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lavoro pubblicato martedì 25 ottobre 2016
ultima lettura sabato 20 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inquisizione - Capitolo 5: Volontà Scarlatta -

di Batckas. Letto 348 volte. Dallo scaffale Fantasia

Laura aveva preso uno dei numerosi libri dall'enorme biblioteca che avevano raggiunto, adiacente al monastero, attraverso corridoi e porte di sicurezza. Scott, alle sue spalle, non riusciva a trattenersi dal guardarle, di tanto in tanto, il posteriore....

Laura aveva preso uno dei numerosi libri dall'enorme biblioteca che avevano raggiunto, adiacente al monastero, attraverso corridoi e porte di sicurezza. Scott, alle sue spalle, non riusciva a trattenersi dal guardarle, di tanto in tanto, il posteriore. Maddison, al contrario, affiancata a Niamh leggeva quello che leggeva l'inquisitrice, si faceva spiegare, voleva capire, molti testi erano in lingue a lei sconosciute, per cui se li faceva tradurre.
-Quando avrai smesso di guardarmi il sedere, potresti prendermi una sedia?-
Scott arrossì subito, si spostò impacciato andando a sbattere contro il tavolo contro cui si era appoggiato, non osava guardare Laura negli occhi, le porse una sedia ma tenendo lo sguardo lontano da lei, voleva rispondere ma non sapeva cosa dire, pertanto optò per allontanarsi, fingendo di essere interessato a uno dei libri lì presenti.
Maddison si era accorta del movimento ma, essendo lontana, non aveva potuto udire.
-Strano che non ci siano informazioni su questo Calala.- commentò Niamh. -Devi sapere che spesso i demoni che vagano sulla Terra sono sempre gli stessi ma con forme diverse, per questo ci facciamo dire i nomi quando è possibile, così che se li dobbiamo sconfiggere possiamo basarci sulle informazioni di coloro che hanno già vinto.- spiegò.
Maddison annuì.
Un suono acuto e prolungato.
Niamh e Laura smisero subito di leggere. Le altre persone con loro nella biblioteca posarono i tomi e si diressero all'uscita.
-Che cos'era quel suono?- domandò Scott.
-Niente di buono...- rispose Laura, afferrandolo per mano e conducendolo all'uscita dove si ricongiunsero con Niamh e Maddison, che notò la mano della donna su quella del fidanzato. Scott si scusò con lo sguardo.
-Che succede?- chiese lei.
-Un'invasione demoniaca.- rispose Niamh.
-Dove?-
-Qui.-

Liam e Alvin caricarono i fucili d'assalto che avevano di fianco alle loro scrivanie, l'allarme stava risuonando in tutto il monastero, Elio inserì una cartuccia nel fucile a pompa che poi fece scivolare dietro le spalle, afferrò la pistola.
Noah comparve al loro fianco.
-Abbandoniamo la struttura.- disse con tono grave, Elio lo guardò stupefatto.
-Non possiamo.- obiettò.
-Non abbiamo mai visto una forza così devastante dai tempi della battaglia di Roma: non possiamo batterli.-
-Allora ce la fecero.- puntualizzò Liam. Noah lo guardò.
-Quelli erano Berserker, affiancati dagli angeli. Arriverà anche il nostro momento ma non se rimarremo qui a difendere un mucchio di rocce.-
-E le informazioni?-
-Tutto sarà trasferito, non vi preoccupate, abbiamo già fatto i preparativi. Dobbiamo soltanto guadagnare abbastanza tempo per permettere l'evacuazione.- Noah parlava veloce e guardando in basso, come se facesse fatica a ricordare le parole che doveva dire.
Alvin si allontanò ed espirò rumorosamente.
-So che odi quello che sto dicendo ma va fatto.- Noah aveva intuito subito. -Basta domande e mettetevi al lavoro. Le altre squadre hanno formato dei perimetri difensivi all'esterno.- li lasciò soli.
I tre si guardarono.
Parlò Liam per primo.
-Scott e Maddison sono al sicuro con Laura e Niamh, li dovranno accompagnare, anche loro due sono al sicuro. Noi che facciamo?-
Elio controllò il colpo in canna.
-Li ammazziamo.-
-Mi piace.- Alvin fece scorrere il carrello del fucile.
-Amen.-

Cominciò a piovere, il cielo si oscurò, le saette che illuminavano l'etere erano rosso sangue, dal nulla, all'esterno della struttura si svilupparono degli squarci scarlatti da cui cominciarono ad uscire le creature infernali abbattendosi su quelle mura come animali furiosi. Le forme dei demoni variavano, così come la loro grandezza.
-Vendicheremo Calala!- pronunciò il capo di quella spedizione punitiva: Maken, condottiero degli Inferi. Indossava una corazza di carne che simulava un corpo taurino, con due lunga corna, ossa dei nemici che aveva ucciso. La sua voce risuonò nei cuori di tutta l'inquisizione.
Il demone dispose le sue truppe mentre la tempesta rossa cessava.
Solo pioggia.
Solo lacrime.

Niamh strattonò Scott, stringeva la pistola nella mano sinistra, con loro c'erano anche altri inquisitori e monaci che dovevano condurre in salvo. I monaci erano gli studiosi dell'inquisizione, non combattenti, non esorcisti.
-Hai sentito?- Laura si voltò verso l'amica mentre correvano all'ascensore.
-Calala... è il demone che abbiamo ucciso.- ricordò Niamh. -Ma non abbiamo trovato nulla sul suo conto, non poteva essere uno tanto importante.-
-A quanto pare ci sbagliavamo.-

I demoni fecero irruzione dalla porta principale e si trovarono dinanzi alle armi della prima linea di difesa dell'inquisizione che difendeva l'ascensore.
Gli inquisitori aprirono il fuoco riuscendo ad ostacolare l'avanzata nemica ma mentre i cadaveri dei demoni si ammassavano quelli continuavano ad avanzare, a farsi scudo con i corpi dei loro compagni caduti, ringhiavano e ululavano; un gruppo di questi camminò sulle pareti laterali e fu in grado di attaccare direttamente gli inquisitori, era la prima crepa nella difesa. Gli inquisitori ricaricavano a turno per far in modo che il loro volume di fuoco fosse costante, i bossoli si ammassavano sotto i loro piedi, urlavano per scaricare l'adrenalina, prendevano la mira, erano consci che non ne sarebbero usciti vivi.
Alcuni demoni fecero irruzione dall'alto distruggendo il tetto; gli inquisitori, attaccati da due direzioni, si divisero i settori di fuoco coprendosi a vicenda.
Tennero la posizione per una decina di minuti.
I demoni, poi, diventarono furiosi.
Un manipolo di creature infernali si insidiò tra le fila degli inquisitori dilaniando e squartando, l'abbassamento del fuoco di soppressione causò l'avanzata dell'armata infernale che travolse la linea di difesa degli inquisitori e si riversò nell'ascensore, lasciandosi alle spalle un gruppo che banchettava sui corpi, e sulle anime, dei caduti.
Il bianco divenne rosso.

Alvin, Liam ed Elio erano alla terza e ultima posizione di difesa, dopo di loro c'erano i garage con i mezzi di evacuazione che, a turno, stavano caricando le persone e partendo alla volta delle diverse case sicure che l'inquisizione aveva in tutto il paese.
I loro fucili erano puntati nell'unica direzione in cui i demoni sarebbero potuti arrivare: il montacarichi.
-Siamo dei fortunati bastardi: saremo gli ultimi a morire.- dichiarò Liam piantandosi bene con i piedi per terra.
-Non morirà nessuno.- lo ammonì Elio.
-Zitti.- Alvin li fulminò entrambi, pensava a Laura.

Gli inquisitori della seconda linea difensiva avevano preso, di loro iniziativa, la scelta di andarsene col botto se le cose fossero andate male. L'inquisitore Jonah Miller, l'ultimo sopravvissuto, mentre vedeva la sua squadra venire fatta a pezzi per puro divertimento, strusciò, perdendo sangue per via di uno squarcio all'addome, fino a un detonatore collegato agli esplosivi che coprivano l'intero piano. Raggiunse il dispositivo, si girò per stare supino, fissò i demoni che avanzavano con un'espressione disgustata sul volto. La vista gli si stava annebbiando, alcuni mostri gli si stavano facendo vicino, coprendogli la visuale sul resto dei mostri, li uccise con due colpi precisi di pistola.
Nessuno gli avrebbe impedito di vedere l'ultimo atto della sua esistenza.
Le creature infernali si accorsero dell'ultimo umano che ancora respirava e si scagliarono, in branco, contro di lui che, con un ghigno amareggiato sul volto, fece pressione sul detonatore facendoli saltare tutti in aria; pezzi di demone si spiattellarono per tutta la stanza ricoprendo le scrivanie, le sedie, il soffitto, le pareti.
L'ultimo pensiero di Jonah fuggì colpito dall'onda d'urto.
Il sorriso, però, il sorriso rimase.

-Che cos'è stato?- domandò un inquisitore, Mark.
-Hanno minato il piano, quei bastardi.- rispose, con la voce rotta dall'adrenalina, Liam. -Credo proprio che ci abbiano appena salvato il culo.-
Noah, che fino a quel momento stava organizzando l'evacuazione, si avvicinò a loro.
-Mancano gli ultimi camion, poi toccherà a voi.- disse mettendo una mano sulla spalla ad Elio.
-*Pfff* Noi moriremo, Noah, lo sappiamo e lo accettiamo, porta solo in salvo gli altri e continua la guerra anche per noi.- sorrise.
Noah non disse nulla e scomparve di nuovo.
-Al bar, ci vediamo al bar.- concordò Liam.
-Io vado dritto alla sala giochi, ce l'avranno una sala giochi, no?- disse Alvin.
Da loro cominciò l'elenco della prima meta che gli inquisitori avrebbero visitato se fossero morti. Tutti ebbero la possibilità di dire la loro.
-Tu, Elio?- domandò Karen, un'inquisitrice.
-Io voglio rivedere mia moglie e i miei figli...-

Maken camminò sul sangue dei propri demoni mischiato con quello degli umani, non potette non considerare l'astuzia delle creature preferite di Dio, non aveva immaginato che fossero disposti a distruggere quel posto pur di ucciderli. Peccato per loro che per uno che ne uccidevano, altri dieci erano pronti a prendere quel posto.

-Ci siamo...- parlò Alvin.
Il tetto di fronte a loro e le parete laterali esplosero vomitando demoni.



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