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lavoro pubblicato giovedì 27 ottobre 2016
ultima lettura giovedì 11 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 10: Laura -

di Batckas. Letto 299 volte. Dallo scaffale Fantasia

Laura, ventinove anni, una vita che molti avrebbero definito “perfetta”, terza figlia di un magnate dell’industria meccanica e di un...

Laura, ventinove anni, una vita che molti avrebbero definito “perfetta”, terza figlia di un magnate dell’industria meccanica e di un’importante stilista di fama mondiale. A lei e le sue sorelle non era mai mancato niente. Istruite, educate, ricche e viziate, fino ai diciotto anni per Laura la vita non poteva andare meglio, era circondata da ragazzi che le facevano la corte, non aveva bisogno di lavorare e, tra gli studi, non si faceva mancare feste e divertimenti. A diciannove anni, però, sopraggiunse la malattia di una delle sorelle che la portò alla morte dopo un anno. Da allora Laura cambiò, si interrogava sempre più spesso sullo scopo della vita e percepiva dentro di lei un vuoto che non si colmava con le ricchezze, le auto lussuose, i ristoranti costosi, i modelli che si portava a letto. Non era mai stata una persona religiosa, aveva sempre pensato che in tutto ciò che era vita ci fosse un’anima, sebbene non la identificasse con l’idea della religione tradizionale. A vent’anni capì che doveva lasciare, come una novella San Francesco, tutto ciò che aveva per dedicarsi ad aiutare il prossimo. Si unì, quindi, a un gruppo di missionari laici, tra questi c’era anche un inquisitore che, individuando in lei un potenziale, coltivò la sua amicizia ma senza svelare la sua vera identità. Una notte, però, Laura ebbe un sogno, un incubo: i cancelli dell’Inferno. Svegliatasi di soprassalto decise di parlarne con quell’uomo tanto gentile, quel missionario che sembrava avere una risposta per tutto. Quando Laura gli raccontò della visione dell’Inferno, all’inquisitore fu chiaro che la sua ricerca aveva portato frutto. Laura diventò subito inquisitrice, all’età di ventidue anni, eccellendo in praticamente tutto e trattando gli altri con una punta di arroganza.
Geniale, saccente, testarda, alle volte un po’ acida. Violò il voto di castità su cui aveva giurato. La sua fede rimase imperturbabile, come se demoni, Inferno e Paradiso fossero semplicemente delle nozioni in più di cui veniva a conoscenza ma nulla di troppo sconvolgente. La sua vita normale le mancava soltanto nel momento in cui sognava di poter avere al suo fianco l’uomo che amava.
Fredda, calcolatrice, non lasciava trasparire alcuna emozione, soltanto perché, altrimenti, ne sarebbe stata travolta. Sebbene trattasse, indistintamente, vittime e colleghi con sufficienza, di ciascuno di loro aveva delle foto che conservava in un diario che sfogliava ogni qual volta aveva bisogno di ricordarsi per chi combatteva, per chi aveva lasciato la sorella, la madre e il padre, per i quali era diventata suora di clausura; quel diario la spingeva a non arrendersi mai. Era convinta che i demoni avrebbero potuto anche distruggere il mondo ma mai, nei secoli, sarebbero stati in grado di annientare la speranza dell’uomo, la volontà di vivere, la gioia del potere essere con le persone care. Non voleva che le persone le si affezionassero perché aveva paura di non essere in grado di reggere, eventualmente, un addio, pertanto aveva allontanato molti. Si lasciava raramente andare a moti affettuosi con i suoi compagni di squadra, benché li amasse e piangesse continuamente ogni qual volta il pensiero della morte di uno di loro le passava per la mente. Si era sentita sola al mondo dopo la morte della sorella, con i genitori che dovevano comunque pensare alle loro carriere e l’altra sorella che, seppur distrutta, era riuscita ad andare avanti con la sua vita normalmente dopo aver pianto la defunta; Laura non c’era riuscita e sentiva di poter continuare soltanto con la squadra vicino.
Amava leggere trattati e saggi, rifiutava qualsiasi tipo di lettura poco impegnata, così come i videogiochi in generale o film che non fossero d’autore, ci teneva molto a tenersi in forma e ad affinare le sue tecniche di combattimento. Voci nell’inquisizione dicevano che fosse in grado di atterrare cinque inquisitori contemporaneamente.
Il suo più grande desiderio era quello di poter vedere la fine della guerra, anche se non credeva fosse possibile. Pregava di poter restare con i suoi amici e l’uomo che amava ma con cui non poteva stare insieme. Se proprio doveva morire, si ripeteva in continuazione, sperava di poter morire prima degli altri.


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