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lavoro pubblicato sabato 22 ottobre 2016
ultima lettura lunedì 6 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Eros dell'anima

di Batckas. Letto 415 volte. Dallo scaffale Pensieri

Spesso mi sono chiesto che cosa mi rendesse davvero felice e ho trovato la risposta nel pigiare tasti, consumare penne e carta per dare forma e definizione al mio pensiero. Quando dico che scrivo perché per me scrivere è vita lo dico come...

Spesso mi sono chiesto che cosa mi rendesse davvero felice e ho trovato la risposta nel pigiare tasti, consumare penne e carta per dare forma e definizione al mio pensiero. Quando dico che scrivo perché per me scrivere è vita lo dico come quando un malato parla della medicina che gli permette di andare avanti perché il mio pensiero rischia di uccidermi dentro, per questo lo devo esorcizzare.
Nel momento in cui ho pensato a una storia, quella rimane nella mia mente come un chiodo. Ogni parola che dico, ogni persona che incontro, qualsivoglia avvenimento che mi si para dinanzi mentre ho una storia che intendo raccontare diventa materiale per scrivere, alimenta il pensiero che diventa insostenibile. Me ne devo liberare al più presto. E quando comincio a scrivere il tempo vola, crolla letteralmente perché sento di star facendo qualcosa che non semplicemente "amo" ma, di più, mi fa respirare, mi fa sentire vivo. Si oltrepassano le barriere mentali, si diventa demiurgo di un mondo personale, si stabilizzano delle regole. La creazione dei personaggi è un tagliuzzare la propria anima in piccoli pezzi.
"Davvero ho pensato a questo?" Mi viene da domandarmi mentre scrivo. Tocco vette e precipizi della mia mente che non avrei mai ritenuto possibile.
E mi rendo conto che da sempre ho voluto scrivere, fin da quando ero bambino, quando creavo le mie storie dove ero scrittore, regista e attore.
Nel momento in cui pongo la parola fine, poi, sento il bisogno di condividerla, sperando che anche l'eventuale lettore si senta libero proprio come accade a me scrittore.
Per questo non mi fido di chi fa filosofia sulla propria scrittura in maniera pubblica. Attraverso i miei occhi la scrittura è un auto erotismo dell'anima, per questo non la paleso se non quando sono sicuro che la mia scrittura possa diventare piacere anche per l'altro e non solo per me stesso.
Nella vita ci sono state esperienze, belle o brutte, ma sempre, di mezzo, c'è stata la scrittura: di un diario, di pensieri sfusi, di una storia mai raccontata.
Difatti quando mi chiedono ciò che faccio nel tempo libero non parlo mai della mia passione della scrittura, così come non esporrei mai la masturbazione; così come la masturbazione è, però, il soddisfacimento di un bisogno e il colmare la mancanza di una seconda persona, così diventa la scrittura, c'è un bisogno impellente dell'altro. La condivisione di un rapporto fisico nel sesso, la condivisione di se stessi nella scrittura. "Sono qui, io scrittore, nudo davanti a te nel mio libro, potrai scavare nella mia anima, esplorarla in lungo e in largo senza che nessuno ti dica dove fermarti. E mentre ti fai strada dentro il mio essere che vive nella scrittura, ti auguro di trovare quel riposo interiore, quel momentaneo attimo per te stesso che cerchi. Ti auguro di essere, io per te, ciò che la scrittura è per me: libertà, pace, Bene"


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