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lavoro pubblicato domenica 30 ottobre 2016
ultima lettura giovedì 14 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 14: Liam -

di Batckas. Letto 391 volte. Dallo scaffale Fantasia

Liam aveva ventinove anni e si era mantenuto in forma, fin dai dodici anni, prendendo a pugni i bulli e i prepotenti per difendere le persone indifese...

Liam aveva ventinove anni e si era mantenuto in forma, fin dai dodici anni, prendendo a pugni i bulli e i prepotenti per difendere le persone indifese. Il padre era stato per lo più assente, la madre impegnata con la sorella più piccola che aveva sei anni di differenza con Liam e che lavorava come donna delle pulizie. Il padre, con il vizio del gioco, contrasse debiti con delle persone poco raccomandabili che entrarono in casa sua e presero in ostaggio Liam, a tredici anni, la sorella e la madre, minacciandolo di ucciderli fino a quando, non importava loro come, non avrebbero avuto indietro i soldi. Per fortuna, una di quelle persone poco raccomandabili era un agente di polizia sotto copertura che, segnalata la sua posizione agli altri poliziotti in attesa, fu in grado di salvare la famiglia dopo un raid e una sparatoria. Nella sparatoria la madre di Liam fu ferita alla spina dorsale e non fu più in grado di camminare. Il padre, disperato, giurò che non avrebbe mai più giocato d’azzardo. La promessa fu infranta quando Liam aveva sedici anni. Aveva seguito il padre uscito di casa e lasciato la madre, donna forte che non fece mai pesare ai figli la sua condizione, con la sorella. Raggiunto l’uomo in un bar, sfondò la porta, prese a schiaffi il padre davanti agli altri presenti e lo trascinò fuori fino a casa sotto gli occhi allibiti di tutti. Il padre provò a giustificarsi ma il figlio ne aveva le tasche piene delle sue promesse e gli diede un ultimatum: smettere di giocare o rinunciare alla sua famiglia, pronti a partire a casa dei genitori di lei. Colpito dalla maturità del figlio, l’uomo si ravvide, trovò un nuovo lavoro come commercialista di una modesta azienda e la famiglia di Liam riuscì finalmente a respirare. Il futuro inquisitore si rese conto di poter gestire i problemi con l’eloquenza, accompagnata sempre da una buona dose di minacce e violenza. Grosso fin da piccolo, si rese il giustiziere, a scuola, di chiunque venisse mal trattato e malmenato. Detestava i bulli ed era pronto a sfidarli e batterli. L’ufficio del preside era la stanza in cui passava la maggior parte del tempo, non scappando mai dal luogo in cui era avvenuta la rissa, pronto a prendersi le conseguenze e sapendo che il naso rotto del bullo di turno che gli era ai piedi era una punizione più che meritata. Crebbe. La sorella scriveva romanzi, il padre continuava a lavorare come commercialista, la madre, nonostante la sedia a rotelle, era autonoma. Si arruolò, quindi, sapendo di poter fare carriera nel mondo militare. In caserma, però, dove prepotenti e figli di papà non mancavano, si fece parecchi nemici. Si scagliava sempre contro le persone sbagliate con la carriera già assicurata. Inoltre si accorse di non tollerare di ricevere ordini da persone meno intelligenti di lui. Persistette soltanto per dimostrare a tutti coloro che lo denigravano di essere in grado di farcela. Giunto, però, alla nomina, scappò lasciando tutto e tutti. Solo una lettera sulla sua brandina dove aveva scritto ciò che pensava di loro.
Perspicace, scontroso, burbero, bambinone. Tornato a casa vide alcune persone parlare con i suoi genitori e la sorella. L’inquisizione aveva messo gli occhi su di lui. Per Liam fu semplicemente un lavoro, un’alternativa alla carriera militare, la possibilità di fare la differenza e di prendere a calci sui denti qualcuno. Non aveva mai creduto a niente di trascendentale.
Sempre pronto a scherzare, irascibile, sarcastico e malizioso, senza peli sulla lingua, burlone, con la battuta pronta. Ridere, per lui, era uno dei pochi modi che potevano permettere la sopravvivenza in quel mondo. Ci teneva a tutti coloro che incrociavano il suo cammino. Fu in grado di sopportare Elio che gli dava ordini perché si rese conto che l’uomo che aveva davanti era un gradino dell’evoluzione più in alto di lui.
Quando non impugnava un’arma si addestrava o passava il tempo al poligono di tiro. Raramente vedeva serie tv, sempre poche e possibilmente con trame contorte e violente. Avrebbe combattuto a ogni ora i demoni ma il suo corpo aveva bisogno di riposo.
Desiderava vedere un mondo privo di prepotenza ed era deciso a ottenerlo, anche se significava prendere tutti a calci nelle palle. Non tollerava l’ingiustizia. Sperava di poter vedere la fine dei tempi per assistere all’amministrazione della giustizia divina che, finalmente, avrebbe punito tutti gli imbecilli che avevano costellato la sua via e quella di altre persone indifese.
Difendere chi ne aveva bisogno era lo scopo della sua vita.



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