ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 28 ottobre 2016
ultima lettura venerdì 13 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Banale - cap.2

di INTransizione. Letto 490 volte. Dallo scaffale Generico

Furono giorni belli, ma io spesso mi chiedevo che ci stavo a fare lì. E glielo dicevo. Incassava senza problemi. Quando ero a casa non lo chiamavo, prendevo le distanze, mentre lui era sempre presente coi messaggi. Riuscii a lasciarmi andar...

Furono giorni belli, ma io spesso mi chiedevo che ci stavo a fare lì. E glielo dicevo. Incassava senza problemi. Quando ero a casa non lo chiamavo, prendevo le distanze, mentre lui era sempre presente coi messaggi.
Riuscii a lasciarmi andare subito, col sesso: ad oggi non so dire quando sia stata la mia prima volta, e non solo perché non ho avuto la classica perdita di sangue; era stato così graduale, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, poco alla volta, incoraggiandomi sempre e non facendomi mai pesare la mia inesperienza, che non so dire davvero quando siamo riusciti ad avere un rapporto completo. In questo in lui ho visto grande maturità.
Ho capito quasi subito che sul sesso mi aveva mentito; altro che solo la ex ragazza, era evidente persino a me che aveva parecchia esperienza: una notte, la prima e unica volta che usammo un preservativo, non potei trattenere le risate per l'abilità degna di Houdini con cui lo aprì e se lo infilò...nel giro di mezzo secondo!
Per me il fatto che avesse storie prima non era certo un problema, non capivo perché lo negava. Ora so che c'è una componente culturale, ma soprattutto so che lui nega tutto quello che lo riguarda e che ha sempre avuto una corte dipendenza dal sesso, cercando continuamente storie e non dicendo mai no.
Nei primi tempi insieme, spesso avevo notato che quando riceveva telefonate dall'Olanda o chiamava lui per farsi spedire il denaro prima abbassava il volume in modo che io non potessi distinguere la voce dell'interlocutore. Mi diceva che era un amico a cui aveva lasciato i suoi soldi prima di partire. Spesso ci chiacchierava amabilmente, una volta distinsi la parola "malo" , casa, e capii che gli diceva di essere a casa mentre eravamo a mangiare una pizza al mare, glielo chiesi, negò. Mah
La prima bomba scoppiò in agosto. Qualche notte prima lui era in campo e come al solito mi scriveva continuamente. Quella volta mi disse che voleva cambiare la foto di viber e mi mostrò un'immagine con una scritta in curdo "Va bene questa?" Io, c lhe piano piano mi stavo sciogliendo e che mi sentivo un po' in colpa per essere sempre sulle mie e per non volermi far vedere insieme a lui nella mia città, cosa di cui soffriva, dissi "secondo me è meglio questa!" e gli mandai una foto insieme. Pensavo di averlo mandato al settimo cielo, ma la sua reazione mi colpii "tu sei bellissima, ma io non sono venuto bene". Avvertii una stonatura, forte. Qualche sera dopo glielo dissi e , apparentemente per gioco, misi la foto sul auo viber. Mi fermò, disse che non era possibile, che era per via di suo zio (ha uno zio in Inghilterra con cui ha un rapporto di amore/odio: venuto da giovanissimo in Europa senza nulla, piano piano riuscì ad aprirsi un piccolo ristorante che ben presto ebbe fortuna. Sposò un'inglese con cui ha costruito una bella famiglia. Ora è proprietario di diversi ristoranti in Scozia ed è pieno di soldi. ) Mi raccontò una storia assurda, salvo poi dirmi , quando vide che non la bevevo, che scherzava e che non aveva tolto la foto. Me la mostrò. Nel frattempo però non avevamo più segnale internet. Quando al mattino scoprii che mi aveva mentito e che c'era un'altra immagine ancora, capii che c'era qualcosa sotto. In più non mi piacque il fatto che mi avesse presa in giro...e niente, può sembrare eccessivo, ma decisi di lasciarlo. Non fate come lui, che siccome gli conveniva e gli conviene così diceva e dice "per una foto"; non me ne frega niente della foto, non è questo. Mi aveva presa in giro. E, soprattutto, non ero così importante come voleva farmi credere.
La sua reazione mi spiazzò: quando dissi che era finita, scoppiò in lacrime, un pianto ininterrotto che non è da lui. Mi disse che non poteva spiegarmi ma di credergli, che non c'erano altre donne in mezzo, ma era una questione di soldi; mi raccontò una storia che offendeva la mia intelligenza, un amico, in Olanda da una vita, come lui, quello a cui aveva lasciato i soldi, a cui aveva promesso di far venire in Europa la sorella dichiarando di essere il suo compagno e a cui magari non avrebbe fatto piacere , anche se era solo un espediente legale, vederlo con una ragazza e così non gli avrebbe più mandato al bisogno il suo denaro.
Capii bene che non reggeva, ma non confessò. Piangeva e basta.
Pianse fino all'ora in cui doveva prendere il treno per andare al campo, come ogni venerdì. Da lì , mise la foto insieme su viber. Ma per me non era più quello il punto, se mai lo era stato. Piangeva in centro (lui può uccidere pur di non dare a vedere che sta male) e addirittura fermò mia zia per chiedere di me. Quando lo rividi era a pezzi. Cedetti. Ed ancora lui non riusciva a smettere di piangere.
Tempo dopo mi chiese se poteva sostituire quella foto con una frase in curdo, che mi tradusse. Non era una frase gentile e non mi sembrava possibile che volesse togliere la mia foto per lanciare una frecciatina a qualcuno. Non lo fece, ma era chiaro che non sapevo tutto.
Quel giorno parlando del tizio che era fuggito perché non avevo avuto altri uomini mi disse: "non era innamorato. Quando ami qualcuno, diventi pazzo al pensiero che sia stato sfiorato pure 20 anni prima" Ma lui all'epoca non era geloso di me. Soffriva per qualcuno.
Spesso aveva contatti con una ragazzina, figlia di un amico, mi diceva. A volte mi raccontava episodi su lei e la sorellina e traspariva nostalgia. Piano piano mi parlò della famosa amica/sorella che si era sposata con uno sconosciuto in giugno. Capii che aveva sensi di colpa. La storia iniziava a prendere forma. Facendo 2+2 scoprii che mi aveva mentito sul nome della tizia, e che era lei con cui si sentiva a volte per farsi mandare il denaro. Anche quella sera, davanti alla mia incazzatura feroce, per la seconda e ultima volta nella nostrq storia, pianse "non puoi dirmi sempre che mi lasci, non posso vivere con quest'angoscia, non ce la faccio più!"
Mi raccontò di lei, che era un amore impossibile. Precisò, senza che nessuno glielo chiedesse, di non averci mai fatto sesso e che l'avrebbe uccisa se avesse osato affermare il contrario. Piano piano però conobbi la verità: erano stati amanti per molti, moltissimi anni. Si erano allontanati e lui, che viveva in un'altra città, si era fidanzato con una brava ragazza che era andata a vivere da lui di sua iniziativa. A un certo punto lei aveva deciso di trasferirsi con la scusa che la scuola per le figlie era migliore; lui le aveva cercato casa, l'aveva presentata alla ragazza come una cara amica, sola e con due bimbe, e lei l'aveva accolta a braccia aperte. Mentre sistemavano la casa nuova, le bimbe erano da loro. Lui era andato a lavorarci e, dice, lei subito lo aveva baciato. Dopo 10 minuti erano a letto insieme.
La fidanzata, ignara di tutto, usciva ogni giorno con quella donna, la aiutava a fare compere e con le bambine. Lui che per sei mesi aveva interrotto tutte le storie, riprese non solo la relazione con l'amante, ma a portarsi a letto mille ragazze. La ragazza non vide nulla, ma percepì qualcosa: iniziò ad essere gelosa di tutto e tutti e la vita diventò un inferno. Lui continuava a dirle che era paranoica e che era stanco, ma non chiudeva. "Lei non mi avrebbe mai tradito, sono stato io a spingerla a farlo col mio comportamento"
Ma non mi quadrava.


Commenti

pubblicato il venerdì 28 ottobre 2016
FilippoDiLella, ha scritto: Confermo le mie impressioni.
pubblicato il venerdì 28 ottobre 2016
INTransizione, ha scritto: Sangue e lacrime, eh?
pubblicato il venerdì 28 ottobre 2016
FilippoDiLella, ha scritto: Non esattamente; direi sangue e realtà a dire il vero. Mi piace.

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: