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lavoro pubblicato giovedì 3 novembre 2016
ultima lettura lunedì 26 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Solitudine Universale

di Fabriziogrigio. Letto 467 volte. Dallo scaffale Amore

Eppure si affaccia, ogni tanto, la realtà. Quella sensazione che avevi nel momento in cui sei nato e la desolazione dell'infanzia. L'immenso spazio che ti travolge. E tu... Un baratro che guarda il cielo.......

Passeggiavano l'uno di fianco all'altra per i campi. Il sole, quasi al tramonto, si indeboliva lentamente, rassegnato, e la natura in controluce diventava sempre più ombra.
Lei era triste. Lo aveva avvertito del fatto che quella storia, appena iniziata, avrebbe potuto finire da un momento all'altro, perché la sua mente, secondo lei, non era sana, e nel dire questo, sapeva che l'avrebbe perso.
Lui era triste. Non voleva perderla e sapeva che un giorno non lontano ne avrebbe sofferto, ma valeva la pena rischiare, e la tranquillizzò, nascondendo la sua tristezza.
Le pozzanghere sui sentieri riflettevano il cielo bianco-arancio e il gelo di febbraio accompagnava il silenzio desolante attorno a loro.
Erano abbracciati, rifugiati nel loro fragile guscio d'amore, contro il freddo della vita e l'imponenza della solitudine dell'universo.
Un debole rumore di aereo si dissolse nell'immenso spazio in cui erano dispersi.
Lui volse lo sguardo al cielo. Nel naso, odore di erba gelida e fango. Nella sua mente, cinguettìì di uccelli abbandonati nel mondo ed echi di bambini che gridavano con allegria disperata.

Nessuno si rende conto di quanto è solo, accecato dalle coperte a cui ci si aggrappa disperatamente per non sentire Dio. E nel tempo che passa tra la ricerca di qualcosa che faccia dimenticare e il momento in cui si fa di tutto per non perderlo, la sostanza pura della vita diventa meno di un ricordo, qualcosa che non è mai esistito. Eppure si affaccia, ogni tanto, la realtà. Quella sensazione che avevi nel momento in cui sei nato e la desolazione dell'infanzia. L'immenso spazio che ti travolge. E tu... Un baratro che guarda il cielo.

Erano soli in due. In un mondo gigante e spaventoso, dentro a una vita senza istruzioni e composta di paura.
Si guardarono negli occhi col vuoto in volto. Era bello, ma cos'era?



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