noi qui... dopo il massacro dei primogeniti... non era quello che volevamo ma, solo dopo, capimmo che fu necessario. Era fuori controllo, la sua mente combattuta tra la luce e l'oscurità. Preservammo il creato.- provò a giustificare le azioni passate l'angelo.
-Penso che abbiamo altro di cui preoccuparci, adesso.- Liam indirizzò l'attenzione di tutti all'angelo caduto la cui ombra, titanica, oscurava i tre regni.

Michele sentì una fitta al cuore. Pose istintivamente la mano sull'elsa della spada. Lo vide.
-Fratello...-



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