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lavoro pubblicato martedì 20 luglio 2004
ultima lettura giovedì 6 dicembre 2018

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GUMBLUK - La preistoria (5)

di livio blocco. Letto 1069 volte. Dallo scaffale Umoristici

44.444 a.c., territorio francese odierno di La Ferrassie - sentiero al limitare della foresta che avvolge la Grande Radura del villaggio uruko. ...

44.444 a.c., territorio francese odierno di La Ferrassie - sentiero al limitare della foresta che avvolge la Grande Radura del villaggio uruko. E il giorno tornò. E anche la notte tornò, mentre la luna attraverso il cielo terso seguitava a rischiarare la foresta che circondava il villaggio dei bravi Uruki mamelumi. "Gummhor degli uri" attendeva il nipote, seduto con la schiena contro un tronco d'albero. Ma il tempo passava, passava stancamente e inutilmente finchè non sopraggiunse l'alba. Improvvisamente Gummhor, destatosi dal torpore che lo aveva ormai pervaso quasi del tutto, con uno scatto animalesco balzò in piedi, si arrampicò sull'albero in un batter d'occhio e si appollaiò quindi su un grosso ramo della pianta. Di nuovo infatti il silenzio della foresta veniva rotto da rami anch'essi rotti e da frasche piegate da una strana creatura con gli occhi fuori dalle orbite, iniettati di sangue, ansante, e con poche pelli di animale indosso. Benché immerso in un evidente stato di terrore nel quale si poteva essere naturalmente indotti a causa di una così orrenda visione, Gummohr "il cacciatore", con sprezzo del pericolo e disprezzo dell'essere abominevole, si gettò dal grosso ramo proiettandosi sul mostro repellente. Questo dimostrò allora tutta la vigliaccheria di cui poteva essere capace, cercando di confondere l'uruko con parole menzognere: - Aahhg! zio Hor, lasciami! sono io! sono Gumbluk! per favore!? - - Mai!! non ti credo! ti ho colpito con un pugno, e seguiterò a colpirti con dei calci, e poi con la testa, e poi con un bastone e... e così via!! - - Ahi! basta, ti ripeto che sono tuo nipote!! - - Già! Infatti! prendi questo! dove hai messo mio nipote, cosa ne hai fatto? Certamente l'hai divorato, brutta bestia schifosa e maledetta! Tu... tu stai soltanto dimostrando tutta la vigliaccheria di cui puoi essere capace, cercando di confondere l'uruko con parole menzognere; lo so, l'ho sentito dire! uhmmm... veramente sei Gumbluk!? E perchè non l'hai detto subito?- Così dicendo, nonché alquanto mortificato, Gummhor tese allora il suo braccio verso il nipote dolorante e steso ancora a terra. Il ragazzo rifiutò però l'aiuto, evidentemente in collera verso il parente, cercando di rialzarsi da solo. Un moto di sconforto si impadronì a quel punto del giovane mamelumo. E dalle parole che rivolgeva allo zio si poteva intuire quanto Gumbluk non fosse più molto sicuro di proseguire l'avventura appena iniziata. - Ehi, zio Gummhor! te l'ha mai detto nessuno che sei una vecchia, imbecille testa di crockto sottosviluppata!? - - Ehmm... capisco che tu ora possa sentirti in collera con me... Ma non si esce da una foresta conciati in quel modo, che diamine!! Su, alzati adesso! - - Malediz... sono GIA’ alzato!! Sentimi bene: non se ne fa più niente. Senza rancore, tu te ne vai di là, e io me ne torno di qua! - - Torni!? - - Sì, torno! - - Veramente avresti il coraggio di tornare da Zeula!? - Soltanto a sentire quel nome, quel suono agghiacciante, Gumbluk ammutolì, mentre un brivido lo scosse vistosamente. - Tu credi veramente che quella donna - proseguì Gummhor - ti permetterà di ritentare una fuga e di ritornare un giorno a casa tua, per reclamare la tua eredità, e per cacciarla poi a calcioni dal villaggio? Bè... ascolta allora! Come è vero che non è gradevole tenere una rana viva in bocca per molto tempo, così credimi: Zeula ti ucciderebbe molto tempo prima! E come è vero che non è neanche piacevole baciare il culo di una rana appena uscita dallo stagno, così convinciti anche del fatto che Zeula non rimarrà ad aspettare che tu possa tornare, ma ti inseguirà chissà fino a quando in capo al mondo pur di farti a pezzi! perciò muoviamoci, e anche subito!! - - Burp... che schifo! ma si può sapere perchè ce l'hai tanto con le rane ? - - Ah, quelle! tu non sai cosa mi hanno fatto... un giorno ti racconterò tutto. Ma ora andiamo! - - Secondo me, zio, tu esageri! Zeula a quest'ora starà al massimo chiamandomi dalla soglia della porta, credendo ingenuamente che io abbia perso nuovamente la strada di casa giocando a nascond... - Il sibilo, ed il successivo conficcarsi dell'ascia di pietra nel tronco dell'albero più vicino a Gumbluk interruppero le parole troppo fiduciose di questi che, in preda al terrore, mormorò: - Zzz...zeze... - - Zeula!? - esclamò invece Gummhor, strattonando poi il nipote che era rimasto praticamente impietrito dalla paura - corri, nipote! corri, se ci tieni a non fare la fine delle rane quando... - - Insomma! scappiamo, ma non mi rompere più le pelli con le tue maledette rane, non le sopporto, mi hai stancato!! - Un altro sibilo, e un'altra ascia che si andava a conficcare accanto alla precedente posero termine alle discussioni, dando il via ad uno scatto da cinquantametristi che si lasciò dietro Zeula e le sue imprecazioni rivolte soprattutto al ragazzo: - Maledetti Gummi bastardi! Vi inseguirò in capo al mondo e vi scannerò con le mie mani! Gumbluk!! non avrai mai l'eredità!! Mi senti!? non l'avrai maahaahii!!! - Si sedette quindi sul terreno come esaurita dal livore che le divorava spietatamente il fegato, seguitando a maledire fra sè e sè il povero Gumbluk: - Verme gobbo e ingrato, andare via così, senza neanche un graffito di saluto. Dopo tutto quello che ho fatto per te, per la tua salute, il tuo futuro, soprattutto il tuo futuro mi premeva, e mi preme ancora che tu NON abbia, futuro... - * * *


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