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lavoro pubblicato giovedì 3 novembre 2016
ultima lettura martedì 17 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Laggiù nelle valli del tempo

di avenger64. Letto 647 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Da tempo immemorabile la torre dell' orologio ha scandito il tempo nella placida cittadina di Harmony, fino a quando improvvisamente il meccanismo che la regola ha smesso di funzionare modificando in maniera inquietante la realtà.............

La torre dell'orologio era poco distante dalla fattoria. Si poteva vedere nelle chiare giornate di sole stagliarsi davanti al cielo azzurro delicatamente screziato dalle nuvole. Nessuno aveva mai varcato la sua soglia, i gradini di pietra dell'ingresso non erano mai stati calpestati da piede umano. La città attendeva ad ogni ora il suo rintocco e la gente di Harmony scandiva le giornate seguendo la sua profonda voce che riecheggiava nella valle oltrepassando i monti che sembravano separare la vita reale dal sogno.

Ad Harmony la vita era piuttosto noiosa, i pescatori passavano i loro pomeriggi in riva al fiume, i contadini gettavano i semi nella terra grassa mentre i bambini giocavano nelle strade e nei viottoli con palle fatte di stracci. I pochi bar ospitavano giocatori di carte e bevitori di vino dallo sguardo triste e senza spiccioli nelle tasche. Le lavandaie pulivano i panni nelle acque dei corsi d'acqua che attraversavano i campi, mescolando il loro sudore al sapone fatto in casa. Una noia infinita, forse rassicurante come il perdersi della sabbia in una clessidra, cullava i giorni e le notti degli abitanti di Harmony. Fino a che l'orologio della torre smise di rintoccare.

Gli uomini erano seduti al bar quando giunse il riparatore. Era poco più di un ragazzo e quando spalancò la porta dell'ingresso gli astanti si voltarono a guardarlo con curiosità mista a diffidenza. Negli archivi cittadini risultava una sola riparazione avvenuta nei primi del novecento. Ma non vi era traccia del tipo di intervento effettuato. Il giovane ordinò una birra, era accaldato e stanco dal viaggio. La caserma dei riparatori era lontana una ventina di chilometri da Harmony e la strada dissestata risultava impervia per i viandanti. Senza il rintocco dell'orologio della torre non vi era più futuro ed anche il passato sembrava svanire, mentre il presente vacillava disperdendosi come polvere nel vento. La torre a quell'ora era poco più che un ombra nera che si confondeva con la notte. Ben Browning sorseggiò l'ultima goccia di birra e pagò il conto. Quando uscì si voltarono a guardarlo mormorando frasi indistinte che il giovane ignorò. Era addestrato a "ripararle" senza sapere cosa erano e sopratutto a cosa servivano. Ne aveva viste altre due, una a Gregoriano e un altra a Fantasyland il parco dei divertimenti appena fuori dalla città. Gli abitanti dormivano sonni profondi quando Ben giunse all'ingresso della torre dell'orologio. Spinse la porta di legno che cedette senza sforzo e si inoltrò nel buio che lo aspettava all'interno.

Il trattore si fermò borbottando. La fattoria dei Farmer era curata come un quadro ottocentesco, il giardino all'inglese e le colonne neoclassiche gli conferivano un aria demodè vagamente kitch. Il trattore rosso era l'ultimo tassello di un puzzle perfetto, la ciliegia sulla torta di una immagine idilliaca che stonava in quel deserto, come un' oasi artificiale che non poteva esistere.

Il vecchio Klaus uscì impugnando il fucile da caccia e ci mise qualche minuto per mettere a fuoco il nuovo arrivato. " Kirk veccha sequoia! " sbottò il vecchio fattore posando il fucile contro la staccionata. Alcuni cani abbaiarono mentre i due uomini entravano nella casa. Klaus sembrava felice di rivedere il suo vecchio amico. Dopo un pasto abbondante a base di cacciagione e vino rosso fortemente speziato la conversazione sembrava languire.

" cosa ti ha portato ad Harmony compare?" disse Klaus grattandosi la barba grigia. Kirk sembrava imbarazzato ed esitò a rispondere. Passarono alcuni minuti e mentre il cielo si addensava di nuvole e la pioggia cominciava a cadere con la timidezza ritimica dell'estate, gli rispose. " un sogno, un sogno strano che riguarda la torre dell'orologio. So che sembra folle ma e' così". Klaus rise guardando le nuvole oscurarsi nella notte come vesciche piene di umori neri. " da quando ti interessi di orologi Kirk?" disse cercando di rimanere serio.

" nessuno si e' mai chiesto a cosa servono e perchè sono stati messi li come sentinelle a guardarci vivere stagione dopo stagione" . Klaus si fece serio " amico la stai prendendo troppo sul serio. Sono semplici costruzioni atte a scandire il tempo, potrei scommettere che dentro non c'è niente se non qualche stanzino per scope e secchi" . Kirk lo fissò quasi scandalizzato. " come puoi affermare una cosa simile? a Gregoriano sono successe cose strane... alcuni ragazzi hanno scarabocchiato con degli spray la sua superfice e l'indomani diversi animali sono stati trovati morti ai confini della foresta" . Il vecchio fattore non rispose subito pensando per alcuni istanti, poi afferrando il suo bastone si issò in piedi " seguimi, ti porto in un posto che potrebbe dirti qualcosa di interessante".

Dopo alcuni kilometri parcheggiarono il trattore di Kirk vicino ad una quercia secolare e proseguirono a piedi. Erano state appoggiate delle assi per attraversare la zona paludosa, più avanti superato quell'ostacolo si alzava una muraglia di una decina di metri in cemento armato. Klaus lo aveva portato nella ex area industriale oramai abbandonata da anni. " c'è una cosa che voglio farti vedere, probabilmente ti suggerirà qualcosa". Fece una pausa " la chiamano l'ara rossa".

Superata la barriera vi era un piccolo cortile circolare, lungo il suo perimetro della spazzatura diffondeva il suo lezzo. Era una immagine desolante che lasciò basito Kirk. Sopratutto si chiedeva la ragione di tale escursione, cosa aveva in mente quel vecchio pazzo?!

" in merito agli strani fenomeni che hai raccontato" disse improvvisamente Klaus. Kirk poteva vedere un area di un centinaio di metri quadri stagliarsi pochi metri più avanti, proprio prima del nascere del deserto. " in questa zona sono stati abbandonati questi rottami, uno in particolare forse potrebbe interessarti". Kirk cercava di monitorare i vari oggetti sparsi dappertutto sulla terra rossa e argillosa. Vide quasi subito l'orologio. Gli ingranaggi fuoriuscivano come viscere dal quadrante circolare le cui lancette immobili segnavano eternamente le cinque. Klaus sorrise osservando le reazioni del suo amico. " non toccarlo..." disse il vecchio ponendogli la mano di taglio all'altezza del petto. " fino ad ora nessuno si e' posto il problema degli orologi. Voglio dire...fino a che non si sono fermati. Solo allora alcuni abitanti si sono fatti delle domande circa la loro natura". Klaus annuì con la testa. " sono troppo vecchio per farmi questo tipo di domande filosofiche. Ma penso tu sia la seconda persona che ha sollevato questo problema. Il primo e' un certo Steppan Berle il figlio di Taline la sarta. Un profondo sentore d'inverno calò attorno a loro.Un vento si sollevò improvviso, un suono pervase la valle agitando la terra argillosa. Klaus si coprì gli occhi lacrimando copiosamente. Kirk li chiuse per non sentire il bruciore e vide un sole levarsi dentro di sè e delle voci sussurrargli parole mai udite prima. Uscirono dall'ara rossa mentre il tempo sembrava diluirsi e espandersi seguendo un ritmo sconosciuto. Raggiunsero il trattore ma era oramai un vecchio rottame in disuso. Quanto tempo erano rimasti la dentro? minuti, mesi forse anni. Un rumore di passi li ridestò da quel torpore, qualcuno stava scendendo delle scale , lo potevano udire come se fosse li vicino. Era Crono che divorava i suoi figli, uno di essi era il riparatore.

Il giovane riparatore era entrato nel buio da pochi istanti. La tenebra lo aveva avvolto senza preamboli. Non faceva freddo come si era aspettato, ma nemmeno caldo. Gli sembrava di udire lo scorrere sotterraneo di un fiume. Doveva abiturasi all'oscurità per orientarsi in quel luogo che sembrava molto più vasto e articolato rispetto alla struttura esterna. Ma che cos'era quel luogo?

Per diverse notti Klaus e Kirk sognarono l'ara rossa. Ne erano usciti indenni ma avevano sentito dei rumori provenire da altri luoghi, forse da altri tempi. Avevano percepito la torre dell'orologio come se vi fossero entrati virtualmente e sapevano di non essere i soli. La sarta del villaggio di fantasyland poteva offrirgli delle risposte. Ma fantasyland era chiusa in inverno, elemento che avrebbe reso ancora più inquitante la loro visita. Era un parco dei divertimenti nel quale operavano una dozzina di lavoratori tra scenografi, addetti agli effetti speciali e impresa di pulizie. Tutti abitavano li, ed erano diventati parte integrante di quel luogo poetico e misterioso. Taline si occupava degli abiti per le rappresentazioni teatrali. Non restava che incamminarsi, prima che venga il buio.

fine del primo episodio







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