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lavoro pubblicato venerdì 4 novembre 2016
ultima lettura domenica 22 gennaio 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il sogno del cane anarchico

di FrancescoCirillo. Letto 93 volte. Dallo scaffale Sogni

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Sono un cane che vive in giro nei paesi. Riesco a capire le cose degli umani e me ne tengo bene alla larga. Se incontro una coppia di persone mi allontano subito con la coda fra le gambe. Se ho paura ? certo che ho paura. Ma non per qualche calcio che ogni tanto qualche ragazzo mi tira. No quei calci passano e diventano normali per un cane anarchico come me. Io ho paura di essere preso da loro e adottato. Di essere preso e portato in una delle loro case. Un mio amico cane che c’è stato in una di quelle case mi ha fatto racconti orribili. Intanto, la cosa più terribile è ascoltare quei ragionamenti banali e melensi tipici degli umani, quali quelli fatti da alcune donne emotive, tipo: “ non sono io che ho scelto lui, ma è lui che ha scelto me – dicono tutte con una voce tremula. “Pensate che ero a passeggio lungo la spiaggia quando lui si è avvicinato scodinzolando e leccandomi le gambe, allora ho capito che dovevo portarmelo a casa”. Ma che racconto banale e sconclusionato. Sicuramente quel cane aveva fame ed avrà sentito qualche odore particolare provenire da quelle gambe. Viviamo sempre nelle strade e siamo assaliti da odori di ogni genere. E’ facile che ci capiti di sentire qualcosa di particolare che ci richiama qualche ricordo e questo ci fa avvicinare a qualche umano, cosa che io, comunque non faccio mai. Odio mangiare quel cibo loro,bollito o cotto sulle fiamme. Io preferisco la roba che trovo per strada, nei loro bidoni dell’immondizia. E mi piace rubarla e scappare con la busta in bocca e poi scartarmela con calma sotto un ponte o dietro ad un cespuglio. E’ in quei momenti che sento tutto il mio essere anarchico e libero. E’ una grande emozione per me e per chi sta con me in quel momento. Odio essere pettinato e lavato così come fanno loro umani. Alcuni di noi vengono portati in alcuni magazzini dove ci mettono in grandi vasche e lì veniamo insaponati e lavati con getti di acqua fredda o calda. Odio vedere quei cani rinchiusi nei lager cittadini. Conosco la storia degli umani per averla vista in alcuni cinema all’aperto. Li fanno in estate in molte parti . Lì ho appreso come il genere umano sia capace di fare cose orribili allo stesso genere umano. Ho visto uomini rinchiusi in grandi campi e lì fucilati, bruciati, impiccati. Adesso usano la stessa tecnica su di noi. Ci chiudono in grandi gabbie e ci tengono lì a morire. Ci usano anche per sperimentare i loro farmaci. Ci sezionano da vivi, ci iniettano malattie umane per sperimentare i loro farmaci. Sono pratiche orribili che per fortuna alcuni umani, più sensibili verso di noi, contrastano. Per questo voglio essere libero. Ho paura di entrare nei loro circuiti e non mi fido di nessuna persona umana. Gli umani escono per lavorare. I figli escono per andare a scuola. Quindi ci chiudono in casa o sui loro tristi terrazzi. Ci fanno uscire per fare pipì e cacca quando dicono loro e bisogna sforzarsi per farlo in quegli orari. Una tortura vera e propria. Se fai cacca in casa o pipì, al loro ritorno sono guai. E poi com’è bello incontrare una femmina di cane per strada, guardarsi negli occhi, odorarsi e poi accoppiarsi con lei. E’ una sensazione unica e bella, che su di noi viene tenuta repressa, mentre fra gli umani è molto di moda. Amici cani che vivono in case umane , mi dicono di cose che vedono che fanno gli umani sui divani, sui loro letti, perfino sulle lavatrici. Per noi invece se vivi in una casa umana è facile anche che ti castrano. Ho sentito racconti terribili a proposito, di cani che non si accoppiano più, specie se sono femmine. Il vizio degli umani è anche quello di appiopparti un nome. Odio essere chiamato con un nome., tipo, Billy, Cucki, Bau,Fritz, Lupo, ma che diamine, chi se li inventa questi nomi. Noi non ci chiamiamo con nessun nome, non ne abbiamo bisogno, anche perché non abbiamo un’anagrafe, così come si sono inventati gli umani. Ma ho capito come evitare di essere preso. Bisogna allontanarsi da quella che loro umani chiamano civiltà. Me ne vado verso le campagne, le montagne, lungo i fiumi , dove è anche facile trovare cibo e soprattutto la mia vera natura anarchica e libera.



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