ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 8 novembre 2016
ultima lettura domenica 15 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 27: Casa -

di Batckas. Letto 390 volte. Dallo scaffale Fantasia

Haziel vide i corpi dei suoi fratelli scomparire davanti ai suoi occhi. Percepì un'ondata violenta di energia, ripose le spade. -Raffaele...- s...

Haziel vide i corpi dei suoi fratelli scomparire davanti ai suoi occhi.
Percepì un'ondata violenta di energia, ripose le spade.
-Raffaele...- salutò l'angelo.
L'arcangelo chinò il capo in segno di rispetto per i fratelli caduti che aveva dovuto uccidere.
-Sono qui perché ho cattive notizie, Haziel.- l'arcangelo camminò in cerchio spostandosi per il giardino.
-Che succede?-
-La fede negli umani in Lucifero è forte, più forte di quella che ripongono in Dio. Per via del libero arbitrio... sai come funziona. Noi arcangeli non possiamo permettere che il creato finisca per colpa della viltà di un nostro fratello. Questo ordine che idolatra l'Inferno ha ingannato moltissime persone, anche coloro che non credono in nulla si stanno rendendo involontariamente complici dell'ascesa del Diavolo. Il Maligno si è infiltrato nei loro gesti, nelle loro parole.- si fermò a osservare un albero in fiore. -Ho discusso con i miei fratelli. Ho avuto udienza con Michele. La forza di Lucifero è l'aver ingannato il creato. Lo stesso creato che gli dona la forza.- Raffaele guardò Haziel che riconobbe lo sguardo.
-No... non potete farlo.-
-Forse non avremo altra scelta, Haziel. Per questo sono qui, ti scongiuro, tu e i tuoi fratelli insieme agli umani dovete trovare la prima lama e consegnarla al figlio di Dio, altrimenti saremo costretti ad annientare il creato, ancora una volta, e non ci sarà alcuna arca a preservarli.- il tono di Raffaele era duro ma velato di mestizia.
-Ce la faremo.- disse l'angelo.
-Lo speriamo tutti, Haziel. La situazione sta diventando sempre più grave, i demoni e gli angeli caduti soverchiano le nostre forze. Le catene di Lucifero molto presto saranno spezzate... il Paradiso ripone in voi le sue speranze.-
-Arcangelo Raffaele.- Haziel si inginocchiò. -Il creato vivrà. Permettimi solo di farti una richiesta.-
-Parla.-
-Distruggila.- Haziel gli mostrò la pelle del serpente che, un attimo dopo, diventò cenere per volontà dell'arcangelo.
Raffaele annuì, Haziel scomparve.

La folla alzò gli occhi al cielo e lo videro diventare rosso prima che i demoni invadessero il posto causando morte e distruzione. Gli inquisitori corsero ai ripari, gli angeli scomparvero e seminarono distruzione tra le fila dei demoni. Scott, Maddison e Clara rimasero dietro a Niamh. Il ragazzo era armato, aveva fatto pratica, Maddison anche aveva un'arma ma titubava ad usarla.
-Muoviamoci!- ordinò Elio impugnando il fucile d'assalto e facendosi strada tra i demoni.
Raccolsero tutti i civili che poterono sulla loro strada, li condussero in una casa vicina da dove avevano intenzione di proteggersi dai numerosi attacchi.
Potevano vedere gli angeli destreggiarsi in combattimento, i quattro sembravano un solo corpo mentre annientavano ogni creatura infernale sul loro cammino, in silenzio, come se non sapessero fare altro. Mitzrael lanciò un demone in cielo, Caliel lo divise a metà con la sua spada, non appena toccò nuovamente terra partì per un nuovo nemico. Si muovevano velocissimi; gli inquisitori erano in grado di scorgere, alle volte, la loro essenza angelica, la luce che emanavano e, in alcuni bagliori, le ali magnifiche.
Yeratel caricò un gruppo di demoni a testa bassa, sopraggiunse Mitzrael sgozzandoli, una creature infernale lo attaccò alle spalle, Haziel comparve al suo fianco liberandolo dalla presa nemica.
I due si guardarono per un istante.
-Portiamo questa gente al sicuro!- ordinò Mitzrael.
Caliel e Aniel smisero di attaccare i demoni, raggiunsero gli inquisitori e le altre persone, scomparvero insieme, erano nel rifugio in Germania, lasciarono lì quelle persone e tornarono sul campo di battaglia.
Liam teneva sotto tiro i demoni, faceva sporadicamente fuoco, soltanto quando era sicuro di colpire il bersaglio.
Alalei comparve dinanzi a Yeratel. L'angelo lo fissò con disgusto.
-Perché sei qui?- lo interrogò l'angelo.
-Vaffanculo.- rispose a denti stretti il torturatore degli inferi.
Yeratel fece scivolare l'ascia nella mano fino a quando quella non colpì il suolo.
Attaccò il demone a mani nude.
Lo lanciò lontano, oltre la sua ascia, corse contro di lui, recuperò l'arma al suolo e la conficcò nello stomaco del demone che grugnì per il dolore. L'attimo dopo, però, la creatura infernale impedì all'angelo di muoversi e gli morse il collo. Sopraggiunse Aniel che ferì con la lancia il demone, liberò il fratello e si allontanò subito perché ingaggiata da altri nemici.
-Non sei in grado di sconfiggermi da solo?- provocò Alalei.
-No.- rispose Yeratel con un filo di voce ma abbastanza alto per farsi udire dal demone che sbiancò al vedere le ali dell'angelo rivelarsi davanti a lui.
Gli inquisitori e i ragazzi si coprirono gli occhi, troppa la luce emanata da Yeratel.
L'ascia penetrò la carne di Alalei lacerandola da parte a parte. L'angelo, poi, con un movimento secco gli tagliò la gamba sinistra facendolo rovinare al suolo. Mentre il torturatore tentava di allontanarsi dal suo carnefice alcuni demoni giunsero in suo soccorso ma furono sbaragliati da Yeratel che, avvicinatosi lentamente al suo nemico originale, gli impedì di muoversi piantandogli un piede sul collo.
-Vedi mentre tutto ciò che sei viene annientato.- disse l'angelo con tono duro e sprezzante.
Yeratel fece calare l'ascia sul collo di Alalei.

Lossern vide la scena, si rintanò.

Alvin uccise alcuni demoni che si erano avvicinati troppo. Guardò verso Liam impegnato a prendere la mira. Niamh e Laura erano a due finestre al fianco di Elio ed esplodevano raffiche regolari contro i nemici.
Dopo due ore di scontri furono gli unici ancora a respirare.
Gli angeli erano al centro, circondati dai cadaveri dei demoni che, però, dopo un po' lasciarono spazio soltanto ai cadaveri delle persone che non erano riusciti a proteggere.
Mitzrael li compativa.
Nella morte nemmeno avrebbero trovato pace con il Paradiso in subbuglio.
-Troviamo la prima lama...- suggerì Alvin, sopraggiunto al suo fianco.

Clara sentì qualcuno pronunciare il suo nome. Si guardò attorno ma non c'era nessuno, Maddison non era stata, troppo impegnata a controllare i segni vitali di ogni umano che incontrava e disperandosi conseguentemente quando si rendeva conto che non c'erano sopravvissuti. Scott aveva la pistola in pugno e sparava alcuni colpi contro i cadaveri dei demoni prima che questi scomparissero. Gli angeli e gli inquisitori stavano perlustrando l'intera area. Erano davanti al muro del pianto. Clara sentì ancora chiamare il suo nome. Si innervosì, temette di star diventando pazza. Si voltò. La vide. Una donna, sola, che la invitava ad avvicinarsi. La ragazza obbedì, come spinta da una forza più forte di lei.
-Chi sei?- domandò Clara quando fu abbastanza vicina. Dalla figura, però, non ci fu nessuna risposta. Scomparve e, quando Clara non la vide più, le fu chiaro dove dovevano andare.
Raggiunse gli inquisitori.
-So che sembrerà strano: dobbiamo andare a Betlemme.- disse.
Elio la guardò dubitando un attimo, poi si ricordò che quella ragazzina non era una persona comune. Gli angeli erano comparsi, da quanto gli avevano raccontato, dopo che lei aveva pregato. Angeli e demoni sembravano avere una particolare attrazione nei suoi confronti.
-Andiamoci, allora.- disse l'inquisitore richiamando l'attenzione degli angeli.

Furono a Betlemme.
-Non percepiamo nessun manufatto.- dichiarò Mitzrael.
-Dobbiamo cercare, so che è qui.- disse Clara.

-La lama è qui.- annunciò Caliel.
-Penso che questa sia la famosa capanna in cui è nato Cristo.- disse Alvin.
Erano davanti a delle rovine.
-Cerchiamo quest'arma, quindi.- suggerì Laura, sbrigativa.
-Ti vedo cupo, Haziel, è successo qualcosa?- domandò Elio.
-Ho parlato con l'arcangelo Raffaele. Hanno deciso di annientare il creato se non riusciremo a fermare la Luce Perduta. Le loro azioni stanno rendendo Lucifero troppo forte, anche più di Michele.- spiegò.
-Un altro diluvio?- domandò Niamh, preoccupata.
-Purtroppo sì.-
L'inquisitrice chinò il capo.
-Eliminano la fonte di potere del loro nemico.- ragionò Laura. -Fregandosene se nel mentre muoiono anche tutti gli altri.- concluse amaramente.
-Mi dispiace.- disse Aniel.
-Cerchiamo la spada di Gesù.- tagliò corto Liam, infastidito.

Scott vide alcuni ciuffi di paglia, si piegò sulle ginocchia per vederli meglio, li scostò, trovò qualcosa di duro sotto. Chiamò Maddison che lo raggiunse. La ragazza lo aiutò. Sollevarono una mangiatoia. Si guardarono negli occhi, euforici, pensavano di aver trovato la mangiatoia in cui era stato deposto Gesù dopo essere nato. La toccarono ma non c'era nulla di particolare, era una mangiatoia, fine, niente di più. Ci girarono attorno mentre gli altri si radunavano all'esterno per capire se stavano tralasciando qualcosa. La capanna era piccola eppure non avevano trovato alcuna arma. Scott scostò la mangiatoia di qualche centimetro. Qualcosa cadde.
I due ragazzi, in silenzio, osservarono un piccolo angioletto intagliato in legno. Scott lo prese tra le mani esaminandolo. Sembrava antico.
Clara li raggiunse, si avvicinò ai due, incuriosita dal fatto che stavano osservando qualcosa. Vide quel pezzo di legno. Scorse in un angolo della capanna nuovamente quella donna che annuiva con gioia.
-Penso sia questa.- disse, facendo sbandare i due ragazzi che non si erano accorti della sua presenza.
-Non è un'arma.- rispose Scott.
-Sembra un giocattolo.- Maddison la avvicinò agli occhi per guardarla meglio.

Le nuvole scomparvero dal cielo. Gli angeli si guardarono attorno. Non era un buon segno. Nessun lampo scarlatto, nessun squarcio dimensionale da cui arrivavano i demoni. Gli inquisitori impugnarono le armi.
-Quelle non serviranno.- commentò Yeratel. -Sono nostri fratelli quelli che stanno arrivando, fratelli caduti. Sono... preoccupati.-

-Sembra l'unico oggetto in questa capanna, comunque.- disse Scott.
Clara prese l'angioletto in legno tra le mani. Sentì un brivido lungo la schiena.
-Ci siamo, è questo, ne sono sicura.- sorrise.
Udirono un boato alle loro spalle.
Angeli caduti, a centinaia.

I cinque angeli si disposero schiena contro schiena, gli inquisitori fecero lo stesso ma si ritrovarono all'interno della capanna. Mitzrael li aveva portati via.
I cinque impugnarono le loro armi mentre gli angeli caduti si facevano sempre più vicini.
-Sappiamo che avete trovato la lama del figlio.- disse un caduto.
-Avete informazioni sbagliate.- gli rispose Mitzrael tenendo il gladio basso.
-Non puoi mentire, Mitzrael, sei una puttana del Paradiso.-
-La tua lingua pronuncia calunnie che non intendi.- lo ammonì Haziel.
-So cosa hai fatto a Paliel e gli altri.-
C'era un silenzio assordante nella pianura.
Aniel si piegò leggermente sulle ginocchia.
Caliel impugnò la spada a due mani.
Yeratel fece scivolare un dito sull'ascia.
Haziel teneva le due spade basse, lungo le gambe.
Mitzrael stringeva il gladio. Sapeva bene che da quella battaglia non ne sarebbero usciti vincenti, erano in troppi. Avrebbero potuto portarne diversi con loro ma quella fine che stava immaginando, fatta di morte e sofferenza, era inevitabile.
L'angelo guardò verso il cielo, dove il Padre restava silente.

Giuseppe vide il bambino che gli era stato affidato; scorse il corpo dormiente, stanco, di Maria. Un sorriso si allargò sulle labbra del falegname, il ricordo dell'angelo che gli era venuto in sogno per parlargli, per indicargli la sua strada, la sua missione. Giuseppe si alzò, uscì dalla capanna. I pastori pascolavano, l'aria era calda, c'era il profumo di erba bagnata nell'aria. Era primavera. Giuseppe fu salutato con riverenza da alcuni uomini di passaggio. In molti avevano visto la stella posarsi sulla sua capanna, avevano cominciato a venerarlo come un dio e lui aveva pazientemente spiegato che, del dio, lui era solo il protettore.
Vide un ceppo di legno malandato che si staccava dal pilastro della capanna, si avvicinò, lo strappò, trasse dalla cintura di pelle un piccolo attrezzo per intagliare. Da quando si era svegliato aveva fisso in mente il volto dell'angelo del suo sogno. Senza neanche pensarci troppo cominciò a lavorare quel pezzo di legno seguendo l'immagine che si era venuta formando lentamente nella sua mente. Dopo mezz'ora si trovò tra le mani una piccola figura d'angelo. Era grossolana, frettolosa, eppure gli conferiva sicurezza. Entrò nella capanna.
Si avvicinò al bambino che dormiva. Le manine chiuse a pugno.
Pose l'angioletto di fianco al figlio di Dio che, in quel momento, era suo figlio.
-Un regalo da tuo padre terreno, Gesù, così ricorderai sempre la tua natura divina e umana che sarà la tua forza.- Giuseppe baciò Gesù sulla fronte.
Si scostò, poi, si sedette al suo fianco vegliando, come avrebbe fatto sul figlio di Dio fino a quando la vita glielo avrebbe permesso.

Mitzrael chiuse gli occhi, accecato.
Gli angeli caduti riconobbero l'arcangelo Gabriele ergersi in mezzo a loro. Dalle ali splendenti dell'inviato Celeste, però, comparve una donna.
Clara la vide, era la donna che aveva visto prima.
Mitzrael, Aniel, Caliel, Yeratel e Haziel si inginocchiarono.
La donna avanzò piano verso gli angeli caduti. Alcuni di essi, memori della loro vecchia natura, si inginocchiarono, emozionati e piangenti.
Gabriele era sempre al fianco della donna, una mano sull'elsa.
Un caduto provò ad attaccarla ma fu ucciso dall'arcangelo ancor prima che potesse soltanto alzare la mano.
La donna raggiunse un angelo caduto in ginocchio, gli accarezzò la guancia, gli sollevò la faccia per farsi guardare negli occhi. Gli sorrise.
Il fango sulle ali cominciò a creparsi, l'essere si alzò in piedi, terrorizzato, Gabriele lo guardava con orgoglio e rimprovero.
Tornò a splendere.
Il caduto riacquisì la grazia, la luce, diventò nuovamente un angelo.
La lama demoniaca evaporò dalle sue mani in un urlo.
Le lacrime ricoprivano il volto del nuovo angelo. Tornò a inginocchiarsi alla donna.
Costei attraversò il campo, ovunque passava, lì i caduti inginocchiati tornarono alla loro natura originaria: angeli.
Bagliori.
Gabriele si avvicinò a Mitzrael. La donna era con lui.
-Alzati.- ordinò l'arcangelo e l'angelo obbedì.
La donna teneva le mani unite sul grembo
-Riporta a mio figlio il suo giocattolo preferito.- disse indicando la capanna lontana. Maddison corse verso di loro, guardò la donna negli occhi.
Dolcezza, maternità, pace.
Mitzrael fissò gli occhi sull'angioletto intagliato. La donna guardò l'oggetto con dolcezza, si concentrò poi sull'angelo reale che aveva davanti.
-Portalo a mio figlio e il creato sarà salvo.- gli disse.
-Sarà fatto, mia signora.- rispose Mitzrael con l'emozione che gli spezzava la voce.
-Tutti voi.- la donna alzò la voce. -Voi inquisitori, umani votati alla causa; voi giovani, uniti dal caso fortuito in questa avventura; voi, angeli nuovamente del Signore. Vi prego: salvate mio figlio.-
Mitzrael guardò Gabriele.
-Il Paradiso ha bisogno di voi.- disse l'arcangelo.
Gli angeli, un tempo caduti, diventarono un lampo di luce e furono condotti nuovamente in Paradiso.
Rimasero gli inquisitori, i cinque e i ragazzi con la donna e l'arcangelo.
-Grazie per avermi ascoltata.- si rivolse a Clara.
-Io... io non so chi sei.-
-Sono una sbadata.- la donna si diede un buffetto sulla fronte.
-Sono Maria, la madre di Gesù.- disse in un sorriso.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: