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lavoro pubblicato lunedì 31 ottobre 2016
ultima lettura domenica 19 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 17: Clara -

di Batckas. Letto 332 volte. Dallo scaffale Fantasia

Clara spense la luce di camera sua, aveva appena finito di pregare. Era una ragazza di diciotto anni a cui i genitori erano morti due anni prima in un...

Clara spense la luce di camera sua, aveva appena finito di pregare. Era una ragazza di diciotto anni a cui i genitori erano morti due anni prima in un incidente stradale, aveva vissuto quei due anni con la nonna ma, raggiunta la maggiore età, aveva deciso di vivere da sola. Ormai erano cinque mesi. Aveva sempre frequentato la parrocchia, fatto la catechista fin da giovane ma, da subito, aveva percepito che qualcosa le mancava, che una parte di lei, per quanto facesse, non era mai soddisfatta. Si era sentita strana perché non le interessavano i ragazzi, nonostante avesse avuto qualche fidanzato e ci fossero diversi spasimanti. Non era asociale, al contrario, trovava sempre gli argomenti giusti per parlare con chiunque. Una sera, poi, aveva capito di volersi dedicare completamente agli altri, di andare in missione da qualche parte per la povera gente. Casualmente, quella stessa sera, aveva acceso la televisione e il primo programma che le era capitato sotto gli occhi era stato un documentario che raccontava della vita di una suora. Lo aveva preso come un segno ma sapeva bene che non bastava una coincidenza; nonostante avesse fede, rimaneva un’inguaribile scettica, difatti ammirava molto la figura di San Tommaso. Nonostante tutto, in quegli ultimi giorni, aveva deciso di lasciare il lavoro per andare in un convento dove avrebbe messo alla prova la sua fede per capire se il percorso monacale fosse quello che faceva per lei.
Clara, poi, era vergine. Non per una scelta particolare ma perché non aveva ancora trovato nessuno che le infondesse quella tale sicurezza a cui potersi completamente affidare e lasciarsi andare.
Un bagliore scarlatto le fece aprire gli occhi. Pensò a qualche insegna scoppiata nei dintorni. Chiuse nuovamente gli occhi.
-Clara…- disse una voce. Una voce che riconosceva.
-Mamma?-
-Clara!-
Aprì gli occhi. Davanti a lei c’era davvero la madre che le tendeva una mano. La ragazza si alzò dal letto e la strinse forte. Percepì altre mani che le prendevano le spalle e racchiudevano lei e la donna in un unico, grande abbraccio: il padre.
-Forze oscure vogliono prenderti, Clara. Qualsiasi cosa ti diranno: sii forte! Non cedere! Noi siamo qui, al tuo fianco ma tu non puoi arrenderti, altrimenti sarà la fine per tutti.- la madre le parlava con una consapevolezza che trascendeva anche un’anima defunta.
-Che significa?- non capiva. Gli occhi le si caricarono di lacrime.
-Che ti amiamo, Clara.- rispose il padre. –Ti amiamo più di ogni altra cosa e vogliamo che tu ci raggiunga soltanto quando sarai sazia di giorni, quando avrai percorso il tuo cammino fino alla fine. Promettici soltanto di non fidarti di chi ti dirà di poterci far tornare al tuo fianco prima di allora.-
La madre le prese il volto tra le mani.
-Sei bellissima.- le disse scomparendo in un alone chiaro di luce.
-No! No! No!-
Le mani di Clara non stringevano altro che il nulla.
Chinò il capo, distrutta dal dolore.
Un lampo rosso.
Sollevò lo sguardo.
Urlò.

-Porca puttana!- Liam scese dall’auto armato fino ai denti, Niamh lo seguì, anche Maddison e Scott fecero lo stesso, l’inquisitrice si voltò verso di loro, li guardò con aria di rimprovero, ce l’aveva, però, con se stessa. Porse ai ragazzi due pistole. Scorsero i demoni dalle finestre.
-Mirate al petto, sparate fino a quando non si muovono più, non fateli avvicinare ma, cosa più importante, non obbedite ai loro comandi e sappiate di aver vinto nel momento in cui li vedete.-
Scott e Maddison impugnarono le armi con fare riluttante. Avevano una vaga idea di come si usassero ma non avevano mai fatto pratica, men che meno avevano pensato di doverle impugnare per combattere i demoni.
Liam e Niamh si erano allontanati, avevano sfondato il portone e stavano salendo, Clara viveva all’ultimo piano. Scott e Maddison si affrettarono dietro di loro.

-Come vogliamo entrare?- domandò Elio con le mani strette attorno al volante.
-Io dico di far saltare tutto.- suggerì Alvin che guardò Laura che, in risposta, gli fece un sorrisetto impertinente.
-E andiamo.- disse la donna inserendo il caricatore nel fucile d’assalto.
I seguaci della luce che si preparavano ad andarsene si accorsero dell’auto ostile in avvicinamento quando ormai quella era già lanciata a tutta velocità contro l’ingresso della chiesa. La sfondò scardinandola, percorse l’intera navata centrale facendo saltare tutti i birilli umani sul suo cammino, anche qualche demone finì sotto le sue ruote. Dall’interno i tre inquisitori vomitarono fuoco a trecentosessanta gradi uccidendo qualsiasi cosa respirasse all’interno della chiesa.
Scesero dal veicolo che stavano ricaricando le loro armi. Controllavano ogni movimento, i loro battiti e respiri erano regolari.
-Andiamo.- ordinò Elio portandosi davanti agli altri e guidandoli all’abside, sapeva del macello sotterraneo grazie alle istruzioni di Liam.
Furono nelle cripte. Si mossero rapidi e letali lasciandosi alle spalle una scia di cadaveri.
Arrivarono all’angolo che li avrebbe introdotti nella nuova zona.
-Granate?- domandò Alvin.
Laura annuì armandone un paio che gettò, poi, oltre la copertura.
Attesero la deflagrazione.

Liam buttò giù la porta con un calcio e si gettò, di peso, su un demone, si mise a cavalcioni di quello e esplose un colpo di fucile a pompa a pochi centimetri dal petto decorando la stanza e il suo vestito con le interiora del mostro. Niamh, dietro di lui, fece irruzione impugnando la pistola e uccidendo due demoni che si preparavano a colpire Liam. Scott e Maddison, rimasti indietro, si sporsero cautamente nell’appartamento.
Liam indicò che lui sarebbe andato a sinistra dove si trovava il salotto e, alla fine di quello, un’altra stanza. Niamh andò a destra: sala da pranzo, tre demoni stavano distruggendo tutti i mobili. L’inquisitrice sparò a quello più vicino alla testa, fu assalita dagli altri due, schivò il colpo del primo, lo afferrò mentre quello era ancora in volo e lo schiantò al suolo prima che Maddison, alle sue spalle, lo uccidesse con due colpi al petto. Al terzo pensò Scott con sei pallottole. Niamh annuì ai due.

-No!- Clara schiaffeggiò il demone che, con aspetto umano, la stava invitando ad unirsi a loro e genuflettersi a Lucifero.
-Potrai rivedere i tuoi genitori, Clara, sarai una divinità nel nuovo mondo!- diceva l’essere da dietro un sorriso.
La ragazza si era ritratta in un angolo della camera, impugnava la lampada che aveva afferrato dal comodino di fianco al letto e con quella stava minacciando il demone che, quando fu più vicino, fu raggiunto al muso dall’arma improvvisata della ragazza. Ringhiò. La afferrò di peso per il collo.
-Loda Satana, puttana!-
-Mai.- rispose con un filo di voce.

Liam tornò subito indietro. C’era l’ultima stanza in cui dovevano entrare. I due inquisitori buttarono giù la porta calciando insieme.

I seguaci della luce perduta risposero al fuoco.
I tre inquisitori videro i cadaveri delle donne, alcuni dei quali erano già stati inseriti nei macchinari per essere maciullati, non volevano nemmeno sapere dove sarebbero andati a finire.
I demoni giunsero in aiuto dei loro fedeli.
-Alvin! Tu i demoni; io e Laura gli stronzi!- urlò Elio prima di uscire allo scoperto per annaffiare di piombo l’aria davanti a lui.

Kaoal era lì e aprì il fuoco contro gli aggressori.

Inginocchiati. Testa china. Consapevoli.

-Clara?- domandò Liam mentre le prendeva le mani per farla riprendere dallo shock, la ragazza blaterava parole incomprensibili.
-Non mi sono arresa.- disse infine.
-No, non lo hai fatto, sei stata brava.- Liam la prese di peso e la condusse all’esterno seguendo Niamh che, con il fucile a pompa dell’amico, si fece strada tra gli ultimi arrivi dell’Inferno.
Raggiunsero le scale, scesero svegliando i dormienti e uccidendo i demoni, corsero verso l’auto, Liam mise Clara sul sedile posteriore dove presero posto anche Scott e Maddison che spararono, senza prendere la mira, contro un gruppo di demoni che li stavano inseguendo.
-Porca troia!- urlò Liam mentre sfrecciava tra le strade senza riuscire a liberarsi degli inseguitori.
Niamh prese la mira con calma, fece combaciare il mirino metallico della sua pistola con la testa di uno dei demoni. Una leggera pressione a la testa della creatura saltò. Stava per esplodere il secondo colpo quando l’auto sobbalzò. I demoni erano sopra di loro.
Scott e Maddison resero l’auto un colabrodo consumando i loro caricatori contro i nemici invisibili che stavano sopra il mezzo.
Liam provava a farli cadere facendo sbandare l’auto da una parte e dall’altra ma non riusciva nel suo intento. Un demone si affacciò allo sportello di Niamh e provò a rubarle l’arma, ci riuscì ma l’inquisitrice gli conficcò il coltello nella gola, aprì lo sportello con violenza dandogli un calcio facendo rotolare dietro di loro il cadavere della creatura infernale.
Scott non riusciva a ricaricare la pistola: l’auto non restava un attimo ferma e lui non era pratico.
Maddison sapeva di avere pochi colpi nel caricatore, avendoli contati nonostante l’adrenalina: tre.
La ragazza, poi, realizzò che c’era un’altra soluzione al problema: uccidere Clara per impedire che il suo sangue fosse usato per aprire il portale. Scosse il capo come per allontanare da sé quell’idea, si concentrò sulla ragazza come se il mondo attorno a lei si fosse fermato. Poco importava Niamh che prendeva a calci un demone sul cruscotto, Scott che colpiva con il calcio della pistola la fronte di un mostro intrufolatosi dal finestrino, Liam che, dicendo ogni tipo di cattiva parola, provava a non farli andare fuori strada. Mentre tutti lottavano dando loro stessi, lei aveva deciso di uccidere l’unica persona indifesa, colei che dovevano proteggere. Si pentì anche solo per il pensiero che aveva avuto. Il mondo tornò a scorrere quando l’auto volò.

-A terra!- Laura lanciò una granata, due seguaci volarono in aria con i busti squarciati, uno dei due era Kaoal.
Alvin incassò un paio di colpi da parte dei demoni, colpì poi uno con un gancio, l’altro con un calcio frontale, fece volteggiare il pugnale tra le mani. Evitò l’attacco di un nemico come un torero evita un toro lasciandosi superare, i due che aveva allontanato in precedenza tornarono all’attacco. Fece una capriola in avanti e fu alle loro spalle, infilzò uno al collo, estrasse la pistola, sparò all’altro alla tempia.
Un demone lo bloccò alle spalle e provò a stritolarlo. Alvin si spinse contro un muro più volte, un demone gli fu davanti, l’inquisitore lo colpì con un calcio, diede un testata a quello che lo teneva da dietro, si liberò dalla sua presa, cadde in ginocchio, si girò rapidissimamente ed esplose quattro colpi contro il suo petto costringendolo a cadere e rantolare nel suo sangue. L’ultimo rimasto nel raggio di cinque metri gli fu addosso, Alvin pugnalò la mano che lo voleva colpire, la contorse tenendo il pugnale per l’elsa e infilzò ripetutamente il demone con la lama che gli trapassava la mano e il busto.
I demoni erano ancora tanti, troppi.

Liam aprì gli occhi. Erano capovolti, l’auto era in fiamme, un demone aveva fatto saltare le loro ruote e scaraventato in aria l’automobile. Poteva sentire il sangue in bocca.
-Niamh!- chiamò.
-Sono qui…- rispose la donna debolmente.
-Scott! Maddison! Clara!- continuò l’appello.
-Stiamo bene.- rispose il ragazzo mentre si portava una mano alla testa sanguinante.
Un ululato demoniaco.
Le creature infernali li stavano circondando. Liam non era in grado di contarle. Volevano Clara.
-Dobbiamo andarcene!- sbraitò l’inquisitore provando a liberarsi dai rottami.
La ferita di Niamh si era riaperta e la donna perdeva sangue.
Scott e Maddison cercarono una via di fuga ma fu tutto inutile. Clara si riprese, ebbe un momento di sbandamento ma il poco spazio le impedì di muoversi come meglio credeva.
-Questa è la fine?- domandò, cupo e amaramente sarcastico, Liam che, incastrato, non avrebbe potuto fare niente per combattere i demoni, non era in grado di raggiungere nemmeno la pistola nella fondina. –Che morte di merda.- commentò.

In piedi. Pronti.

Quindici minuti di fuoco e i seguaci della luce perduta guazzavano nel loro sangue mentre Alvin era ricoperto di quello dei demoni, attorno a lui cadaveri su cadaveri che ben presto lasciarono spazio soltanto al sangue, respirava a fatica.

Era finita.
Si avvicinarono all’altare con la pelle di serpente. Laura mise una mano sulla spalla di Alvin per fargli sentire la sua presenza, l’uomo la guardò stanco.
-Andiamocene.- disse Elio dopo aver preso l’ostensorio.
-Io non penso.-
Si voltarono.
-Chi cazzo sei?- abbaiò Elio.
-Alalei…-
La vista di quel demone riportò Maken alla mente di Elio e Alvin.
-E facciamo questo ballo.- Alvin sgranchì le gambe.
-Penso che tu ti sia divertito abbastanza.- Laura lo anticipò alzando l’arma e sparando contro Alalei che, però, sembrava non disturbato dalle pallottole che lo penetravano, al contrario sembrava provare piacere.
Elio sparò, Alvin fece lo stesso.
Nessun risultato.
Finirono le munizioni e lo attaccarono corpo a corpo.
Attaccavano in simbiosi coordinandosi come un solo corpo ma ogni loro attacco riuscito sembrava non sorbire alcun effetto. Lo infilzarono, lo colpirono con pugni, calci, testate ma niente. Alalei, invece, sollevò un braccio e scaraventò lontani gli inquisitori.
Elio fu il primo ad essere nuovamente in piedi e a scagliarsi contro Alalei.
Dritto, gancio, rovescio, pugnale alla mano, fendente laterale e ascendente. Niente.
Il demone torturatore prese di peso Elio tenendolo per il collo. L’inquisitore si dimenò mentre il fiato gli veniva a mancare.
Alvin e Laura corsero insieme. L’uomo gli scivolò da sotto le gambe squarciandolo, la donna, invece, si arrampicò, l’attimo dopo in cui Alalei si piegava per il dolore, sul demone e gli piantò il coltello in mezzo agli occhi. Alalei, dal canto suo, la afferrò e scagliò lontana come se fosse una bambola. Alvin gli fu addosso alle spalle pugnalandolo a ripetizione.
Alalei lasciò la presa, Elio fu libero, poi il demone fece un paio di passi all’indietro mentre una nuvola scarlatta alle sue spalle fece comparire altri demoni che aggredirono gli inquisitori che, sotto l’occhio vigile di Alalei, combattevano.

Maken vide l’auto in fiamme. Per una missione di tale importanza come catturare la vergine che avrebbe dovuto far tornare Lucifero non avrebbero scelto altri che il condottiero dell’Inferno. La sua missione era quella di portare Clara da Alalei che, con tecniche perfezionate nel corso dei millenni, avrebbe costretto la disgraziata a pregare Lucifero invece che Dio, solo così poi il portale si poteva aprire. Maken già gustava la vittoria. Alzò un pugno per fermare i suoi demoni che si stavano avvicinando all’auto in fiamme.
-Cazzo!- Liam provava ancora, inutilmente, a lottare.
-Va tutto bene.- disse Niamh, sorridendo, all’inquisitiore e ai tre ragazzi.

Clara chiuse gli occhi e cominciò a pregare. Maddison la guardò con empatia. Scott tentava ancora di trovare una via di fuga come Liam.

Elio sentì una fitta allo stomaco e scorse la mano di un demone che lo oltrepassava da parte a parte, cadde in ginocchio con gli occhi persi, le labbra semi aperte, nel cuore la consapevolezza che i demoni non avrebbero mai lasciato alla sua anima di riposare in pace. Sputò sangue. I demoni attorno a lui attendevano, pazienti, la sua morte.
Alvin vide la scena, diede una testata al demone che stava affrontando e corse verso l’inquisitore che, in ginocchio, non chinava il capo dinanzi alle creature infernali.
Elio vide la figura del giovane amico che combatteva con la furia di un leone, armato soltanto di pugnale, contro i demoni che diventavano sempre più furiosi. Gli parve di vedere anche un’altra figura al fianco di Alvin, come se l’anima si staccasse dal corpo… l’anima, però, si voltò verso di lui e gli sorrise. Non somigliava per niente ad Alvin.
Laura accorse, lacrime agli occhi e rabbia nel cuore.
Elio non fu in grado di reggere ancora e fu costretto ad appoggiarsi alle mani.
Laura e Alvin combattevano difendendolo.
Sentì una mano sulla spalla, il dolore svanire. Si voltò.
Un volto sorridente di uomo che lo guardò.
-Adesso ci pensiamo noi.- disse lo sconosciuto.

L’auto tornò in posizione normale. Quelli all’interno rimasero immobili. L’imponente stazza di Maken si ergeva loro dinanzi.
Clara, che aveva tenuto gli occhi chiusi fino a quel momento, li riaprì.
-Sono qui…- disse euforica.
Liam e Niamh si voltarono verso di lei non capendo a cosa si riferisse.
Scott e Maddison si scambiarono quella che pensavano essere l’ultima occhiata della loro vita.
“Ti amo” mimò Scott con le labbra in un mesto sorriso.

Maken sollevò il pugno per schiantarlo contro l’automobile ma, improvvisamente, si voltò, carico di terrore verso un punto imprecisato che loro nella macchina non erano in grado di vedere. Il demone si allontanò di corsa.
Nel loro campo visivo entrò una donna vestita di bianco, di una bellezza eccezionale, con passo lento che guardava in direzione di Maken. Guardò poi loro nell’auto, sembrava emanare luce propria, subito sentirono le loro pene alleviarsi. La donna sorrise.
Un lampo dal cielo.
Furono certi di averle viste nel bagliore, lì, in controluce: ali.

L’uomo si intromise tra Alvin, Laura e i demoni. I due inquisitori rimasero perplessi, abbassarono le armi perché vedevano che alla vista di quel tizio le creature infernali e Alalei stesso avevano avuto un momento di titubanza. La paura li stava attanagliando.
Dal nulla nella mano dell’uomo si materializzò un gladio.
Il volto era imperturbabile, le pupille si muovevano per concentrarsi su ogni singolo demone presente nella stanza, non era la prima volta che li combatteva, non sarebbe stata l’ultima, sulle sue spalle c’erano eoni di esperienza, il fuoco di migliaia di battaglie, nel cuore portava la consapevolezza di essere una creatura del Signore. Il gladio volteggiò nella sua mano un paio di volte. Un demone, più coraggioso degli altri, gli si avvicinò, l’uomo sollevò soltanto l’arma all’altezza del suo volto e la creatura infernale vacillò.

La donna alzò una mano, l’auto si mosse come se fosse del peso di una piuma lontana da lei. I cinque all’interno avevano la visione completa di quello che stava succedendo sulla strada: da un lato i demoni e Maken, dall’altra quella figura solitaria che, dopo un paio di secondi, non fu più sola. Al suo fianco comparvero, da aloni di luce, due uomini, mentre tra le sue mani si materializzava una lancia dorata.
L’uomo alla sua sinistra impugnava un’ascia, quello alla sua destra una spada per mano.

Furono superati, inebetiti, da una figura femminile che si affiancò all’uomo che manteneva il gladio fisso contro il demone che non osava avvicinarsi. La donna aveva una spada lunga stretta in pugno.
I due si guardarono. Complicità fraterna.

-Sono…- Clara non riusciva a contenere la gioia nella sua voce.
-Sono angeli…- sospirò Liam.
-E sono qui per salvarci.- aggiunse Niamh con il cuore che le batteva a mille.

Laura e Alvin si guardarono esterrefatti, non sapendo se dovevano affiancarsi a loro per combattere o rimanere in disparte. Elio, però, li bloccò, mostrando, frattanto, la sua ferita completamente guarita dal tocco dell’uomo. Lo sguardo negli occhi del loro leader, tra l’altro, tradiva un’emozione che non aveva mai provato, era quasi sul punto di piangere. Sollevò soltanto gli occhi al cielo.

Il cammino degli angeli sarà cosparso dei cadaveri dei Suoi nemici. Le loro lame non saranno mai sazie fino a quando il Malvagio camminerà la Terra. Non ci sarà pace per i soldati di Dio, non ci sarà riposo. La loro missione sarà per sempre quella di difendere il Paradiso e la Terra da tutto ciò che è male. Gli angeli del Signore si ergeranno a difesa dell’umanità nel momento più buio.

I tre furono rapidissimi, dall’auto non furono nemmeno in grado di capire il momento in cui si erano mossi prima di essere sommersi dalla mandria di demoni. Si muovevano con una velocità inaudita, non erano in grado di seguirli con gli occhi, potevano capire dove erano stati soltanto per la morte che travolgeva i demoni. Maken assisteva al massacro dei suoi, impotente.

Gladio e spada si incrociavano mentre i demoni cadevano al loro passaggio. Erano un solo corpo che eseguiva una volontà superiore. Alalei scuoteva il capo come per negare la realtà che gli si era posta davanti. I due erano impegnati in una danza di una grazia celeste, una coreografia studiata dall’eternità.

Il loro coraggio, però, non sarà mai in grado di superare quello dell’uomo. In un’alleanza sancita fin dalla comparsa della vita sulla Terra, angeli e umani combatteranno il loro nemico comune.

Alalei fuggì.

Maken e un manipolo ristretto si diedero alla fuga.

La parola finale spetterà all’umano. Sempre tesa la mano dell’angelo, sempre ben disposto il suo cuore per la creatura preferita da Dio.

Il gladio scomparve così come era comparso e l’uomo tese la mano ad Elio che la accettò mettendosi in piedi. Era più basso dello sconosciuto che lo stava scrutando, i due occhi marroni penetrarono nell’anima dell’inquisitore. La donna, invece, toccò lievemente Alvin sul braccio e Laura sulla spalla con fare gentile, con una delicatezza sovrumana, i due furono attraversati, per un breve istante, dalla beatitudine.

I tre si incamminarono verso l’auto con calma, la donna era al centro. Alle loro spalle dei demoni non restava più niente. I tre scomparvero da davanti e furono al loro fianco mentre rimuovevano gli sportelli, li liberavano da quella prigione metallica. Quando Clara fu in grado di muoversi si precipitò verso la donna vestita di bianco e l’abbracciò, quella contraccambiò l’affetto.
Liam, indeciso sul da farsi, davanti a quell’uomo che stava piegando il ferro come se fosse plastica, disse solo.
-Grazie.-
Quello lo guardò con gentilezza.
-E di cosa?- rispose.

Rivelerà la sua natura. Sarà pronto quando lo sarà il cuore dell’umano. La missione dell’angelo non avrà mai fine fino al giorno del Giudizio e, fino al giorno del Giudizio, lui e l’umano saranno fianco a fianco come fratelli.

-Chi sei?-
-Siamo angeli del Signore e siamo qui per voi.-



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