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lavoro pubblicato sabato 29 ottobre 2016
ultima lettura domenica 7 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 11: Due giorni dopo -

di Batckas. Letto 369 volte. Dallo scaffale Fantasia

-Secondo te dovremmo fare qualcosa?- domandò Scott. Maddison si stava mangiando le unghie mentre da dietro la porta socchiusa spiava Laura, sed...

-Secondo te dovremmo fare qualcosa?- domandò Scott. Maddison si stava mangiando le unghie mentre da dietro la porta socchiusa spiava Laura, seduta sul divano a fissare il nulla e Niamh, in posizione fetale che singhiozzava.
-Sono due giorni che vanno avanti così.- rispose la ragazza che alla vista delle due donne in quello stato provava una pena immensa e l’incapacità di trovare una soluzione.
-Potremmo provare a parlarci.- suggerì Scott.
-E per dire cosa?-
-Non lo so! Ma non possono starsene lì senza fare niente! Hai capito quanti demoni ci sono ancora in circolazione?-
-Hanno perso tutta la loro cazzo di famiglia!- Maddison gli puntò l’indice contro e lo guardò arrabbiata. –Ti rendi conto di cosa potrebbe significare?-
Scott abbassò lo sguardo.
-Dovrebbero vendicarsi.- aggiunse poi la ragazza.
-Sono solo due… i demoni, solo Dio sa quanti ce ne sono.-
-Dio, bel Dio quello che fa massacrare gli unici che combattono per Lui.- Maddison tornò a tenere sott’occhio le due donne. Laura era rivolta verso Niamh.
-Già…-
Laura si alzò dal divano, due minuti dopo anche Niamh fece lo stesso, si asciugò le lacrime, si sistemò i capelli e il vestito e raggiunse la compagna che si era seduta al tavolo della cucina della casa sicura in cui si erano rifugiati. Laura tirò fuori una mappa della città, Niamh la osservava con attenzione. Nel loro sguardo c’era qualcosa di diverso, Maddison si fece coraggio, aprì la porta e si avvicinò lentamente mentre Scott alle sue spalle la implorava di non andare. Vistosi sconfitto, poi, però, la seguì.
-Come state?- domandò la ragazza, vergognandosi, si stava tenendo le mani.
Niamh le rivolse un sorriso stanco.
-Un po’ tristi.- rispose con un filo di voce. –Ma abbiamo deciso di tornare a lavoro. È quello che avrebbero voluto Elio, Liam e Alvin per noi.-
Al suono dell’ultimo nome Laura ebbe un sussulto.
-Sono morti da eroi.- aggiunse, poi, con la voce spezzata. –E porteremo avanti la loro lotta, costi quel che costi.-
Niamh invitò Maddison a sedersi. Scott era poco dietro ma preferì accomodarsi sul divano.
La ragazza esaminò la mappa e vide che alcuni luoghi erano cerchiati.
-Sono le case dei cacciatori di demoni. Il nostro esercito è stato spazzato via e abbiamo bisogno di tutto l’aiuto che…- Niamh stava parlando quando qualcuno bussò alla loro porta. Nessuno aveva quell’indirizzo, erano in un cottage lontano dalla città, sulle montagne, in una via sperduta, soltanto un altro inquisitore avrebbe potuto sapere di quel luogo.
Laura si portò subito alla porta puntando la canna della pistola contro il legno dopo aver tirato indietro il cane dell’arma.
Rimasero tutti in ascolto, il cuore aveva saltato un battito.
-Laura!-
-Oh mio Dio.-
Laura aprì la porta senza pensarci. Era la sua voce.
Alvin comparve dall’altra parte, al suo fianco c’erano Elio e Liam.
Laura abbracciò l’uomo stringendolo forte come per assicurarsi che fosse reale e non un sogno. Le mani di Alvin, però, si stringevano su di lei, le accarezzavano i capelli e le guance, quegli occhi che la scrutavano con amore erano proprio i suoi.
-Come… come?-
Alvin, però, violando un voto fatto anni prima, la baciò, non volendo ascoltare nessuna parola ma soltanto il suo profumo. Laura inizialmente lo respinse ma, infine, non ne fu più in grado e si abbandonò a lui.
Maddison si emozionò, Scott si sentì a disagio a guardarli ma fu lieto che il resto della squadra fosse salvo, benché non avesse idea di come fosse possibile.
Niamh andò loro incontro e abbracciò Elio e Liam, alla fine anche Alvin.
Elio si chiuse la porta alle spalle.
-Cos’è successo?- domandò Niamh sorridendo, troppa la felicità; lei e Laura non erano più sole.
Elio scosse il capo. Gli sguardi di Liam e Alvin divennero forieri dell’incomprensibile.
-L’ultima cosa che ricordiamo, tutti e tre, è questo demone gigante, Maken, non chiedetemi come faccia a sapere il suo nome, che ci viene addosso. Poi ci siamo risvegliati tutti fuori, in mezzo a un prato, non so quanto tempo dopo, illesi. Abbiamo cercato nelle varie case sicure ma non abbiamo trovato nessuno, fino a voi.- raccontò.
Laura e Niamh si guardarono, chinarono il capo.
-Siamo gli unici rimasti.- disse Laura, cupa.
Ognuno elaborò quella notizia per cinque minuti buoni di silenzio tombale.
Liam, lentamente, annuì.
-Allora, che si fa?- domandò poi, determinato.
-La prima cosa da fare è riposare.- sentenziò Laura.
-Non ce n’è bisogno. Quando ci siamo risvegliati è stato come se avessimo dormito per giorni: nessuna ferita, niente stanchezza, niente di niente.- le spiegò Alvin, sorridendole.
-Quindi direi che siamo pronti per metterci al lavoro, no?- Niamh guardò tutti i membri del gruppo.
-Assolutamente sì.-
Maddison si meravigliò di come ai cinque non interessasse sapere di più sulla salvezza misteriosa di Liam, Elio e Alvin. Aveva visto che Laura e Niamh avevano una scorta di acqua santa in un mobile; i cinque si diressero al tavolo della cucina, lei sgattaiolò al mobile, Scott la seguiva con lo sguardo, Maddison prese l’acqua, andò nella cucina e la versò sui tre uomini.
Silenzio.
Nessuna reazione.
Liam scoppiò a ridere.
-Ti adoro, Maddison!- disse prima di alzarsi e abbracciare la ragazza che cominciò a sorridere istericamente, sollevata che quelli fossero davvero loro.
-Ho avuto paura che…- sentì il bisogno di spiegarsi.
-Hai fatto bene, invece.- si congratulò Elio. Maddison divenne rossa per l’imbarazzo.
-Siediti.- la invitò Alvin.
-Ehi, tu!- Liam si era rivolto a Scott. –Vuoi stare tutto il tempo lì a grattarti le palle? Dobbiamo lavorare.-
Scott, pigramente ma celatamente orgoglioso del fatto che lo avessero chiamato, li raggiunse.
-Prima mossa?- Elio domandò a Maddison. La ragazza aprì la bocca senza dire niente.
-Laura e Niamh stavano cercando i cacciatori di demoni.- disse poi.
-Ottimo.- si congratulò l’uomo. –Poi?-
Maddison ci pensò su.
-Noah, prima di morire, ha detto di cercare i vescovi.- Scott si sistemò sulla sedia.
Elio ebbe un attimo di titubanza al ricordo dell’amico morto.
-Certo…- guardò Laura e Niamh. –Vi avrà detto di fondare una nuova inquisizione.-
Laura annuì.
-Ogni inquisitore sa che la lotta non si deve fermare ma, allo stesso tempo, sa bene che da solo può fare poco e niente. Non tutti i cacciatori si fideranno di noi.-
-Perché?- chiese Scott.
-Nonostante li riteniamo dalla nostra parte, per loro noi siamo soltanto l’ennesima istituzione che vuole privarli della loro libertà.- spiegò. –Poco importa. Abbiamo bisogno di un esercito. Nessuno fermerà Maken dal vendicare Calala. Dopo avremo bisogno dei vescovi per i rifornimenti, le armi, scorte, viveri, logistica…- Elio fissava la mappa ma non la stava guardando.
-Abbiamo la posizione dei depositi di armi dell’inquisizione nella zona.- aggiunse Liam. –Raggiungiamoli e facciamo shopping.-
-Sono d’accordo.- confermò Laura.
-Dividiamoci: io e Liam andiamo ai depositi e prendiamo tutto il possibile. Alvin, Maddison e Scott: i cacciatori di demoni. Laura e Niamh: i vescovi.- Elio si alzò. –Partiamo tra un’ora.-
-Perché non subito?- protestò Liam.
Elio lo fulminò con lo sguardo.
-Abbiamo perso tutti i nostri più cari amici in un solo giorno. Diamoci qualche tempo per pensarci su, metabolizzare la cosa e farla diventare un movente in più per ammazzare quegli stronzi. Non so voi, ma per me Maken, ora, è il primo della lista da decapitare.- Elio non poteva nascondere la rabbia e la frustrazione, nonché la desolazione e la mestizia.
Annuirono.



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