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lavoro pubblicato sabato 5 novembre 2016
ultima lettura giovedì 13 dicembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

TUTTI GLI EDICOLANTI SONO PAZZI

di FrancescoCirillo. Letto 341 volte. Dallo scaffale Generico

Le televisioni dovrebbero essere nere, gli spettatori già privati di tutto saranno anche privati delle immagini Guy Debord

ma io mi sono salvato

Esistono tante categorie: i barbieri, gli elettricisti, i gioiellieri, i minatori, i ristoratori, i baristi, i profumieri, gli alimentaristi, i muratori, gli ambulanti, gli operatori ecologici; e ancora, esistono gli impiegati, i barellieri, i becchini, gli infermieri, e ancora i medici, i dentisti ,gli architetti, gli ingegneri, i geometri, gli assicuratori ; infine categorie gestite dalla malavita: quali gli spacciatori di droga, i magnaccia, le prostitute, i viados, i killer's, gli usurai etc…etc… ; ma il lavoro peggiore, lo spazio più pazzo di tutta la terra, la contabilità più complicata, i guadagni più da fame, gli orari più da carogna, sono l'edicola e l'edicolante ! L'edicolante , direbbe Philip K. Dick , non è un uomo; è una macchina, è un essere superiore, che potrebbe anche diventare il padrone della terra dopo l'ultima guerra nucleare, è un cyborg: metà uomo e metà carta, ma che proprio perché è impazzito potrebbe essere il primo a morire, perché il primo che si sacrificherà scegliendo la morte certa e subitanea ad una vita come quella che ha sempre fatto, o che al contrario potrebbe combattere per la sopravvivenza e di conseguenza continuare ad esistere in una vita post-nucleare.L'edicolante nella vita quotidiana è il primo che si alza. Prima dell'operaio che va in fabbrica, se la sua edicola è lì vicino la fabbrica , prima dell'impiegato se l'ufficio è vicino alla sua edicola, prima dei medici e degli infermieri se l'edicola è nell'ospedale o nei suoi pressi, prima di tutti in somma . L'edicolante deve essere prima di prima, perchè deve mettere a posto tutto ciò che trova dentro il proprio negozio.

Tutti pensano che l'edicola è così come uno la trova appena si sveglia. Invece si sbagliano. L'edicolante appena apre la sua edicola trova dentro, perché è già passata la distribuzione, i pacchi delle nuove riviste.

Le riviste sono tutte sigillate in pacchi, che ogni mattina a seconda delle uscite possono essere cinque o sei, o nelle festività o nei posti estivi, quindici, venti. Bisogna aprire i pacchi e quindi sistemare le riviste sostituendo le nuove con le vecchie. L'edicolante prende la bolla e controlla quello che è arrivato. Deve controllare le copie, se sulla bolla c'è scritto che sono arrivati 20 numeri di GENTE, tante copie devono trovarsi nel pacco, e così via. Quindi deve sistemare questa roba nei posti prestabiliti.

Prima di ogni cosa, ogni numero nuovo deve andare al posto di quello vecchio. Quindi contemporaneamente al numero nuovo bisogna controllare quello vecchio. Trovarlo e metterlo in una cassa dove si metterà tutta la resa, scriverlo sulla bolla e poi etichettarla.

Trovare le riviste come Gente, Oggi, Grazia, Sorrisi e canzoni, è facile, sono lì davanti a tutte sul banco, perchè sono quelle che chiedono tutti ogni giorno e quindi è facile trovarle. Ma “Assist” , “Balboa”, “Bronx”, “C.Q.”, “Con le Mani”: dove cazzo sono? Saranno riviste porno o riviste all'uncinetto? E “Start” ? sarà una ­rivista di auto o di computer ? ed “Edizioni Mistery” , “Diamond”, ricordi cos'erano ? Ti sono arrivate 30 giorni fa e tu hai letto il titolo della rivista memorizzandolo per come è scritto sulla copertina, ma ora ti richiamano non il titolo di copertina , ma la serie. Ti ricordi ? Una riguarda “Michel Jakson”, l'altra riguarda la serie di “Sailor Moon”. Le avrai vendute o saranno dove le avevi messe? E se non le trovi , è perché sono state vendute o qualche cliente dopo averle sfogliate le ha cambiate di posto? Insomma la mattina per l'edicolante si aprono le porte dell’inferno. Ogni giorno poi, trova delle riviste nuove, dei numeri unici ed ogni giorno quindi deve trovare nuovi posti per farle vedere e principalmente per ricordarsi quando saranno richiamate. Il bello è che ogni nuova rivista è accompagnata da una circolare a cura dell'editore, il quale come se non conoscesse la situazione delle edicole comincia così: "Caro edicolante, abbiamo il piacere di­ presentarle la nuova rivista –( titolo ....)- Come hai già potuto notare sia nel formato che nello spessore è del tutto nuova. Ti preghiamo di metterla in bella vista, sul banco e di proporla ai tuoi clienti che sai di essere interessati a questo tipo di argomento” . Seguono i saluti e spesso una promessa di uno 0,5 in più di guadagno per il primo numero. L'edicolante a metà lettera ha già sbavato dalla rabbia, perché il banco è già pieno di altre riviste che hanno giù chiesto la stessa cosa, o è già pieno di giornali e altre cianfrusaglie, e la nuova rivista non sa proprio dove metterla. E spesso la butta sotto il banco in attesa di qualche cliente che la richieda espressamente. Da qualche anno, molti giornali sono aumentati di spessore non per le pagine ma per i gadget e non entrano più negli appositi scaffali. Quindi necessariamente devono essere messi sul banco o in verticale sul bancone dei giornali. Il resto delle copie deve essere messo a terra o sotto il bancone e ricordarsi, man mano che finiscono le copie esposte, di sostituirle. La lettera dell'editore quindi è completamente inutile leggerla e dopo tante di queste lettere oramai non esiste un solo edicolante in tutt' Italia che le legge.

I gadget.

Penso che l'invenzione del gadget sia la trovata più intelligente da parte dell'editore ma anche il motivo finale e principale dell’ impazzimento dell'edicolante. L'editore ha capito, grazie a precisi e approfonditi sondaggi che il cliente medio italiano che sta incollato davanti al televisore è oramai completamente instupidito. Per cui gli si può dire qualsiasi cosa che lui subito corre ad acquistarlo. Difatti la parola magica di ogni pubblicità televisiva alla fine è "CORRI IN EDICOLA"; e la mattina, nemmeno hai sfatto i pacchi, già trovi il cliente che ha visto la televisione-mentre-tu-dormivi-stanco-della giornata-, che è corso in edicola, difatti sono solo le sette del mattino ,e ti chiede ,perché ha paura di non trovarlo più tardi : il profumino che esce su Grazia, o le calze nere di Gioia, o il portafoglio di Anna, o l'agendina di Amica, o il primo numero del Corpo Umano, o il primo pezzo della macchina fotografica su Topolino. L'edicolante non sta tutto il giorno incollato davanti al televisore, per cui spesso nemmeno sa quello che gli si chiede. Per cui , ciò che gli viene chiesto , lo immagina per esperienza. E l'edicolante risponde, sempre con gentilezza, crepando di rabbia dentro, mentre il testicolo destro si gonfia, facendo sembrare alla casalinga repressa un'erezione mattutina: "ancora non lo so se è arrivato, - dice fra i denti - come vedete sto aprendo adesso adesso i pacchi..." e il cliente subito attacca: "come non sapete se lo avete ricevuto? quindi potreste averlo finito! lo avete finito o ancora non lo avete ricevuto – incalza il cliente - perchè nel primo caso vado subito ad un'altra edicola oppure aspetto ! allora?".

L'edicolante mentre il cliente parla, continua a disfare i pacchi, come se la cosa non lo riguardasse , sa che non può fermarsi nel suo lavoro di disfacimento pacchi ,perché da a poco saranno tanti ad arrivare ed a richiedere giornali oltre che riviste, e quindi non può perdere tempo in chiacchiere e polemiche. Ma nel contempo deve essere gentile. Specie se la persona in questione è un cliente abituale. Se gli rispondi male, quello cambia subito edicola, e va da quella che vende le stesse cose tue ed è lì , dietro l' angolo.

Allora l'edicolante, inspirando aria nei polmoni e ricordandosi di tutte le massime zen degli ultimi diecimila anni, risponde: "un attimo che finisco di disfare i pacchi", a questo punto l'edicolante è costretto a disfare tutti i pacchi per cercare la rivista. Di solito , la mattina presto ,si disfano i pacchi con le riviste più importanti e quelli con riviste secondarie si fanno con calma durante la mattinata. Non si può neanche guardare la bolla, perché -nel caso di riviste nuove, queste si TROVANO "FUORI BOLLA" nel senso che le troverai segnate il giorno dopo. E allora l'unica cosa che ti resta da fare per soddisfare il cliente immediatamente e togliertelo dai piedi è aprire tutti i pacchi e controllare. Se la rivista la trovi il cliente si calma e rilancia :"avete visto avevo ragione" e ti chiede quante copie te ne sono arrivate ,dimostrando tutto il suo sadismo. Sa che ne sono arrivate solo cinque copie, e quindi sarà tra i pochi ad averla comprata. In ufficio o a scuola quando si parlerà di questa uscita, perché di queste cose parlano, lui o lei potrà dire di averla e racconterà come ha fatto. Dirà che si è alzato/a presto, che è uscito/a prima, che è andato/a subito in edicola quando ancora i pacchi erano chiusi e che l'edicolante era lì lì che li stava aprendo e che gentilmente glie l’ha subito trovata. E questo comportamento diventerà volta per volta, sempre più di massa. Per cui quando la casalinga, il capufficio, l'insegnante, vedranno la pubblicità de "L'enciclopedia del Pesce "-a sole"500 lire , non si faranno più fregare e_ correranno , subito in edicola, dove troveranno ovunque un edicolante calmo che starà per aprire i pacchi.

Se invece nei pacchi non si trova la rivista richiesta è il panico per tutti e due. Per il cliente e l'edicolante. Avviene quasi un abbraccio di consolazione, fra i due. Entrambi si sentono in pericolo, minacciati da una forza oscura che vuole il loro male . Il cliente comincia subito a tremare, dalla bocca non gli escono parole, ma-pietre-sempre-più-piccole-che - diventono-man-mano-polvere-fino-a-quando-la-gola-completamente-secca-non-farà-uscire-più-niente, dirà più o meno così: "quindi non è arrivata...ma com'è possibile...la televisione ieri ha detto.... io sono subito corso...appena l'ho sentita… la pubblicità...com’è possibile…guardate meglio…io sono subito corso…appena l’ho sentita la pubblicità…”.

L'edicolante cerca di tranquillizzarlo: "ma non si preoccupi, evidentemente stanno preparando le nuove uscite..." e qui all’edicolante rimane un'ultima carta "TELEFONARE AL DISTRIBUTORE". La telefonata al distributore è una delle cose che l'edicolante non vorrebbe mai fare per una serie di motivi: :

A) nell'ultimo estratto conto non ha pagato quanto richiesto ma qualcosa in meno per cui gli ricordano di saldare prima del prossimo estratto conto pena la sospensione degli invii delle riviste

B) prima di farti parlare con l'addetto alla distribuzione passano minuti preziosi che tradotti in scatti telefonici vogliono dire il doppio o il triplo di quanto guadagni vendendo quella stramaledetta rivista

C) già che ci sei ti passano l'ispettore di una tale rivista che ti chiede su due piedi quante copie ne hai vendute

Quindi alla fine del girone avrai la risposta. "LA RIVISTA NON È STATA ANCORA DISTRIBUITA"

L'edicolante si ricordava bene, e passato il panico tutto gli ritorna chiaro. Ha la forza di rassicurare il cliente e di riprendere il suo lavoro tranquillamente. Si rende conto di aver perso minuti preziosi. Difatti, intanto sono arrivati i giornali. Altri pacchi che ti scaricano dalle macchine . La scena è tipo quella del film di Mel Brooks. Arriva un camion, nel film, e dal camion stesso ti buttano i pacchi addosso, l'ultimo viene lanciato per sbaglio sull'edicola che crolla. La scena è simile. Il distributore dei giornali di solito è un ragazzo, che va sempre di fretta (questi ragazzi sono cottimisti e prima finiscono la distribuzione , prima tornano a casa questo vuol dire , velocità sulle strade e pericolo di incidenti; nei miei 16 anni di edicolante ne sono morti 4 o 5), al quale tu hai tante cose da chiedere ; tipo il numero mancante del fascicolo di Repubblica, l'inserto che il giorno prima non hai trovato, la video cassetta guasta che un cliente ti ha restituito e che chiedi di farti sostituire...il ragazzo non ti da tempo per tutte queste cose, e di solito risponde così :"SCRIVETELO SULLA BOLLA "oppure" DIMMELO DOMANI CHE OGGI NON È GIORNATA", e mentre tu parli quello continua a scaricarti i giornali, le videocassette nuove allegate a chissà quale giornale, i libri, e tu sei lì come un pugile suonato che cerca di raccapezzarsi su quello che ti sta scaricando. Stai lì inebetito con un foglietto in mano tra una folla di clienti che intanto si è fatta veramente folla. Il tuo negozio, ora è pieno. Tutti ti osservano, e tutti sono pronti a darti i soldi, a volere il resto e a scappare fuori se minimamente fai segno di voler iniziare a vendere. E tu sei li con i giornali che stai per aprire e già senti uno che dice "È ARRIVATA REPUBBLICA?", È USCITO L'INSERTO DELLE RELIGIONI?", e "LA STORIA DELLE CITTÀ È FINITA?" e come al solito l'edicolante deve rispondere con gentilezza, ricordandosi tutte le uscite mentre cerca con più velocità possibile di mettere a posto sul bancone i giornali.

Qui deve cercare di fare la massima attenzione. Non può sbagliare. Perché se sbaglia, il cliente ritorna più tardi o domani nella stessa folla e ti dice che il giorno prima non gli hai consegnato il tale gadget, o il tale fascicolo, e allora alla confusione del giorno stesso si aggiungerebbe quella del giorno prima. E allora l’edicolante sta attento.

Specchio va con La Stampa, Specchio con Video pure con la Stampa, ma può essere acquistato anche con il Mattino e la Gazzetta, l’ Unità- ha tre gadget diversi, un libro, un video, un cd; il Giornale ha il fascicolo con le partite del campionato; la Repubblica ha l’inserto o della Salute o la cassetta o la rivista o l'enciclopedia; il Corriere della sera ha la rivista e il Corriere del Mezzogiorno, il cartone animato o l'enciclopedia; il Sole 24 ore l'inserto informatica; il Corriere dello sport la schedina del totocalcio; il Tempo regala il 740; il Manifesto va con Alias; la Gazzetta dello Sport ha il fascicolo sportivo; Mentre l’edicolante mette a posto tutto questo caos di riviste e giornali, deve fare mente locale sui prezzi. Ogni giornale ogni giorno cambia prezzo. Poi delle volte alcuni inserti sono in omaggio, tramite vari Ministeri che scelgono le edicole per diffondere la Costituzione Italiana o qualche legge importante, e allora l'edicolante deve controllare se veramente è in omaggio e lo trova scritto in piccolo in fondo a qualche prima pagina. Intanto il cliente già è andato via.

Una cosa che notano tutti gli edicolanti d'Italia è questa. ' Se sbagli a dare un resto, il cliente torna subito indietro dicendoti con falsa ironia "MA È AUMENTATO IL GIORNALE?", e allora tu capisci al volo e gli dai i centesimi mancanti . Ma tutti gli edicolanti si chiedono se è mai possibile che si sbagli sempre per eccesso e mai per difetto? Non è mai tornato un cliente a dirti: "MI AVETE DATO 10 CENTESIMI IN PIÙ ". E siccome il guadagno ruota attorno a quei pochi centesimi è bene che sta attento, altrimenti fra sbagli, telefonate al distributore e qualche fregamento tra la folla, e qualche rivista non resa, non ti rimane niente. Lavori solo per il servizio pubblico , il distributore e l’editore, che tutti insieme se ne fregano di tutti questi tuoi problemi.

Dal momento che l'edicolante , passata la prima ondata , è riuscito a mettere tutto a posto, deve avere tutta la situazione sotto controllo. E' al lavoro già da tre ore. La clientela arriva fresca appena alzata. Sono tutti pimpanti.

Prima dell'arrivo dei quotidiani di fronte all'edicola si mettono ,per fare prima, le rese del giorno prima. Sono tutte impacchettate e nella bolla sul primo pacco è già stato fatto il conteggio. Appena arrivano i quotidiani un ragazzo della macchina ti scarica i nuovi quotidiani ed un altro o spesso anche lo stesso si carica i vecchi. Un operazione di pochi minuti fatta con una velocità incredibile. Ogni mattina ti capitano due cose. Arriva un cliente e ti chiede la copia del Sole 24 ore del giorno prima-che-si-è-dimenticato-di-comprare-e-che-ha-saputo-che-è-uscita-una-legge-importante-sul-pubblico- impiego. Per cui si sente fortunato che quella copia sia ancora li chiusa in quei pacchi.

Non sa cosa significa, in quel momento aprire il pacco, cambiare la bolla e richiudere lo stesso pacco, con la stessa cordicella che intanto si rompe e che quindi devi ritornare a rimettere i giornali sul bancone per rilegarli con una nuova cordicella. Per l’edicolante una cosa del genere fa sì che sudore e testicoli diventano una forma polposa unica , da film di Carpenter. A questo cliente, che di solito compra un giornale a settimana e che quindi è già andato via senza aspettare il nuovo, se ne aggiungono molti altri che appena vedono l'edicolante dentro e i quotidiani da soli fuori, entrano e ti chiedono: "SONO ARRIVATI I GIORNALI?: e l'edicolante risponde: "stanno per arrivare, è questione di minuti", e il cliente subito incalza, "MA SONO FUORI", e l'edicolante "quella è la resa ieri".

Questa storia si ripete ogni giorno, per cui uno pensa o che lo fanno apposta o hai tanti clienti che fino a quando tutti , ma proprio tutti, ti hanno fatto la stessa domanda passeranno trent'anni.

La stessa tragedia si ripete in quei tre giorni all'anno che i ' quotidiani non escono ma le edicole sono aperte lo stesso. A Ferragosto, il 2 maggio, il 25 dicembre. Tutti i quotidiani mettono in prima pagina che il giorno dopo non saranno in edicola e spiegano il motivo. Nessuno legge questo comunicato, per cui tutti il giorno dopo ti chiedono il giornale. L'edicolante di solito mette anche un cartello fuori ,ma ugualmente nessuno lo legge o se ne accorge. Conoscevo una vecchia edicolante che aveva studiato questo stratagemma per vendere e nel contempo non porsi tanti problemi. Metteva dove erano esposti di solito i giornali questo cartello "I GIORNALI SONO DI IERI". Dopo di che chi comprava il giornale era stato avvertito. Ora cosa succedeva: chi se ne accorgeva tornava il giorno stesso o il giorno dopo dicendo della cosa, e lei imperturbabilmente faceva allora vedere il cartello esposto fuori .Tutti allora volevano restituire il giornale, e lei allora se lo riprendeva tranquillamente e invece dei soldi indietro faceva un buono per il giorno dopo. Ma molti, mi diceva questa signora, non se ne accorgevano nemmeno, per cui si leggevano lo stesso giornale del giorno prima.

Durante tutta la giornata, non si pensi che l'edicolante non faccia niente.

Molti pensano che sia bello fare l'edicolante perché legge gratis tutte le riviste. Invece non è vero niente, l'edicolante ne ha piene le palle delle riviste. Perché sa che scrivono le stesse cose sempre. Tutta la stampa rosa o scandalistica è praticamente sempre sullo stesso tono, e sempre ruota sulle stesse persone : Lady Diana,il principe Carlo, Agnelli nudo, le misure di Merola, le tette finte della Parietti, il sederone della Marini, le risse del Grande Fratello, etc…. E' la stessa pasta condita in varie salse. Non parliamo delle riviste cosiddette politiche come l'Espresso, Panorama e quando c'era Epoca. Sono una continua lotta sulle stesse notizie, un rincorrersi alla ricerca dello scoop su Berlusconi, Ferrara, D'Alema, Prodi. Ti accorgi del vuoto che c'è dentro queste riviste solo vedendo le copertine all'insegna di culi e tette.

Poi una pagina si e una no è pubblicità di profumi o, come se gli italiani la mattina appena si alzano siano rosi dal dubbio di che profumo mettersi e che auto prendere per andare a lavorare. L'edicolante può essere di destra o di sinistra ma di fronte a tutto questo ne ha piene le palle. E' pane quotidiano.

E' abituato al peggio: il vastissimo materiale che arriva a livello pornografico.

E' una montagna di roba che è costretto a nascondere in vari posti e far vedere ai soliti clienti-malati-maniaci di nascosto dietro il bancone. Come al solito la legge in Italia è straordinaria. Permette che si stampino queste pubblicazioni, permette che vengano distribuite, ma poi alla fine l'edicolante deve stare attento perché se arriva il bacchettone e si sente indignato alla vista di cosce spalancate e culi in posizione e chiama la polizia ci sono di mezzo multe e sequestri. Difatti non succede mai che arriva un cliente e pubblicamente, davanti a tutti chieda se è arrivato il nuovo numero di "ANAL" o "PRIMA VOLTA" o "A MIA MOGLIE PIACE COSI", o ANIMAL ORGIES o FURIA PORNO; di solito aspettano che non ci sia nessuno, fischiettano, guardano in aria, sfogliano la prima rivista che gli viene di fronte, di solito quella del “Fai da te”, e l'edicolante se ne accorge subito che aspetta quel momento. Difatti quando l'edicola resta vuota, il cliente-malato-maniaco fa la richiesta, e allora vedi l'edicolante col cliente-malato-maniaco piegati dietro il bancone che scelgono le video. Spesso il cliente -malato-maniaco pensa che anche l'edicolante, vendendo quelle video sia complice e malato-maniaco anche lui, quindi le veda, e di conseguenza chiede com'è, e allora l'edicolante, raggiungendo l'apice della vergogna si sente costretto a dire "che è un filmone" e fa il solito giro con le mani; così il cliente-malato-maniaco compra soddisfatto. Sappiate che il giro porno è molto renumerativo in quanto le video porno buone o i DVD costano dalle 25 alle 30 euro. E purtroppo se ne vendono parecchio checché se ne dica e pensi.

Una sola volta, in mezzo alla folla, una signora che era stata mandata dal marito ammalato, ha chiesto "LE ORE", fra gli sguardi attoniti e lussuriosi di tutti i clienti maschi. Poi abbiamo capito che il marito voleva "IL SOLE 24 ORE" e non "LE ORE" giornale superporno.

Quindi l’edicolante legge poco. Sfoglia solo per passare il tempo, e intanto ogni tanto guarda le bolle per trovare le riviste delle rese. Se una rivista non viene resa quando è richiamata praticamente è persa e viene pagata lo stesso. Il distributore dopo un paio di giorni non te le accetta più e quindi l'edicolante la paga. E allora ogni giorno, siccome c'è una rivista che non si trova, l'edicolante sta con la memoria a cercare di ricordarsi dov'è. E alla fine di tutto, deve chiudere la bolla facendo il conteggio e metterlo nella cesta della resa. Una cosa che è uscita da poco a complicare la vita dell'edicolante sono le etichette che bisogna mettere su tutte le riviste della resa. Per il distributore è una manna. Ha licenziato almeno due o tre operai e li ha sostituiti con una penna ottica. Questa penna legge l'etichetta e la scarica direttamente dal conto dell'edicola. Per il distributore un guadagno, per l'edicolante un lavoro in più.

Un'edicola medio-piccola riceve in un mese oltre 700/800 testate con diversi titoli; un'edicola di una grande città arriva fino a 3000 testate. Questo vuol dire avere una memoria ed uno spazio inverosimile. Ecco perché quando l'edicolante torna a casa la sera è completamente sfatto. In testa ci sono le parole di tutti i clienti, le lamentele, le discussioni, le riviste non trovate, le bolle non completate, ed è già proiettato al mattino dopo. Nella testa dell'edicolante girano le richieste che deve fare al ragazzo dei giornali la mattina successiva, le riviste che troverà e principalmente non può fare tardi perché la mattina alle sei deve essere già sveglio. Deve lavarsi, deve fare colazione, e con qualsiasi tempo, caldo, temporale , pioggia, deve essere sul posto. Dove troverà le stesse cose, gli stessi pacchi, le stesse rese da fare, e soprattutto i soliti clienti con le stesse richieste. Se poi l’edicolante è proprio sfortunato ed ha una moglie ed un figlio incollati alla televisione, gli succede che i due poveretti appena arriva il marito papà-edicolante, pensando di fargli un piacere subito, gli dicono che è uscita una nuova enciclopedia, un nuovo giornale che regala un profumino, che l'Unità esce con la videocassetta. I due poveretti di fronte allo sguardo attonito del papà-marito edicolante non si rendono conto che lo stanno uccidendo, e che di tutto vorrebbe sapere, dalla vicina di casa che se la scopa il macellaio alla suocera gravemente ammalata, ma mai cosa ha detto la televisione a proposito di una nuova rivista. L'edicolante non ha mai una festa, e se è solo senza collaboratori non potrà mai chiudere, salvo che non si metta d'accordo con il distributore. Una volta ho chiuso per dieci giorni. Non ne potevo proprio più. Sono partito per la Spagna e ho cercato di dimenticare in più fretta possibile quotidiani e riviste.

Al ritorno è stato peggio di prima. Perché le riviste mensili, le enciclopedie, i fascicoli da collezione, il distributore anche con l’edicola chiusa te li manda lo stesso. Altrimenti si perdono dei numeri. E quindi quando ho riaperto il mio negozio ed ho trovato decine e decine di pacchi e pacchetti, e quando ho dovuto mettere a posto le rese richiamate e i nuovi arrivi, ho subito dimenticato i miei giorni felici in Spagna. Alla fine avrei avuto bisogno di altri dieci giorni di ferie per riprendermi da tutto il lavoro ritrovato.

Quando sei chiuso tutta la tua clientela è presa dal panico. Specie quelli che fanno enciclopedie. Avviene la diaspora. Ognuno cerca un edicolante nuovo ma poi ritornano tutti. Tu li hai abituati bene, conosci i loro vizi, i loro difetti, non ti abbandoneranno mai. E difatti la prima mattina che apri, sono nuovamente tutti lì. Quasi tutti con fogliettini in mano. E cominciano :”ho perso il n°15/18 e 19 del fascicolo “Le mie città”; non trovo il n°56 di Magico Uncinetto, mi pare che quando tu non c’eri è uscita la seconda videocassetta del Corpo Umano e così via………..

Per tutto questo impazziscono gli edicolanti.

Ma io mi sono salvato. Sapete come ?

Ho venduto l’edicola !



Commenti

pubblicato il sabato 5 novembre 2016
corsaro, ha scritto: Semplicemente geniale. ... e vero, vero da impazzire! !!!

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