ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 8 novembre 2016
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Rewind

di DIGamma. Letto 332 volte. Dallo scaffale Generico

L'aria fredda gli colpì il viso, guardò in alto ed emise un breve sospiro che subito si trasformò in una piccola nuvola di vapore impalpabile. Era presto ma lui era già in cammino, la foschia del mattino avvolgeva completame.....

I
L'aria fredda gli colpì il viso, guardò in alto ed emise un breve sospiro che subito si trasformò in una piccola nuvola di vapore impalpabile. Era presto ma lui era già in cammino, la foschia del mattino avvolgeva completamente la sua figura: un ragazzo magro infilato in una giacca di pelle troppo leggera per quel freddo, i capelli lunghi seguivano ondeggiando i suoi passi cadenzati. Sospirò di nuovo e guardò il cielo terso di quella mattina autunnale; aveva ancora la mente confusa e mentre camminava cercava di rimettere in ordine gli avvenimenti della sera prima: era uscito, aveva incontrato una ragazza, avevano bevuto insieme ed erano finiti nel suo appartamento. Non c'era altro che potesse ricordare chiaramente e forse non importava granché farlo. Gli bastava vivere filtrando la realtà attraverso il velo della sua mente ebbra, come un mangiatore di loto perennemente intrappolato nel suo personale paradiso.

II

Un'altra sera, un'altra donna, un altro sogno in polvere in due comode bustine da 50 milligrammi; non avrebbe dovuto far altro che sistemarne il contenuto in due strisce parallele. Tirò su, le pupille si dilatarono, il battito cardiaco accelerò: era il paradiso che gli si materializzava davanti.
III

Si svegliò il giorno seguente in una stanza dove non ricordava di essere stato; era nudo e completamente sudato, la testa gli pulsava. Provò ad alzarsi ma le vertigini lo costrinsero a desistere, si voltò sul fianco e ciò che vide furono due occhi sbarrati ed inespressivi, una bocca contorta in una smorfia grottesca dalla quale un rivolo di saliva colava sul cuscino. Quello che aveva affianco era il cadavere di una donna. Sussulto' e cadde con un tonfo sordo sul pavimento, in preda al panico coprì il viso con i palmi delle mani ed iniziò a singhiozzare convulsamente. Il suo sogno in polvere si era dissolto e ciò che rimaneva era la più cruda realtà che avesse mai potuto immaginare. A stento, usando i gomiti, riuscì a tirarsi su quel tanto che bastava per aggrapparsi al letto, l'immagine della donna morta si materializzo' di nuovo sul fondo delle sue pulille; dovette sforzarsi di non guardare. Quando fu di nuovo in grado di camminare iniziò a perlustrare la stanza in cerca di risposte: la donna non presentava tagli, nessuna abrasione o livido; il corpo bianco giaceva nudo riverso sul lato destro del letto. Sparsi per la stanza i suoi vestiti e quelli di lei; su un piccolo tavolino da camera due bottiglie di vino e due bustine di coca, entrambe vuote. In due avevano tirato su cento milligrammi di coca, l'equivalente di una striscia a testa. Evidentemente la ragazza doveva essere barcollata fino al letto prima che il suo cuore si fermasse deltutto, provò a ricordare quello che fosse successo a lui, ma non ci riusciva. Era intento in questi ragionamenti quando la porta si spalanco' come sospinta dal vento, lui rimase per qualche secondo immobile temendo il peggio, ma ciò che accadde dopo fu deltutto inaspettato. Una luce accecante invase la stanza e poi con essa si dissolse nel buio.

IV

"Svegliati, svegliati!".
Una mano gli accarezzava la nuca, alzò il viso dal cuscino e provò a mettere a fuoco. Il sorriso di una donna.
Si guardò intorno e si ritrovò in una stanza dove non ricordava di essere stato; era nudo e completamente sudato, la testa gli pulsava. Provò ad alzarsi ma le vertigini lo costrinsero a desistere, si voltò sul fianco e vide di nuovo la donna. Lei gli accarezzo la guancia mentre lui la guardava icredulo.
"Chi sei?"
"Davvero non ricordi nulla?"
"Temo proprio di no".








Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: