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lavoro pubblicato mercoledì 26 ottobre 2016
ultima lettura sabato 21 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Banale cap.1

di INTransizione. Letto 487 volte. Dallo scaffale Generico

Non sono felice e la mia è una storia banale, che scrivo per piangermi addosso o per magnificarmi. Non ho la presunzione che possa affascinare ...

Non sono felice e la mia è una storia banale, che scrivo per piangermi addosso o per magnificarmi. Non ho la presunzione che possa affascinare qualcuno, come trovo improbabile che qualcuno possa identificarcisi. Perché la mia è una storia banale, ma abbastanza aliena dalla normalità altrui. Scrivo perché sono triste, frustrata, bloccata in una situazione di incomunicabilità tale che non so dove dirottare il mio fiume di parole. Sono in crisi col mio ragazzo e ...che dite? banale, eh? Banale e patologico, aggiungo io. Ma tant'è. Dicevo: sono in crisi e per questo mi annullo, mi ostino, in un meccanismo che mi appartiene e che ha l'unico risultato di farmi precipitare sempre più. L'avete già vista mille volte, lo so: la classica donnetta che corre dietro a una storia in cui non c'é relazione, perché se ci si relazionasse queste dinamiche non accadrebbero. Avete presenti quelle (o quelli, perché no) che devono per forza attaccarsi a un altro? Lo cercano per trovare un senso a sé e finiscono con l'annullaralletamente per lui...no non per lui, per la storia...e quando la storia finisce ne subentra un'altra identica; si presenta sotto mentite spoglie, spesso sembra l'opposto della precendente, ma diamole sei mesi di tempo e il gioco è fatto!
Ora starete pensando che io sia un'accumulatrice seriale di storie, ma per una volta vi stupirò: ho avuto solo due storie nella mia vita, inclusa questa in cui arranco ora; due storie distanziate di ben 13 anni (avete capito bene, TREDICI) e la precedente non era caratterizzata da dinamiche di dipendenza. Eppure io sono esattamente e da sempeem la persona che ho descritto.
Solo che lo so, e allora evito.
Sto con lui da fine luglio 2015, il che significa 15 mesi. Siccome, ve l'ho detto, sono una che evita, risulto molto difficile da avvicinare e io stessa mi ritengo fuori dai giochi, trovo inconcepibile che qualcuno ardisca a provarci...tanto più e tanto è vero che all'epoca dei fatti ero pure vergine. Quindi escludete che la mia corazza di evitamento ceda alle lusinghe dell'attrazione carnale.
Quando l'ho incontrato, venivo fuori dal crollo di un altro castello: quelle come me anche se non hanno relazioni hanno sempre la loro persona di turno: quella verso cui orientare la proria vita, indipendentemente che lo sappia, fino a farsi estromettere clamorosamente, rivelandosi ai suoi occhi l'esatto opposto della superiorità che l'aveva attratto all'inizio. Nel mio caso, quella era la volta di un tizio a cui piacevo parecchio prima che scoprisse che non avevo mai fatto sesso. E anche se, dopo 12 anni da single, quella volta avevo deciso di buttarmi, la mia immagine ai suoi occhi aveva subito un colpo tale che, dopo un fallimentare tentativo, la sbandata gli era passata e se ne era tirato fuori, salvo scatenare la mia ostinata reazione di attaccamento (fino ad allora me ne fregavo, anche per questo mi ero buttata) e tenermi impigliata per un anno in un'ossessione a senso unico che mi ha distrutto autostima e dignità. E siccome sono sempre stata altezzosa e mi sono sempre mostrata immune all'interesse verso il genere maschile e le relazioni, tutti hanno pensato mi fossi presa una cotta clamorosa, mentre io, che pure volevo crederci, mi rendevo conto della dinamica...la stessa dinamica che ho vissuto, più o meno in silenzio, con tutti i miei amici di sesso maschile: i miei amici, veri, sono quasi tutti uomini, ma prima di diventare fratelli sono passati tutti per la fase in cui mi annullo e vorrei altro, anche se in realtà non ho nessun'attrazione. Divento ambigua, possessiva, pesante...inutile dire che i sopravvisuti a una selezione del genere sono persone fantastiche: i miei amici sono pochi , ma eccezionali. E mi vogliono un bene immenso e nutrono una stima smisurata nei miei confronti, Dio solo sa perché.

Torniamo a lui: come ho detto, ero nella fase macerie, stavolta acuita dal fatto che mi ero messa in gioco del tutto, quindi mi sentivo rifiutata, del tutto. E mi sentivo menomata come donna. Ancora correvo dietro a un tizio che evidentemente non mi voleva e che, in fondo, proprio per questo, non era quello che volevo io. Ma andavo in centro tutti giorni per cercarlo, più o meno coscientemente. E uno di questi giorni, mentre cercavo risposte alla mia situazione senza uscita in chiesa, un ragazzo straniero mi chiese delle informazioni in inglese, poi si presentò.Said, ma lo disse così veloce che io capii Cyd o qualcosa del genere.
Da allora, me lo trovavo ovunque: se mi sedevo a prendere un gelato lui si metteva lì, dall'altra parte della strada, finché non me ne andavo. Una volta è stato di vedetta quasi 3 ore!!! Mi seguiva, cercava di parlarmi, mi fermava anche se non ero da sola.
Nonostante mi ritenga fisicamente attraente e succeda che attiri l'interesse di qualcuno, non mi era mai capitato niente di simile. Dopo un mese o due di assedio, vinse la curiosità. Gli diedi Facebook. Passavo le notti a convincerlo via chat che non poteva essere innamorato di me, che non mi conosceva, che era ossessionato, arrivai a dirgli che io ero così ossessionata da un altro, ma niente, non demordeva. Mai vista tanta dedizione, tanta costanza in vita mia.
Lentamente facemmo amicizia. Ostentava troppo il suo denaro e la sua famiglia del mulino bianco. Mi disse che aveva avuto una ragazza per due anni, convivente, che lei lo aveva tradito col suo migliore amico. Nessuna altra storia. Un'amica come una sorella in Olanda che lo stava facendo innervosire perché voleva sposare un poco di buono conosciuto dopo che lui era partito. All'inizio mi disse di essere figlio di un'olandese e di un curdo (e ci stava perché i curdi son minuti e di bassa statura mentre lui è molto alto e piazzato) di essere qui in vacanza, poi, vedendo che non mi bevevo le sue storie, mi mostrò la richiesta di asilo: in Olanda era clandestino ed era venuto qui per il permesso di soggiorno. Mi parlò della sua vera famiglia, di suo padre che lo picchiava per qualsiasi motivo, del viaggio assurdo a soli 15 anni per fuggire in Europa, della sua nuova, agiata vita in Olanda. E della fidanzata gelosissima che poi lo aveva tradito. E sempre si mostrava perso per me, senza però mai provarci.
Non mi interessava, ma quando per caso scoprii che aveva mandato lo stesso identico messaggio "I love you more then my self" a me e ad un'altra, ebbi una reazione esagerata: non ci dormii una notte. Perché il fatto che fosse pazzo di me lo vedevo.
Glielo dissi, perché detesto essere presa in giro, negò fino all'impossibile, poi ammise e si scusò, mi spiegò.
Ci passavo sempre più tempo, diventò un'abitudine stare a chiacchierare tutta la notte seduti al porto e rincasare solo all'alba, giusto in tempo per lasciare l'auto a mia sorella che alle 5 doveva andare al lavoro...e quando faceva pomeriggio, a volte stvamo insieme fino a tarda mattina, da amici. Non ne aveva mai abbastanza.
Le cose cambiarono un giorno di fine luglio: lui aveva casa in affitto qui, ma per questioni burocratiche gli conveniva accettare l'alloggio in campo, dove comunque andava solo una o due volte a settimana. Quando glielo avevano assegnato, in giugno,mi aveva chiamato impazzito perché lo tirassi fuori di lì, ma io dormivo prima e non potevo poi...
Così la volta successiva lo accompagnai. Forse, sicuramente, doveva succedere comunque, ma vedere quel posto così desolato e desolante, tanti ragazzi come in purgatorio, lui così principesco in quell'ambiente così alieno...fatto sta che qualcosa in me cambiò. Dopo il campo, come di programma, andammo al mare. E dopo il mare, fuori da ogni programma, ci baciammo.
"Sei la mia ragazza, ora?" non avevo mai visto un essere umano così felice
"Tu quando otterrai i documenti andrai"
"No. Ho costruito una vita da 0 senza sapere una parola di nessuna lingua europea a 15 anni, che ci vuole a partire da 0 ora, che parlo olandese e inglese, sono grande e ho i documenti? Sei la mia ragazza, ora?"
"Said, tu puoi dirmi tutto quello che vuoi, finché mi andrà e tu sarai qui starò vicino a te, persino se mi dicessi che hai moglie e 5 figli in Olanda o al tuo paese, purché tu non mi menta. Le bugie mi uccidono"
"Non ho né mogli né figli. Ok, prometto, non ti mentirò. Sei la mia ragazza, ora?"
"Facciamo una settimana di prova"
La settimana passò senza che me ne rendessi conto: andavamo ogni sera in un posto diverso del Salento perché qui aveva il divieto assoluto di baciarmi e non riusciva a farne a meno.
"Vuoi stare con me o no?"
"Sto facendo una prova"
Sorrise trionfante "sabato 31 luglio, h 22.30. Prova finita. Sei la mia ragazza, ora"



Commenti

pubblicato il mercoledì 26 ottobre 2016
FilippoDiLella, ha scritto: Lavoro pregevole e reale. Vedo del sangue, ne sento l'odore.
pubblicato il venerdì 28 ottobre 2016
INTransizione, ha scritto: Temo tu ci veda bene. Grazie :)

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