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lavoro pubblicato lunedì 31 ottobre 2016
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

time waits for no one

di Capto. Letto 384 volte. Dallo scaffale Generico

Cosa sento?. sento che il mondo scorre, si evolve, matura e cambia ad una velocità tale che non mi permette un' uscita.Il mio innaturale pessim...

Cosa sento?. sento che il mondo scorre, si evolve, matura e cambia ad una velocità tale che non mi permette un' uscita.

Il mio innaturale pessimismo non migliora, la mia faccia non cambia e la mia mente resta ferma, limitata. L'incapacità di espressione a volte mi depersonalizza e mi fa vivere aspetti sociali che mai vorrei e che mai ho chiesto. Le persone sono tra loro diverse, le persone sono a loro volta tra di loro uguali. Quello che ci rende speciale è il semplice fatto che viviamo emozioni, io però ho solo il ricordo di ciò che è stato bello e di ciò che mi ha fatto star bene. La felicità non la si può comprare, la si deve ricercare, la si deve far propria e la si deve mantenere. Solo che è difficile e impensabile di poter sentirsi sempre e solamente leggeri: vivere in una costante situazione di positivismo mentale è impossibile.

E' come essere in una stazione ferroviaria a lato di un binario, con un biglietto in mano che può portarti dove vuoi ma sollevando allo stesso tempo un' unica questione:" Quale treno posso prendere?". E intato stai lì, guardando gli altri che salgono con i propri bagagli, facendo i propri conti, sicuri che quel treno per loro sarà comunque una svolta.

A lato di quel binario dove io mi trovo invece c' è solo una persona insicura che non conosce la sua destinazione; dovrebbe forse buttarsi nella prima carrozza ma la convinzione di sbagliare rotta lo fa rimanere sempre li. Il punto è che prima o poi un treno lo si deve prendere perchè il rischio di rimanere eternamente intrappolato in quella stazione inizia ad essere troppo elevato e non è sicuramente la migliore delle ipotesi e tantomeno è confortante vedere che persone più grandi di me siano ancora indecisi sulla destinazione da prendere. C'è addirittura chi in stazione ci è rimato tutta la vita, c'è chi adirittura, preso dalla disperazione ha aspettato il treno per buttarcisi sotto.

La verità è che forse dovrei essere io stesso un po' più coraggioso, salire su un treno e vedere come va. Al massimo scendere e prenderne un altro.

Il tempo però è un nemico poichè, la vera difficoltà del tempo non sta tanto nel perderlo, ma nel saperlo gestire.



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