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lavoro pubblicato martedì 1 novembre 2016
ultima lettura sabato 6 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 20: Lama angelica -

di Batckas. Letto 334 volte. Dallo scaffale Fantasia

I Berserker erano i temibili guerrieri nordici che, raccontavano le leggende, venivano posseduti dagli spiriti animali durante le battaglie diventando...

I Berserker erano i temibili guerrieri nordici che, raccontavano le leggende, venivano posseduti dagli spiriti animali durante le battaglie diventando inarrestabili. Quando il cristianesimo aveva lambito le loro coste, i Berserker avevano scoperto una forza ancora più forte di quella delle loro spade, si erano convertiti, avevano riposto le armi e avevano consacrato la loro vita al Signore.
Lucifero, però, tentò nuovamente di sopraffare Michele e conquistare il suo titolo di arcangelo di cui era stato privato all’inizio dei tempi.
I Berserker, mai dimentichi della loro natura guerriera, furono chiamati nuovamente all’azione per combattere le forze del maligno e i suoi seguaci umani che si radunavano a Roma. La leggenda raccontava che furono chiamati da Giosuè in persona, il condottiero di Dio, che li aveva privati del loro nome, facendoli rinascere nuovamente guerrieri, guerrieri di Dio, soldati posseduti da angeli.
La battaglia di Roma vide il nascente ordine della Luce Perduta scontrarsi con l’embrione di ciò che sarebbe poi diventata l’inquisizione in futuro.
I Berserker, posseduti dagli angeli, trionfarono sull’ordine ma la rinascita di Lucifero avvenne.
Per sconfiggere l’antico nemico, gli angeli non erano sufficienti, per cui gli arcangeli discesero sulla Terra per difendere il creato del loro Signore. I Berserker trionfarono.

Lucifero precipitò.

Di nuovo.

I corpi dei Berserker, però, non sopravvissero alla possessione angelica e alla battaglia titanica che avevano dovuto affrontare. Morirono qualche anno dopo con al fianco gli angeli che li avevano accompagnati nella battaglia finale.
Le loro anime ascesero al cielo glorificate come eroi.
Gli angeli che li avevano posseduti, stremati, fecero ritorno al Paradiso.

Le spade dei Berserker in cui rimaneva un briciolo di potenza angelica furono seppellite insieme ai loro cadaveri. Le loro tombe, poi, furono scavate le une vicine alle altre per far valere anche nella morte quel legame che aveva tenuto quei guerrieri uniti anche in vita.

Il nome dei Berserker fu dimenticato, furono ricordati soltanto con il nome degli angeli da cui erano stati guidati.

I Berserker erano due donne e tre uomini.

-Quindi dove si trova la tomba?- domandò Elio quando Haziel ebbe finito di raccontare.

-Non lo sappiamo…-
-Ma come? Li avete posseduti, siete stati loro! Siete stati con loro quando sono morti.- obiettò Laura.

-Quando sono saliti al cielo abbiamo deciso di dimenticare la loro morte. Troppo dolore. Troppa sofferenza.- spiegò Aniel abbassando la testa.

-Che stronzata. Allora andiamo in Paradiso e parliamo con loro.- propose Liam.

-Il Paradiso non è accessibile adesso. Schiere demoniache avanzano verso la città santa, gli angeli guidati dall’arcangelo Uriel stanno tentando di fermarli.- Aniel si perse con lo sguardo nel vuoto. Consapevoli dell’importanza della loro missione, si sentivano comunque in difetto perché lontani dai loro fratelli nel momento del bisogno.

-Oh mio Dio.- Clara congiunse le mani in preghiera.

Elio la guardò con tristezza.

-La tomba dei Berserker potrebbe essere nel punto in cui combattemmo Lucifero.- ipotizzò Mitzrael.

-Quindi, però, fatemi capire bene. Vi siete praticamente dimenticati di proposito dove sono stati seppelliti i Berserker, perché quel pensiero vi avrebbe fatto stare male, ma ricordate esattamente tutto quello che è stato?- Laura era evidentemente arrabbiata.

-In poche parole sì, ricordiamo anche il momento in cui sono morti…- Aniel abbassò il capo.

-Sono l’unica o a me non sembra un atteggiamento che si addica a degli angeli?- Laura si alzò in piedi e si allontanò nella cucina per prendere un bicchiere d’acqua, quella situazione le pareva assurda.

-Sì, va bene? Abbiamo avuto paura.- Yeratel alzò la voce. –Umani morti per colpa nostra. Abbiamo dimenticato il luogo di sepoltura di comune accordo con i Berserker. Troppo dolore per entrambe le parti. Adesso, però, direi di metterci in marcia, invece di perdere tempo. Abbiamo sbagliato tanti anni fa, sì, ma adesso siamo qui e dobbiamo riporre rimedio, dato che la situazione è ancora più grave.-
-I corpi di adesso…- Liam non ebbe bisogno di continuare.

-Sono puri. Creati ad hoc.- spiegò Caliel.

-Cosa c’era di diverso con i Berserker?- incalzò l’inquisitore.

-Perché non potevamo sconfiggere da soli Lucifero, avevamo bisogno degli umani per farlo.- continuò l’angelo donna.

Liam annuì silenzioso.

-Basta perdere tempo, andiamo sul luogo della Battaglia io e Alvin, voi altri rimanete qui.- Elio si alzò e subito dopo anche l’uomo. Mitzrael e Yeratel si fecero vicini.

-Vi portiamo noi.- si offrì il primo.

Elio fece spallucce, si avvicinò con Alvin ai due angeli e un attimo dopo erano tutti e quattro scomparsi nello stupore generale.

-Voi perché rimanete qui?- domandò Scott.

Aniel lo guardò, il ragazzo si sentì subito in soggezione, non in grado di dire se perché fosse al cospetto di un angelo o di una bellissima donna.

-Abbiamo percepito una presenza malvagia… abbiamo paura che vi possa attaccare.- spiegò con tono freddo. Scott annuì.

Sul luogo dove si era consumata la battaglia di Roma, Mitzrael e Yeratel furono sconvolti da ricordi che avrebbero voluto rimanessero sepolti per sempre. Sconfiggere Lucifero, un arcangelo, sarebbe spettato unicamente a suo fratello, un altro arcangelo, Michele. Di certo non a degli umani e non a dei comuni angeli. Per come stavano le cose: gli angeli erano più potenti dei demoni, gli arcangeli di entrambi. Contro Lucifero potevano scagliarsi unicamente gli arcangeli, e più di tutti gli altri il fratello, e gli umani che, a differenza dei semplici angeli, avevano anche più possibilità contro Satana rispetto ai soldati del Cielo. Sopra tutti, ovviamente, Dio, creatore degli uni e degli altri.

Elio notò lo sconvolgimento degli angeli ma non proferì parola. Guardò Alvin e, dopo un cenno col capo, entrambi si misero a cercare un eventuale segno che potesse indicare una tomba. Non ne trovarono.

Gli angeli avevano cercato con loro.

-Forse nelle cripte che si diramano per tutta la città.- suggerì Alvin.

I due angeli, in un attimo, li trasportarono in una chiesa da cui era possibile accedere alle cripte. I quattro scesero. Era buio, gli inquisitori accesero delle torce ma dopo un paio di secondi dai corpi degli angeli fu emessa una luca non proveniente da alcuna sorgente artificiale e le torce furono obsolete. I due inquisitori si guardarono divertiti, sembrava che gli angeli avessero dato spettacolo dei loro poteri. Seguirono l’andamento delle cripte, circondati da scheletri che li osservavano e giudicavano il loro sentiero.

Maddison fece un cenno a Scott per invitarlo a parlare. Il ragazzo fece di “no” con il capo. Maddison prese fiato come se stesse per immergersi in acqua.

-Come mai avete scelto uomo o donna?- domandò tutto d’un fiato.

-Non abbiamo scelto.- rispose Caliel che, con Haziel, stava vagando per casa senza fare nulla.

-Che vuol dire?-

-Tu hai scelto di nascere femmina?- la interrogò Haziel con fare divertito, avvicinandosi e socchiudendo leggermente gli occhi.

-Beh, no.-

-Lo stesso vale per noi.- sorrise Caliel.

-Pensavo che gli angeli fossero asessuati.- intervenne Scott.

-No, siamo stati le prime creature di Dio e, proprio come voi, ci ha resi diversi e, da noi, ha preso ispirazione per la sua ultima opera: l’uomo.- nella voce di Caliel c’era una benevolenza che mise in soggezione i due ragazzi, negli occhi della donna angelo potevano scorgere l’affetto di una madre, di una sorella, di un’amica, tutto insieme.

-Significa che vi riproducete?- Scott si maledisse per la sua curiosità.

-No, non abbiamo impulsi, istinti e, tra l’altro, siamo tutti fratelli e sorelle.- Caliel mise una mano sulla spalla di Haziel e i due, insieme, sorrisero.

-Non avete impulsi?- domandò Maddison.

-Non dobbiamo mangiare, bere, andare in bagno, dormire, riposarci, non siamo soggetti agli istinti di sopravvivenza, a qualsiasi impulso dell’organismo. Abbiamo sì il vostro aspetto ma siamo totalmente diversi. Non siamo “completi” come voi.- spiegò Haziel. –E, prima che me lo chiedi, no, non ci sono e non ci possono essere storie tra gli angeli e gli umani perché voi siete i nostri fratelli e sorelle minori. Il nostro compito è quello di proteggere l’umanità fino alla fine dei tempi.-

-E non siete spinti nemmeno dalla curiosità?- la ragazza sorrise in imbarazzo incastrando la testa tra le spalle.

-No.- Caliel rise. –Sappiamo tutto ciò che c’è da sapere senza il bisogno di sperimentarlo.-
-Facciamo un esempio.- Scott si avvicinò ai due angeli, guardando in basso, disperato perché non riusciva a non parlare.

-Oh Dio, no.- Maddison si mise le mani in faccia.

-Se io ti dicessi che ho fatto l’amore con Maddison. Tu capiresti a cosa mi riferisco? Alle sensazioni e tutto il resto?-

-Certo che sì.- intervenne Haziel. –Come potrei proteggere qualcosa che non conosco? Come potrei capire quanto siete speciali se non fossi in grado di scorgere in voi ciò che noi non siamo? Dio vi ha voluti così per un motivo e non c’è niente di più sacro in voi, nella vostra natura, nel vostro modo di essere e di fare. Noi angeli sappiamo tutto e, proprio per questo, il nostro scopo è proteggere voi che non sapete ma che desiderate tanto farlo e ciò vi spinge avanti, vi fa progredire, vi fece evolvere tanti anni fa.-

Scott rimase senza parole, guardò Maddison, stupita.
-Siete forti, voi angeli.- commentò poi.

-Beh, ti ringrazio.- sorrise Haziel.

-E… il male?- domandò Maddison come qualcuno che si è ricordato di dire una cosa all’ultimo momento.

-Libero arbitrio, ciò che contraddistingue tutte le creature di Dio, compresi gli angeli. Per questo alcuni di noi si ribellarono, per questo l’uomo fa il male, così come fa il bene.- disse Caliel.

-Ma perché non convincete tutti a credere con la forza o mostrandovi per quello che siete?- chiese Scott.

-Perché ci sarebbe la fede dettata dalla paura, annichilendo il libero arbitrio. Quando Dio vi ha creati, vi ha affidato alla Natura che ha fatto il suo corso, vi siete evoluti, avete progredito ma, sempre, vi ha lasciato la possibilità di credere o meno in Lui. Tanto che vi ha donato anche la facoltà intellettive per comprendere le leggi che ha creato per tenere su l’universo.- Haziel diede una manata affettuosa sulla spalla di Scott che perse l’equilibrio.

Maddison puntò un dito contro l’angelo.

-Adamo ed Eva?-

-Gli umani non soggetti alla natura, creature come noi angeli, creati direttamente da lui… corrotti dal serpente.- nella voce dell’angelo c’era profondo rammarico. –Fu un giorno luttuoso per tutti.- ricordò con tristezza.

-Era da tanto tempo che non rispondevi alle domande degli umani, eh?- intervenne Caliel, divertita.

-Infatti.-

-Quando è stata l’ultima volta?- Scott.

-Con i Berserker… più curiosi e sicuramente meno rispettosi di voi.- Haziel si perse nei ricordi.

Maddison provò quasi pietà nei confronti dell’angelo, gli sembrava così gentile, l’udire la sua voce le provocava calma e pace, come se niente, in quel momento, potesse farle del male, eppure c’era qualcosa in Haziel, come una colpa indelebile che lo perseguitava, lui e gli altri quattro.

-Perché sembri triste?- chiese infatti Maddison.

-Nascemmo per servire il creato, lo adoravamo, lo facevamo con gioia. Quando, però, una parte di esso è caduto e con noi i nostri fratelli… da allora siamo costretti a combattere i demoni perché vogliono annientare tutto. Combattere i demoni vuol dire combattere ciò che ami. Come quando litighi con una persona a cui vuoi bene: soffri perché, mentre urli, vorresti abbracciarlo, tornare indietro nel tempo e magari non dire quella parola o non fare quel gesto che ha fatto scaturire il litigio. Noi e i demoni è la stessa cosa: vorremmo tornare indietro nel tempo e impedirgli di fare quella scelta.- parlò Caliel con tono dolce e affabile.

-E perché non tornare indietro nel tempo?-

Caliel le sorrise.

-Libero arbitrio.- si rispose da sola Maddison, annuendo, capendo.



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