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lavoro pubblicato martedì 8 novembre 2016
ultima lettura giovedì 13 agosto 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

LA PAURA E IL PIACERE.

di sempretibet. Letto 1561 volte. Dallo scaffale Eros

Ora... davanti... è la sua mano... la sua mano intera... che spinge per entrare... La sento... Mi sento aperta... slabbrata. Sto raggiungendo un orgasmo incredibile... mai provato... inizio a gemere... sento il bisogno di urlare...

Lei... una donna sui quaranta forse un attimo meno, bella, raffinata.

E' dalla sua psicoanalista, una sua amica intima, le ha chiesto consiglio.
In questo momento è stesa su di un divano, la gonna le è risalita sulle gambe, mostra le cosce.

-Racconta...-
Dice l'amica seduta su di una poltrona accanto a lei.

Lei inizia a parlare...

-L'ho conosciuto da amici, un bell'uomo ma quello che prende sono i suoi occhi... pensavo che fosse una sciocchezza quella degli occhi magnetici ma se fissi i suoi, guarda... credimi... non ti puoi più staccare, ti legano per sempre.
Un attimo... e mi aveva preso.
Forse è stato il momento che vivo, la separazione e il resto, questo stress ma avevo bisogno, sentivo il bisogno di qualcosa di diverso... e lui me lo ha dato.
Altroché me lo ha dato!
Mi ha cambiato la vita!
Mi ha insegnato cosa è il piacere, quel piacere che quando lo provi... poi ti diventa indispensabile, unico... e ti diventa droga, è una assuefazione completa... senza ritorni...
La prima volta e le successive?
Mi studiava... mi metteva alla prova.
Bravo a letto... eh!
Eccome!
Sa stimolare, metterti sempre di fronte un qualcosa che desideri fare... farti superare il tuo limite.
Poi... ecco l'attimo della rivelazione, la sua stanza del piacere.
Semplice... spoglia... ma quanto mi ha fatto godere!
In mezzo un semplice sgabello senza schienale, a tre gambe, da la sensazione di essere instabile... pronto a rovesciarsi per un nonnulla, deve dare questa impressione.
Sopra... beh... sopra... un cappio, un cappio che pende... appeso al soffitto.
Ha vinto la mia titubanza, sapeva già che mi sarebbe piaciuta la cosa.
Mi ha bendato e legato le mani dietro alla schiena, io succube completamente, poi... mi ha fatto salire sullo sgabello, mi ha messo il cappio al collo... lo ha stretto...
E... ha iniziato...
Ero eccitata... eccitata...?
Dire eccitata è poco!
Mi mancava il fiato... ed avevo il vuoto nello stomaco...-

Si sta strofinando le cosce ora, solo a rivivere i momenti che sta narrando si è eccitata.

La sua amica... l'analista?
Le dice...
-Spogliati... resta con l'intimo... e toccati... rivivi il tuo piacere... e continua a raccontare...-.

Lei... in un attimo resta in reggiseno e mutandine, il petto rigoglioso si alza e si abbassa nell'affanno del respiro, si ridistende... sposta il fondo dello slip e inizia lentamente, leggermente ad accarezzarsi.
Non ha nessuna forma di pudore.

-Sento le sue dita... le sue mani che passano su tutto il mio corpo, ora sono carezzevoli... ora diventano predaci... violente...
Sul seno... strizzano i miei capezzoli che sono diventati come due ditali... mi tormenta...
Raggiunge... giù... fra le mie cosce...
Io fremo... sto aspettando il momento che mi toccherà... lo desidero...
Non posso muovermi, ad ogni mio pur leggero movimento sento il vibrare instabile dello sgabello.
Inizia...
Le dita premono... una mano davanti... e una dietro...
Apro le cosce... quello che mi è possibile, sto calzando scarpe con un tacco altissimo... come lui mi ha chiesto di fare e questo peggiora il già mio instabile equilibrio...
Dietro... forza fra le natiche e raggiunge il buchino, lo accarezza prima e poi... poi... mi penetra, sento prima un dito... e poi un secondo... mi violenta... le spinge a fondo...
Davanti... prima la carezza lungo le labbra esterne... sento le dita forzare, ora mi strofina il clitoride... lo prende fra le dita... lo strizza... lo libera dal cappuccio... ora è scoperto... sento il suo respiro...-

-Fammi vedere...-
Dice l'amica...

Lei allarga le gambe, una la appoggia sullo schienale del divano l'altra è abbandonata mollemente, con il piede tocca terra...
E' aperta...
Le sue dita... lei le ha bagnate... strizzano leggermente la canocchia del suo clitoride... tirano indietro la pelle che lo ricopre... mette alla luce la perla rosea, lucida, che è il suo clito... copre le sue dita di saliva e inizia a toccarlo...
Si inarca... mentre lo fa...

-Racconta... continua...-
La invita l'amica...

-Mi sta dando piacere... si si... lo sto pregando di continuare, l sue dita sono dentro... a fondo... tre... tre davanti... che strofinano forte... e due dietro che mi fanno male...
E' violento...
Vuole farmi male... lo so... ci gode lui... ci godo io...
Ora... davanti... è la sua mano... la sua mano intera... che spinge per entrare...
La sento...
Mi sento aperta... slabbrata...
Sto raggiungendo un orgasmo incredibile... mai provato... inizio a gemere... sento il bisogno di urlare...
Ora... ora...
Mentre sono nel pieno dell'orgasmo... lui con un calcio toglie lo sgabello!
Mi sento cadere... sento il cappio stringersi...!
Terrore...! E il piacere...!
Una cosa indicibile... mai provata!
Mi prende... mi sostiene in quell'attimo che il cappio stringe il mio collo.
Mi tiene... io che ho i singulti dal piacere, piacere che continua a lungo e dal terrore... il terrore che mi lasci cadere...-

Si inarca di più...
Rivive quei momenti e gode ora...
Gode sotto gli occhi della amica...
Muove la testa... la scuote forte... ora di qua... ora di là...
Urla...
L'amica si alza, la cosa la ha fortemente inquietata.
L'ha coinvolta.
Si inginocchia... e mette la bocca fra le cosce dell'amica.

T.

Creato 3 gennaio 2015




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