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lavoro pubblicato mercoledì 19 ottobre 2016
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Vescovo

di Batckas. Letto 303 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Sbadiglio. Padre Charles sta parlando da mezz’ora, sto seduto, attorno a me i miei confratelli si fingono interessati alle parole di quello zoticone. Siamo vescovi, per Dio, non una banda di marmocchi da istruire. Nel capanno che usiamo per i bri...

Sbadiglio.
Padre Charles sta parlando da mezz’ora, sto seduto, attorno a me i miei confratelli si fingono interessati alle parole di quello zoticone. Siamo vescovi, per Dio, non una banda di marmocchi da istruire. Nel capanno che usiamo per i briefing entra anche padre Vasili e guarda verso di me dopo aver sussurrato qualcosa nell’orecchio di Charles.
Tra poco mi chiama.
Mi fa cenno con un dito di seguirlo, mi alzo.
Sia benedetto il Signore.
Esco dal tendone.
Sono accolto dalla pioggia. Siamo al Monastero, la base operativa per qualsiasi operazione della Chiesa. È una vecchia abbazia con abbastanza spazio da ospitarci tutti e, soprattutto, è tagliata dal mondo, abbiamo subito pochissimi attacchi e tutti sventati. I cadaveri degli assalitori sono ormai scheletri sulla via tortuosa che porta alle nostre porte.
Vasili cammina lentamente con le mani raccolte dietro la schiena. Mi affianco a lui.
-Missione per te.- mi dice senza guardarmi.
Finalmente.
-Dove?-
-Faro della Speranza.-
-Che cosa è successo?-
Ci spostiamo lungo il cortile, superiamo i monaci che si allenano, i diaconi che istruiscono i più piccoli, i sacerdoti che catalogano gli ultimi approvvigionamenti che abbiamo recuperato. Tutto sotto la pioggia costante. Il terreno è fango, gli stivali si imbrattano tutti.
-Sai chi risiede a Faro della Speranza?- mi chiede Vasili.
-Sì: lady Werter, Sonia Lasilo, cosa c’entra?-
-Ci ha contattato lei…-
-L’ultima volta che ho controllato è stata lei a mandarci quel gruppo di mercenari per farci fuori.-
-Ricordi bene. A quanto pare le cose sono cambiate e ha bisogno del nostro aiuto.-
-Perché io?-
-Perché entrambi sappiamo che ascoltare padre Charles è come fustigarsi col cilicio.- sorride.
-Mai parola più vera.-
-E tu non hai bisogno che ti vengano spiegate le regole, i precetti o dottrine. Fin da quando sei arrivato qui sapevi tutto, anche più di tutti noi messi insieme. Sei un mandato da Dio, un eletto…-
-Sono solo un uomo che non ricorda niente del suo passato.-
-Ma hai dei doni.-
-Sì… questo sì. Ancora non hai risposto alla mia domanda. Perché io?-
-Temo… ho il terrore, a dire il vero, che ci siano forze oscure all’orizzonte che vogliano minare ancora di più la sicurezza di questo mondo devastato. Sono mesi che ormai non riceviamo più notizie dei nostri scout riguardo i Cercatori della Bestia.-
-Pensi stiano tramando qualcosa? Se avessero trovato il Diavolo me ne sarei accorto.- gli spiego.
Ci fermiamo davanti gli alloggi, riparandoci sotto uno sperone roccioso.
Leggo negli occhi di Vasili una preoccupazione profonda.
-Hai avuto delle visioni?- gli domando mettendogli una mano sulla spalla per incoraggiamento. Fa cenno di sì con il capo. –Cosa hai visto?-
Vasili comincia lentamente a tremare e non è il freddo. Si aggrappa a me con tutte le sue forze, comincia a piangere, si inginocchia.
-La fine… la fine di tutto.-
-L’Apocalisse? Per mano dei Cercatori della Bestia?-
-No…-
Mi inginocchio davanti a lui per essere alla stessa altezza.
-Per mano tua…-



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