ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 31 ottobre 2016
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 16: Caccia alle vergini -

di Batckas. Letto 387 volte. Dallo scaffale Fantasia

-Questo è quanto.- concluse Alvin che aveva raccontato, dopo Laura, l’esito della sua operazione con Scott e Maddison.-In pratica siam...

-Questo è quanto.- concluse Alvin che aveva raccontato, dopo Laura, l’esito della sua operazione con Scott e Maddison.
-In pratica siamo soli, bella merda.- commentò Liam. –Dobbiamo sempre giocare a difficoltà “dito in culo”, vero?-
-Come agiamo?- domandò Maddison che subito, però, si sentì fuori luogo a dire quelle parole.
-Andiamo a Roma a prendere la pelle del serpente, senza quella non possono evocare altri demoni.- disse Elio.
-Italia sia.- Laura si alzò.

-Che situazione strana, eh?- Scott sorrise, Maddison lo guardò con l’aria stanca. Erano in aereo, gli inquisitori avevano magistralmente creato documenti falsi per l’occasione.
-Già. Almeno siamo insieme.- lei gli prese la mano e la strinse.
-Quando torneremo a casa ne avremo un bel po’ da raccontare.- disse il ragazzo con occhi sognanti. Maddison, invece, si rattristò.
-Se torneremo a casa.-
-Non lo dire neanche per scherzo!-
-Scott… sono morte delle persone, persone che si preparavano a questo da tutta una vita! Parliamo di demoni, angeli, Dio e tanto altro che fino a una settimana fa pensavamo essere favole!-
-Ho fede in Alvin, Liam e gli altri.-
-Anche io… ma sono solo uomini, proprio come quelli che sono morti al monastero. Spero con tutto il cuore di tornare a casa.-
-Se l’inquisizione fallisce non ci sarà nessuna casa a cui ritornare.-

Italia, Roma.
Scott e Maddison non c’erano mai stati. Erano in un’auto a noleggio. Dal sedile posteriore Niamh si sporse verso i ragazzi con un cellulare tra le mani.
-Chiamate a casa, fate sapere che state bene.- disse loro con un tono gentile.
Scott annuì e fece per primo la telefonata, quando la terminò espirò profondamente: mentire gli risultava difficile, soprattutto quando non poteva avvisare le persone che amava del pericolo che stavano passando. Fu la volta di Maddison che, più volte, fu sul punto di svelare tutta la verità, solo gli occhi di Scott la distolsero da quell’intento. Quando si salutò dalla famiglia e non la poterono più sentire, scoppiò in lacrime.
Scott la strinse.
Elio, che li controllava dallo specchietto, sentì una morsa allo stomaco. I suoi figli avrebbero avuto la loro età se fossero sopravvissuti.

-Non vanno bene!- Alalei, non potendo uccidere Kaoal per motivi d’utilità, decise di sfogare la sua rabbia su un seguace delle luce perduta al suo fianco, lo afferrò per entrambe le braccia e lo divise in due spargendo le sue interiora sul pavimento. Kaoal si inginocchiò davanti al demone e implorò.
-Perdono! Perdono! Il tuo servo farà meglio la prossima volta… ti scongiuro: perdonami!-
-Portami le vergini, Kaoal, altrimenti il prossimo sarai tu.- il demone indicò il cadavere di del disgraziato che veniva, nel frattempo, mangiato dai demoni.

L’inquisizione aveva case sicure ovunque, anche in Italia.
La sezione europea dell’inquisizione, così come ovunque, era stata annientata dai demoni.
Raggiunsero l’abitazione: un appartamento da cui si poteva scorgere anche la magnifica cupola di San Pietro. Scott e Maddison si sistemarono in due stanze. I cinque inquisitori si riunirono nel salotto.
-Io e Liam dobbiamo recuperare l’equipaggiamento: abbiamo usato un vecchio canale dell’inquisizione per farci arrivare le armi, non dovremmo avere problemi. Voi dividetevi: trovate la pelle, proteggere le vergini.- parlò Elio.
-Dove dovremmo cominciare a cercare?- domandò Laura.
-Per la Pelle posso chiamare Claire.- suggerì Alvin.
-Le vergini potrebbero benissimo essere delle religiose.- ipotizzò Niamh.
-Indagate, scoprite e fermateli.- sintetizzò Elio prima di prendere la fondina ascellare, indossarla, afferrare la pistola, controllare il colpo in canna, il caricatore e riporla. –Ammazziamo quei bastardi.-
-Con piacere.- Liam fece scorrere il carrello della pistola.

-Ok, grazie Claire.- Alvin ripose il telefono.
Laura lo stava guardando con aria interrogativa e scherzosa. L’inquisitore cominciò a sistemare lo zaino, si accorse poi che lo stava fissando, si fermò e la guardò. –Che c’è?-
-Questa Claire… è una bella donna?-
-Stai facendo la gelosa.-
-Forse…- Laura ammiccò.
Alvin rise.
-Claire è molto più che una bella donna…- aggiunse lui, sottovoce. –La definirei: una dea!- guardò Laura con aria di sfida.
-Maddison ha detto che è molto più anziana di te.-
-Hai parlato con Maddison di Claire?-
-Avevo bisogno di informazioni di prima mano…-
-Pensi davvero?-

-Per qualche istante è bello pensare che i tuoi problemi siano soltanto che il tuo uomo possa essere attratto da un’altra donna e che il mondo non rischi di finire nelle mani dei demoni… lasciami sognare un po’, no?- la voce di Laura nascondeva tristezza. Avrebbe voluto un angolo di normalità per stare con Alvin. Spesso aveva pensato alla sua vita se non fosse stata nell’inquisizione e, inevitabilmente, aveva realizzato che non avrebbe mai incontrato l’uomo che amava.
L’inquisitore lasciò perdere lo zaino, si voltò verso di lei e si avvicinò a piccoli passi.
-Per qualche istante possiamo anche pensare ad altro, credo.- disse lui quasi bisbigliando. Le fu vicino, poteva sentire il respiro di lei sul suo collo, la baciò delicatamente, le accarezzò la guancia. Lei poggiò le spalle al muro e si lasciò baciare, lo guardò negli occhi dal basso, si sottomise a lui.
-Ti amo.- disse Alvin, sapendo che quelle parole non avrebbero mai potuto colmare il desiderio che aveva di poter stare con lei. Come lui, però, sapeva di desiderare la pace per la donna che amava, era consapevole che altre paci e altri amori dipendevano proprio dalla sua missione.
Le sistemò una ciocca di capelli.
-Quando tutto questo sarà finito…-
-No.- Laura gli mise l’indice sulle labbra. –Non mi importa come finirà… basta che staremo insieme… anche perché altrimenti chi starà con Liam mentre si lamenta? Con Niamh mentre pensa di voler salvare tutti? Con Elio mentre si incolpa di ogni male nel mondo?- l’inquisitrice rise con amarezza. –Ti amo anche io, Alvin…-
Si baciarono lentamente, con delicatezza, come se rischiassero di spezzare un momento della loro vita che, in cuor loro, temevano non potesse tornare mai più.

Lo inseguì fin dentro un ristorante, lo individuò nella folla e riprese l’inseguimento, il seguace della luce perduta se ne accorse e accelerò il passo spintonando tutti coloro che si ponevano sulla sua strada. Niamh, però, non perdeva il passo e gli si manteneva dietro. Lo aveva sentito parlare, mezz’ora prima, al telefono del bisogno di mantenere intatta la pelle di un serpente. Per chiunque altro quella conversazione sarebbe potuta apparire strana ma per Niamh fu sufficiente come prova per capire che quell’uomo dai capelli rossi era un membro della setta pro-satana e che andava fermato.
Si spostarono in strada.
-Via! Via!- gridava Niamh per far scostare i passanti. Lo poteva ancora vedere.
Il seguace imboccò un vicolo, Niamh fece lo stesso e lo vide che si arrampicava su una scala che lo avrebbe condotto al tetto, l’inquisitrice fece lo stesso, saltò e salì con lui.
Furono faccia a faccia a cinquanta metri di altezza.
-Dove tenete la pelle del serpente?- domandò lei.
-Fottiti, puttana dell’inquisizione.-
-Vuoi danzare?- il pugnale scivolò nella mano sinistra di Niamh.
Il seguace della luce perduta sembrava spaventato, perso, non preparato, indossava degli abiti eleganti che lo potevano far sembrare un qualsiasi uomo d’affari in città, era italiano, capelli e barba curati, scarpe costose. Quando si era accorto di essere inseguito era fuggito a gambe levate.
-Te lo chiedo di nuovo: la pelle del serpente, dov’è?- Niamh fece qualche passo in avanti. Quello indietreggiò.
-Non so di cosa tu stia parlando.- non sapeva mentire, le sue espressioni tradivano la falsità delle sue parole.
-Dovrai rispondermi, in un modo o nell’altro.-
Niamh si avventò su di lui ma, invece che penetrare la sua carne con il coltello, si ritrovò cinque demoni che l’accerchiarono. L’uomo era poco lontano, protetto dalle creature infernali che avevano circondato l’inquisitrice.
Il seguace scoppiò in una fragorosa risata.
-Vediamo adesso chi fa il duro! Troia! Demoni, uccidetela!-
I demoni si voltarono insieme verso di lui penetrandolo con lo sguardo, nessuno poteva dare ordini alle creature degli inferi. Quello indietreggiò terrorizzato.
Niamh fece volteggiare il coltello tra le mani, aveva con sé anche la pistola. Poggiò soltanto la mano sulla fondina che era alla base della sua schiena. I demoni ringhiavano, ansiosi di combattere.
Niamh fece la prima mossa.

-Non possiamo proteggere tutte le suore della città.- disse Scott che era in auto con Liam e Maddison.
-Lo so.- rispose l’inquisitore, al volante.
-E poi il termine “vergine” è troppo generico.-
-Lo so.-
-E allora come credi di…-
Un urlo di donna. Liam fermò l’auto. Maddison e Scott lo guardarono preoccupati. L’inquisitore scese dall’auto dopo averla parcheggiata alla meno peggio. Corse verso l’urlo.
Proveniva da un negozio di cosmetici ormai chiuso, sfondò la vetrina con un calcio e si riversò all’interno con l’arma spianata, un bagliore rosso nell’oscurità gli fece capire di aver a che fare con i demoni. Corse in direzione delle grida, svoltò un angolo che faceva accedere al magazzino del negozio: tre demoni tenevano una donna per i capelli, cinque umani restavano a guardare, la ragazza si dimenava come un’ossessa. Liam, senza pensarci due volte, prese la mira e sparò. Uccise dapprima i demoni. I seguaci della luce perduta, invece, aprirono il fuoco per difendersi, l’inquisitore si gettò al riparo e ci rimase fino a quando non sentì gli spari affievolirsi e i caricatori cadere al suolo. Si sporse e avanzò sparando, uccise un seguace piantandogli due pallottole in corpo, un altro lo ferì al collo e lo finì con tre colpi al petto, un terzo cadde con un foro in fronte. Liam fu costretto a tornare al riparo. I due che rimanevano, però, afferrarono la donna e la volevano trascinare fuori. Liam uccise uno dei due, tornò al riparo, fece un respiro profondo, mostrò il suo busto ai nemici ma quelli furono morti prima che il caricatore, vuoto, giungesse al suolo.
Caricò l’arma, altri seguaci della luce perduta giunsero per prendere la ragazza che, piangente, provava a raggiungere il suo salvatore. I seguaci, però, la raggiunsero prima, fecero fuoco contro l’inquisitore che fu costretto a mettersi al riparo e rimanerci.
-Andiamo! Andiamo!- sentì gridare Liam che, uscito allo scoperto, uccise i nemici rimasti e corse verso la voce, vide un camion che sfrecciava lontano: doveva inseguirlo.
Scott e Maddison lo videro montare in auto con una velocità pazzesca, mise in moto.
-Avete visto un furgone?- domandò ai due.

Niamh volteggiò evitando le zampe dei demoni che fendevano l’aria bramosi del sangue dall’inquisitrice che, bloccato il polso di uno di quello con il coltello, gli sparò a bruciapelo cinque pallottole, la testa del demone diventò una poltiglia; il seguace della luce perduta, poco lontano, ebbe un sussulto: non aveva mai visto un demone venire ucciso da un umano. Le creature infernali aggredirono, contemporaneamente, Niamh che consumò il caricatore contro di loro prima di trovarsi atterrata dai due sopravvissuti. Si liberò dalla loro presa brandendo il coltello, tagliò la gola del primo, lo colpì con un calcio doppio al petto. Il seguace della luce perduta, nel frattempo, aveva raccolto la pistola caduta all’inquisitrice ma gli mancavano le pallottole. Niamh si rialzò, il demone la ferì alla spalla penetrandogliela con un artiglio, la donna urlò, reagì ficcandogli il coltello in bocca e continuando a infilzarlo fino a quando quello non morì. Dissolto il corpo anche l’artiglio dentro di lei scomparve.
-Ti… ti prego!-
Niamh camminava piano, sbuffava, infastidita per la ferita, strappò di mano la pistola dal tizio e lo colpì con il calcio dell’arma, una, due, tre volte.
-Dove tenete la pelle del serpente?- domandò prima di inserire un caricatore nuovo nella pistola e far scorrere il carrello, gli puntò l’arma a una gamba, fece fuoco due volte, quello urlò, Niamh cambiò gamba, sparò altre due volte. –Non ho tempo.-
-Uccidimi… io non ti dico niente.-
La testa si riversò all’indietro con un foro.
-Stronzo…- commentò lei.

-Ma è…- Maddison rimase con la bocca aperta.
-Una chiesa…- concluse Scott il pensiero della fidanzata.
-Rimanete qui.- Liam esaminò la scena: c’era il furgone che aveva visto partire, dei seguaci nessuna traccia, il posto sembrava deserto, dall’esterno non si scorgeva nulla.
Afferrò la pistola, controllò il colpo in canna.
-Che si fa?- domandò Scott.
-Passami il fucile a pompa.- rispose l’inquisitore, serio in volto, concentrato; il ragazzo obbedì. –Entro, da solo. Rimanete qui. Se non ritorno entro mezz’ora andatevene, tornate all’albergo e dite agli altri di questo posto.-
-Perché non li chiamiamo ora?-
-Dalla nostra abbiamo il vantaggio che non sanno che gli stiamo addosso, inoltre impiegherebbero troppo tempo a venire. Se voglio salvare quella donna devo agire subito. Fidatevi di me.- uscì dall’auto, di corsa si avvicinò alla chiesa.
Scott e Maddison si guardarono preoccupati.

Alvin, Laura ed Elio erano rimasti nella casa sicura. Stavano cercando ovunque informazioni utili.

Liam controllò che nel furgone non ci fosse nessuno. Stringeva il fucile a pompa privo di calcio tra le mani, nella fondina giaceva la pistola. Si scostò rapidamente, cercando di non fare rumore, fino ad appoggiarsi al muro della chiesa. Poteva dedurre, dal degrado del posto, che fosse sconsacrata. Alle sue orecchie non giungeva alcun rumore. Raggiunse la porta d’ingresso e sbirciò all’interno: vuoto. Entrò con l’arma spianata.
Oscurità.
Avanzava a piccoli passi, percorse la navata centrale, i banchi erano stati distrutti o divelti, dell’altare rimaneva soltanto un lato, la croce era stata distrutta, la testa del Cristo in marmo giaceva poco lontana, le vetrate erano sporche ed erano state decorate con affreschi e aggiunte, un fetore penetrante giungeva dall’abside.
Liam lo raggiunse e scoprì che c’era un passaggio che conduceva alle cripte. Scese le scale piccole e scivolose. Ancora nessun suono.
Si ritrovò sotto la chiesa, alla sua destra e alla sua sinistra dei teschi lo studiavano da una vita passata, camminò lentamente, l’arma bassa, si aggirò per i cunicoli di quello che sembrava un labirinto, d’un tratto udì un suono, un lamento leggero provenire dalla sua sinistra. Sollevò il fucile, si piegò sulle ginocchia e avanzò acquattato, raggiunse un angolo, lo superò guardingo. Davanti a lui si dispiegò quello che sembrava un macello in piena regola, non capiva come fosse possibile che due ambienti tanto diversi coesistessero sopra e sotto. Pensò che fosse stato creato appositamente dal culto della luce perduta.
Si nascose dietro alcune casse in metallo, si sporse quel tanto che bastava per vedere.
C’erano delle donne tenute in un recinto, un altare su cui c’era l’ostensorio con la pelle del serpente, Liam la riconobbe subito; uomini e donne in giacca e cravatta si aggiravano attorno al recinto sputando, di tanto in tanto, sulle donne. L’inquisitore, poi, vide anche i demoni.
Tra le donne catturate c’era anche quella che aveva visto venire messa nel furgone. Quella doveva essere la loro base operativa da dove stavano commettendo tutti quei sacrifici.
Sentì la terra tremare sotto di lui.
-Mio signore Alalei!- disse un uomo. Liam si appuntò mentalmente quel nome per ricercarlo successivamente.
Il demone torturatore si pose di fianco al suo fedele che aveva indossato la pelle del serpente.
Liam sapeva bene che intervenire significava suicidarsi, non avrebbe salvato le donne, sarebbe morto lui, i demoni avrebbero fatto a pezzi anche Scott e Maddison. Non poteva intervenire, quelle vergini erano spacciate. Vide, impotente, mentre le sgozzavano e si bagnavano del loro sangue.
I portali infernali si aprirono e nuovi demoni comparvero.
Doveva andarsene prima che fosse troppo tardi.
-L’abbiamo trovata!- disse, però, un ragazzo.
Liam si bloccò.
-Chi è?- chiese Alalei.
-Una ragazza di nome Clara, una vergine, i genitori sono morti, ha deciso di consacrare la sua vita prendendo i voti, dovrebbe diventare suora tra un paio di giorni.- spiegò quello calcolando attentamente le parole e non riuscendo a guardare Alalei negli occhi.
Il demone torturatore ringhiò brevemente e, con un gesto della mano, allontanò il ragazzo.
-Portatemi la ragazza.-
-Via Asinio!- lo interruppe il giovane.
-Non andrete voi.- lo rimproverò Alalei che si voltò verso i demoni appena arrivati, un sorriso malefico gli si allargò sul volto. –Trovatemi quella troia e fatele accettare l’unico dio: Lucifero!-
Liam imprecò mentalmente e ripercorse, correndo, i suoi passi all’indietro. Alle sue spalle poteva sentire i demoni che si muovevano, doveva esser più veloce e raggiungere la ragazza, in quel caso avrebbe avuto bisogno di rinforzi, inoltre, se il piano fosse fallito, dovevano avere l’alternativa.

-Io, Alvin e Laura prendiamo la pelle del serpente mentre voi altri andate da Clara.- spiegò Elio, era al telefono con Liam mentre già si stava dirigendo alla chiesa che gli avevano indicato. Gli altri, invece, stavano guidando alla volta della casa di Clara; Liam e i ragazzi avevano preso Niamh nel tragitto, le avevano medicato la ferita come meglio potevano. Guidavano a folle velocità tra le strade di Roma.
-Se prendono la vergine non avranno la pelle, se avranno la pelle non avranno le vergine. Se ci uccidono avranno entrambi.- continuò Elio.
-Non ci riusciranno.- rispose Liam.
-Me lo auguro.-
-Liam, chiudo.-
-Elio, chiudo.-



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: