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lavoro pubblicato lunedì 31 ottobre 2016
ultima lettura domenica 21 luglio 2019

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L'inquisizione - Capitolo 15: Serpente tentatore -

di Batckas. Letto 370 volte. Dallo scaffale Fantasia

Si sistemò la cravatta. Lara al suo fianco lo aiutò notando la scarsa capacità del compagno. -Grazie.- disse lui senza sorridere...

Si sistemò la cravatta. Lara al suo fianco lo aiutò notando la scarsa capacità del compagno.
-Grazie.- disse lui senza sorridere. Era in un impeccabile tuxedo.
Alle sue spalle una porta in ferro, attorno a lui un macello con carne di mucca appesa ovunque.
Si voltò, aprì la porta, i dipendenti si voltarono per guardarlo, fecero un cenno del capo per salutarlo. Si spostò attraverso i macchinari, Lara era sempre al suo fianco, perfetta anche lei nel vestito elegante; raggiunse il recinto degli animali. Li contemplò con fare di superiorità.
-C’è qualcosa che non mi è chiaro.- esordì spostandosi, congiunse le mani. –Vi opponete tanto: perché? Alla fine non volete fare altro che vedere il Signore e poi, quando si tratta di farlo effettivamente, vi mettete paura? Io la chiamerei incoerenza.-
Gli occhi terrorizzati delle donne nude, legate e imbavagliate nel recinto degli animali, lo scrutavano con orrore. Erano sporche, ricoperte di fango, vessate continuamente con getti d’acqua gelida.
Fu disgustato dal loro tremare, dai loro occhi supplicanti. Fece un cenno con la mano, gli uomini attorno al recinto le riempirono d’acqua e insulti, sputarono, sbraitarono.
Lara, al fianco dell’uomo, parlò con tono autorevole.
-Che nessuno le tocchi!-

-L’inquisizione mi ha voltato le spalle anni fa, quando invece di mandare esorcisti ha mandato inquisitori… che non hanno provato a salvare mio figlio ma gli hanno sparato dritto in fronte. Non fatevi mai più vedere!-
-Porci, cani assassini! Dite di combattere il demonio ma ne siete la mano armata!-
-Io caccio i demoni per professione… mi faccio pagare per ogni testa di stronzo che porto al cliente, non sono un boy scout come voi altri. Fottetevi, o mi pagate, o non se ne parla.-
-Vaffanculo.-
-Una troia e due stronzi dell’inquisizione? Siamo messi davvero male. Ho il colpo in canna, me ne andrei se fossi in voi.-

Aprirono il container.
Liam fischiò.
Fucili d’assalto, pistole, doppiette, armi bianche di ogni tipo, munizioni a volontà e, soprattutto, barili pieni di acqua santa.
-Già Natale?- Liam entrò per primo.
-Più o meno.-

-Ho peccato, padre.- disse Laura nel confessionale. –Ho votato la mia anima e il mio corpo alla distruzione del Maligno.-
Silenzio dall’altra parte.
-Riconoscimento?-
-Laura Craig, inquisitrice, per fede di Elio Fallaci.-
-Sia ringraziato il Cielo: ho temuto che non ci fosse più nessun inquisitore dopo l’attacco al monastero.-
-Siamo rimasti soltanto noi e due giovani: abbiamo bisogno di aiuto.-
-L’inquisizione non è stata sempre soltanto guerrieri, armi ed esorcisti. I vescovi non vi hanno mai abbandonato, siamo qui e vi vogliamo aiutare. Io sono padre Nicolai Lamisky. Ho indagato sull’attività demoniaca negli ultimi tempi e…- la voce del sacerdote era agitata, temeva che qualcuno potesse sentirli. –E dobbiamo parlare in un posto più sicuro, magari al vostro rifugio.-
-Sa bene che non posso portarla lì, padre.-
-Non sono un demone.-
-I seguaci del culto, padre.-
Per “seguaci del culto” Laura si riferiva a tutte quelle persone che, per propria volontà, veneravano Satana e i demoni.
-Hai ragione. Tra mezz’ora vai nella cappella di fianco all’abside, troverai una suora ad aspettarti con un dono. So che voi inquisitori siete portati a non fidarvi di nessuno al di fuori della vostra cerchia ristretta ma, ti scongiuro, fidati di me. Voglio vedere questi demoni bruciare tanto quanto lo volete voi. Non sono un soldato, non so combattere ma farò di tutto per esservi d’aiuto. Vai in pace.- la congedò.
Laura uscì dal confessionale dando spazio a un’altra signora che era in fila.
La donna raggiunse Niamh che si era seduta tra le panche e si sedette al suo fianco.
-Mezz’ora, cappella, informazione.- disse a denti stretti.
Niamh annuì unicamente, tornò, poi, alle sue preghiere.

Lara indossò la tunica di plastica che l’avrebbe protetta dagli schizzi di sangue, il suo compagno si spostò in un’altra stanza del mattatoio che, ripulita, aveva al centro un piccolo altare su cui era stato poggiato un ostensorio che, invece dell’ostia, aveva nel suo mezzo un piccolo pezzo di pelle di serpente.
Lara sentì un brivido lungo la schiena mentre si avvicinava, era un’emozione sempre nuova, per lei.
-Io, Kaoal, messaggero di Satana.- iniziò a parlare l’uomo. –Invoco voi, demoni, affinché possiate camminare su questa terra!- alzò le braccia verso il suolo come in una preghiera inversa. All’interno della sala furono condotte le donne che precedentemente erano state bagnate con l’acqua gelata. Le disgraziate tremavano, si guardavano le une le altre provando a farsi forza a vicenda. Gli altri uomini lì con Kaoal e Lara liberarono loro le mani e tolsero il bavaglio che portavano davanti la bocca.
-Gioite!- disse Kaoal. –Perché oggi la vostra misera vita servirà l’Ordine della Luce Perduta. Il nuovo ordine di questa vita, e di quello dopo di questa, sarà plasmato grazie al vostro sacrificio!-
L’uomo aprì l’ostensorio e prese, con estrema reverenza, la pelle di serpente tra le mani, la indossò come se fosse un guanto con la mano destra e si avvicinò alle donne che erano in prima fila. Gli uomini attorno a loro si erano fatti sempre più vicini, impugnavano dei coltelli, le espressioni erano vuote.
Silvestro, membro dell’ordine della luce perduta, sgozzò una donna ma non lasciò che il corpo si accasciasse al suolo, le altre cominciarono a piangere.
Kaoal bagnò la pelle di serpente che si imbevve del sangue, accarezzando il collo squarciato del cadavere da cui fuoriusciva. L’espressione dell’uomo era di pura estasi.
Alle sue spalle uno squarcio scarlatto e una visione degli inferi. Sul suo volto un sorriso beato.

-I cacciatori di demoni sono degli stronzi.- commentò Scott mentre con Alvin e Maddison si apprestava a bussare all’ennesima porta.
-C’è stato un tempo in cui l’inquisizione non è stata molto gentile con loro, volevamo a tutti i costi che entrassero nelle nostre fila.- spiegò Alvin mentre suonava il campanello.
Attesero in silenzio.
-Sento puzza di inquisitore fin da qui!- disse una voce ancora prima che la porta si aprisse di quel poco che bastava per far intravedere un volto di ragazzo, un pizzetto curato, degli occhi vispi e un sorriso sornione.
-Inquisitore Alvin Kellar: abbiamo bisogno di aiuto.-
-Fottetevi, chiedete al vostro Dio.- la porta si richiuse.
-Senti! Stronzo!- Scott prese a manate la porta.
Il ragazzo uscì nuovamente impugnando, però, una pistola che puntò alla fronte di Scott, Alvin afferrò la sua arma e intimò al cacciatore di riporre il ferro.
-“Stronzo” lo dici a tuo fratello, caro il mio bambino. Quando sei in mezzo agli adulti, fa parlare gli adulti.-
-Non fare sciocchezze.- Alvin manteneva la calma. Maddison aveva gli occhi sgranati e si era portata le mani alla bocca per lo spavento.
-L’inquisizione non avrà mai il mio aiuto…-
-Va bene ma lascia andare Scott.- Alvin fece due passi laterali per aggiustare la traiettoria di tiro.
Scott era immobile.
-Voi due non potete essere inquisitori… nessuno si sarebbe fatto sorprendere da una mossa come la mia, nemmeno un esorcista.- notò il cacciatore. –Siete soltanto dei poveri orfanelli che l’inquisizione prenderà sotto la sua ala protettrice e, con la scusa di darvi uno scopo, vi userà per portare avanti una guerra di cui non vi fregherà mai un cazzo…-
Scott tornò a respirare quando non sentì più la canna della pistola premergli contro la fronte.
Il cacciatore fece spallucce rivolto ad Alvin.
-Non me ne frega un cazzo di voi…- fece un inchino teatrale prima di rientrare in casa e chiudere la porta alle sue spalle.
Maddison abbracciò Scott per rincuorarlo.
Alvin fissava lo stipite.
-Che ti prende?- domandò Scott.
-Mi ha fatto incazzare.- disse, calmo, l’inquisitore, l’arma ancora in pugno ma bassa lungo il fianco.
-Perché non gli diamo una lezione?-
-Non è nostro nemico.-
-Il mondo crolla a pezzi e quello stronzo se ne sta in casa sua a non fare un cazzo!- Scott agitò le braccia, deluso e stanco.
Alvin ripose la pistola nella fondina.
-Andiamo via.- disse, infine.

-Mio signore.- Kaoal si inginocchiò ad Alalei, il torturatore delle anime dannate, giunto sulla Terra per castigare il creato di Dio, avanguardia dell’esercito infernale che attendeva il momento opportuno per attaccare in forze. Il demone, orrendo, non degnò di uno sguardo il suo supplice e rivolse uno sguardo alle donne che, inorridite e impaurite, lo fissavano.

-L’inquisizione? Grazie al cielo!- la porta si aprì rapidamente, un uomo sull’ottantina li invitò ad entrare sorridendo, era la prima accoglienza di quel genere che ricevevano.
Quella sarebbe stata l’ultima tappa della giornata: una casa coloniale fuori città.
-Da questa parte.- disse ancora l’uomo che li aveva accolti all’ingresso. Li condusse attraverso i corridoi e le stanze in legno pregiato di quella dimora misteriosa. Il silenzio regnava sovrano. Raggiunsero una porta che appariva diversa da tutte le altre, il loro cicerone dovette appoggiare l’occhio a uno scanner retinico che, con un segnale acustico, segnalò l’identità confermata e fece aprire la porta.
-Porca puttana…- commentò Scott.
Era una sala di controllo con un tavolo rotondo e numerosi monitor che inquadravano alcune abitazioni, angoli di strade, fabbriche, luoghi apparentemente innocui. Seduti al tavolo c’erano tre persone, una donna e due uomini. Alvin, con un gesto della mano, indicò a Scott e Maddison di mettersi dietro di lui che, istintivamente, poggiò una mano sulla pistola.
-Siete al sicuro, qui.- disse l’anziano. –Signora, abbiamo visite dall’inquisizione.- annunciò poi ai presenti che si voltarono verso i nuovi arrivati, si alzarono e andarono loro incontro.
-Sono Claire Robinson.- disse una donna sulla cinquantina che vestiva elegante, truccata, gentile ma con la preoccupazione stampata sul volto. Strinse la mano ad Alvin, non curandosi di Scott e Maddison. I due si guardarono, complici nei pensieri poco gentili nei riguardi della donna.
-Signora Robinson.- Alvin strinse la sua mano. –Loro sono Maddison e Scott…- li presentò. Claire diede loro una fugace occhiata.
-Sì… comunque! I miei due collaboratori sono Michael Sinclaire e Rob Henson.-
I due uomini, probabilmente quarantenni, fecero un lieve cenno col capo a cui Alvin ricambiò.
-Abbiamo per le mani qualcosa che soltanto gli inquisitori hanno i mezzi per fermare.- parlò Claire.
-Signora… gli inquisitori sono morti, siamo soltanto in cinque.-
Claire diventò cupa, rimase per un attimo con la bocca aperta e gli occhi sgranati.

La pelle che avvolgeva la mano di Kaoal era la pelle del serpente che il Diavolo aveva usato per indurre in tentazione Adamo ed Eva. Le donne erano vergini e il loro sangue serviva per il rito che apriva una porta tra gli inferi e la Terra, garantendo così il passaggio dei demoni. Le vergini, però, non erano abbastanza per far passare le schiere infernali o per Lucifero stesso.
Quando anche l’ultima di loro morì, però, l’intera guarnigione di Alalei vagava sulla Terra.
Il demone torturatore si rivolse al suo seguace umano.
-Maken, dove sta?-
Alalei era più grande degli altri demoni, la sua testa era come quella degli squali martello, il suo corpo presentava numerose cicatrici e diverse catene conficcate sotto pelle che si snodavano sul busto deformandolo.
-Mio signore, Maken ha distrutto l’inquisizione, solo pochi sono riusciti a fuggire.- spiegò Kaoal.
-E il sangue?-
-Abbiamo bisogno di più sangue per il resto delle truppe e per il nostro dio.- l’uomo era emozionato.
-Trovatelo.-

-Sissignore.-

Alvin, Scott e Maddison, sotto invito di Claire, presero posizione al tavolo ovale.
-L’ordine della Luce Perduta è una congrega di umani che da sempre ha venerato il Diavolo e i demoni. Il loro scopo, fin dall’inizio, è quello di far tornare Lucifero affinché possa rivendicare il trono della Città Celeste e anteporsi a Dio stesso. Furono loro a evocare il diavolo nella Battaglia di Roma. Furono fermati dai Berserker e pensavamo fosse finita… non hanno mai smesso, in realtà. Sono sempre rimasti nell’ombra: messe nere, sacrifici umani, qualche possessione volontaria… ma non si erano mai spinti a tanto.-
Claire aveva le mani congiunte sul tavolo, parlava senza guardarli negli occhi, di tanto in tanto faceva un respiro profondo prima di riprendere la parola.
-Abbiamo scoperto che sono entrati in possesso della Pelle del Serpente, un amuleto in grado, se attivato con il sangue di una vergine, di evocare i demoni, aprire le porte per l’Inferno.-
Maddison rabbrividì.
-Stanno portando qui un esercito.- commentò Alvin, ricordando l’assalto al monastero.
-Pensiamo che, come tanti anni fa, vogliano far tornare Lucifero.- aggiunse Rob.
-Cazzo…- fischiò Scott.
-Ho intravisto un demone diverso dagli altri, so che il suo nome è Maken… sapete dirmi qualcosa su di lui? Tutti gli archivi dell’inquisizione sono andati persi…-
-La conoscenza di generazioni svanita in un istante.- commentò, triste, Michael.
Claire fece un cenno all’anziano che li aveva fatti entrare che fece un passo in avanti.
-Sì, mia signora. Maken è il nome del condottiero degli inferi, si dice che sia uno dei pochi demoni che Lucifero sopporta di avere al suo fianco. Maken ha guidato le schiere dei demoni contro il Paradiso numerose volte ma è sempre stato sconfitto dagli angeli.- spiegò.
-Come ti chiami?- chiese Alvin.
-Il mio nome non è importante, inquisitore.-
-Lo è per me.-
-Nicholas, mio signore.-
-Non chiamarmi signore.-
-Come desidera.-
-Allora, come procediamo?- Alvin si rivolse ai seduti alla tavola. –Sapete dove si trova la pelle del serpente?-
-A Roma.-
-Patiti della storia, i demoni, eh?- l’inquisitore si lasciò andare sullo schienale della sedia e tamburellò con le dita sul tavolo mentre pensava. Le lezioni impartite da Elio sulla Battaglia di Roma gli tornarono alla mente in un lampo.
-Ci aiuterete?- chiese Scott, rompendo il silenzio e parlando per la prima volta da quando erano arrivati.-
Claire lo fissò, chiaramente infastidita dal suo intervento.
-Siamo solo degli studiosi… non siamo cacciatori…- spiegò Rob con rammarico nella voce. –Avevamo degli amici cacciatori… ma ormai la loro caccia si è conclusa.-
Alvin annuì e sbuffò.
-Capisco. Possiamo contare comunque sul vostro aiuto da un punto di vista logistico, quindi? O per eventuali informazioni?- Alvin si alzò e fece un cenno ai ragazzi di fare lo stesso.
-Ovviamente.- Claire sorrise con gentilezza. –Nicholas, accompagnali fuori, per cortesia.-
-Certo, mia signora. Prego, seguitemi.-

Laura aveva tra le mani un fascicolo, consegnatele da una suora che l’attimo dopo era scomparsa nel nulla. Niamh era al suo fianco, ansiosa di scoprire quello che c’era scritto. Laura lo aprì: foto, documenti, testimonianze. Lesse velocemente, Niamh fu distratta da alcuni fedeli che entravano, l’inquisitrice era in allarme.
-Allora?- domandò poi, sapendo che Laura, in quei cinque minuti, era stata in grado di leggere tutto.
-L’ordine della luce perduta è nemico da sempre degli angeli. Adorano Lucifero e vogliono farlo tornare come nuovo dio. Si racconta che persino Gesù abbia avuto a che fare con loro: Caifa, il grande sacerdote.
A quanto pare l’inquisizione non ha mai avuto prove concrete della sua esistenza ma non capisco perché nessuno ce ne abbia mai parlato, potevano comunque essere una minaccia.-
-Il loro scopo, quindi, è l’Inferno in Terra.-
-No: è la conquista del Paradiso. Intendono rovesciare Dio dal suo trono.-
-Sono posseduti?-
Laura guardò Niamh.
-No. Solo alcuni di loro si lasciano possedere, gli altri agiscono con il loro libero arbitrio.-
-Servono i demoni ben contenti di farlo…- Niamh guardò nel vuoto cercando di comprendere ma non ci riuscì.
-Chissà cosa promettono, cosa fanno vedere e credere.-
-Dice altro?-
-Sono infiltrati nella società, proprio come noi, non possiamo sapere dove si nasconde un seguace della luce perduta, potrebbero essere sacerdoti, suore, vescovi, cardinali, anche il papa, il presidente, il senatore, chiunque.-
-Potrebbe essere un membro della Luce Perduta qualche nostro vescovo… direi che la collaborazione con loro si conclude qui. Sono come noi, questi animali.-
-Ma servono l’opposto.-
-Nei libri sulla Battaglia di Roma si parlava di cardinali e vescovi che contrastarono i Berserker, saranno stati loro.-
-Dobbiamo avvisare gli altri.-
Laura chiuse il fascicolo.
-Che facciamo con gli altri vescovi?- domandò Niamh.
-Come hai detto tu: non mi fido, non… non voglio esporci ai nostri nemici, dovremo cavarcela da soli.-
Niamh annuì, lei riponeva nelle persone molta più fiducia di quanto facesse Laura ma non poteva darle torto, dopo tutto quello che stavano passando, una pugnalata alle spalle sarebbe stata la fine e, con loro fuori dai giochi, il mondo sarebbe caduto con loro.
Si alzarono e se ne andarono.

Alalei sentì l’esile cranio di Kaoal tra le mani.
-Abbiamo bisogno di più vergini!- disse ringhiando.
Lasciò andare il suo servitore che si portò una mano alle tempie che, per un attimo, aveva pensato che gli sarebbero scoppiate tra le mani del demone. Lara si portò al suo fianco per consolarlo ma non osò guardare il demone che, impettito, fissava con odio Kaoal mentre vedeva il portale alle sue spalle chiudersi. La maggior parte dei suoi demoni erano già partiti per seminare il caos.
-Le troveremo, mio signore, le troveremo e le porteremo qui.-
-Abbiamo bisogno di vergini che abbiano fede, persone che si sentono vicine a Dio per far vedere loro come il Signore non risponde alle preghiere. Dobbiamo uccidere tutto ciò che ha di più caro.- il demone strinse il pugno con rabbia e, nella furia, colpì con una manata Lara che volò lontana e urtò con il capo un gancio metallico. Kaoal seguì con gli occhi il corpo della donna che amava mentre si afflosciava al suolo morendo lentamente, rivolgendo proprio verso di lui l’ultimo sguardo di quella vita e, solo alla fine, sperò di non dover vedere l’Inferno.

-Non deludermi.- aggiunse, poi. Kaoal si allontanò senza degnare di uno sguardo il cadavere di Lara.
-Non lo farò.- rispose il seguace dei demoni, la cui mente si era cristallizzata in una follia garante della sua sopravvivenza.

Liam ed Elio erano in auto, il secondo guidava.
-Cosa hai deciso di fare riguardo Alvin e Laura?-
-Niente.-
Liam si girò sul sedile per guardarlo meglio.
-Sul serio? Ricordo che anni fa fosti proprio tu a…-
Elio sollevò una mano per invitarlo al silenzio. Liam si accomodò guardando in avanti.
-Nessuno dei due si farà distogliere dalla missione.- continuò l’inquisitore più giovane. –Li conosco entrambi e so di poter affidare loro la mia anima perché non la metterebbero mai al secondo posto.-
-Stai cercando di convincere me o te stesso?- Elio non distoglieva gli occhi dalla strada.
Liam rimase in silenzio, guardò verso le nuvole che scorrevano veloci sopra la sua testa.
-Non lo so. È stato inaspettato, tutto qui.-
-Siamo in guerra, Liam, una guerra che non abbiamo speranze di vincere. Se c’è un momento per volere bene a qualcuno, quel momento è questo istante.-
-Ti stai dichiarando a me?- Liam si mise a ridere.
-No, cretino, ti sto solo dicendo che per me, tutti voi, siete come dei figli. Quindi non vi azzardate a morire, altrimenti quando ci vediamo in Paradiso, vi faccio il culo.-
-Dobbiamo lottare per far sì che il Paradiso rimanga lassù, Elio, altrimenti dovremo fare un viaggio nello scantinato dove c’è caldo e lava.-
-Se così sarà… saremo noi l’incubo dei demoni.-



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