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lavoro pubblicato mercoledì 26 ottobre 2016
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

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L'inquisizione - Capitolo 7: Luce -

di Batckas. Letto 379 volte. Dallo scaffale Fantasia

Laura e Niamh avevano gli occhi bassi, il camion era ormai lontano dal monastero, al loro fianco c’erano Scott e Maddison che si scambiavano delle occhiate interrogative non sapendo cosa dire, avevano capito di aver abbandonato Liam e gli altri a...

Laura e Niamh avevano gli occhi bassi, il camion era ormai lontano dal monastero, al loro fianco c’erano Scott e Maddison che si scambiavano delle occhiate interrogative non sapendo cosa dire, avevano capito di aver abbandonato Liam e gli altri al loro destino e non potevano lontanamente immaginare cosa significava per le due donne.
Niamh congiunse le mani e chiuse gli occhi, le labbra le si cominciarono a muovere silenziosamente. Pregava.
Laura la guardò con empatia, si prese la testa tra le mani per cinque minuti buoni, quando sollevò il capo aveva gli occhi rossi e un pianto represso sul cuore.
-Andrà tutto bene.- disse più a se stessa che altri.

-Ricarico.- disse Alvin.
-Sinistra! Sinistra!- Liam chiamò i bersagli.
-L’ultimo camion e poi il nostro passaggio!- informò Liam, contattato via radio da Noah.
-In alto! Arrivano dall’alto!-
-Cazzo! Aiuto! Aiuto!- Karen fu portava via da un demone che la divise in due poco lontano.
Il muro di carne continuava ad avanzare inesorabile nonostante un fiume di fuoco gli si gettasse contro con precisione chirurgica, non c’era una pallottola che non andava a segno ma ogni sforzo degli inquisitori sembrava reso vano: i demoni non si fermavano.
-Ultimi due caricatori!- gridò Alvin che, ai suoi piedi, ne aveva altri quindici.
-Ultimo mio!- comunicò Liam che, finiti i proiettili per il fucile d’assalto, impugnò la pistola.
-Fateli valere!- ordinò Elio. I tre erano affiancati, si individuavano i bersagli a vicenda.
La linea teneva, nonostante alcune perdite.
Maken comparve in fondo alla stanza.
Per un breve istante sembrò che la battaglia si arrestasse. Sia i demoni che gli umani si erano fermati per contemplare la stazza del condottiero dei demoni che si ergeva sul campo, enorme in confronto agli altri, minaccioso come nessun altro demone che gli inquisitori avessero mai visto. Quell’istante di stasi durò un nulla.
Maken avanzò, diretto alla linea degli inquisitori, nei cui cuori si insinuò un terrore viscerale. Nessuno, però, vacillò, nessuno pensò nemmeno di allontanarsi dai suoi fratelli e sorelle per scappare. Avevano tutti la consapevolezza di dover morire, se dovevano farlo al fianco delle persone con cui avevano condiviso tutto, la morte poteva apparire anche meno amara.
-Tocca a noi!- urlò Liam.
Il volume di fuoco dell’inquisizione si era abbassato dopo che molti avevano finito le munizioni per le loro armi principali, i demoni avanzavano più speditamente e Maken, inesorabile, avanzava a piccoli passi.
-Andate! Andate!- Alvin spinse lontano alcuni inquisitori per esortarli a fuggire.
I demoni si facevano sempre più vicini.
Maken, d’un tratto, fu a pochi centimetri della linea difensiva.
Sterminò gli inquisitori in un istante, troppo veloce per essere colpito dalle armi da fuoco, euforico.
Alvin consumò il suo ultimo caricatore contro Maken, le pallottole non ebbero alcun effetto contro l’essere che, fissando i suoi occhi rossi in quelli dell’inquisitore, lo scelse come prossima vittima. Liam si accorse che il gigante si avventava contro l’amico e lo caricò con una spallata, gli arrivava al ginocchio, Alvin gettò lontana la pistola, brandì il coltellaccio argenteo che teneva al fianco, sfruttò Liam, usandolo come scaletta si aggrappò al braccio di Maken; Elio, notata la mossa suicida dei compagni, aveva cominciato a esplodere rosee regolari di proiettili del fucile a pompa contro il demone. Alvin si arrampicò su Maken, raggiunse il collo e cominciò ad accoltellare con quanta più foga possibile. Il sangue uscì a fiotti dalla gola del condottiero che, però, non si piegava, vacillò un momento con Liam che aveva cominciato a sparargli alla testa, approfittando della sua distrazione dovuta all’attacco di Alvin.
Nonostante le numerose ferite Maken resisteva.
Ringhiò furioso costringendo tutti a coprirsi le orecchie, chi non lo fece divenne sordo a vita, sebbene la loro vita durò giusto qualche secondo in più.
Alvin volò lontano, fu raggiunto da Liam che lo protesse dai demoni che si erano avventati contro di lui, a loro si aggiunse Elio.
-Andiamocene!- disse il caposquadra mentre Alvin si alzava.
I tre si allontanarono sparando mentre si muovevano. Maken, però, voleva vederli morti.
Ormai gli inquisitori erano rimasti in cinque, al di fuori dei tre.
I cadaveri degli altri erano banchetto per i demoni e tappeto purpureo per la stanza.
Rimasero gli unici in vita, a pochi metri dalla porta che li avrebbe condotti al camion e alla salvezza.
-Sono miei!- giunse la voce di Maken. I loro cuori furono avvelenati dalla paura e dal terrore mentre il condottiero degli Inferi, lentamente e pregustando la loro fine, avanzava.
-Mi sono divertito a combattere con voi.-
I tre, poi, sguainarono i pugnali, assunsero la posa da combattimento. Mai nessun demone li avrebbe visti implorare pietà, mai nessun demone li avrebbe visti arrendersi.
-Vieni a prenderci! Vieni a prenderci! Mandaci all’Inferno e vi faremo a pezzi anche lì! Sono qui! Sono qui!- Liam urlò.
Maken alzò la mano contro i tre inquisitori.
Luce.



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