ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 25 ottobre 2016
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Midnight in Venice parte 2

di kitchen. Letto 275 volte. Dallo scaffale Viaggi

Era quasi mattina ma il buio era ancora pesto. Camminavo stringendogli la mano, non per la paura che ci accadesse qualcosa da un momento al’altro, ma perché mi andava di farlo. Tanto ero cosciente del fatto che quella fosse la città.....

Era quasi mattina ma il buio era ancora pesto. Camminavo stringendogli la mano, non per la paura che ci accadesse qualcosa da un momento al’altro, ma perché mi andava di farlo. Tanto ero cosciente del fatto che quella fosse la città più sicura al mondo. In cui nulla muta, anche se passa il secondo. Una città in cui puoi camminare sicura ad ogni fuso orario. Non ero più considerata una straniera per quelle calli. Il mio percorso non era rettilineo ma disonesto. Un casino catartico in cui perdersi fra i suoi occhi, la strada che conducevo e la meta. Sembravamo due musicisti che componevano un aria da voci soprane e tenore. Le strade erano deserte, ma camminarci accanto mi sembravano piene. Sentivo gli occhi addosso della massa di gente che sono abituata a vedere. Consumavamo respiri fra le viuzze lunghe e strette e alzando gli occhi al cielo cercavamo stelle. Potevamo essere considerati dei pazzi dagli altri ma almeno eravamo vivi. Stavo attenta a dove mettevo i piedi poiché basta poca umidità per scivolare bene. Non davo retta ai ‘’ nizoleti’’ alle spiegazioni impresse nei muri appassiti per colpa delle sberle della laguna. Sono più un rebus che delle vere e proprie indicazioni. In questa città se vuoi raggiungere un posto te lo devi guadagnare e affidarti all'istinto devi imparare. E’ inutile chiedere pure a un passante, ti parlerà in un italiano tutto suo e ti sentirai un ignorante. Aumentai il passo e anche se andavo sicura sbagliai. Il suo sorriso era come il carnevale. Si prense gioco di me e mi fece sbagliare. Poco importava perché era stupendo così : con le sue spalle larghe e il cuore grande. Mi scorrevano fiumi di pensieri nelle vene e non vedevo l’ora di raggiungere l’unica piazza presente in questa isola. La nebbia era fitta e leggera nascondeva i balconi delle case e i lampioni sembravano lucciole. Attraversammo Rialto, illuminato dalle lucciole natalizie le quali non immigrano mai anche con il cambio stagione. Oramai eravamo vicini, mancava poco. In pochi istanti avrei varcato gli archi e visto lo spettacolo più bello dopo il big bang,


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: